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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di VOGLIO TORNARE A SPERARE]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/8424/all?offset=60</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/9916/ama-il-prossimo-tuo-come-te-stesso</guid>
	<pubDate>Mon, 09 Nov 2015 12:36:23 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/9916/ama-il-prossimo-tuo-come-te-stesso</link>
	<title><![CDATA[Ama il Prossimo Tuo Come Te Stesso]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Perch&egrave; si sente l'esigenza di formulare una&nbsp;<strong>filosofia della vita</strong>?. </span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Uno dei motivi &egrave; senz'altro il seguente: in questo mondo i<strong> valori tradizionali si sono sgretolati</strong>, molta gente ha le idee confuse sui veri&nbsp;<strong>obiettivi dell'esistenza</strong>; quelli che ognuno di noi mette al&nbsp;<strong>primo posto</strong>.</span></p>
<p><img src="https://e-le-stelle-stanno-a-guardare.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/39366/universal%20love.jpg" alt="amare il prossimo" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Un tempo in cima alla scala dei valori c'era il&nbsp;<strong>patriottismo</strong>, tanto che era considerato un privilegio morire per la patria: <strong>Enrico&nbsp;</strong><strong>Toti</strong>, esempio citato sui libri di testo, che intrepido e sprezzante del pericolo, lancia la sua stampella al nemico, unica arma, mentre &egrave; crivellato di colpi mortali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Anche la religione una volta ispirava ideali di vita, ma oggi l'<strong>autorit&agrave; costituita e la chiesa&nbsp;</strong>non sono pi&ugrave; quelle di una volta: tanto che i nuovi imperatori della nostra epoca sono il "&nbsp;<strong>Denaro ed il Potere</strong>&nbsp;", e non bisogna scavare nella realt&agrave; per notare questa verit&agrave;: si pu&ograve; senz'altro asserire che l'uomo,&nbsp;<strong>cosidetto civile</strong>, dimostra la sua civilt&agrave;&nbsp;<strong>quanto pi&ugrave; si rende schiavo del denaro e del potere.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Obiettivo pericoloso a volte distruttivo e sicuramente egoistico.</strong><br>Le granndi leggi della natura si applicano a tutti i livelli, e ci sono regole che si ripetono costantemente.<br><strong>L'unit&agrave; pi&ugrave; piccola di sostanza vivente: la cellula.<br>Nei sistemi solari i pianeti ruotano intorno ai soli.<br>Nell'atomo gli elettroni compiono delle orbite intorno al nucleo.</strong><br>Sicuramente ci saranno anche analogie anche nel comportamento di gruppi umani, nel loro modo di reagire nello stress e al pericolo dello stress: ma una qualit&agrave; comune di tutti gli esseri viventi &egrave; "&nbsp;<strong>L'EGOCENTRISMO&nbsp;</strong>".</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questa non &egrave; una caratteristica positiva e potrebbe anche essere il&nbsp;<strong>peccato originale di cui si parla nella Bibbia.</strong><br>Non c'&egrave; dubbio comunque che &egrave; un fatto istintivo per&nbsp;<strong>ogni organismo vivente ricercare costantemente il proprio benessere.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si pu&ograve; anche chiamarlo&nbsp;<strong>istinto di conservazione, egoismo</strong>: ma &egrave; connaturato nell'uomo, e&nbsp;<strong>nell'ambito della societ&agrave; questo egocentrismo, se non viene modificato, diventa molto pericoloso.</strong><br>Tutte le grandi religioni hanno riconosciuto questa realt&agrave; ed hanno cercato di modificarla ricorrendo a nobili principi come "&nbsp;<strong>ama il prossimo tuo come te stesso</strong>&nbsp;".</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://psichenessunoecentomila.files.wordpress.com/2015/05/high-self-esteem-and-low-self-esteem.jpg" alt="egocentrico attempato" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questo principio ha dato buoni frutti, ma, al giorno d'oggi (<em>causa tutti i media televisione, cinema, giornali ecc.</em> ), l'uomo non pu&ograve; pi&ugrave; seguirlo alla lettera.<br>Inoltre, per la teoria del " PIU' " ( <em>il pi&ugrave; bello, il pi&ugrave; forte, il pi&ugrave; atleta, il pi&ugrave; intelligente ecc.</em> ) e per le cifre astronomiche con cui vengono gratificati questi " PIU' ", &egrave; diventato, per molti anche senza scrupoli, un traguardo di ricchezza.<br>Pensato questo premeditatamente dai potenti del mondo per minare psicologicamente i valori della vita, si &egrave; arrivato ad affermazioni, da parte di un ministro italiano, di questo tipo: - ....&nbsp;<strong>&egrave; assolutamente accettabile prostituirsi per la carriera</strong>.... -.<br><strong>L'apoteosi dell'annullamento della personalit&agrave; dell'uomo: letteralmente schiavo del denaro facile.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong></strong><strong>A questo punto guerre, assassini, ruberie, corruzione, malgoverni, mafie, vengono ufficializzate, cio&egrave; riconosciute ufficialmente dal Governo, anzi si &egrave; cercato di far approvare leggi ad personam per poter proteggere l'illegalit&agrave;.</strong><br>Secondo le leggi della natura&nbsp;<strong>ogni organismo vivente ricerca costantemente il proprio benessere, e questo potrebbe giustificare l'egocentismo.</strong><br>Torniamo un momento alle origini, quando sulla terra apparve la prima forma di vita.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Quegli&nbsp;<strong>organismi primitivi&nbsp;</strong>dovevano competere fra di loro per procurarsi nutrimento, spazio, e tutto il necessario per la sopravivenza.<br><strong>Queste</strong>&nbsp;<strong>piccole entit&agrave; egoiste e combattive intuirono in qualche modo il vantaggio di associarsi in un organismo pi&ugrave;</strong><strong>complesso</strong>: un gruppo di cellule con funzioni digestive, locomotorie, difensive e cos&igrave; via:&nbsp;<strong>in questo modo ogni cellula garantiva non solo la propria sopravivenza, ma anche quella delle altre cellule.</strong><br>Ecco come &egrave; nato il prncipio dell'<strong>egoismo altruistico</strong>; che visto sotto un punto di vista opposto non &egrave; altro che la forma di<strong>xenofobia che oggi attanaglia i popoli</strong>.<br>Categoricamente: tu non sei dei miei, sei nemico, da eliminare. Irrazionale, ancora come nella preistoria. Ma non &egrave; che ci chiamiamo&nbsp;<strong>CIVILI</strong>?.&nbsp;<br>I licheni, sappiamo che consistono di due organismi distinti e separati, un'alga ed un fungo, che si nutrono e si sostengono a vicenda per la conservazione della specie. Per questa forma di autosufficenza i licheni non si estingueranno mai.<br>Le cellule di un corpo umano: sono miliardi e miliardi che lavorano insieme perch&egrave; tutte le funzioni si svolgano in armonioso equilibrio.<br>Supponiamo che l'uomo faccia parte di un sistema macroscopico di questo tipo, perch&egrave; invece di separarci ( nel mondo esistono circa 250 Nazioni, che parlano 3.000 idiomi differenti ) non collaboriamo per il progresso ed il benessere di tutti?.<br>E' per il denaro e la ricchezza, inutili stati temporanei di benessere che servono solo ad umiliare la dignit&agrave; umana, portandoci verso l'autodistruzione.<br>Basti pensare che &egrave; stata coniata anche la parola meritocrazia per giustificare l'azione di separare le persone, ma siamo pur sempre esseri superiori "&nbsp;<strong>CIVILI</strong>&nbsp;".<br><strong>Perch&egrave;, quindi, non eliminiamo il denaro e riportiamo l'uomo al centro del sistema naturale della vita?.</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40630/perde-il-portafoglio-mentre-era-a-sciare-lo-ritrova-dopo-55-anni</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 08:05:59 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40630/perde-il-portafoglio-mentre-era-a-sciare-lo-ritrova-dopo-55-anni</link>
	<title><![CDATA[Perde il portafoglio mentre era a sciare - lo ritrova dopo 55 anni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Bill Leech</strong>, e cinquantacinque anni fa, quando aveva solo 18 anni ed era studente a <strong>Grenoble</strong>, in Francia. Essendo amante dello sci, si era concesso una vacanza a Chamrousse, ma durante il soggiorno sulla neve aveva smarrito il suo portafogli marrone.</p>
<p><img src="https://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/03475/Bill-Leech-m_3475177f.jpg" alt="portafoglio ritrovato dopo 55 anni" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il portafoglio &egrave; rispuntato fuori guardacaso, dopo 55 anni: era finito in una fessura del bancone dello chalet, dove gli era scivolato, senza che nessuno se ne accorgesse.</p>
<p>Ora, a 73 anni, ne &egrave; tornato in possesso.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.adnkronos.com/">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10046/la-trappola-del-tempo-crescere-e-invecchiare-con-dignit</guid>
	<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 18:43:15 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10046/la-trappola-del-tempo-crescere-e-invecchiare-con-dignit</link>
	<title><![CDATA[La Trappola Del Tempo - crescere e invecchiare con dignità]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Ci sono due modi di vivere il<strong>&nbsp;tempo</strong>: alcuni si lamentani di non averne mai, altri non sanno come ammazzarlo. Il<strong>&nbsp;tempo</strong>, invece, &egrave; distribuito secondo un principio di giustizia: ognuno riceve 60 minuti ogni ora e 24 ore ogni giorno, n&egrave; pi&ugrave; n&egrave; meno. Quel che &egrave; distribuito in maniera diversa sono gli impegni quotidiani, il che rende le giornate troppo lunghe per alcuni e troppo corte per altri.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://newsitaliane.it/wp-content/uploads/2015/07/La-vera-et%C3%A0-biologica-Un-test-dimostra-che-gli-eterni-giovani-esistono-davvero.jpg" alt="Sapere invecchiare" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Una sorta di piano di lavoro pu&ograve; aiutare noi adulti a cavarcela tra i nostri numerosi impegni, evidentenziando come passiamo le 168 ore di una settimana. Pu&ograve; risultare che abbiamo dormito per un totale di 3020 minuti, sacrificato al lavoro 2875 minuti, passato altri 1885 in occupazioni varie, quali la spesa od una visita dal dentista lasciando per lo svago solo 2300 minuti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I problemi connessi con il&nbsp;<strong>tempo</strong>&nbsp;sono spesso dovuti a situazioni esterne. Cadiamo continuamente nelle trappole che noi stessi ci tendiamo quando assumiamo un numero eccessivo di impegni. E poi perdiamo le staffe perch&egrave; veniamo spiazzati da un imprevisto qualunque. Per evitare le trappole, cominciamo ad identificarle.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;1: attivit&agrave; coatta.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per molti sprecare tempo &egrave; uno dei peccati pi&ugrave; gravi. Questo atteggiamento riflette anche la filosofia di vita della societ&agrave; industriale. Pi&ugrave; lavoriamo, pi&ugrave; abbiamo ragione di considerarci elementi utili di questa societ&agrave;. Le persone pi&ugrave; rispettate sono quelle occupatissime, che non hanno mai tempo. Non c'&egrave; dubbio che spesso siamo sommersi da impegni, ma molti hanno bisogno di questa enorme mole di lavoro per sentirsi utili.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;2: paura del vuoto.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Perch&egrave; la gente nella sala d'attesa dal medico o dal parrucchiere cerca subito una rivista da sfogliare? Perch&egrave; si spazientisce quando deve aspettare, anche se ha molto tempo a disposizione come un pensionato. Molti non tollerano l'inattivit&agrave;. Se vogliono rilassarsi hanno bisogno della televisione, di un libro o di un lavoro di cucito. Ci sono persone che non osano uscire in una bella giornata solo per passeggiare o godersi il sole. Alcuni usano come pretesto la passeggiata igienica del cane per fare due passi. L'attivit&agrave;, ogni tipo di attivit&agrave;, ci fornisce cos&igrave; la scusa che siamo troppo occupati per affrontare qualunque problema, per parlare dei nostri desideri o per discutere divergenze di opinione in materia di economia casalinga. Il disagio che a volte avvertiamo per questa situazione lo soffochiamo poi buttandoci a capofitto in altre attivit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://willoworldhomepage.files.wordpress.com/2011/04/il2bsono2bil2btempo.jpg" alt="utilizzare il tempo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Trappola N&deg;3: incapacit&agrave; di dire no.</strong><br>Molti si assumono troppe responsabilit&agrave; non tanto per dare un mano, quanto per non essere guardati male dagli altri: essendo insicuri, dipendono dall'approvazione altrui. Aderiscono perci&ograve; ad ogni richiesta, anche se sgradevole. Il desiderio di lode &egrave; a volte tanto forte che evitano persino di sottolineare quanto sia costato in termini di tempo e difficolt&agrave; lo svolgimento di un certo lavoro. Queste critiche non sono rivolte contro chi &egrave; cortese coi propri simili e si rende utile.<br>Il problema per le persone che non sanno dire di no &egrave; di accollarsi sempre pi&ugrave; impegni di quanti possano svolgerne. Perci&ograve; si sente sovraccarica e sfruttata e si irrita con se stessa e per le pretese altrui.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;4: spreco del tempo libero.</strong><br>Passiamo spesso da un 'attivit&agrave; ad un altra, ma il<strong>&nbsp;tempo</strong>&nbsp;tra queste viene in genere sprecato. Non ha senso cominciare qualcosa tra un impegno e l'altro. Un altra scusa frequente &egrave; che abbiamo bisogno di tempi lunghi per familiarizzarci con il soggetto. Ma l'attivit&agrave; successiva &egrave; gi&agrave; programmata, anche se si tratta solo del notiziario o di un giallo alla televisione. Una delle ragione per cui la gente si lamenta della mancanza di tempo, nonostante il fatto che il tempo libero sia aumentato, &egrave; che non sa investire il tempo libero di cui dispone.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Trappola N&deg;5: rifiuto di pianificare.</strong><br>Gli studenti che devono preparare un esame o scrivere una tesina spesso affermano di poter lavorare solo quando si sentono dell'umore giusto. Di conseguenza, rimandano il lavoro all'infinito, e non possono quindi godersi il tempo libero, angustiati come sono dal pensiero di quello che devono fare. In pi&ugrave;, alla fine, si troveranno con il tempo che stringe. Pur sapendo che le cose vanno cos&igrave;, gli studenti non scelgono di farsi un programma, ma sostengono di rendeere al meglio quando sono sotto pressione.<br>La nostra resistenza a programmare il tempo deriva da diverse immagini simboliche che abbiamo nella mente: da una parte il pianificatore pedante, che pensa solo alle scadenze, e dall'altra lo spensierato improvvisatore che lavora tutta la notte quando ne sente l'urgenza, ma decide di uscire a fare una passeggiata quando splende il sole. Nessuna delle due immagini corrisponde alla realt&agrave;: il pianificatore organizza le sue giornate secondo le sue necessit&agrave;, raggiungendo cos&igrave; un buon equilibrio tra lavoro, tempo libero e divertimento, mentre l'altro perder&agrave; probabilmente tutta la sua libert&agrave; all'avvicinarsi delle scadenze.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.dottorsport.info/wp-content/uploads/2015/07/Linvecchiamento-inizia-da-giovani.jpg" alt="invecchiare con dignit&agrave;" width="340" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Trappola N&deg;6: difficolt&agrave; ad iniziare.</strong><br>Conosciamo tutti la situazione: abbiamo deciso di dedicare il sabato mattina al disbrigo della corrispondenza.&nbsp;<br>Naturalmente prima facciamo colazione con calma e leggiamo il giornale, poi esaminiamo tutte le lettere. Subito dopo dobbiamo fare una telefonata, infine decidiamo che la posta non &egrave; poi cos&igrave; urgente e che pu&ograve; aspettare. Quando ci mettiamo al lavoro, non riusciamo in genere a finirlo.<br>Lo stesso problema si presenta quando ci perdiamo in una miriade di piccole attivit&agrave; prima di riuscire a concenttrarci sulla pi&ugrave; importante. Quando infine ci dedichiamo pienamente a quest'ultima, abbiamo gi&agrave; sprecato moltissimo tempo, e cerchiamo subito l'attivit&agrave; pianificata susseguente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Trappola N&deg;7: falsa percezione del tempo.</strong><br>Alcune persone hanno un senso del tempo cos&igrave; forte da destarsi sempre alla stessa ora senza bisogno di puntare la sveglia.<br>Le cose cambiano quando si tratta di misurare certi spazi di<strong>&nbsp;tempo</strong>. Se ci annoiamo o aspettiamo con impazienza che si determini un certo avvenimento, un minuto sembra un'ora. Se ci divertiamo con gli amici, restiamo spesso sorpresi rendendoci conto di quanto sia passato in fretta il tempo. Ritornando al passato, invece, succede il contrario: una serata piacevole, un bel viaggio, periodi che sono passati tanto rapidamente, occupane nella nostra mente uno spazio assai maggiore delle lunghe settimane di routine quotidiana. La memoria dell'uomo non sa giudicare il tempo.<br>La gente che ha tempo non lavora necessariamente meno di quella che &egrave; sempre di corsa, ma sa stabilire delle priorit&agrave; e si attiene alle decisioni prese.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Imparare ad usare al meglio il tempo pu&ograve; aiutarci a cambiare la nostra esistenza ed a portare a termine le nostre incombenze.<br>- Esiste un grande quotidiano mistero di cui tutti gli uomini sono partecipi:<strong>&nbsp;il tempo</strong>.<br>Esistono calendari e orologi per misurarlo, misure di ben poco significato, perch&egrave; tutti sappiano che, talvolta, un'unica ora ci pu&ograve; sembrare un'eternit&agrave;, ed un'altra invece passa in un attimo... dipende da quel che viviamo in quest'ora.&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>PERCHE' IL TEMPO E' VITA</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/22226/perch-solo-gli-italiani-accompagnano-i-bambini-a-scuola</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 13:16:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/22226/perch-solo-gli-italiani-accompagnano-i-bambini-a-scuola</link>
	<title><![CDATA[Perchè solo gli italiani accompagnano i bambini a scuola]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Solamente i genitori italiani <span style="text-decoration: underline;">accompagnano i propri figli a scuola</span>. Sono in &nbsp;in tanti, una moltitudine, rispetto agli altri Paesi. Lo conferma anche lo studio dell&rsquo;Istc-Cnr promosso dal Policy Studies Institute di Londra &mdash; un&rsquo;indagine che riguarda 15 Paesi del mondo, tra cui Italia e Germania. Ebbene,&nbsp;<strong>l&rsquo;autonomia di spostamento dei bambini italiani nell&rsquo;andare a scuola &egrave; passata dall&rsquo;11% nel 2002 al 7% nel 2010.</strong>&nbsp;Per fornire un metro di paragone l&rsquo;autonomia dei bimbi inglesi &egrave; al 41% e quella dei tedeschi al 40%.</p>
<p><img src="https://www.okmugello.it/wp-content/uploads/2010/12/scuolabus-vaglia.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&Egrave; uno dei pochi casi di studi superflui. Basta osservare le dinamiche del <span style="text-decoration: underline;">traffico in orario scolastico</span>. Noi italiani causiamo ingorghi a croce uncinata e spesso posteggiamo le macchine in doppia fila perch&eacute; non ci basta avvicinare i ragazzi alla scuola, no,&nbsp;<strong>desideriamo portarli per mano fino in classe</strong>. E non finisce qui.</p>
<p><span></span><strong>Noi genitori italiani ci azzuffiamo</strong>&nbsp;nei consigli di classe con i professori se lo zaino dei nostri figli supera un certo peso. Non siamo rubricati tra i lettori forti di studi medici e scientifici ma siamo pronti a citare i risultati degli ultimi report che spiegano perch&eacute; uno zaino troppo pesante potrebbe causare irreversibili danni psicofisici ai nostri figli.</p>
<p><strong>Noi genitori italiani parcheggiamo</strong>&nbsp;in doppia fila, causiamo ingorghi &mdash; <em>oltre a produrre smadonnamenti e urla di disperazione degli altri cittadini</em> &mdash; e in questo bailamme, noi, con calma zen aspettiamo che escono da scuola i nostri pargoli e ci accolliamo il loro zaino, cos&igrave; che possano fare i cento metri che separano scuola da casa liberi da pesi ingombranti. <br>Noi genitori italiani parliamo continuamente di cibo e vogliamo che i nostri figli assaggino solo quello sano, genuino e biologico, sempre a chilometro zero, per&ograve; come ci piace cucinare per loro porzioni abbondanti, come se il cibo &laquo;<em>sano</em>&raquo; non contenesse calorie, e come poco ci piace, invece, costringerli a muoversi a piedi: no, poveri figli, piove, nevica, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;uragano, copriamoli bene e accompagniamoli, in macchina che tra l&rsquo;altro lo zaino &egrave; pesante.</p>
<p><strong>Noi genitori italiani</strong>, naturalmente riconosciamo che s&igrave;, accompagnare i figli &egrave; motivo di stress per noi e per il traffico italiano, per&ograve; riuniti in&nbsp;<strong>conciliaboli nei bar</strong>&nbsp;(<em>macchina in doppia fila</em>) dopo aver accompagnato i figli a scuola, discutiamo e stabiliamo che purtroppo, vista e considerata la situazione odierna, non c&rsquo;&egrave; rimedio: i nostri figli a scuola a piedi no, proprio no. Ma naturalmente siamo lirici: ah, ai nostri tempi, allora s&igrave; che la citt&agrave; era sicura e si poteva andare a piedi, non come oggi.</p>
<p><strong>Noi genitori eravamo forti e tosti</strong>, giocavamo nella terra, facevamo a botte (ancora oggi facciamo a gara: chi ha pi&ugrave; punti per ferite da sassaiole), sfidavamo maniaci e altri loschi figuri e purtroppo, ora, i nostri figli tutto questo non possono farlo: la citt&agrave; &egrave; cos&igrave; trafficata si pu&ograve; finire sotto una macchina (<em>vero, visto tutti i genitori che accompagnano i figli a scuola</em>), dovunque zingari, strane figure, e lestofanti vari. Niente, ci tocca proteggerli, chiuderli in macchina. Purtroppo.</p>
<p>Poi a qualcuno di noi genitori a volte capita di finire in Germania, in Inghilterra, in Francia e di notare lunghe file di bambini e ragazzi che vanno a scuola, da soli, fin da piccoli, a piedi. Che sorpresa. Forse, pensiamo, in quelle citt&agrave; civili non esistono criminali per le strade e tutto &egrave; pi&ugrave; ordinato e civile. Poi ci rendiamo conto che l&igrave;, s&igrave;, &egrave; tutto pi&ugrave; civile, perch&eacute; nei consigli di classe invece di pesare con bilance al quarzo lo zaino dei figli, si lotta anche e soprattutto per avere pi&ugrave; bus in alcune fasce orarie, per ottenere percorsi protetti per bambini, o ci si organizza per il trasporto con mezzi comuni.</p>
<p>Anni fa, quando nacque mio figlio e spingevo di notte la culla per farlo addormentare, mi capit&ograve; di vedere in tv un&rsquo;intervista a Colin Ward. Gli chiedevano del pensiero utopistico, se esisteva o non esisteva. Lui rispose s&igrave;, esiste, ma si occupa di tre cose, le citt&agrave;, come le costruiamo e per chi le costruiamo, i bambini e le automobili (<em>come fare a prenderle il meno possibile</em>). L&rsquo;utopia dunque si sposava con buone pratiche quotidiane, e quest&rsquo;ultime, purtroppo, dipendono da noi e non da generici altri: tocca muoverci, quindi.</p>
<p><strong>A piedi, si intende.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/38930/russia-al-via-lenergia-libera</guid>
	<pubDate>Mon, 29 Jun 2015 19:37:51 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/38930/russia-al-via-lenergia-libera</link>
	<title><![CDATA[Russia: al via l'energia libera]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dalla Russia continuano a giungerci grandi e piacevoli sorprese, e dopo il&nbsp;divieto tassativo alla circolazione di aerei chimici&nbsp;e l&rsquo;abolizione dei chip sottocutanei Apple &egrave; arrivato il turno delle energie libere e infinite.</p>
<p><img src="https://toonstore.net/Derogatory/tesla/avatar" alt="bobina di tesla" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p>Stando infatti agli ultimi dati raccolti il presidente russo&nbsp;<strong>Vladimir Putin</strong>&nbsp;avrebbe stanziato un enorme finanziamento nel settore delle energie libere, composto in parte da fondi pubblici e in parte da fondi privati dello stesso Putin, segno evidente che il presidente sa bene quel che fa.<br>Dalle ultime mosse russe &egrave; facile dedurre che la superpotenza voglia diminuire la sua dipendenza economica da paesi esteri come gli USA, subtoli schiavi del Nuovo Ordine Mondiale.<br>La Russia tutt&rsquo;oggi &egrave; costretta a vendere gran parte del proprio gas e petrolio alle multinazionali per fronteggiare alle spese per il proprio fabbisogno elettrico.</p>
<p><img src="https://www.agenziastampaitalia.it/immagini/putins.jpg" alt="Putin: energia elettrica libera a tutti" width="500" style="border: 0px;"><br><span></span><br>Il fondo russo per la free energy andr&agrave; a finanziare diversi progetti paralleli, molti dei quali affondano le loro radici negli studi del celebre e incompreso&nbsp;<strong>Nikola Tesla</strong>.<br>Tra questi progetti capeggia quello degli scienziati russi&nbsp;Leonid e Sergey Plekhanov, per la ricostruzione della Torre Tesla&nbsp;(Wardenclyffe Tower), uno strumento in grado di portare energia nel mondo senza l&rsquo;ausilio di fili e in maniera assolutamente gratuita, con un impatto ambientale praticamente nullo.</p>
<p>Dietro a questa mossa, per&ograve;, non vi &egrave; soltanto il desiderio di affermarsi, e smascherare le lobby energetiche mondiali, ma anche la necessit&agrave; di portare energia elettrica alle popolazioni rurali che a causa del fabbisogno crescente e agli embarghi rimangono spesso senza energia elettrica.<br>Come &egrave; noto al presidente Putin sta molto a cuore la parit&agrave; dei diritti e non pu&ograve; continuare ad accettare che una parte dei suoi cittadini sia privata di un bene primario come l&rsquo;elettricit&agrave;, a causa dei subdoli giochi degli USA/NWO, ed ha quindi deciso di rompere il tacito accordo che vede il divieto tassativo di sviluppare fonti energetiche infinite.</p>
<p>A noi ricercatori indipendenti di verit&agrave; non resta che attendere fiduciosi e vedere come le cose andranno a finire, e certamente il resto del mondo non potr&agrave; poi continuare ad ignorare certe cose.<br>E&rsquo; questa l&rsquo;alba di una nuova era per il genere umano</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35124/lavare-i-capelli-con-laceto-di-mele</guid>
	<pubDate>Sat, 30 May 2015 07:05:27 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35124/lavare-i-capelli-con-laceto-di-mele</link>
	<title><![CDATA[Lavare i capelli con l'aceto di mele]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Usate l&rsquo;aceto di mele per lavare i capelli</strong>&nbsp;&egrave; un ottimo rimedio per svariati problemi ai capelli e al cuoio capelluto. Questo alimento, infatti, possiede propriet&agrave; anti-batteriche e allo stesso tempo non distrugge l&rsquo;equilibrio naturale dei capelli come succede con shampoo e balsamo. L&rsquo;aceto di mele lascia i capelli puliti e gli d&agrave; pi&ugrave; lucentezza, ma i benefici che porta non finiscono qui.&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.scalpremedies.com/wp-content/uploads/2014/01/ACV-HAIR-wash.jpg" alt="shampoo aceto di mele" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong><span>Vediamone alcuni :</span></strong></p>
<p><strong>1) Elimina le cellule morte dalla pelle e promuove una crescita salutare</strong></p>
<p><strong>2) Rimuove il grasso dai capelli e li rende splendenti</strong></p>
<p><strong>3) Neutralizza il ph dei capelli e del cuoio capelluto</strong></p>
<p><strong>4) Rimuove la forfora e allevia il prurito</strong></p>
<p>Potete utilizzare l&rsquo;aceto di mele direttamente nei vostri capelli, ma pu&ograve; anche essere diluito nell&rsquo;acqua: il consiglio &egrave; di mischiare due parti d&rsquo;aceto e una d&rsquo;acqua. Funziona allo stesso modo e aiuta l&rsquo;aceto a durare pi&ugrave; a lungo.</p>
<h2><strong>Lavare i capelli con l&rsquo;aceto di mele non &egrave; l&rsquo;unica soluzione</strong></h2>
<p><strong>Margaret Badore</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Katherine Martinko, due blogger statunitensi</strong>, che hanno ottenuto ottimi risultati per i suoi capelli semplicemente abbandonando lo shampoo a favore del bicarbonato di sodio. La prima ha semplicemente mischiato del bicarbonato con dell&rsquo;acqua e l&rsquo;ha usato sotto la doccia. Katherine, invece, oltre al bicarbonato ha utilizzato l&rsquo;aceto: &ldquo;<em>Il bicarbonato ha fatto un favoloso lavoro di pulizia dei miei capelli, erano splendenti, sgrassati</em>&ldquo;, ha spiegato.</p>
<p>Sotto, i capelli di Margaret dopo aver utilizzato il bicarbonato:</p>
<p><img src="https://d19725nybt5uyn.cloudfront.net/wp-content/uploads/margaret_badore_no_shampoo1.jpg.662x0_q100_crop-scale-300x2141.jpg" alt="no shampoo, vinagre" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong style="font-size: 1.5em;">Lavare i capelli col bicarbonato e le uova ogni 3-4 giorni: la ricetta di Lucy</strong></p>
<p><strong>Lucy Read</strong><span>, invece, ha deciso di abbandonare i prodotti per i capelli dopo aver letto uno studio che spiegava che ogni giorno le donne versano 515 sostanze chimiche sul proprio corpo. Oggi si lava i capelli con acqua ogni 3-4 giorni e ogni due settimane utilizza uova o del bicarbonato.&nbsp;</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/36410/donne-automobiliste-attenzione-ai-bambini-dicono-di-essersi-persi</guid>
	<pubDate>Wed, 29 Apr 2015 07:29:44 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/36410/donne-automobiliste-attenzione-ai-bambini-dicono-di-essersi-persi</link>
	<title><![CDATA[Donne automobiliste: attenzione ai bambini dicono di essersi persi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Se nel vostro quotidiano vi capita di incrociare per strada o in altri luoghi comuni bambini che piangono e vi dicono : &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">Mi sono perso, portatemi a questo indirizzo</span> &rdquo;</span></p>
<p><span><span><strong>NON FATELO</strong> ! nel modo pi&ugrave; assoluto.<br>prendete il bimbo e recatevi al pi&ugrave; vicino comando di <strong>polizia</strong> o carabinieri, perch&eacute; questo &egrave; un nuovo sistema inventato dai maniaci e da persone cattive e violenti che usano per adescare donne e poi violentarle.</span></span></p>
<p><span><span><strong>PASSATE PAROLA</strong> &ndash; SOPRATTUTTO RIFERITELO ALLE DONNE CHE GUIDANO &Egrave; IMPORTANTE LEGGERE QUESTE RIGHE.</span></span></p>
<p><span><span>Una sera, mentre percorrevo una via secondaria per tornare a casa, ho notato, sul seggiolino di un&rsquo;auto ferma a bordo della strada, un bambino coperto da un panno.</span><br><span>Non so spiegare perch&eacute; &ndash; e la ragione poco importa &ndash; ma non mi sono fermata&hellip;</span></span></p>
<p><span><span><img src="https://frontierenews.it/wp-content/uploads/2013/01/Schermata-2013-01-30-a-14.07.59.png" alt="bambino truffa" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></span></p>
<p><span><span>Quando sono arrivata a casa, ho telefonato alla polizia dicendo dell&rsquo;episodio e la Polizia mi ha assicurato che sarebbe andata a vedere, nel contempo, la Polizia mi ha informata che le bande di malviventi e i ladri stanno escogitando vari stratagemmi perch&eacute; gli automobilisti (<em>soprattutto donne</em>) fermino il proprio veicolo e scendano dalla macchina in zone isolate.</span></span></p>
<p><span><span>Il metodo praticato da queste bande consiste nel posizionare una macchina lungo la strada con un falso beb&egrave; seduto dentro, aspettando che una donna si fermi per andare a vedere quello che crede essere un bimbo abbandonato.</span><br><span>Di solito la macchina in sosta &egrave; posizionata vicino a un bosco o un campo con l&rsquo; erba alta: la persona che ha la malaugurata idea di fermarsi sar&agrave; trascinata nel bosco, violentata, picchiata e derubata&hellip;</span></span></p>
<p><span><span>Non fermatevi mai, ma chiamate il 113 con il vostro telefonino, raccontate quello che avete visto e il punto pi&ugrave; preciso possibile dove l&rsquo;avete visto, ma la cosa importante non fermatevi e continuate la vostra strada.</span><br><span>Altro trucco per adescarvi : Vi potrebbe succedere anche questo: mentre state guidando, vi buttano delle uova sul parabrezza, anche in questo caso, non fermatevi, ma soprattutto non azionate il lavavetri, perch&eacute; le uova miste all&rsquo;acqua diventano collose e vi oscurerebbero il parabrezza fino a pi&ugrave; del 90% e in questo caso sareste costretti a fermarvi al bordo della strada, diventando vittime di altre trovate criminali.</span><br><span>Queste sono alcune delle nuove tvecniche utilizzate dalle gang criminali arrivate in Italia dall&rsquo; Est Europeo. </span></span></p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p><span><span>PER FAVORE FATE GIRARE INFORMATE LE VOSTRE AMICHE E CONOSCENTI.</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10557/galateo-e-le-buone-maniere</guid>
	<pubDate>Fri, 17 Apr 2015 14:54:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10557/galateo-e-le-buone-maniere</link>
	<title><![CDATA[Galateo E Le Buone Maniere]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Quasi tutti pensiamo di vivere in un epoca caratterizzata da modi particolarmente vilani e siamo convinti che le cose andassero molto meglio in epoche passate.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Il XVIII secolo, per esempio, &egrave; considerato un periodo di&nbsp;<strong>alta raffinatezza nei rapporti sociali</strong>.<br>Guardiamo con nostalgia alla morbida luce di candela, alle&nbsp;<strong>elaborate cortesie</strong>,<strong>&nbsp;inchini e baciamani</strong>, e siamo poco propensi a prendere in considerazione le brutali realt&agrave; di un secolo in cui duellare a morte era un fatto comune e si dava per scontato che i gentiluomini bevessero fino a non riuscire a reggersi nemmeno seduti.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://archivio.panorama.it/images/r/i/ripassate-il-galateo-da-matrimonio/6927201-1/Ripassate-il-galateo-da-matrimonio_h_partb.jpg" alt="IL galateo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Le<strong>&nbsp;buone maniere</strong>&nbsp;cambiano.<br>Ai giorni nostri &egrave; considerata normale&nbsp;<strong>buona educazione</strong>&nbsp;essere puliti ed infatti spendiamo miliardi in prodotti specifici per mantenerci freschi.<br>Nel XVIII secolo, al contrario, la maggior parte dei dottori e delle autorit&agrave; ecclesiastiche disapprovavano apertamente il bagno e le stravaganti pettinature delle donne erano spesso infestate da pidocchi.<br>Il divenire dei costumi rende talvolta complicato capire le origini di certe&nbsp;<strong>norme di comportamento</strong>.<br>Per fare un esempio: nel XVIII secolo non era&nbsp;<strong>considerata maleducazione tenere il cappello in testa al chiuso</strong>.<br>Si toglieva per<strong>&nbsp;salutare una dama</strong>, quindi lo si rimetteva sulla testa.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La ragione &egrave; semplicissima. Prima di tutto il&nbsp;<strong>cappello</strong>&nbsp;&egrave; stato, attraverso i secoli, un<strong>&nbsp;segno distintivo di rango</strong>, un segno ben visibile della&nbsp;<strong>condizione sociale</strong>; in secondo luogo non si poteva sguainare facilmente la spada con un cappello in mano.<br>C'&egrave; una lezione da imparare da questo. Nella maggior parte dei casi le&nbsp;<strong>norme di comportamento&nbsp;</strong>nascevano da motivi di difesa personale, in relazione alle usanze di una determinata epoca.<br>Queste abitudini qualche volta venivano formalizzate e, col tempo, diventavano simboliche, ma invariabilmente derivano da qualche necessit&agrave; pratica.<br>Cos&igrave;, per esempio, incontrando qualcuno ci si scambia una&nbsp;<strong>stretta di mano con la mano destra</strong>; una normale formalit&agrave;, al giorno d'oggi.&nbsp;<br>In epoca in cui tutti portavano un'arma, era la dimostrazione che si era disponibili ad una conversazione senza armi in mano, un<strong>&nbsp;segno di pace</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><span style="font-size: 12.8000001907349px;">Quelle che noi oggi consideriamo buone maniere erano solo un modo di dire: - Non ho intenzione di usare violenza, se anche tu mi dimostri di avere le stesse pacifiche intenzioni.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><img src="https://www.maneggio-persiceto.com/images/galateo_servire.jpg" alt="il galateo a tavola" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nello stesso spirito, il&nbsp;<strong>posto a sedere accanto al padrone di casa &egrave; inteso come il posto d'onore</strong>.<br>Una teoria sull'origine di questa usanza &egrave; che un uomo destroso, seduto alla destra del padrone di casa non poteva facilmente pugnalarlo alla schiena.<br>Quello che era stato un posto prudente per fare sedere un rivale, &egrave; diventato gradualmente il<strong>&nbsp;posto d'onore per un ospite importante.</strong><br>Dietro le norme di comportamento si nasconde la cautela, se guardiamo bene.<br>Nei tempi andati il padrone di casa non assaggiava il vino per sentire se era buono, ma per dimostrare all'ospite che non era avvelenato.<br>Il servitore che offriva il vino usava un apposito scodellino d'argento a dimostrazione delle intenzioni pacifiche del padrone di casa nei riguardi dell'ospite.<br>Si pensava infatti che l'argento neutralizzasse comunque il veleno nel vino.<br>Perch&egrave; ci&nbsp;<strong>fermiamo a lato della porta</strong>&nbsp;e lasciamo passare per prima la&nbsp;<strong>persona pi&ugrave; importante o pi&ugrave; anziana</strong>? Una teoria &egrave; quella che dice che, nel Medioevo, era saggio che l'<strong>uomo pi&ugrave; forte lasciasse per primo il castello</strong>, poich&egrave; c'era sempre la possibilit&agrave; di imbattersi in avversari armati di forconi e falci.<br>Si presume che la persona pi&ugrave; importante fosse anche la pi&ugrave; forte ed anche se non lo era non aveva il coraggio di negarlo.<br>Le&nbsp;<strong>buone maniere&nbsp;</strong>sono il modo con cui la&nbsp;<strong>societ&agrave; fa si che scorra tutto liscio</strong>.<br>Se non lubrifichiamo i rapporti, gli umori si surriscaldano e la gente finisce per combattere battaglie inutili.<br>A parte questo, &egrave; importante usare&nbsp;<strong>buone maniere</strong>, perch&egrave; solo cos&igrave;, nel momento in cui non le usi, gli altri capiscono che fai sul serio.<br>Quando D.D. Eisenhower diventava rosso e bestemiava, la gente correva ai ripari, perch&egrave; normalmente lui era cortese di fronte ad un errore.<br>Le persone che usano<strong>&nbsp;buone maniere controllano determinate situazioni meglio di quelle che non le usano</strong>.<br><strong>La</strong>&nbsp;<strong>maggior parte delle trattative, per esempio, sono impossibili senza le buone maniere</strong>.<br><strong>Questo spiega perch&egrave; i diplomatici sono famosi per le loro buone maniere.</strong><br><strong>Anche i buoni avvocati sanno essere squisitamente gentili.</strong><br>Guardati dall'uomo che non alza mai la voce e che ti tratta sempre con cortesia, potrebbe farti improvvisamente del male.<br>Nonostante l'uomo sia reputato un essere<strong>&nbsp;violento di natura</strong>, la maggior parte delle persone preferisce evitare il confronto.<br>E&nbsp;<strong>le buone maniere sono proprio fatte per evitare il confronto</strong>.<br><strong>Le buone maniere sono il trionfo della civilizzazione sulle barbarie e la saggia applicazione dell'interesse personale</strong>.<br><strong>Le buone maniere non sono dimostrazione di debolezza, ma segno di buon senso</strong>.<br>Non combattiamo finch&egrave; non siamo costretti a farlo, e&nbsp;<strong>non pu&ograve; esserci maggiore saggezza, nella diplomazia, negli affari, in amore, in qualunque rapporto di vita quotidiana.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35998/cosa-mangiamo-realmente-nelle-carni-da-supermercato</guid>
	<pubDate>Sat, 28 Mar 2015 17:16:53 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35998/cosa-mangiamo-realmente-nelle-carni-da-supermercato</link>
	<title><![CDATA[Cosa mangiamo realmente nelle carni da supermercato]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A tanto la quantit&agrave; di antibiotici utilizzata nel 2010 per gli animali da allevamento, ammonta a 63 mila tonnellate.<span style="font-size: 12.8000001907349px;">Un valore che &egrave; destinato ad aumentare di almeno il 66% entro il 2030, addirittura raddoppiando in alcune zone, come Brasile, India, Sudafrica, Russia e Cina, con conseguenze devastanti per la diffusione delle resistenze agli antibiotici.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><span>Gli esperti che si sono occupati dello studio canadese sui polli hanno allevato tre esemplari di razze diverse, una comune nel 1957, una nel 1978 e un'altra nel 2005, la pi&ugrave; vicina ai giorni nostri. Tutti i polli sono stati nutriti nello stesso modo e non sono stati somministrati ormoni. Gli esperti sono giunti alla conclusione che i polli da carne di oggi sono pi&ugrave; grandi rispetto al passato poich&eacute; vengono nutriti proprio a tale scopo. O meglio, "ipernutriti".</span></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"><img src="https://connectu.it/photos/thumbnail/36000/large/" alt="polli e galline da allevamento, peso" width="500" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span style="font-size: 12.8000001907349px;"> L&rsquo;allarme contro l&rsquo;uso indiscriminato degli antibiotici &ndash; in questo caso, negli allevamenti, non solo per combattere le infezioni ma anche come promotori della crescita &ndash; arriva da uno studio pubblicato su Pnas, che ha realizzato una mappa globale del consumo di antibiotici per l&rsquo;allevamento di mucche, polli e maiali.</span></p>
<p>Nella loro ricerca i ricercatori guidati da Ramanan Laxminarayan della Princeton University hanno sviluppato dei modelli per stimare i consumi attuali di antibiotici e quelli futuri, combinando dati relativi alle spese per antibiotici per uso animale (per esempio, negli Usa, alla spesa totale di tutti gli antibiotici quella per gli animali contribuisce per l&rsquo;80%) con quelli sulla diffusione degli allevamenti, prestando attenzione a quelli intensivi, riferisce il NewScientist (non senza difficolt&agrave; nel raccogliere i dati, non disponibili per tutti). A guidare la lista dei paesi che consumano pi&ugrave; antibiotici, spiegano i ricercatori, sono quindi risultati la Cina e gli Usa, ma anche la Germania si distingue per l&rsquo;Europa.</p>
<p>L&rsquo;utilizzo diffuso di antibiotici &egrave; un pericolo per l&rsquo;aumento della resistenza a questi farmaci (di quel che ci attenderebbe in un mondo senza antibiotici efficaci ve ne abbiamo parlato qui). L&rsquo;incremento dell&rsquo;uso dei medicinali contribuisce a selezionare infatti i ceppi batterici resistenti, e le resistenze agli antibiotici si diffondono attraverso la catena alimentare e nell&rsquo;essere umano ponendo significativi problemi per la salute pubblica (tanto che anche alcuni big dell&rsquo;alimentazione, divenuti sensibili al problema, avrebbero cominciato a promuovere la distribuzione di carni antibiotic-free nei loro ristoranti). Sopratutto considerando che, al di l&agrave; delle politiche locali e delle divergenze di utilizzo, i batteri non conoscono barriere (e cos&igrave; le resistenze) e possono viaggiare ovunque.</p>
<p>L&rsquo;aumento atteso per i prossimi anni &egrave; soprattutto dovuto ad un aumento delle domanda di proteine animali, e quindi all&rsquo;incremento nel consumo di carne, ma anche alla crescita degli allevamenti intensivi (dove l&rsquo;utilizzo di antimicrobici &egrave; promosso anche a scopo profilattico). Cambiamenti che mettono sieramente a rischio la conquista degli antibiotici, una delle pi&ugrave; grandi rivoluzioni nella storia della medicina. Affrontare il problema dell&rsquo;aumento delle antibiotico-resistenze significa anche conoscerne in dettaglio l&rsquo;utilizzo, cosa che ha cercato di fare questo studio.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/19155/la-vernice-che-genera-energia</guid>
	<pubDate>Mon, 29 Sep 2014 12:53:22 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/19155/la-vernice-che-genera-energia</link>
	<title><![CDATA[La vernice che genera energia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La creazione di una quantit&agrave; considerevole di energia rinnovabile per <strong>alimentare i tuoi elettrodomestici ed apparecchi di illuminazione</strong> potrebbe presto essere semplice nella vostra casa applicando semplicemente una nuova mano di vernice.</p>
<p>I ricercatori della <strong>University of Notre Dame in Indiana</strong> hanno escogitato un nuovo tipo di "vernice solare" che utilizza <strong>nanoparticelle</strong> per generare elettricit&agrave; senza la necessit&agrave; delle tradizionali, <strong>celle solari</strong> a base di silicio o di attrezzature costose.</p>
<p><img src="https://lh4.googleusercontent.com/-zWKyR7vt-YQ/TvXIeWMBHiI/AAAAAAAAAaA/CDgUjreA6C0/solar%252520paintbrush.jpg" alt="" width="400" height="228" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Prashant Kamat, John A. Zahm Professori di Scienza in Chimica e Biochimica ed un investigatore nel Centro Notre Dame per la Nano Scienza e Tecnologia (NDnano), e il suo team, hanno sviluppato con successo un c<span style="text-decoration: underline;"><em>omposto di acqua e vernici a base di alcool</em></span>, dicono, che potrebbe cambiare il futuro della generazione di energia nelle case. La pittura per la generazione di energia elettrica contiene particelle di biossido di titanio rivestito sia di solfuro di cadmio o seleniuro di cadmio.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/_CNrCaeifl0s/R9GUA-rQh7I/AAAAAAAAA4w/mZ_M6GO_-Rs/s400/quantumdotsolarcells.png" alt="" width="400" height="164" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando questa soluzione viene applicata su un conduttore, superficie trasparente, genera energia elettrica. "<em>Incorporando il potere che producono nanoparticelle, chiamate punti quantici, in un composto spalmabile, abbiamo fatto solo uno strato di vernice solare, che pu&ograve; essere applicata a qualsiasi conduttore o superficie senza attrezzature speciali</em> ", ha detto Kamat sulla pittura, che egli e il suo team hanno ribattezzato " Sun-credibile ". "S<em>e siamo in grado di migliorarne l'efficienza in qualche modo, potremmo essere in grado di fare una vera differenza nel fabbisogno energetico del futuro</em>." A questo punto, Kamat ha spiegato che la sua <span style="text-decoration: underline;">vernice solare &egrave; un po scarsa in efficienza</span>, se paragonata all'attuale tecnologia del <strong>pannello solare</strong>. Invece di generare energia ad un tasso di efficienza del dieci o quindici per cento, la vernice solare &egrave; stata solo in grado di generare un tasso di circa l'uno per cento. Ma la vernice &egrave; molto meno costosa da produrre rispetto ai pannelli solari ed ha un sacco di miglioramenti futuri, potrebbe presto diventare una forma vitale di produzione di energia che praticamente chiunque pu&ograve; permettersi.</p>
<p>Pubblicato sulla rivista ACS Nano, Kamat e ed il suo team sono <span style="text-decoration: underline;">solo all'inizio</span> delle ricerche in corso sulla vernice solare. Il gruppo prevede di migliorare il tasso di efficienza energetica della vernice e sviluppare anche un composto di vernice ancora pi&ugrave; stabile che si applica meglio alle superfici conduttive. L'<em>US Department of Energy Office di base Scienze Energy</em> <strong>finanzia la ricerca</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>