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	<title><![CDATA[MSNI: Dicembre 2014]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/7656/archive/1417388400/1420066800</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34689/equitalia-nuova-rateizzazione-e-mini-sanatoria</guid>
	<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 09:04:36 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34689/equitalia-nuova-rateizzazione-e-mini-sanatoria</link>
	<title><![CDATA[Equitalia nuova rateizzazione e mini sanatoria]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo la probabile sanatoria di Equitalia che dovrebbe condonare le cartelle di pagamento sotto i 300 euro non ancora saldate, vista la crisi galoppante si parla di nuove rateizzazioni e .</p>
<p><img src="https://2.bp.blogspot.com/-qz9x-jBs22k/T8yl1C7mC2I/AAAAAAAANsY/wBO7htBNouc/s1600/equitalia.jpg" alt="equitalia rate" width="362" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Tra qualche giorno sar&agrave; possibile <strong>rateizzare le tasse direttamente dal proprio pc</strong>, da casa. Per gli importi&nbsp; <strong>inferiori ai 50mila euro</strong> potranno essere richieste le rateizzazioni direttamente dai contribuenti anche per via telematica. <br><em>Per farlo sar&agrave; sufficiente - inserire i propri dati anagrafici o quelli dell'impresa per conto dalla quale si sta facendo la richiesta e, successivamente, indicare l'importo e i dati della cartella che si intende rateizzare. [cit]</em></p>
<p>La prima cosa da fare sar&agrave; quella di compilare una scheda anagrafica, dopo aver inserito i dati personali del debitore, al contribuente verr&agrave; richiesto di dichiarare se la richiesta sia per se stesso o per conto di terzi. In questo caso, oltre ai dati personali al contribuente verr&agrave; richiesto di inserire i dati anagrafici dell'impresa per cui si richiede il piano di rateazione. In un secondo momento il sistema fornir&agrave; i dati riguardanti la cartella esattoriale.</p>
<p>Se l'importo dovuto supera i 50 mila euro sar&agrave; necessario presentare alcuni documenti aggiuntivi (ISEE) che attestino la difficolt&agrave; economica del contribuente.</p>
<p>Condono e sanatoria si stanno dimostrando una mossa quasi necessaria poich&eacute; potrebbe aiutare lo Stato ad evitare qualsiasi possibile accusa da parte della Corte dei Conti.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34614/equitalia-interessi-al-45-ecco-le-prove</guid>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 08:53:40 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34614/equitalia-interessi-al-45-ecco-le-prove</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: interessi al 45% ecco le prove]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Avviene tutti i giorni in gran parte delle case degli italiani. A met&agrave; mattina suona il postino &laquo;Raccomandata!&raquo;, apri e ti trovi fra le mani una missiva di&nbsp;<strong>Equitalia</strong>, che sono sempre dolori. Si tratta delle solite multe prese magari senza nemmeno accorgersene (soste, infrazioni al traffico, eccessi di velocit&agrave; etc..) o di contestazioni della&nbsp;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>&nbsp;per rilievi formali magari di poco conto sulle dichiarazioni dei redditi. Al signor Marco Rossi (il nome &egrave; di fantasia) proprio quest'ultima &egrave; arrivata: una cartella Equitalia con una contestazione per irregolarit&agrave; formali da parte della Agenzia delle Entrate su una dichiarazione dei redditi di cinque anni prima. &laquo;Ma come? Sono lavoratore dipendente, l&rsquo;unica cosa che aggiungo &egrave; qualche detrazione di spese mediche e per questo invio tutto al commercialista&raquo;.<br><span>Marco manda la cartella di Equitalia al commercialista, che allarga le braccia: &laquo;La cifra non &egrave; enorme. Bisogna pagarla&raquo;. Marco sospira: &laquo;Per lei non saranno enormi 2.114,66 euro. Ma per me sono pi&ugrave; di un mese di stipendio. Almeno si pu&ograve; pagare a rate?&raquo;. Con l&rsquo;aiuto del commercialista &egrave; subito pronta la lettera da spedire ad Equitalia: non c&rsquo;&egrave; bisogno di allegare documentazione che comprovi le difficolt&agrave; del momento per cifre cos&igrave; basse. E infatti Equitalia tempo un mese risponde a Marco, che apre la lettera tutto felice: &laquo;Le abbiamo accordato la ripartizione del pagamento di tale documento in n.28 rate mensili&raquo;.</span></p>
<p><span><img src="https://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/05/usuraequitalia-300x231.jpg" alt="equitalia rate" width="298" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><strong>Rateizzare -</strong>&nbsp;Il piano di ammortamento- scrivono- &egrave; stato &laquo;formulato secondo il criterio alla francese, che prevede rate di importo costante con quota di capitale crescente e quota interessi decrescente&raquo;. Il signor Rossi non ci capisce molto: qualcosa cresce, qualcosa altro decresce. Ma vede il conto totale a fine operazione: 3.076,44 euro. Rateizzare quel debito che nemmeno capisce gli costa insomma 950 euro pi&ugrave; che pagare subito. Sono 20 giorni di stipendio che si involano un po&rsquo; salendo un po&rsquo; scendendo &laquo;alla francese&raquo; per finire in tasca ad Equitalia. Le varie colonne dicono &laquo;quota capitale&raquo;, &laquo;quota interessi di mora&raquo;, &laquo;quota interessi di dilazione&raquo;, &laquo;quota compensi di riscossione&raquo;. Si fa due calcoli e significa che in due anni e 4 mesi il suo debito aumenta del 45,2%. Se va da uno strozzino dal cuore buono finisce che per una cifra cos&igrave; i prestito riesce perfino a risparmiare rispetto a quanto gli chiede il fisco italiano. Equitalia vuole il 32,58% in interessi di mora, poi il 4% di interessi di dilazione e l&rsquo;8,6% di compensi di riscossione. Avranno ragione?&nbsp;Naturalmente hanno ragione: sono le leggi e i regolamenti che prevedono questo lievitare del debito dei contribuenti. Ogni governo di questi ultimi anni ha fatto finta di addolcire la pillola, si &egrave; sgolato parlando di &laquo;fisco amico&raquo;, di &laquo;sportello amico&raquo;, di una Equitalia dal volto umano, magari ha anche allargato e allungato le possibilit&agrave; di rateizzare il debito per cifre via via pi&ugrave; consistenti e perfino in tempi pi&ugrave; lunghi, per venire incontro alle difficolt&agrave; che la crisi economica crea nel bilancio familiare o aziendale di milioni di contribuenti. Ma al ruolo vocazionale di strozzinaggio lo Stato non ha mai rinunciato, in nessuno dei volti in cui si presenta.</p>
<p><strong>Tassi di interesse -&nbsp;</strong>Il primo gennaio scorso sulla&nbsp;<em>Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana</em>&nbsp;&egrave; stato pubblicato il nuovo tasso di interesse legale stabilito dal governo italiano: &egrave;&nbsp;<strong>l&rsquo;uno per cento</strong>. Il contribuente non si deve attendere di pi&ugrave; quando presta soldi o li d&agrave; in custodia a Stato o privati secondo le leggi vigenti. Ma se il percorso &egrave; quello contrario: &egrave; lo Stato che li deposita da te (ad esempio facendoti rateizzare il tuo debito con lui), quella regola non vale pi&ugrave;, e sono dolori per il cittadino. Oltretutto non c&rsquo;&egrave; solo Equitalia: quel debito potrebbe essere con l&rsquo;ufficio tributi di un comune, o con un ufficio giudiziario, o con un altro ente pubblico. E ognuno applica il tasso che vuole. Ad esempio gli interessi sulle dilazioni sono diversissimi in ogni posto di Italia: si va da zero fino al 6 per cento. Ed &egrave; questione di fortuna: gli uffici giudiziari applicano il 4,5%. L'ufficio tributi del comune di Monza (e di pochi altri piccoli comuni) non chiede interessi (il tasso sulle dilazioni &egrave; 0%). Quello di Livorno vuole il 4,5%, quello di Perugia si accontenta dell'1% che sarebbe poi il tasso legale, quello di Pitigliano chiede il 3,5%. A Messina vogliono il 4%, a Torino il 5%, a Milano sulla tassa per i rifiuti viene applicato un interesse dilazionatorio del 2%, a Novara l'ufficio tributi chiede il 2,5%, in un posto vip come Courmayeur si accontentano dell&rsquo;1,5% (a Cortina invece &egrave; 1%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11728495/Equitalia--strozzini-di-Stato-.html" target="_blank" title="Equitalia strozzini di stato">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34583/al-presidente-del-consiglio-matteo-renzi</guid>
	<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 09:53:14 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34583/al-presidente-del-consiglio-matteo-renzi</link>
	<title><![CDATA[AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Lettera aperta di un piccolo imprenditore al presidente del consiglio (NON ELETTO)</span></p>
<p><span>Pi&ugrave; che un &ldquo;eroe&rdquo;, gentile Presidente, mi sento un ebreo in un campo di concentramento; perseguitato, disperato, senza nessuno che mi protegga. </span></p>
<p><span><img src="https://www.vivereassisi.it/upload/2012_10/150793_chiusoperfallimento_ralf.jpg" alt="chiuso causa agenzia delle entrate" width="300" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span>Mi chiamo <strong>Cesare De Stefani</strong>; con mio fratello Giacomo, possiedo due piccole aziende del settore carni: &ldquo;<strong>Emporio Carni</strong>&rdquo;, commercio al minuto, volume d&rsquo;affari circa un milione di euro; &ldquo;Salumi De Stefani&rdquo;, commercio ingrosso e produzione insaccati, v.a. circa otto milioni di euro. Aziende che fino a poco tempo fa davano lavoro a quasi 40 persone. Inoltre sono l&rsquo;ideatore &ldquo;Osteria senz&rsquo;Oste&rdquo;, magico luogo tra le colline di Valdobbiadene in cui ognuno pu&ograve; recarsi ad assaggiare alcuni prodotti locali (vino, formaggi e salumi) a fronte di un eventuale obolo da inserire nell&rsquo;apposito salvadanaio alla merc&eacute; di tutti . Nell&rsquo;anno 2009 l&rsquo;Agenzia delle Entrate decideva di verificare Emporio Carni sostenendo che vendeva in nero a Osteria senz&rsquo;Oste; cosa &ldquo;abbastanza&rdquo; impossibile essendo, i 1 pochi prodotti contenuti nello sgangherato frigorifero di Osteria, dal primo all&rsquo;ultimo, regolarmente incellofanati e provvisti di apposita etichetta che permette di risalire all&rsquo;origine di ognuno di essi 2 .</span></p>
<p><span><img src="https://www.lospiffero.com/images/galleries/forconi_suicidi.jpg" alt="stato ladro e assassino" width="450" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span> In base a rigorose disposizioni igienico-sanitarie (<em>che prevedono controlli pari a quelli degli esplosivi</em>) tali prodotti subiscono infatti il controllo sistematico di una miriade di uffici pubblici (<em>settore veterinario, Asl ecc</em>.). La verifica si concludeva con una multa da 40 mila euro che abbiamo accettato di pagare con lo sconto del 50% circa per evitare &ldquo;rogne&rdquo;. Solo che a seguito dei gravissimi fatti che mi appresto a raccontare, abbiamo scoperto che per far &ldquo;uscire&rdquo; tale cifra i verificatori avevano falsificato i conti. Non contenti, due anni pi&ugrave; tardi, sempre convinti che vendessimo in nero a Osteria senz&rsquo;Oste, quelli dell&rsquo;Agenzia Entrate decidevano di verificare la Salumi De Stefani. Tale controllo, avvenuto nel mese di gennaio 2012, si concludeva con addebiti per oltre 10 milioni di euro (corrispondenti a oltre un milione di salumi e sei milioni di carne in nero). Da notare che, nonostante i mostruosi rilievi di cui sopra (comportanti enorme pericolo per la salute pubblica) i verificatori si guardavano bene dall&rsquo;informare le autorit&agrave; (Veterinari, Nas, Nucleo Antisofisticazioni, Guardia Forestale ecc.) competenti. A distanza di pochi mesi l&rsquo;Agenzia Entrate cambiava idea inviandoci un conto di &ldquo;soli&rdquo; 2 milioni di euro da pagare. Da quel momento venivamo contattati da consulenti di tutti i tipi che si offrivano di &ldquo;trattare&rdquo; con l&rsquo;ufficio a fronte di parcelle intorno al 10% del &ldquo;risparmiato&rdquo;. Per cui decidevamo di difenderci da soli registrando i colloqui con l&rsquo;ufficio (svoltisi nel mese di ottobre 2013). All&rsquo;inizio i funzionari ammettevano di aver acquistato un nostro prodotto per verificare se era possibile o meno risalire alla relativa fattura di vendita; guardandosi bene, per&ograve;, dal comunicarci l&rsquo;esito del controllo (evidentemente a noi favorevole). In un secondo momento riconoscevano che l&rsquo;accertamento di oltre dieci milioni mirava a spaventarci in vista di un eventuale &ldquo;contenzioso&rdquo;. Inoltre, durante gli incontri, ci &ldquo;ricordavano&rdquo; le altre nostre attivit&agrave; (come se non le conoscessimo).</span></p>
<p>1 Tant&rsquo;&egrave; vero che, ogni tanto, ci viene rubato<br>2) Non &egrave; un caso che, partendo da una nostra etichetta, i Carabinieri di Cison Di Valmareno siano recentemente riusciti a risalire al proprietario di alcuni salumi rubati.<br><span>Dopo aver affermato che, secondo loro, la nostra evasione non superava i 200-250 mila euro, ammettevano di averla quintuplicata per tenere conto degli anni non verificati. Quando ci vedevano recalcitranti minacciavano controlli per gli anni successivi. Infine ci proponevano uno sconto di quasi il 50% a condizione che firmassimo senza leggere le motivazioni. Una volta &ldquo;realizzato&rdquo; che non avevamo nessuna intenzione di cedere, ci minacciavano che sarebbe venuto fuori un &ldquo;casino della madonna&rdquo;. Poche ore dopo </span><strong>decidevano di vendicarsi</strong><span> contro Osteria senz&rsquo;Oste. Dopo la sentenza favorevole della Commissione tributaria provinciale (</span><em>pubblicata 8 mesi dopo</em><span>) </span><strong>l&rsquo;Agenzia delle Entrate</strong><span> mandava una multa di oltre 60 mila euro a carico di </span><strong>Osteria senz&rsquo;Oste</strong><span>. Nel frattempo le banche e i fornitori, venuti a conoscenza della situazione, riducevano i fidi costringendoci, a nostra volta, a ridurre i volumi di lavoro e licenziare met&agrave; dei dipendenti. All&rsquo;&rsquo;inizio di quest&rsquo;anno informavamo i vertici dell&rsquo;Agenzia dell&rsquo;accaduto. Questi ultimi rispondevano che il comportamento dei funzionari&hellip; era &ldquo;normale&rdquo;! Da quasi un anno sto accusando (su vari giornali e tv) l&rsquo;Agenzia Entrate di falsit&agrave;, estorsione, ritorsione ecc. senza venire denunciato.&nbsp;</span></p>
<p>Parlo dello stesso organo che ha recentemente chiesto e ottenuto una pesante <strong>condanna</strong> a carico di una persona che si era limitata ad affermare che non &egrave; reato evadere&hellip; Forte del fatto che <strong>gli avvocati non le costano nulla</strong> (<em>e che anzi, in questo modo, pu&ograve; assumerne ancora di pi&ugrave;</em>) l&rsquo;Agenzia ricorreva contro la sentenza di primo grado. L&rsquo;ultimo giorno utile per le &ldquo;memorie&rdquo; (il 6/11/2014), evidentemente per impedirci di &ldquo;replicare&rdquo;, l&rsquo;Agenzia scriveva alla Commissione regionale che dovevamo <strong>pagare circa 700 mila euro.</strong> Pochi giorni dopo il direttore provinciale dichiarava che potevamo cavarcela con meno di 240 mila euro. Il 17/11/2014 l&rsquo;ufficio si difendeva in Commissione regionale affermando che avevamo evaso 1,2 milioni &ldquo;oppure&rdquo; 450 mila euro. Gli imprenditori costretti a subire tali demenziali sillogismi e comportamenti migliaia.</p>
<p>&Egrave; in corso una fuga dall&rsquo;impresa o dal paese (con conseguenze catastrofiche per tutti). Non mi resta che sperare che in Germania, oltre ai campi di sterminio, vi sia anche un giudice (a Berlino).&nbsp;<br>Treviso, 1 dicembre 2014</p>
<p>Cesare De Stefani</p>
<p>3) Tale circostanza emerger&agrave; 8 mesi dopo a seguito della notifica dei relativi avvisi di accertamento ai quali l&rsquo;ufficio aveva distrattamente allegato traccia delle ricerche su internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="https://www.famigliacristiana.it/articolo/fisco-laccertamento-che-uccide_070311170833.aspx" title="l'accertamento che uccide">Leggi anche questo articolo</a></strong></p>
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	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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