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	<title><![CDATA[MSNI: Luglio 2014]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/7656/archive/1404165600/1406844000</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31814/prelievo-forzoso-a-chi-paga-in-ritardo</guid>
	<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 15:14:38 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31814/prelievo-forzoso-a-chi-paga-in-ritardo</link>
	<title><![CDATA[Prelievo forzoso a chi paga in ritardo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il&nbsp;</span><strong>Fisco</strong><span>&nbsp;non &egrave; riconoscente. </span></p>
<p><span>Se paghi una sola rata con in ritardo di tre giorni, Equitalia mette le mani nel tuo conto corrente. </span></p>
<p><span>L'ente di riscossione crediti infatti ha <strong>inasprito ancora di pi&ugrave; la sua strategia</strong>. Maniere forti contro chi non salda il conto. E cos&igrave; per i ritardatari arriva il prelievo coatto sul conto corrente per chi paga con soli 3 giorni di ritardo. L'incredibile storia la racconta Il Giornale. Equitalia ha bussato alle porte di un ingegnere, Giuseppe Lucarini, titolare di uno studio di ingegneria civile ad Ancona. "<em>Nel 2010 ho avuto difficolt&agrave; a pagare 10.212,15 euro di Iva. Il piano di rientro prevedeva 20 versamenti trimestrali in cinque anni di 556,89 euro ciascuno. Gli interessi complessivi ammontavano a 925,76 euro</em>". Fin qui il conto. La prima rata scadeva il 19 ottobre 2012 un venerd&igrave;. Il pagamento &egrave; avvenuto a luned&igrave; 22. Sono E da qui scatta l'aggressione fiscale. Nonostante le successive sette rate siano state pagate perfettamente in regola, per Equitalia bastano i tre giorni di ritardo per mettere le mani nel conto corrente.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><img src="https://1.bp.blogspot.com/-2va3NO_43BM/Ujr0XlT2jcI/AAAAAAAB8Cc/P9mhuLLFidY/s1600/QUESTA_RAPINA_EQUITALIA.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br><strong>Il prelievo -</strong><span>&nbsp;"Il 25 luglio senza preavviso mi sono accorto - racconta Lucarini - che Equitalia con un Rav aveva prelevato direttamente dal mio conto fiscale la somma di&nbsp;</span><strong>10.245,87</strong><span>&nbsp;euro a saldo". Nel 2000 Lucarini aveva comunicato all'erario i dati del suo conto corrente per ottenere i rimborsi. Equitalia ha comunque precisato che la delega bancaria comprendeva anche il pagamento delle somme iscritte a ruolo. Per cui allo scadere dei 60 giorni della cartella, la banca ha versato i soldi all'ente di riscossione. Uno strano giro di parole che non cambia la sostanza dei fatti: <strong>il fisco ora mette le mani direttamente sul conto corrente</strong>.&nbsp;</span></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31474/si-uccide-a-causa-dei-crediti-con-lo-stato</guid>
	<pubDate>Fri, 18 Jul 2014 08:54:32 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31474/si-uccide-a-causa-dei-crediti-con-lo-stato</link>
	<title><![CDATA[Si uccide a causa dei CREDITI con lo stato]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Lo stato &egrave; sempre molto veloce e autocratico nel chiedere le tasse ai cittadini, non altrettanto quando si tratta di restituire i soldi versati.</span></p>
<p><span>Quest &egrave; la storia di Roberto Nirchi, imprenditore edile di Pofi (FR), che si &egrave; ucciso a causa dello stato ladrone. Accanto al corpo una cartella esattoriale di 50 mila come lui, prima di lui e dopo di lui, troppe decine di altri cittadini.</span></p>
<p><span><img src="https://www.konsumer-italia.it/nazionale/wp-content/uploads/2014/06/equitalia-manifesti-525x264.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p>Di contro, &egrave; morto come un barbone, ucciso da una <strong>burocrazia</strong> che lo ha ridotto a vivere in un&rsquo; auto per otto anni, aspettando di riavere dallo Stato 351 milioni di Iva versati a credito nel 1984. <strong>Due pesi e due misure</strong>, ma con lo stesso finale, il termine violento di una vita che si spegne nella disperazione e nella rassegnazione di chi si vede privato della propria dignit&agrave; di essere umano.</p>
<p>Il cittadino consumatore, mattonella fondante lo Stato, portato alla morte dall&rsquo;iniquit&agrave; di se stesso o comunque di ci&ograve; che se stesso rappresenta nella stessa misura di ogni altro cittadino. Tutto ci&ograve; deve terminare, crediamo che un <strong>fisco che esageri nei confronti dei deboli</strong> e diventi mite nei confronti dei potenti non rappresenti pi&ugrave; la societ&agrave; civile. Quante volte abbiamo sentito ed assistito a concordati con grandi evasori, in debito di milioni di euro che saldandone solo una minima parte siano riusciti a riconciliarsi con lo Stato, e quante le volte che abbiamo letto ed assistito alla fine di una vita che dallo Stato aveva ricevuto richieste esattoriali di poche migliaia di euro? Un sistema esattoriale che pu&ograve; chiedere agi, interessi correnti, sanzioni, more, e chi pi&ugrave; ne ha pi&ugrave; ne metta, un sistema esattoriale che scatta come d&rsquo;incanto appena prima dei termini di prescrizione quasi a voler raggiungere volontariamente il massimo lucro nella richiesta. Non siamo nel mondo dell&rsquo;informatizzazione? A senso dover aspettare il quinto anno per ricordare un debito al cittadino potendo cos&igrave; aumentare quel debito ai massimi livelli? Al contrario lo stesso<strong> Stato, se debitore, a suo comodo riconosce al cittadino un&rsquo;interesse legale che sfiora il ridicolo</strong>, nessuna sanzione, nessuna mora o aggio per il cittadino che deve preoccuparsi di rinnovare richieste su richieste, solo <strong>un misero 2,5%</strong> del proprio capitale neanche soggetto a capitalizzazione. Pu&ograve; l&rsquo;insieme dei cittadini di un&rsquo;intero paese essere cos&igrave; bieco da non considerare tutto ci&ograve; e rimanere immobile davanti un disagio sociale che colpisce milioni di cittadini. Non &egrave; equitalia il problema, il problema sono le norme fatte ad hoc per capitalizzare e foraggiare societ&agrave; nate dal clientelismo politico, il problema &egrave; la volont&agrave; nel cambiare la norma o la volont&agrave; dei cittadini nel cambiare chi deve cambiare norme ingiuste e socialmente dannose come il sistema di esazione.</p>
<p>Non basta disporre tempi di rateizzazione pi&ugrave; lunghi, non &egrave; sufficiente disporre l&rsquo;impignorabilit&agrave; della prima casa, quando spesso la casa &egrave; ormai gravata di ipoteche e i debiti sono ormai contratti, non basta girarsi dall&rsquo;altra parte confidando sul facile assenso di chi ha interesse a posizionarsi sul problema per visibilit&agrave; od ottenimento di una rendita di posizione, serve ascoltare i cittadini, il vero Stato, ed agire di conseguenza. Serve <strong>imporre regole e tempi che siano compatibili ai sistemi informatici di</strong> cui siamo in possesso, serve attuare l&rsquo;esazione differenziando chi evasore lo &egrave; per volont&agrave; e chi lo &egrave; per bisogno, serve considerare Stato il cittadino e conseguentemente stabilire reciprocit&agrave; di trattamento, serve finirla di ossequiare il calciatore, lo sportivo, l&rsquo;imprenditore che agisce con furbo calcolo e riportare al cittadino pretese ed esazioni compatibili al proprio reddito. E&rsquo; ora di finirla con condanne alla galera per chi ruba una mela. Chiedere 10.000 euro per un debito originario di 2.500 &egrave; semplicemente folle e paragonabile al reato dell&rsquo;usura soprattutto se accompagnato a metodi e sistematicit&agrave; della richiesta che pone in uno stato di prostrazione psicologica chi, soprattutto di questi tempi, la crisi la vive con maggiore difficolt&agrave;. Ha senso avere crediti per 20 miliardi quando se ne incassano 2 e se ne condonano 98 alle slot machine? Serve questo allo Stato, quindi alla collettivit&agrave;? Quanto costa incassare quei 2 miliardi? Pu&ograve; aver senso doverne avere 10 ed incassarne 10 dando ai cittadini una seconda possibilit&agrave;?</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.konsumer-italia.it/">Konsumer Italia</a> lancer&agrave; una raccolta di firme a sostegno di una propria proposta di legge che riconduca agli stessi diritti ed agli stessi doveri al cittadino e lo Stato, che finalmente ponga il soggetto collettivo sullo stesso livello del soggetto individuale che lo origina, l&rsquo;apertura degli sportelli di Konsumer Italia sar&agrave; concomitante alla presentazione della proposta di legge ai gruppi parlamentari ed all&rsquo;inizio della raccolta di firme per far si che la legge, se non sposata dai politici, sia sposata dal movimento popolare, con l&rsquo;aiuto di tutte quelle associazioni di Consumatori che di questa battaglia sociale vogliano esserne parte attiva e propositiva, perch&eacute; se si vuol rappresentare il cittadino &egrave; il cittadino che pone le questioni su cui lavora il suo rappresentante e non altre le priorit&agrave;. Un fisco giusto per un paese giusto uno degli obbiettivi di Konsumer Italia su cui siamo certi molte altre associazioni stanno lavorando seriamente e convergeranno nella battaglia per l&rsquo;equit&agrave; sociale che si aprir&agrave;.</p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30976/proposta-abolizione-equitalia-no-dalla-commissione-finanze</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 08:45:11 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30976/proposta-abolizione-equitalia-no-dalla-commissione-finanze</link>
	<title><![CDATA[Proposta abolizione Equitalia - NO dalla commissione Finanze]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Doveva essere in discussione alla camera, oggi 7 Luglio, ma come sempre lo stato quando deve dare delle cattive notizie lavora anche di domenica !</p>
<p>Dalla Camera coro di no all'ipotesi di <a rel="nofollow" href="https://bastacasta.altervista.org/p12911/"><strong>sopprimere Equitalia</strong></a>, che quindi continuer&agrave; a riscuotere i tributi per il fisco. Dalla commissione Finanze di Montecitorio &egrave; infatti arrivato lo<span>&nbsp;stop al progetto di legge presentato dal <strong>Movimento 5 stelle</strong> (firmataria <em>Azzurra Cancelleri</em>) sulla soppressione di Equitalia e il trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all&rsquo;Agenzia delle Entrate.</span></p>
<p><span><img src="https://bastacasta.altervista.org/wp-content/uploads/2014/04/abolirequitalia.jpg" width="510" alt="image" style="border: 0px;"><br><br></span><span>Ma quello della <strong>commissione Finanze</strong> non &egrave; stato l'unico no. Pareri contrari sul provvedimento sono infatti arrivati anche dalle commissioni Giustizia e Lavoro, mentre le commissioni Bilancio e Affari XCostituzionali avevano avanzato pi&ugrave; di una richiesta di chiarimenti.<br><br></span><span>Tutto si &egrave; risolto in commissione Finanze, con <strong>l'approvazione di un emendamento del PD</strong>&nbsp;interamente <span style="text-decoration: underline;">soppressivo</span> di tutti gli articoli della proposta di legge. In base alla quale le funzioni relative alla riscossione nazionale dei tributi attribuite alla societ&agrave; Equitalia Spa si sarebbero dovute trasferire, a decorrere dal <span style="text-decoration: underline;">1&deg; gennaio 2015</span>, al Ministero dell'economia e delle finanze, che le avrebbe esercitate&nbsp; mediante l'istituzione della &laquo;Direzione generale per la riscossione&raquo; articolata in uffici centrali e periferici.</span><span>&nbsp;</span></p>
<p><span>L'emendamento Pd di fatto ha soppresso di fatto la proposta e in aula il rilatore riferir&agrave; in senso contrario.&nbsp;</span></p>
<p>questo era il <a rel="nofollow" href="https://bastacasta.altervista.org/p12911/">testo della proposta</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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