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	<title><![CDATA[MSNI: Luglio 2013]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/7656/archive/1372629600/1375308000</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 10:04:27 +0200</pubDate>
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	<title><![CDATA[Rovinato da Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&laquo;<em>Equitalia mi ha rovinato la vita: ho pensato anche al suicidio</em>&raquo;. <strong>Davide Romanelli</strong>, 34 anni di Voghera, vive un incubo da circa un anno e mezzo dopo che Equitalia gli ha notificato pagamenti per circa 260mila euro che sono destinati a crescere per gli interessi.</p>
<p><img src="https://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/disequitalia.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>A <strong>gennaio del 2012</strong> &egrave; stato notificato un atto di pignoramento (<strong>circa 260 mila euro</strong>) verso terzi quando Romanelli era dipendente dell&rsquo;Esselunga. All&rsquo;inizio pensava fosse un errore, poi ha cominciato ad informarsi. Tramite il proprio commercialista &egrave; partita la ricerca per capire chi richiedeva una somma cos&igrave; ingente, ora l&rsquo;avvocato Federico Contardi, che lo segue da un paio di mesi, sta verificando le 26 cartelle esattoriali.</p>
<p><strong>Il debito deriva da una societ&agrave; informatica</strong>, &laquo;il Pool sas&raquo; costituita il 14 maggio del 1998, nella quale Romanelli risultava socio di capitale con il fratello Mauro. L&rsquo;azienda ha avuto difficolt&agrave; e <strong>nel 2000 aveva chiuso</strong>.</p>
<p><strong>Cosa accade quanto una societ&agrave; accumula debiti con l&rsquo;agenzia delle entrate?</strong> <br>L&rsquo;agenzia stabilisce una sanzione, ma anche se una societ&agrave; chiude il debito rimane e Equitalia eroga tutte le notifiche.</p>
<p>Romanelli sostiene che Equitalia non gli avrebbe mai notificato le cartelle in quanto &egrave; stato residente per lavoro a Palermo per 5 anni (<em>dal 2004 al 2009</em>), quindi sarebbe stata sbagliata la destinazione delle notifiche esattoriali. &laquo;Equitalia sta cercando di rovinarmi la vita &ndash; <em>accusa Romanelli</em> - <strong>Mi hanno portato via soldi, lavoro e famiglia</strong>. <span style="text-decoration: underline;">Non avevo potere di firma nella societ&agrave; e non ho mai ricevuto le cartelle</span>&raquo;.</p>
<p>Di fatto &laquo;il Pool sas&raquo;<strong> ha cessato di esistere nel 2000</strong>, ma la <strong>partita Iva non &egrave; mai stata chiusa</strong> sebbene la societ&agrave; fosse inattiva. &laquo;<em>Se devo 250mila quanto avrei dovuto incassare con la societ&agrave;</em>? Certe cifre non sono mai girate: che vadano a vedere i conti correnti. Dovevano rivalersi su di me solo sul capitale versato che era di 1250 euro&raquo;.</p>
<p>Di pari passo con il lavoro <span style="text-decoration: underline;">iniziano anche i problemi personali</span>, con la separazione dalla moglie. &laquo;Sto divorziando da mia moglie Denise: se non ci fosse stata mia zia sarei stato in mezzo ad una strada. Nessuno credeva pi&ugrave; in me perch&eacute; pensavano che fossi al corrente di questa storia, ma io non ho mai firmato nulla ed ero all&rsquo;oscuro di tutto. <span style="text-decoration: underline;">Sono stato da una psicologa e da vari medici</span>, mi sono anche licenziato dall&rsquo;Esselunga nel 2012. Da 1000 euro me ne avevano tolti duecento (<em>il pignoramento del quinto dello stipendio</em>), mi rimanevano pochi soldi per mangiare.</p>
<p>Ho iniziato a lavorare a progetto a Milano e nel frattempo <span style="text-decoration: underline;">hanno distrutto il mio matrimonio</span>&raquo;. Ora la moglie Denise vive nella villetta a Torremenapace, Romanelli vive con sua zia. &laquo;<em>Mia moglie &egrave; stata l&rsquo;unica persona che mi &egrave; stata vicina. Avevamo dei progetti: mi &egrave; crollato il mondo addosso</em>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24134/equitalia-protesta-dei-lavoratori-in-umbria</guid>
	<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 09:55:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24134/equitalia-protesta-dei-lavoratori-in-umbria</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: protesta dei lavoratori in Umbria]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una protesta ordinata e rumorosa quella dei lavoratori di Equitalia dell&rsquo;Umbria che stamattina, affiancati dalla Fisac Cgil e dalla Fiba Cisl, hanno dato vita ad un presidio di protesta davanti alla sede di Agenzia delle Entrate di Perugia, in occasione della visita del presidente nazionale di Equitalia, <strong>Attilio Befera</strong>. I lavoratori hanno esternato tutta la propria rabbia e preoccupazione per le ultime scelte della dirigenza, che penalizzano fortemente l&rsquo;Umbria, con la chiusura di numerose sedi periferiche di riscossione tributi e interventi pesanti sulle retribuzioni dei lavoratori (<span style="text-decoration: underline;">come la mancata erogazione del</span> <strong>premio di produttivit&agrave; 2012</strong>).</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="nofollow" href="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.45.20.jpg"><img src="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.45.20-1024x768.jpg" alt="" title="2013-07-19 10.45.20" width="717" height="538" style="border: 0px;"></a></p>
<p>&ldquo;Siamo qui oggi &ndash; <em>si legge in una nota firmata da Fisac Cgil e Fiba Cisl dell&rsquo;Umbria</em> &ndash; per denunciare con forza il gravissimo e ormai intollerabile peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita della generalit&agrave; delle lavoratrici e dei lavoratori, sino all&rsquo;esproprio forzato del loro reddito nella forma del mancato pagamento del premio aziendale 2012, che nel caso del personale dell&rsquo;Umbria, configura la palese violazione del diritto alla integrale retribuzione, in una quota acquisita e consolidata sin dal 1992&rdquo;. Oltre a questo, i sindacati sottolineano i rischi occupazionali legati al venir meno dell&rsquo;attivit&agrave; di riscossione dei tributi locali, che oggi rappresenta circa il 40% dell&rsquo;attivit&agrave; complessiva di Equitalia in Umbria. Inevitabili, secondo Fisac e Fiba, pesanti ripercussioni sul lavoro e di conseguenza un arretramento nella lotta all&rsquo;evasione fiscale.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.46.04.jpg"><img src="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.46.04-1024x768.jpg" alt="" title="2013-07-19 10.46.04" width="717" height="538" style="border: 0px;"></a></p>
<p><strong>La protesta dei dipendenti di Equitalia</strong> dell&rsquo;Umbria proseguir&agrave; nei prossimi giorni con uno sciopero di due ore a fine turno fissato per venerd&igrave; 26 luglio, sciopero che coinvolger&agrave; i lavoratori della Direzione Umbria e di tutte le sedi regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte : <a rel="nofollow" href="https://www.cgilumbria.it/equitalia-scatta-la-protesta-dei-lavoratori-in-umbria/">cgilumbria.it</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23811/stop-equitalia-le-multe-sono-nulle</guid>
	<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 08:53:12 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23811/stop-equitalia-le-multe-sono-nulle</link>
	<title><![CDATA[Stop Equitalia, le multe sono nulle]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Iniziare la giornata con una notizia come questa, &egrave; il sogno di ogni italiano vessato da Equitalia.<br></span><span>Non dovete pi&ugrave; pagare le multe che Equitalia vi ha inviato via raccomandata perch&egrave; un giudice le ha dichiarate nulla. Mi pare giusto che almeno la notifica la debbano fare di persona,giusto per rendersi conto del male che stanno facendo o che stanno per fare. Ora di conseguenza le multe non le dovete pagare..Gi&agrave; magari neanche avevate i soldi per farlo,ma non &egrave; questo il punto. Perch&egrave; molti cittadini vessati da <strong>Equitalia</strong>,come quel povero malato di Alzheimer di 63 anni,hanno perso casa e dignit&agrave; per queste multe via raccomandata non pagate.E allora mi aspetto giustizia.Perch&egrave; se nulla era la notifica,nulle sono anche le conseguenze derivate da un mancato pagamento.E' logica spiccia,ma sere quanto basta a capire l'importanza della sentenza che tu cittadino vessato da Equitalia devi usare per bloccare quest'infame strozzinaggio di stato.Almeno fino a quando non si riuscir&agrave; attraverso un referendum ad abolire Equitalia.Cosa che accadr&agrave; grazie alla raccolta firme promossa dal Senatore Pedica dell'Idv e sponsorizzata anche da un gruppo Facebook a cui vi invito per un'ampia diffusione dell'iniziativa.</span></p>
<p><strong>LA SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI MILANO E IL COMMENTO DELL'AVVOCATO MATTEO SANCES</strong></p>
<p><span><img src="https://www.italia24ore.it/images/plg_imagesized/357_equitalia.jpg" alt="EQUITALIANOTIFICHE_PER_RACCOMANDATA_SONO_NULLE" width="400" style="border: 0; border: 0px;"><br> Sentenza rivoluzionaria.Una vera arma a doppio taglio che verr&agrave; sfruttata in tutte le sedi dalle associazioni dei consumatori.E' per questo che va un sentito grazie all'avvocato Matteo Sances che si &egrave; prodigato a ricercare la sentenza e divulgare le fonti,nonch&egrave; alla Redazione di Pensare Liberi News da cui ho appreso la notizia..Attenzione fonti..Infatti,cosa ancor pi&ugrave; sconcertante,in realt&agrave; sono pi&ugrave; di una perch&egrave; varie sono le sentenze,vecchie di qualche mese,uno o due anni!!!<br> Ora che ne entrate in possesso,cari cittadini potete divulgarle al vostro avvocato che studiandosi le carte potr&agrave; fare i giusti ricorsi!Non mi dilungo di pi&ugrave;,vado alla fonti direttamente.Eccole qua:<br> Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)<br> Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10<br> Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09<br> Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10<br> Ed eccovi adesso il commento dell'Avvocato Mances alla sentenza:<br> L&rsquo;iscrizione ipotecaria &egrave; illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l&rsquo;esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica.<br> Sono queste le conclusioni a cui &egrave; giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (<a rel="nofollow" href="https://pensareliberi.files.wordpress.com/2012/01/sentctpdimilanon75-26-11ipotecaillegittima.pdf">PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11</a>; liberamente visibile qui nella Sezione Documenti), secondo la quale il concessionario e l&rsquo;ente impositore &ldquo;si riferiscono alla definitivit&agrave; di un atto prodromico (la cartella di pagamento) assunto divenuto definitivo senza produrlo e comprovarne la definitivit&agrave; nei riguardi del ricorrente&rdquo;.In pratica, i giudici evidenziano l&rsquo;onere del concessionario di produrre in giudizio sia gli atti precedenti l&rsquo;iscrizione ipotecaria (ossia le cartelle esattoriali) e sia le relative relate di notifica.Solo in questo modo il concessionario pu&ograve; contrastare l&rsquo;eccezione del contribuente che eccepisce in giudizio la mancata notifica delle cartelle. Il pi&ugrave; delle volte, invece, il concessionario si limita a produrre in giudizio solamente le relate di notifica (oppure le ricevute di ritorno delle cartelle spedite per posta) senza tuttavia produrre in giudizio copia degli atti. Ebbene, tale comportamento se da una parte prova la ricezione di un atto dall&rsquo;altra non prova assolutamente il contenuto dell&rsquo;atto stesso. <br>Ci&ograve; &egrave; stato specificato a chiare lettere da numerose pronunce, tra cui &egrave; bene citare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10, quella della Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09 ed infine quella del Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10 (tutte visibili su https://www.studiolegalesances.it &ndash; Sez. Documenti).<br>In particolare, quest&rsquo;ultima sentenza chiarisce espressamente che &ldquo;l&rsquo;Ente incaricato per la riscossione, ha sempre l&rsquo;obbligo di produrre l&rsquo;atto a cui si &egrave; fatto riferimento (nella specie la cartella esattoriale)&rdquo; ed ancora, in riferimento alla contestazione del contribuente, specifica che &ldquo;E&rsquo; come se il debitore cambiario, prima di pagare il credito vantato dal presunto creditore, chiede con diritto di essere posto a conoscenza del titolo cambiario da lui sottoscritto in forma autografa ed il creditore che ne richiede il pagamento ha l&rsquo;obbligo di esibire il titolo&rdquo;.Il Giudice di Pace, infine, in riferimento alla mancata esibizione della cartella, chiarisce ancora che &ldquo;<em>Tanto meno va considerata prova a tutti gli effetti la copia della cartolina di avvenuta notifica della cartella esattoriale, senza la produzione della cartella medesima&hellip;</em>&rdquo;.</span></p>
<p><span>Ci si augura, dunque, che tutta la giurisprudenza si orienti in tal senso, in modo da assicurare la massima garanzia di tutela al cittadino/contribuente, il quale, prima di essere soggetto ad azione esecutiva, ha il diritto di essere informato esaustivamente dei debiti tributari dovuti.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23651/equitalia-lo-tartassa-lui-la-fa-condannare</guid>
	<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 08:45:43 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23651/equitalia-lo-tartassa-lui-la-fa-condannare</link>
	<title><![CDATA[Equitalia lo tartassa, lui la fa condannare]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vittima di un&rsquo;incredibile serie di errori, si prende la sua rivincita facendo condannare Equitalia e la prefettura di Vibo Valentia. Il Davide in questione &egrave; <strong>Marco Ceci</strong> di Cermignano (Teramo) che ha dovuto giocoforza sfidare Golia, cio&egrave; Equitalia sud e la prefettura calabrese dopo che una sua auto, una Citroen - venduta peraltro nel frattempo a un conoscente - &egrave; stata sottoposta a fermo amministrativo.</p>
<p>Ceci &egrave; caduto dalle nuvole alla telefonata allarmata dell&rsquo;acquirente, avendo la coscienza a posto, sicuro di aver sempre onorato i suoi impegni nei confronti del Fisco. C&rsquo;&egrave; voluta la pazienza certosina di un avvocato,<strong> Berardo Di Ferdinando </strong>di Teramo, per ricostruire l&rsquo;intricata vicenda e prendersi pure la rivincita.</p>
<p>Tutto inizia nel 1989, quando Ceci vende la sua auto, una Fiat Uno, a una signora di Verona, con passaggio di propriet&agrave; regolamente iscritto al Pra. Sembra andare tutto liscio fino a quando, nel 2004, Equitalia sud dispone il fermo di una Citroen - che nel frattempo Ceci aveva venduto a un conoscente- facendo cadere dalle nuvole il malcapitato di Cermignano. A questo punto iniziano le indagini: l&rsquo;avvocato invia un&rsquo;istanza di accesso all&rsquo;agente per la riscossione in modo da conoscere a quali tributi fosse riferita l&rsquo;esposizione debitoria e si scopre che si tratta del mancato pagamento di cinque contravvenzioni al codice della strada, fatti dai carabinieri di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, il 21 marzo 1996.</p>
<p>Il primo errore &egrave; stato dunque quello di ritenere Ceci proprietario di un&rsquo;auto venduta ben sette anni prima. Equitalia, poi, senza alcun controllo sulla legittimit&agrave; del credito per cui aveva avviato l&rsquo;esecuzione, emette la cartella esattoriale per un importo di 799, 48 euro.</p>
<p>L&rsquo;avvocato a questo punto chiede alla prefettura di Vibo Valentia l&rsquo;annullamento dei verbali di contestazione con l&rsquo;invito a trasmettere gli atti all&rsquo;agente di Equitalia per la cancellazione del fermo della Citroen. Ma la prefettura procede solo alla sospensione &ldquo;sine die&rdquo; della cartella esattoriale e solo dopo ripetute insistenze, nel 2011, il fermo dell&rsquo;autovettura viene cancellato. E, a volerla dire tutta, le multe fatte dai carabinieri il 21 marzo 1996 e la cartella notificata nel 2001, erano comunque da dichiararsi prescritti.</p>
<p><img src="https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS2qaEud2_CaoJLMtmZFqmM0Fx4cD7u5oVOhogF4kTDX3dumV4s" alt="image" width="274" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Inizia dunque una seconda fase della battaglia: l&rsquo;avvocato Di Ferdinando &egrave; costretto a fare una opposizione ai sensi dell&rsquo;articolo 615 del codice di procedura civile davanti al giudice di pace di Atri il quale finalmente, nel maggio scorso, mette fine a un incubo durato quasi dieci anni. Il giudice di pace <strong>Angela Speranza</strong> accoglie il ricorso, annulla la cartella esattoriale e condanna la prefettura di Vibo Valentia ed Equitalia Sud al pagamento a favore del ricorrente delle spese di lite, cio&egrave; mille euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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