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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Equitalia class action]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Thu, 19 Sep 2013 10:50:30 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24715/corruzione-perquisiti-gli-uffici-equitalia-di-roma-e-genova</link>
	<title><![CDATA[Corruzione: perquisiti gli uffici Equitalia di Roma e Genova]]></title>
	<description><![CDATA[<div>L&rsquo;inchiesta della Procura di Roma:&nbsp;nel mirino il direttore della Liguria</div>
<div><span><br></span></div>
<div><span>Sono 5 gli indagati nell&rsquo;inchiesta della <strong>Guardia di Finanza</strong> su <strong>Equitalia</strong> che ha portato gli uomini delle Fiamme Gialle ad effettuare complessivamente <strong>29 perquisizioni</strong>, a <em>Roma, Latina, Genova, Napoli e Venezia, tre acquisizioni documentali negli uffici di <strong>Equitalia</strong>, dell&rsquo; <strong>Inps</strong></em> e presso i domicili degli indagati. Tra destinatari del provvedimento di perquisizione anche l&rsquo;ex Direttore Regionale Equitalia del Lazio e l&rsquo;attuale Direttore Regionale Liguria.&nbsp;</span></div>
<div>
<p>&nbsp;<img src="https://www.abruzzo24ore.tv/img/3bcda8f2aed2c8f1fdea1c020dadcf39/w/300/111537.jpg" width="300" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong><span>L&rsquo;INCHIESTA</span>&nbsp;&nbsp;</strong></p>
<p>Secondo le indagini, gli indagati avrebbero garantito <strong>vantaggi finanziari a imprenditori e professionisti</strong>, accogliendo istanze di rateizzazione di cartelle esattoriali anche in assenza dei requisiti. Ma non solo: inquirenti e investigatori ritengono che i cinque avrebbero anche interferito nelle procedure di versamento dei contributi previdenziali alterando cos&igrave; sia la correttezza dei dati relativi ai pagamenti, sia la loro visibilit&agrave;, con l&rsquo;obiettivo di ottenere la rinuncia, da parte dell&rsquo;ente di riscossione, ad adottare procedure di esecuzione immobiliare.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>LE PERQUISIZIONI</span>&nbsp;&nbsp;</p>
<p>Sono decine le perquisizioni disposte dalla Procura di Roma nell&rsquo;inchiesta che coinvolge funzionari di Equitalia. La <strong>Guardia di Finanza</strong>, infatti, oltre che nelle sedi di Genova, Roma e Tivoli della societ&agrave; di riscossione, sta perquisendo abitazioni e uffici di numerosi imprenditori a Venezia, Caserta, Napoli ed altre citt&agrave;. Alla base dell&rsquo; inchiesta, vi sarebbero numerosi episodi di corruzione. Sono stati inoltre <strong>acquisiti documenti nelle sedi centrali di Roma di Equitalia e dell&rsquo;Inps</strong>.&nbsp;</p>
</div>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
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	<pubDate>Sun, 08 Sep 2013 11:44:37 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24544/continuano-i-suicidi-a-causa-di-equitalia-almeno-8-in-due-mesi</link>
	<title><![CDATA[Continuano i suicidi a causa di Equitalia, almeno 8 in due mesi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La <strong>crisi economica</strong> continua inesorabilmente a mietere le sue vittime su tutto il territorio nazionale. Sono molte, infatti, le persone che versano in difficolt&agrave; a causa della perdita del lavoro, o dell&rsquo;accumulo di debiti, o dell&rsquo;imminente fallimento delle proprie attivit&agrave;. Ed in tutto ci&ograve;, i metodi a volte troppo insistenti delle agenzie di riscossione, non fanno altro che aggravare una situazione gi&agrave; di per s&eacute; molto delicata.<br> In meno di due mesi sono ben 8 i suicidi legati probabilmente a problemi economici. I suicidi sarebbero stati 10, se due tentativi non fossero stati fermati in tempo. Di seguito una riassuntiva elencazione.</p>
<p><img src="https://www.nexusedizioni.it/attualita/files/2013/06/equitalia-stop.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>&middot; Salerno, 7 Luglio. Ha lasciato un biglietto ai familiari nel quale annunciava di volersi togliere la vita. L&rsquo;imprenditore alle prese con problemi finanziari &egrave; stato salvato dalle Forze dell&rsquo;Ordine.<br> &middot; Subiaco, 16 Luglio. Riceve una cartella di Equitalia e si spara. La sua azienda era in crisi.<br> &middot; Roma, 28 Luglio. Minaccia di gettarsi dal sesto piano di un palazzo in via dell&rsquo;Amba Aradam, in zona San Giovanni.<br> &middot; Salento, 9 Agosto. Disoccupato si suicida in un cimitero.<br> &middot; Napoli, 12 Agosto. Le indagini sono ancora in corso, ma quella di Angelo Evangelista Coppola sembra essere l&rsquo;ultimo di una lunga serie di morti volontarie causate dalla disperazione dovuta alla crisi economica.<br> &middot; Teramo, 16 Agosto Crisi: imprenditore si suicida dentro la sua azienda<br> &middot; Sesto San Giovanni (Milano), 10 agosto. Si toglie la vita lasciando una lettera dalla quale si evince che alla base del gesto ci sono gravi difficolt&agrave; economiche.<br> &middot; Reggio Emilia, 22 Agosto. Un odontotecnico di 52 anni si suicida con un colpo di pistola al petto. L&rsquo;uomo non &egrave; riuscito a sostenere la disperata ricerca di un lavoro.<br> &middot; Genova, 30 Agosto. Suicida sul lavoro, temeva di perdere il posto.<br> &middot; Pompei, 2 Settembre. &Egrave; di un imprenditore il cadavere carbonizzato trovato in un auto. La polizia non esclude nessuna ipotesi: suicidio, delitto o incidente, ma l&rsquo;imprenditore aveva seri problemi economici.</strong></p>
<p>Di minore gravit&agrave;, anche se rivestono comunque una grande importanza, sono le storie che raccontano di cartelle pazze, errori negli importi e debiti impossibili da pagare in tempi molto stretti. Di seguito alcuni esempi: A Torino un operaio riceve 17 cartelle di Equitalia, per una cifra complessiva di ben 680 mila euro. Un altro cittadino omette un centesimo all&rsquo;Inps, ne paga 6615 di multa (succede a Rovigo). A Napoli, per un presunto ma ingiusto debito di 30 mila euro, Equitalia mette all&rsquo;asta la prima casa di un contribuente. Un cittadino ha ricevuto una cartella esattoriale di 750 euro per una multa che due anni fa ammontava a 75 euro.</p>
<p><strong>Insomma, sono molte le persone che denunciano situazioni di estrema difficolt&agrave;, che si sentono perseguitate dalle agenzie con cartelle esattoriali gonfiate, pignoramenti, fermi amministrativi.</strong></p>
<p>Fin troppo spesso il sistema di interessi applicato, sia in termini di aggio che di anatocismo, rende impossibile al cittadino poter sanare la propria posizione.<br> Sono questi i motivi che hanno spinto il Codici ad avviare la campagna per la <strong>Petizione Popolare Nazionale per la Revisione del sistema di riscossione tributi</strong> che &egrave; stata presentata anche al Senato e affidata alla VI Commissione Finanza e Tesoro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per aderire alla petizione &egrave; possibile visitare il sito</strong> <a rel="nofollow" href="https://www.codici.org" target="_blank">www.codici.org</a>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24452/equitalia-pignoramento-della-casa-nel-fondo-patrimoniale</guid>
	<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 10:36:10 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24452/equitalia-pignoramento-della-casa-nel-fondo-patrimoniale</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: pignoramento della casa nel fondo patrimoniale]]></title>
	<description><![CDATA[<div id="stcpDiv">
<p>Se non sono passati cinque anni dalla costituzione del fondo patrimoniale, esso pu&ograve; essere <strong>revocato </strong>(cosiddetta &ldquo;<em>Azione revocatoria</em>&rdquo;) da parte di qualsiasi creditore purch&eacute; dimostri che il fondo sia stato costituito in frode ai creditori e per sottrarre il bene alle loro garanzie.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.100news.it/site/wp-content/uploads/2012/01/100news-equitalia1-600x378.jpg" width="400" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Viceversa, <strong>anche dopo i cinque anni</strong> dalla costituzione del fondo, esso &egrave; aggredibile solo in caso di debiti contratti per bisogni della famiglia. O meglio, i beni inseriti nel fondo patrimoniale non possono essere aggrediti (solo) dai creditori per debiti &ldquo;<strong>che il creditore conosceva</strong>&rdquo; essere estranei ai bisogni della famiglia. La prova della &ldquo;conoscenza&rdquo; da parte del creditore spetta &ndash; peraltro &ndash; al debitore oggetto di esecuzione forzata: &egrave; il debitore, cio&egrave;, a dover provare che il creditore sapeva che il debito era contratto per esigenze estranee ai bisogni familiari.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il debito verso <strong>Equitalia</strong> rientra in questa regola. Infatti, in caso di debiti verso l&rsquo;agente della riscossione, il debitore deve riuscire a provare che il debito &egrave; stato contratto per uno <strong>scopo estraneo</strong> <strong>ai bisogni</strong> della famiglia e che Equitalia era a conoscenza di ci&ograve; <strong>[1]</strong>. La Cassazione, in parole povere, esclude la pignorabilit&agrave; dei beni costituiti in fondo patrimoniale solo per debiti contratti &ldquo;per esigenze voluttuarie o caratterizzate da intenti meramente speculativi&rdquo; <strong>[2]</strong>: il che presuppone un&rsquo;<strong>obbligazione</strong> contratta &ldquo;volontariamente&rdquo; dalle parti. Ebbene, tale caratteristica non s&rsquo;addice alle obbligazioni tributarie, che non sorgono certo per volont&agrave; delle parti, ma scaturiscono dalla legge.</p>
<p>Il che significa che sar&agrave; molto difficile, per il contribuente, dimostrare che il debito con Equitalia era sorto per bisogni estranei alla famiglia e, pertanto, sar&agrave; altrettanto difficile escludere il pignoramento del Fondo patrimoniale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non resta che aggrapparsi alle nuove regole introdotte dal Decreto &ldquo;del Fare&rdquo; <strong>[3]</strong> ed entrate in vigore dal 22 giugno 2013: se la casa costituita in fondo patrimoniale &egrave; l&rsquo;abitazione principale, ed anche anagrafica, del proprietario e della sua famiglia, ed &egrave; anche l&rsquo;unico immobile posseduto, non &egrave; pignorabile da parte dell&rsquo;agente della riscossione.</p>
<p>Se, invece, non si tratta dell&rsquo;abitazione principale, Equitalia pu&ograve; procedere all&rsquo;espropriazione quando il debito supera <strong>120.000 euro</strong>, e l&rsquo;espropriazione &egrave; stata preceduta dall&rsquo;iscrizione di ipoteca anteriore di almeno <strong>sei mesi al pignoramento</strong>.</p>
</div>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24451/equitalia-cestinare-i-solleciti</guid>
	<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 10:26:16 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24451/equitalia-cestinare-i-solleciti</link>
	<title><![CDATA[Equitalia : cestinare i solleciti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E&rsquo; una valanga, quella che da mesi sta inondando le case degli italiani, sotto forma di spedizioni di Equitalia che contengono lettere di sollecito di pagamento.<br> A parte la considerazione che questo era il momento meno indicato, vista la grave crisi economica di gran parte dei consumatori, il problema vero &egrave; che<strong> la gran parte di questi solleciti &egrave; da cestinare</strong>.</p>
<p><img src="https://4.bp.blogspot.com/-OJAqxeuRLk8/T65nNvFHsLI/AAAAAAAAB1s/NAaKQSO1sHk/s640/Equitalia+Sportello+amico.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br> Il primo motivo per cui queste lettere vanno messe da parte &egrave; che spesso<strong> non sono spedite per raccomandata</strong>, e pertanto <strong>non vi &egrave; alcuna prova dell&rsquo;avvenuta ricezione</strong>. Ricordatevi che la regola aurea &egrave; una sola: <span style="text-decoration: underline;">se il creditore &egrave; sicuro dei fatti suoi, non invia mai una lettera normale, che sa di essere giuridicamente non valida ai fini dell&rsquo;incasso</span>.</p>
<p><span>Il secondo motivo, ancora pi&ugrave; serio, &egrave; dato dal fatto che la gran parte di questi solleciti riguardano vecchie cartelle esattoriali cadute ormai in prescrizione. La cartella produce i suoi effetti per 10 anni e quindi, se prima non vi &egrave; stata una lettera raccomandata che interrotto il termine prescrizionale, l<strong>a cartella non &egrave; pi&ugrave; valida e il presunto credito va a farsi benedire</strong>!</span></p>
<p><span></span>Il problema vero &egrave; che gli italiani queste cose non le sanno, e dunque molti dei destinatari di questi indebiti solleciti sono stati colti dal panico.<br> Sta di fatto che Equitalia si &ldquo;<em>azzarda</em>&rdquo; ad inviare queste lettere indebitamente, provocando stati d&rsquo;animo che possono sfociare anche in malanni seri e i Cittadini per difendersi devono proporre ricorso con spese (bolli, avvocato) a loro carico e, senza che queste le siano rimborsate, dato che quasi sempre la Commissione Tributaria, quando vince il Cittadino le compensa.</p>
<p><span><span style="text-decoration: underline;">Equitalia sa perfettamente che i solleciti si riferiscono a tributi prescritti, ma spera sempre nella buona fede dei Cittadini che pagano senza fiatare</span>.</span><br> In uno Stato moderno gli agenti del fisco non dovrebbero essere considerati dai Cittadini come un nemico da temere alla stregua di un nemico, anzi di una moderna Gestapo che impone la propria volont&agrave; a dispetto dell&rsquo;evidenza, del buon senso, di argomentazioni fondate.</p>
<p><span>In uno Stato moderno il fisco dovrebbe sempre comportarsi come il <strong>Buon Padre di Famiglia</strong>.</span><br> In uno Stato moderno il fisco dovrebbe poter dialogare con i Cittadini ed essere cos&igrave; ben radicato nel territorio da non aver bisogno degli studi di settore per stimare se il reddito di un libero professionista &egrave; congruo, anche perch&eacute; le differenze tra nord e sud, tra le regioni e persino da una citt&agrave; all&rsquo;altra non sono omologabili.<br> In uno Stato moderno il fisco deve saper distinguere tra il <strong>Cittadino che evade e il Cittadino che ha difficolt&agrave; a pagare le tasse e quello che sta lottando per salvare il proprio business</strong> e adottare un atteggiamento differenziato, inflessibile con il primo, dialettico se non comprensivo con il secondo.</p>
<p><span>In uno Stato moderno la lotta alla criminalit&agrave; organizzata, che di fatto controlla almeno alcune regioni Italiane, dovrebbe essere la priorit&agrave; assoluta e gli imprenditori che qui generano lavoro e ricchezza dovrebbero essere trattati con riguardo in quanto fonte primaria del benessere collettivo.</span><br> In uno Stato moderno quando il fisco non si comporta correttamente il Governo dovrebbe prendere provvedimenti per tutelare tutti i Cittadini.</p>
<p><strong><span>Tutto questo dovrebbe essere ovvio, ma l&rsquo;Italia &egrave; uno Stato moderno?</span></strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24135/rovinato-da-equitalia</guid>
	<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 10:04:27 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24135/rovinato-da-equitalia</link>
	<title><![CDATA[Rovinato da Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>&laquo;<em>Equitalia mi ha rovinato la vita: ho pensato anche al suicidio</em>&raquo;. <strong>Davide Romanelli</strong>, 34 anni di Voghera, vive un incubo da circa un anno e mezzo dopo che Equitalia gli ha notificato pagamenti per circa 260mila euro che sono destinati a crescere per gli interessi.</p>
<p><img src="https://www.beppegrillo.it/immagini/immagini/disequitalia.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>A <strong>gennaio del 2012</strong> &egrave; stato notificato un atto di pignoramento (<strong>circa 260 mila euro</strong>) verso terzi quando Romanelli era dipendente dell&rsquo;Esselunga. All&rsquo;inizio pensava fosse un errore, poi ha cominciato ad informarsi. Tramite il proprio commercialista &egrave; partita la ricerca per capire chi richiedeva una somma cos&igrave; ingente, ora l&rsquo;avvocato Federico Contardi, che lo segue da un paio di mesi, sta verificando le 26 cartelle esattoriali.</p>
<p><strong>Il debito deriva da una societ&agrave; informatica</strong>, &laquo;il Pool sas&raquo; costituita il 14 maggio del 1998, nella quale Romanelli risultava socio di capitale con il fratello Mauro. L&rsquo;azienda ha avuto difficolt&agrave; e <strong>nel 2000 aveva chiuso</strong>.</p>
<p><strong>Cosa accade quanto una societ&agrave; accumula debiti con l&rsquo;agenzia delle entrate?</strong> <br>L&rsquo;agenzia stabilisce una sanzione, ma anche se una societ&agrave; chiude il debito rimane e Equitalia eroga tutte le notifiche.</p>
<p>Romanelli sostiene che Equitalia non gli avrebbe mai notificato le cartelle in quanto &egrave; stato residente per lavoro a Palermo per 5 anni (<em>dal 2004 al 2009</em>), quindi sarebbe stata sbagliata la destinazione delle notifiche esattoriali. &laquo;Equitalia sta cercando di rovinarmi la vita &ndash; <em>accusa Romanelli</em> - <strong>Mi hanno portato via soldi, lavoro e famiglia</strong>. <span style="text-decoration: underline;">Non avevo potere di firma nella societ&agrave; e non ho mai ricevuto le cartelle</span>&raquo;.</p>
<p>Di fatto &laquo;il Pool sas&raquo;<strong> ha cessato di esistere nel 2000</strong>, ma la <strong>partita Iva non &egrave; mai stata chiusa</strong> sebbene la societ&agrave; fosse inattiva. &laquo;<em>Se devo 250mila quanto avrei dovuto incassare con la societ&agrave;</em>? Certe cifre non sono mai girate: che vadano a vedere i conti correnti. Dovevano rivalersi su di me solo sul capitale versato che era di 1250 euro&raquo;.</p>
<p>Di pari passo con il lavoro <span style="text-decoration: underline;">iniziano anche i problemi personali</span>, con la separazione dalla moglie. &laquo;Sto divorziando da mia moglie Denise: se non ci fosse stata mia zia sarei stato in mezzo ad una strada. Nessuno credeva pi&ugrave; in me perch&eacute; pensavano che fossi al corrente di questa storia, ma io non ho mai firmato nulla ed ero all&rsquo;oscuro di tutto. <span style="text-decoration: underline;">Sono stato da una psicologa e da vari medici</span>, mi sono anche licenziato dall&rsquo;Esselunga nel 2012. Da 1000 euro me ne avevano tolti duecento (<em>il pignoramento del quinto dello stipendio</em>), mi rimanevano pochi soldi per mangiare.</p>
<p>Ho iniziato a lavorare a progetto a Milano e nel frattempo <span style="text-decoration: underline;">hanno distrutto il mio matrimonio</span>&raquo;. Ora la moglie Denise vive nella villetta a Torremenapace, Romanelli vive con sua zia. &laquo;<em>Mia moglie &egrave; stata l&rsquo;unica persona che mi &egrave; stata vicina. Avevamo dei progetti: mi &egrave; crollato il mondo addosso</em>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24134/equitalia-protesta-dei-lavoratori-in-umbria</guid>
	<pubDate>Wed, 24 Jul 2013 09:55:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24134/equitalia-protesta-dei-lavoratori-in-umbria</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: protesta dei lavoratori in Umbria]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Una protesta ordinata e rumorosa quella dei lavoratori di Equitalia dell&rsquo;Umbria che stamattina, affiancati dalla Fisac Cgil e dalla Fiba Cisl, hanno dato vita ad un presidio di protesta davanti alla sede di Agenzia delle Entrate di Perugia, in occasione della visita del presidente nazionale di Equitalia, <strong>Attilio Befera</strong>. I lavoratori hanno esternato tutta la propria rabbia e preoccupazione per le ultime scelte della dirigenza, che penalizzano fortemente l&rsquo;Umbria, con la chiusura di numerose sedi periferiche di riscossione tributi e interventi pesanti sulle retribuzioni dei lavoratori (<span style="text-decoration: underline;">come la mancata erogazione del</span> <strong>premio di produttivit&agrave; 2012</strong>).</p>
<p style="text-align: center;"><a rel="nofollow" href="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.45.20.jpg"><img src="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.45.20-1024x768.jpg" alt="" title="2013-07-19 10.45.20" width="717" height="538" style="border: 0px;"></a></p>
<p>&ldquo;Siamo qui oggi &ndash; <em>si legge in una nota firmata da Fisac Cgil e Fiba Cisl dell&rsquo;Umbria</em> &ndash; per denunciare con forza il gravissimo e ormai intollerabile peggioramento delle condizioni di lavoro e di vita della generalit&agrave; delle lavoratrici e dei lavoratori, sino all&rsquo;esproprio forzato del loro reddito nella forma del mancato pagamento del premio aziendale 2012, che nel caso del personale dell&rsquo;Umbria, configura la palese violazione del diritto alla integrale retribuzione, in una quota acquisita e consolidata sin dal 1992&rdquo;. Oltre a questo, i sindacati sottolineano i rischi occupazionali legati al venir meno dell&rsquo;attivit&agrave; di riscossione dei tributi locali, che oggi rappresenta circa il 40% dell&rsquo;attivit&agrave; complessiva di Equitalia in Umbria. Inevitabili, secondo Fisac e Fiba, pesanti ripercussioni sul lavoro e di conseguenza un arretramento nella lotta all&rsquo;evasione fiscale.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.46.04.jpg"><img src="https://www.cgilumbria.it/wp-content/uploads/2013/07/2013-07-19-10.46.04-1024x768.jpg" alt="" title="2013-07-19 10.46.04" width="717" height="538" style="border: 0px;"></a></p>
<p><strong>La protesta dei dipendenti di Equitalia</strong> dell&rsquo;Umbria proseguir&agrave; nei prossimi giorni con uno sciopero di due ore a fine turno fissato per venerd&igrave; 26 luglio, sciopero che coinvolger&agrave; i lavoratori della Direzione Umbria e di tutte le sedi regionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte : <a rel="nofollow" href="https://www.cgilumbria.it/equitalia-scatta-la-protesta-dei-lavoratori-in-umbria/">cgilumbria.it</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23811/stop-equitalia-le-multe-sono-nulle</guid>
	<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 08:53:12 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23811/stop-equitalia-le-multe-sono-nulle</link>
	<title><![CDATA[Stop Equitalia, le multe sono nulle]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Iniziare la giornata con una notizia come questa, &egrave; il sogno di ogni italiano vessato da Equitalia.<br></span><span>Non dovete pi&ugrave; pagare le multe che Equitalia vi ha inviato via raccomandata perch&egrave; un giudice le ha dichiarate nulla. Mi pare giusto che almeno la notifica la debbano fare di persona,giusto per rendersi conto del male che stanno facendo o che stanno per fare. Ora di conseguenza le multe non le dovete pagare..Gi&agrave; magari neanche avevate i soldi per farlo,ma non &egrave; questo il punto. Perch&egrave; molti cittadini vessati da <strong>Equitalia</strong>,come quel povero malato di Alzheimer di 63 anni,hanno perso casa e dignit&agrave; per queste multe via raccomandata non pagate.E allora mi aspetto giustizia.Perch&egrave; se nulla era la notifica,nulle sono anche le conseguenze derivate da un mancato pagamento.E' logica spiccia,ma sere quanto basta a capire l'importanza della sentenza che tu cittadino vessato da Equitalia devi usare per bloccare quest'infame strozzinaggio di stato.Almeno fino a quando non si riuscir&agrave; attraverso un referendum ad abolire Equitalia.Cosa che accadr&agrave; grazie alla raccolta firme promossa dal Senatore Pedica dell'Idv e sponsorizzata anche da un gruppo Facebook a cui vi invito per un'ampia diffusione dell'iniziativa.</span></p>
<p><strong>LA SENTENZA DELLA COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE DI MILANO E IL COMMENTO DELL'AVVOCATO MATTEO SANCES</strong></p>
<p><span><img src="https://www.italia24ore.it/images/plg_imagesized/357_equitalia.jpg" alt="EQUITALIANOTIFICHE_PER_RACCOMANDATA_SONO_NULLE" width="400" style="border: 0; border: 0px;"><br> Sentenza rivoluzionaria.Una vera arma a doppio taglio che verr&agrave; sfruttata in tutte le sedi dalle associazioni dei consumatori.E' per questo che va un sentito grazie all'avvocato Matteo Sances che si &egrave; prodigato a ricercare la sentenza e divulgare le fonti,nonch&egrave; alla Redazione di Pensare Liberi News da cui ho appreso la notizia..Attenzione fonti..Infatti,cosa ancor pi&ugrave; sconcertante,in realt&agrave; sono pi&ugrave; di una perch&egrave; varie sono le sentenze,vecchie di qualche mese,uno o due anni!!!<br> Ora che ne entrate in possesso,cari cittadini potete divulgarle al vostro avvocato che studiandosi le carte potr&agrave; fare i giusti ricorsi!Non mi dilungo di pi&ugrave;,vado alla fonti direttamente.Eccole qua:<br> Commissione Tributaria Provinciale di Milano (PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11)<br> Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10<br> Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09<br> Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10<br> Ed eccovi adesso il commento dell'Avvocato Mances alla sentenza:<br> L&rsquo;iscrizione ipotecaria &egrave; illegittima se Equitalia non dimostra la corretta notifica di tutte le cartelle esattoriali per cui procede. Tale prova si ottiene solo con l&rsquo;esibizione in giudizio, da parte del concessionario della riscossione, delle copie delle cartelle insieme alle rispettive relate di notifica.<br> Sono queste le conclusioni a cui &egrave; giunta la Commissione Tributaria Provinciale di Milano (<a rel="nofollow" href="https://pensareliberi.files.wordpress.com/2012/01/sentctpdimilanon75-26-11ipotecaillegittima.pdf">PDF Sent. CTP di Milano n.75/26/11</a>; liberamente visibile qui nella Sezione Documenti), secondo la quale il concessionario e l&rsquo;ente impositore &ldquo;si riferiscono alla definitivit&agrave; di un atto prodromico (la cartella di pagamento) assunto divenuto definitivo senza produrlo e comprovarne la definitivit&agrave; nei riguardi del ricorrente&rdquo;.In pratica, i giudici evidenziano l&rsquo;onere del concessionario di produrre in giudizio sia gli atti precedenti l&rsquo;iscrizione ipotecaria (ossia le cartelle esattoriali) e sia le relative relate di notifica.Solo in questo modo il concessionario pu&ograve; contrastare l&rsquo;eccezione del contribuente che eccepisce in giudizio la mancata notifica delle cartelle. Il pi&ugrave; delle volte, invece, il concessionario si limita a produrre in giudizio solamente le relate di notifica (oppure le ricevute di ritorno delle cartelle spedite per posta) senza tuttavia produrre in giudizio copia degli atti. Ebbene, tale comportamento se da una parte prova la ricezione di un atto dall&rsquo;altra non prova assolutamente il contenuto dell&rsquo;atto stesso. <br>Ci&ograve; &egrave; stato specificato a chiare lettere da numerose pronunce, tra cui &egrave; bene citare la sentenza della Commissione Tributaria Provinciale di Parma n.40/01/10, quella della Commissione Tributaria Regionale di Roma n. 82/21/09 ed infine quella del Giudice di Pace di Campi Salentina n.559/10 (tutte visibili su https://www.studiolegalesances.it &ndash; Sez. Documenti).<br>In particolare, quest&rsquo;ultima sentenza chiarisce espressamente che &ldquo;l&rsquo;Ente incaricato per la riscossione, ha sempre l&rsquo;obbligo di produrre l&rsquo;atto a cui si &egrave; fatto riferimento (nella specie la cartella esattoriale)&rdquo; ed ancora, in riferimento alla contestazione del contribuente, specifica che &ldquo;E&rsquo; come se il debitore cambiario, prima di pagare il credito vantato dal presunto creditore, chiede con diritto di essere posto a conoscenza del titolo cambiario da lui sottoscritto in forma autografa ed il creditore che ne richiede il pagamento ha l&rsquo;obbligo di esibire il titolo&rdquo;.Il Giudice di Pace, infine, in riferimento alla mancata esibizione della cartella, chiarisce ancora che &ldquo;<em>Tanto meno va considerata prova a tutti gli effetti la copia della cartolina di avvenuta notifica della cartella esattoriale, senza la produzione della cartella medesima&hellip;</em>&rdquo;.</span></p>
<p><span>Ci si augura, dunque, che tutta la giurisprudenza si orienti in tal senso, in modo da assicurare la massima garanzia di tutela al cittadino/contribuente, il quale, prima di essere soggetto ad azione esecutiva, ha il diritto di essere informato esaustivamente dei debiti tributari dovuti.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23651/equitalia-lo-tartassa-lui-la-fa-condannare</guid>
	<pubDate>Wed, 03 Jul 2013 08:45:43 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23651/equitalia-lo-tartassa-lui-la-fa-condannare</link>
	<title><![CDATA[Equitalia lo tartassa, lui la fa condannare]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Vittima di un&rsquo;incredibile serie di errori, si prende la sua rivincita facendo condannare Equitalia e la prefettura di Vibo Valentia. Il Davide in questione &egrave; <strong>Marco Ceci</strong> di Cermignano (Teramo) che ha dovuto giocoforza sfidare Golia, cio&egrave; Equitalia sud e la prefettura calabrese dopo che una sua auto, una Citroen - venduta peraltro nel frattempo a un conoscente - &egrave; stata sottoposta a fermo amministrativo.</p>
<p>Ceci &egrave; caduto dalle nuvole alla telefonata allarmata dell&rsquo;acquirente, avendo la coscienza a posto, sicuro di aver sempre onorato i suoi impegni nei confronti del Fisco. C&rsquo;&egrave; voluta la pazienza certosina di un avvocato,<strong> Berardo Di Ferdinando </strong>di Teramo, per ricostruire l&rsquo;intricata vicenda e prendersi pure la rivincita.</p>
<p>Tutto inizia nel 1989, quando Ceci vende la sua auto, una Fiat Uno, a una signora di Verona, con passaggio di propriet&agrave; regolamente iscritto al Pra. Sembra andare tutto liscio fino a quando, nel 2004, Equitalia sud dispone il fermo di una Citroen - che nel frattempo Ceci aveva venduto a un conoscente- facendo cadere dalle nuvole il malcapitato di Cermignano. A questo punto iniziano le indagini: l&rsquo;avvocato invia un&rsquo;istanza di accesso all&rsquo;agente per la riscossione in modo da conoscere a quali tributi fosse riferita l&rsquo;esposizione debitoria e si scopre che si tratta del mancato pagamento di cinque contravvenzioni al codice della strada, fatti dai carabinieri di Limbadi, in provincia di Vibo Valentia, il 21 marzo 1996.</p>
<p>Il primo errore &egrave; stato dunque quello di ritenere Ceci proprietario di un&rsquo;auto venduta ben sette anni prima. Equitalia, poi, senza alcun controllo sulla legittimit&agrave; del credito per cui aveva avviato l&rsquo;esecuzione, emette la cartella esattoriale per un importo di 799, 48 euro.</p>
<p>L&rsquo;avvocato a questo punto chiede alla prefettura di Vibo Valentia l&rsquo;annullamento dei verbali di contestazione con l&rsquo;invito a trasmettere gli atti all&rsquo;agente di Equitalia per la cancellazione del fermo della Citroen. Ma la prefettura procede solo alla sospensione &ldquo;sine die&rdquo; della cartella esattoriale e solo dopo ripetute insistenze, nel 2011, il fermo dell&rsquo;autovettura viene cancellato. E, a volerla dire tutta, le multe fatte dai carabinieri il 21 marzo 1996 e la cartella notificata nel 2001, erano comunque da dichiararsi prescritti.</p>
<p><img src="https://encrypted-tbn1.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcS2qaEud2_CaoJLMtmZFqmM0Fx4cD7u5oVOhogF4kTDX3dumV4s" alt="image" width="274" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Inizia dunque una seconda fase della battaglia: l&rsquo;avvocato Di Ferdinando &egrave; costretto a fare una opposizione ai sensi dell&rsquo;articolo 615 del codice di procedura civile davanti al giudice di pace di Atri il quale finalmente, nel maggio scorso, mette fine a un incubo durato quasi dieci anni. Il giudice di pace <strong>Angela Speranza</strong> accoglie il ricorso, annulla la cartella esattoriale e condanna la prefettura di Vibo Valentia ed Equitalia Sud al pagamento a favore del ricorrente delle spese di lite, cio&egrave; mille euro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://ilcentro.gelocal.it/teramo/cronaca">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23162/un-giorno-di-ritardo-ed-equitalia-lo-bastona</guid>
	<pubDate>Mon, 03 Jun 2013 16:50:02 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23162/un-giorno-di-ritardo-ed-equitalia-lo-bastona</link>
	<title><![CDATA[Un giorno di ritardo ed Equitalia lo bastona]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Stavolta parliamo del mio Friuli, pi&ugrave; precisamente alle porte di Udine,</strong> per raccontare l'ennesima storiella che ci da il metro qdi quale ordinaria follia sia insita nel sistema fiscale ordito dai governi italiani, da Prodi a Monti passando per Berlusconi.</p>
<p><strong>La signora Federica ha gestito per 10 anni&nbsp; un&rsquo;impresa artigiana nel settore del legno.</strong> Un bel giorno, decide di fondere la sua ditta con quella di suo marito, creando una nuova societ&agrave;. Tutto procede abbastanza regolarmente, nonostante lo Stato italiano sia suo socio di maggioranza. Un brutto giorno, per&ograve;, bussa alle porte Equitalia, che consegna a Federica una busta con annessa cartella con sopra scritto che i pagamenti da lei effettuati non risultano regolari.</p>
<p><img src="https://www.laleggepertutti.it/wp-content/uploads/2012/05/Equitalia-si-puo-impugnare-anche-avviso-bonario-482x270.jpg" width="482" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Bisogna tornare al 2006 per capire le ragioni di quella &ldquo;contravvenzione&rdquo;,</strong> quando ancora le deleghe per pagare gli <strong>F24</strong>&nbsp; si portavano in banca per essere licenziate tramite cassa. Federica, contribuente perbene, ha regolarmente portato i suoi F24 (<em>il suo e quello di suo marito</em>) alla banca con cui lavora la ditta e il cassiere &ndash; che in quel momento era impegnato, succede &ndash; le ha detto di lasciare l&igrave; il tutto che le avrebbe &ldquo;passate&rdquo; non appena si liberava. Fatto sta che l&rsquo;impiegato di banca ha sbrigato la pratica &nbsp;il mattino seguente. Morale della favola? Equitalia ha riscontrato che il suddito-contribuente ha versato l&rsquo;obolo con un giorno di ritardo! Un giorno!</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Ammissibile? Niente affatto, va bastonato!</span></p>
<p><strong>Il pagamento riguardava l&rsquo;Iva, i contributi Inps e Inail, per un totale di circa&nbsp; 7.500 euro,</strong> finiti regolarmente nelle saccocce del Fisco italiano, ma ventiquattro ore dopo la scadenza fissata, causa la leggerezza di un dipendente dell&rsquo;Istituto di credito di fiducia con cui l&rsquo;aziendina di Federica e suo marito lavorava. Conseguenza del misfatto criminale? La signora Federica s&rsquo;&egrave; vista costretta a pagare un sovrapprezzo di 3.750 euro, suddiviso in 24 rate mensili da 156 euro cadauna. L&rsquo;ultima la pagher&agrave; a met&agrave; giugno prossimo. Roba da usura della camorra !</p>
<p><strong>Mi spiega la signora Federica:</strong> <em>&ldquo;Quello che mi fa pi&ugrave; incavolare &egrave; la presunzione &nbsp;degli impiegati di Equitalia, che nemmeno di fronte alle giustificazioni hanno compreso la vicenda. Per la il vil volgo, questi signori sarebbero brava gente &nbsp;impegnata nel combattere l&rsquo;evasione fiscale.&nbsp;La verit&agrave; &egrave; che sono solo dei complici del sistema, perch&eacute; sanno benissimo quello che stanno facendo, sanno benissimo che una multa cos&igrave; elevata per un giorno di ritardo &egrave; semplicemente indecente, soprattutto se si pensa che lo Stato paga le ditte che lavorano per lui con mesi e mesi di ritardo, quando va bene&rdquo;.</em></p>
<p><strong>Riassunto con morale: per l&rsquo;Agenzia delle Entrate, un giorno di ritardo nel pagamento di un F24</strong> corrisponde ad un reato sanabile solamente con un ulteriore salasso. A pensarci bene, mi vien da ridere quando leggo degli agli alti lai dei dipendenti di Equitalia, che si meravigliano se i contribuenti vanno agli sportelli leggermente incazzati con loro. Ha ragione Robert Anson Heinlein quando scrive: <em>&ldquo;Andateci piano con le bevande superalcoliche. Possono spingervi a sparare all&rsquo;esattore delle tasse&hellip; e a mancarlo&rdquo;.&nbsp;</em></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/22741/stop-al-terrorismo-fiscale-befera-fa-un-passo-indietro</guid>
	<pubDate>Thu, 25 Apr 2013 17:52:05 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/22741/stop-al-terrorismo-fiscale-befera-fa-un-passo-indietro</link>
	<title><![CDATA[Stop al terrorismo fiscale: Befera fa un passo indietro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ha fatto marcia indietro ma ci saremmo aspettati che andasse in tiv&ugrave; a chiedere scusa. Sono piccoli gesti che dimostrano la propria umilt&agrave; e molte volte servono. Non credo che&nbsp;<strong> Attilio Befera </strong>accetter&agrave; il consiglio; se abbiamo capito il presonaggio, egli&nbsp; perseverer&agrave; nel sostenere che la colpa non &egrave; mai stata sua &nbsp;ma delle leggi sbagliate.</p>
<p>La verit&agrave; invece &egrave; un&rsquo;altra:<br>il vento &egrave; cambiato riguardo i metodi di Equitalia e soprattutto le macerie di quel modus operandi sono sotto gli occhi di tutti. In momenti di grave crisi sociale ed industriale atteggiarsi da sceriffo &egrave; quanto mai deleterio.<strong> L&rsquo;aria &egrave; cambiata</strong>, dicevamo. Non solo Berlusconi, la Lega e Grillo hanno da tempo puntato l&rsquo;indice contro <strong>i guasti prodotti dalla strategia di Equitalia</strong>, ma pure dalle parti del centrosinistra si sono fatti la stessa opinione. Non si tratta di un atteggiamento di mero calcolo elettorale (<em>che pure ha la sua importanza</em>). A smuovere le acque &egrave; stata la rivolta spontanea partita da moltissimi cittadini rimasti impigliati nei provvedimenti, talvolta estremi, degli agenti riscossori.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://encrypted-tbn0.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcSwwR_t4X0CDtBGGlFR_c8cv4pCgzaOOiIIBELI9Ey_781TuTOq" alt="image" width="179" height="282" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Questa protesta, sfociata anche in gesti di violenza, &egrave; arrivata finalmente sul tavolo di Befera che ha innestato la retromarcia: dopo il blocco dei pignoramenti sui conti correnti dove sono accreditati pensioni e stipendi dei dipendenti pubblici in debito col fisco, ecco il disgelo sulle procedure di riscossione in capo alle aziende. &Egrave; bastata una direttiva (<em>per ora solo annunciata</em>) <strong>firmata da Attilio Befera</strong> e finalizzata alla <strong>semplificazione</strong> dei controlli sui <strong>rimborsi dell&rsquo;Iva</strong>. Non solo, anche le imprese che hanno commesso errori di calcolo dell&rsquo;imposta sostitutiva sui salari di produttivit&agrave; non saranno soggette al pagamento delle <strong>sanzioni</strong>, se entro la fine dell&rsquo;anno hanno restituito gli importi dovuti.</p>
<p>Una boccata d&rsquo;ossigeno che poteva essere autorizzata anche prima se soltanto la lotta all&rsquo;evasione (<em>sempre sacrosanta</em>) non avesse portato a trattare il moroso come un evasore. Questo bastava. Invece l&rsquo;ubriacatura e il fanatismo dell&rsquo;anno montiano hanno scardinato un sistema gi&agrave; in ginocchio per colpa della crisi. Su questo punto, Libero da tempo evidenziava <strong>le storture del sistema, contestando al legislatore</strong> - ma anche allo stesso numero uno di <strong>Equitalia</strong> - <strong>una severit&agrave; eccessiva</strong>. Una severit&agrave; che tra l&rsquo;altro a quasi nulla &egrave; servita nella lotta verso i grandi evasori.</p>
<p>Molto ancora c&rsquo;&egrave; da fare perch&eacute; l&rsquo;altro punto assai dolente della questione fiscale riguarder&agrave; il pagamento dell&rsquo;Imu e soprattutto le procedure. Infatti le &laquo;<em>ganasce fiscali</em>&raquo; scatteranno ugualmente sotto i mille euro di debito inevaso se il pagamento non avviene entro 120 giorni, cos&igrave; come l&rsquo;ipoteca sulla casa (<strong>prima o seconda &egrave; uguale</strong>) pu&ograve; essere ordinata sopra i 20mila euro. Complicazioni enormi, poi, restano sul fronte della procedura in quanto chi &egrave; in <strong>debito col fisco</strong> e ha ricevuto un primo avviso di pagamento, ove mai chiedesse il pagamento a rate ma non ottenesse una risposta, si trova iscritto ugualmente nell&rsquo;elenco dei &laquo;<span style="text-decoration: underline;">cattivi</span>&raquo;, con l&rsquo;aggravio di una<strong> multa pari al 28 per cento</strong>. Il cane che si morde la coda.</p>
<p>Da questa situazione di eccessiva severit&agrave; &egrave; difficile uscire. Il governo Monti e l&rsquo;atteggiamento (<em>spero ormai superato, ma ripeto: occorrerebbe un gesto pubblico di umilt&agrave;</em>) di <strong>Attilio Befera</strong> non hanno aiutato a stemperare il clima di ostilit&agrave;, sulla cui scia si sono innestati episodi di ribellione autentica oltre a un crescente disagio sociale. La durezza e la severit&agrave; infatti non hanno disteso il gi&agrave; difficile rapporto dei cittadini col fisco italiano.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://i.imgur.com/NA1XK.jpg" alt="image" width="320" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Si potevano allentare prima queste ganasce punitive?<br><span style="font-size: 12.8px;">Certo che s&igrave;, bastava volerlo. Le leggi sbagliate o si cambiano oppure, se si &egrave; in disaccordo, si contestano, magari anche col gesto delle dimissioni. Invece niente. Per quasi due anni si &egrave; preferito il muro contro muro e i blitz assai spettacolari. Ora, per&ograve;, il vento politico &egrave; cambiato, non nel senso di un abbassamento della lotta all&rsquo;evasione (</span><em style="font-size: 12.8px;">quella vera, quella che non deve dare respiro ai grandi evasori e ai grandi furbetti ha da proseguire con durezza</em><span style="font-size: 12.8px;">), ma nel senso di una maggiore comprensione verso le istanze di chi per colpa della crisi economica si trova a non poter far fronte agli obblighi o &egrave; in ritardo.</span></p>
<p>Troppe aziende e troppe famiglie sono saltate per aria per colpa dello sceriffismo: evitiamo di proseguire su questa pericolosa strada.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>

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