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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Equitalia class action]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/7656/all?offset=40</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30976/proposta-abolizione-equitalia-no-dalla-commissione-finanze</guid>
	<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 08:45:11 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30976/proposta-abolizione-equitalia-no-dalla-commissione-finanze</link>
	<title><![CDATA[Proposta abolizione Equitalia - NO dalla commissione Finanze]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Doveva essere in discussione alla camera, oggi 7 Luglio, ma come sempre lo stato quando deve dare delle cattive notizie lavora anche di domenica !</p>
<p>Dalla Camera coro di no all'ipotesi di <a rel="nofollow" href="https://bastacasta.altervista.org/p12911/"><strong>sopprimere Equitalia</strong></a>, che quindi continuer&agrave; a riscuotere i tributi per il fisco. Dalla commissione Finanze di Montecitorio &egrave; infatti arrivato lo<span>&nbsp;stop al progetto di legge presentato dal <strong>Movimento 5 stelle</strong> (firmataria <em>Azzurra Cancelleri</em>) sulla soppressione di Equitalia e il trasferimento delle funzioni in materia di riscossione all&rsquo;Agenzia delle Entrate.</span></p>
<p><span><img src="https://bastacasta.altervista.org/wp-content/uploads/2014/04/abolirequitalia.jpg" width="510" alt="image" style="border: 0px;"><br><br></span><span>Ma quello della <strong>commissione Finanze</strong> non &egrave; stato l'unico no. Pareri contrari sul provvedimento sono infatti arrivati anche dalle commissioni Giustizia e Lavoro, mentre le commissioni Bilancio e Affari XCostituzionali avevano avanzato pi&ugrave; di una richiesta di chiarimenti.<br><br></span><span>Tutto si &egrave; risolto in commissione Finanze, con <strong>l'approvazione di un emendamento del PD</strong>&nbsp;interamente <span style="text-decoration: underline;">soppressivo</span> di tutti gli articoli della proposta di legge. In base alla quale le funzioni relative alla riscossione nazionale dei tributi attribuite alla societ&agrave; Equitalia Spa si sarebbero dovute trasferire, a decorrere dal <span style="text-decoration: underline;">1&deg; gennaio 2015</span>, al Ministero dell'economia e delle finanze, che le avrebbe esercitate&nbsp; mediante l'istituzione della &laquo;Direzione generale per la riscossione&raquo; articolata in uffici centrali e periferici.</span><span>&nbsp;</span></p>
<p><span>L'emendamento Pd di fatto ha soppresso di fatto la proposta e in aula il rilatore riferir&agrave; in senso contrario.&nbsp;</span></p>
<p>questo era il <a rel="nofollow" href="https://bastacasta.altervista.org/p12911/">testo della proposta</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30521/in-arrivo-la-riforma-di-equitalia</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Jun 2014 11:20:29 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30521/in-arrivo-la-riforma-di-equitalia</link>
	<title><![CDATA[In arrivo la riforma di Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>ROMA</span><br><span>I due decreti legislativi approvati ieri dal Consiglio dei ministri si configurano come &laquo;una grande opera di semplificazione, che fa s&igrave; che lo Stato sia vicino e amico del cittadino. Dal 2015 per 30 milioni di italiani ci sar&agrave; la dichiarazione dei redditi precompilata&raquo;. &Egrave; il ministro per le Riforme, Maria Elena Boschi ad annunciare in conferenza stampa a palazzo Chigi l'avvio dell'iter che, in attuazione della delega fiscale approvata lo scorso febbraio dal Parlamento, realizzer&agrave; l'obiettivo della dichiarazione precompilata da parte dell'Agenzia delle Entrate per dipendenti e pensionati in possesso dei requisiti per presentare il modello 730.&nbsp;</span><br><span>Il provvedimento passa ora al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti per il prescritto parere, poi torner&agrave; all'esame del Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva. Contestualmente - spiega il ministro Boschi - partir&agrave; anche il percorso di riforma del catasto con la costituzione delle commissioni censuarie.</span></p>
<p><img src="https://connectu.it/groupicon/7656/large/1291715110.jpg" width="200" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><span>Il governo scommette dunque su un nutrito pacchetto di semplificazioni e di snellimento di adempimenti relativi alle persone fisiche, alle societ&agrave; e ai rimborsi fiscali, con l'obiettivo di porre le basi per un diverso e pi&ugrave; civile rapporto tra fisco e contribuenti. E da Lussemburgo, al termine della riunione dell'Ecofin, il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, ribadisce che il decreto legislativo punta a porre le premesse per ridurre la pressione fiscale, &laquo;che &egrave; ben al di sopra della media europea&raquo;. Per questo &laquo;&egrave; necessario che vi siano un abbattimento simultaneo della spesa pubblica in modo permanente e progressi contro l'evasione fiscale&raquo;. La delega fiscale, il cui iter di attuazione parte proprio con i provvedimenti varati ieri - &laquo;va esattamente in questa direzione, di una riduzione permanente della pressione fiscale per le famiglie e per le imprese&raquo;. Misure certe di finanziamento, strutturali e a regime, dunque, per rendere solido e credibile il percorso di riduzione delle tasse. Appuntamento che il governo intende onorare gi&agrave; con la prossima legge di stabilit&agrave;, individuando le risorse per stabilizzare il bonus Irpef da 80 euro, finanziato per ora solo fino al prossimo dicembre.</span><br><span>In questo contesto, Padoan ribadisce la convinzione che l'intervento sul cuneo fiscale rappresenti una &laquo;una misura fondamentale per accrescere la competitivit&agrave;&raquo;. Quello che si avvia - aggiunge il sottosegretario all'Economia, Giovanni Legnini - &egrave; un &laquo;percorso importantissimo. La dichiarazione precompilata interviene nel rapporto tra i cittadini e il fisco. Si inverte in qualche modo l'onere probatorio&raquo;. Anche sul fronte del catasto, si &egrave; posta una prima pietra di un percorso del quale &laquo;si discute ormai da anni&raquo;. Di altro avviso Daniele Capezzone (Forza Italia), presidente della commissione Finanze della Camera: &laquo;Fatte salve eccezioni individuali, a partire dal viceministro Casero, non sembra esservi nel governo la consapevolezza del valore della delega&raquo;.</span><br><span>&Egrave; solo l'avvio dell'iter, ma per l'esecutivo &egrave; comunque significativo che il convoglio si sia messo in moto, in attesa della definizione degli altri decreti legislativi attuativi della delega. Stando al timing annunciato ai primi di giugno dal vice ministro all'Economia, Luigi Casero, altri due pacchetti di provvedimenti attuativi della delega saranno approvati entro la fine dei lavori parlamentari prima della pausa estiva. Al pi&ugrave; tardi entro settembre. In arrivo la riforma di Equitalia, le nuove norme in materia di abuso del diritto, la revisione delle sanzioni penali e amministrative in materia fiscale, la riforma delle accise, la revisione dei giochi pubblici, la fatturazione elettronica. Tra ottobre e novembre dovrebbe poi vedere la luce il pacchetto di riordino delle &laquo;tax expenditure&raquo;.</span><br><span>&copy; RIPRODUZIONE RISERVATA</span><br><strong>LE TAPPE&nbsp;</strong><span></span><br><span>Dichiarazione precompilata</span><br><span>I provvedimenti approvati ieri dal Consiglio dei ministri introducono dal 2015 per 30 milioni di italiani la dichiarazione dei redditi precompilata. Il provvedimento passa ora al vaglio delle Commissioni parlamentari competenti per il prescritto parere, poi torner&agrave; all'esame del Consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva</span></p>
<p><br><span></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilsole24ore.com/"><span>Fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30327/equitalia-nulle-le-cartelle-esattoriali-notificate-con-raccomandata</guid>
	<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 08:13:28 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30327/equitalia-nulle-le-cartelle-esattoriali-notificate-con-raccomandata</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: nulle le cartelle esattoriali notificate con raccomandata]]></title>
	<description><![CDATA[<div>Forse questa notizia avrebbe potuto evitare alcuni dei tanti drammi degli ultimi tempi, fra i quali decine e decine di atti estremi di persone disperate perch&eacute; messe alle strette da un fisco e da un sistema di riscossione fondato su regole eccessivamente rigide e troppo avulse dalla realt&agrave; del tempo in cui viviamo. Regole che evidentemente non sono sempre correttamente applicate neanche dal principale riscossore dello Stato, la temibile Equitalia che soventemente viene bacchettata da sentenze delle varie commissioni tributarie sparse sul territorio nazionale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Segnaliamo i significativi precedenti creati da due recentissime sentenze della Commissione tributaria provinciale di Vicenza (<em>33/07/2012 e 37/07/12</em>) che si dimostrano in linea con altre pronunce ultimamente apparse sulle cronache, non solo giuridiche. La Commissione tributaria del capoluogo veneto con le decisioni in questione ha ripercorso la giurisprudenza sulla legittimazione dell'agente della riscossione di notificare direttamente la cartella a mezzo posta ed &egrave; arrivata alla conclusione che <strong>tutte le multe</strong> spedite da Equitalia tramite posta, inclusa raccomandata A/R, e <strong>non notificate di persona dall&rsquo;ufficiale dell&rsquo;Ente di riscossione sono nulle</strong>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img src="https://connectu.it/groupicon/7656/large/1291715110.jpg" width="200" alt="image" style="border: 0px;"></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Conseguenza chiara per un atto non ritualmente notificato e quindi di fatto giuridicamente inesistente <strong>sarebbe il diritto per il presunto debitore di non pagarlo.</strong> In buona sostanza, la semplice consegna via posta &egrave; da <strong>considerare illegittima</strong> poich&eacute; effettuata da un soggetto non autorizzato, con ci&ograve; palesandosi un vizio radicale.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ci&ograve; significa che Equitalia &egrave; obbligata ad adempiere alla <span style="text-decoration: underline;">notifica mediante i soggetti ad esso abilitati per legge, ovvero ufficiali della riscossione, agenti di polizia municipale, messi di notificazione abilitati e messi comunali e non i postini.</span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La prima sentenza della Commissione tributaria provinciale di Vicenza (n. 3/07/2012) fa riferimento ad un caso in cui la cartella era stata emessa dopo la notifica di due precedenti accertamenti. Nel secondo caso invece (sentenza n. 37/07/12) la cartella &egrave; stata emessa sulla base di un controllo automatizzato. In entrambi i casi l&rsquo;impugnazione dei ricorrenti si basava sull&rsquo;illegittimit&agrave; del mezzo di notifica a mezzo posta, a cui si aggiungeva peraltro la mancata compilazione della relazione di notifica. Per quanto riguarda la giurisprudenza della Corte di Cassazione, invece, la sentenza 14327/09, l'ordinanza 15948/10 e la sentenza 11708/11 - a parere dei giudici vicentini - non hanno mai ammesso che ci&ograve; sia possibile. In particolare, se letta bene, la prima sentenza lo ritiene ammissibile, ma si riferisce a una vicenda del 1984: la norma applicabile all'epoca conteneva l'inciso &laquo;da parte dell'esattore&raquo; poi successivamente eliminato. La seconda ordinanza affronta solo il problema della relazione di notifica ma non risponde al quesito relativo al potere di notifica diretta dell'agente della riscossione. La terza ha ritenuto legittima la notifica della cartella con raccomandata con avviso di ricezione ma non ha affrontato direttamente il problema se il concessionario sia, o meno, legittimato a eseguire tale tipo di notifica dopo l'ultima modifica (operata nel 1999) dell'articolo 26 del Dpr 602/73. I giudici tributari hanno inoltre specificato che la cancellazione dell'inciso &laquo;<span style="text-decoration: underline;">da parte del l'esattore</span>&raquo; rileva come il legislatore abbia voluto escludere il concessionario dal novero dei soggetti abilitati alla notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata con avviso di ricezione. Pertanto, spetta ad Equitalia accertare che l&rsquo;ufficiale addetto alla riscossione riceva la cartella e adempia alla compilazione della notifica, specificando l&rsquo;ufficio postale di partenza. Nei casi affrontati dalla commissione tributaria di Vicenza <span style="text-decoration: underline;">sono stati accolti i ricorsi attraverso un&rsquo;interpretazione letteraria e sistematica della norma</span>: si potrebbe semplificativamente dire che le somme dovute non siano mai state richieste da Equitalia. Va da s&eacute; che nel caso di sanzioni, tributi e multe assai datate, una delle ovvie conseguenze potrebbe essere quella della <span style="text-decoration: underline;"><strong>prescrizione del debito</strong></span> e quindi l&rsquo;impossibilit&agrave; definitiva per la PA di richiedere le relative somme.</div>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30252/equitalia-da-oggi-ripartono-i-pignoramenti</guid>
	<pubDate>Mon, 16 Jun 2014 15:53:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30252/equitalia-da-oggi-ripartono-i-pignoramenti</link>
	<title><![CDATA[EQUITALIA, DA OGGI RIPARTONO I PIGNORAMENTI.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Da oggi sono ripresi i grattacapi e in qualche caso la disperazione per gli italiani.</p>
<p><img src="https://www.globalist.it/QFC/NEWS_68117.jpg" width="490" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Termina la sanatoria di Equitalia</strong> e <strong>riprendono tutte le azioni esecutive</strong>: il fermo amministrativo, l&rsquo;ipoteca, i pignoramenti mobiliari e immobiliari. <br>La tregua era stata voluta all&rsquo;indomani dell&rsquo;insediamento del Governo Renzi e solo con il fine di assicurare una finta tranquillit&agrave; in vista della campagna elettorale. Nei mesi che sono seguiti prima del voto di maggio, infatti, il tema <strong>Equitalia</strong> e i suoi metodi di riscossione, sono stati tenuti debitamente a distanza dal dibattito politico. Un&rsquo;anomalia, visto che gli italiani hanno votato per le europee ascoltando politici che hanno battibeccato si temi del tutto nazionali.</p>
<p>Renzi EquitaliaE come riportano alcuni articoli di stampa, che l&rsquo;affare Equitalia non sia stato affrontato lo dimostra anche il fatto che esistano dubbi sull&rsquo;applicazione retroattiva della norma. In un&rsquo;interrogazione parlamentare si evidenziano i dubbi che per i pignoramenti gi&agrave; notificati in data 22 giugno 2013 valgono le vecchie regole, senza alcuna salvaguardia per l&rsquo;abitazione principale.</p>
<p>Anche per quanto riguarda i provvedimenti successivi, quella della non pignorabilit&agrave; &egrave; stata una boutade politica, piuttosto che una garanzia, vista la giungla di distinguo che prevede la legge. Infondo ecco da dove arriva la copertura delle politiche renziane. Quel ritornello cantato in tutte le sedi: &ldquo;la copertura c&rsquo;&egrave; ma non ve la dico&rdquo; pi&ugrave; o meno stava a significare che il &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">bambino che si era mangiato i comunisti</span>&rdquo; (<em>come lo aveva definito Gramellini</em>) contava proprio sul pugno di ferro di Equitalia.</p>
<p>Intanto gli immobili non pignorabili devono avere natura abitativa, non di lusso n&eacute; classificato come villa (A8) o castello (A9); deve essere l&rsquo;unico immobile posseduto dal debitore; il debitore deve risiedervi anagraficamente.</p>
<p>Manca ancora un decreto per il pignoramento dei mobili che definisca un paniere di beni considerati essenziali, quindi non espropriabili.</p>
<p><strong> L&rsquo;ipoteca parte da 20 mila euro.</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/29865/cartelle-equitalia-prescrizione-suggerimenti</guid>
	<pubDate>Sun, 08 Jun 2014 07:48:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/29865/cartelle-equitalia-prescrizione-suggerimenti</link>
	<title><![CDATA[Cartelle Equitalia prescrizione - suggerimenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Tutte le cartelle notificate da Equitalia</span> <strong>sono soggette alla prescrizione</strong>, cio&egrave; all&rsquo;estinzione a seguito dell&rsquo;inerzia della stessa Equitalia protratta per il numero di anni stabiliti dalla legge e, di conseguenza, non devono essere pagate.</p>
<p><img src="https://connectu.it/groupicon/7656/large/1291715110.jpg" width="200" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>La disciplina della prescrizione in discorso &egrave;, tuttavia, diversa a seconda che si riferisca a sanzioni amministrative o a tributi e tasse.<br> Rimandando ai prossimi articoli la prescrizione in materia di tributi e tasse, <span style="text-decoration: underline;">di seguito illustro la prescrizione delle cartelle di Equitalia per sanzioni amministrative.</span></p>
<p>Per fugare ogni dubbio &egrave; opportuno <strong>riassumere le prescrizioni</strong> di queste sanzioni cos&igrave; come previste dalla legge.<br> Innanzi tutto preciso che l&rsquo;ente impositore di cui si parler&agrave; nel proseguo &egrave; l&rsquo;ente che richiede il pagamento della sanzione amministrativa (<em>per esempio: se si tratta di una sanzione elevata dalla Polizia Municipale, l&lsquo;ente impositore normalmente &egrave; il Comune</em>).<br> In ogni caso l&rsquo;ente impositore deve essere indicato nel verbale che viene notificato.</p>
<p>Per chiarezza, vediamo il procedimento ed i rispettivi termini di prescrizione: <br> <strong>1) verbale di accertamento.</strong> Entro 90 giorni dal giorno della violazione l&rsquo;ente impositore deve notificare il verbale di accertamento. <br> Se ritarda, la sanzione si estingue in forza dell&rsquo;art. 14 della legge n. 689 del 1981 (o nel caso di violazione del codice della strada, ai sensi dell'art. 201 Cds). <br> <strong>2) ordinanza ingiunzione. </strong>Entro i successivi cinque anni dalla notifica del verbale, l&rsquo;Ente impositore deve notificare un ulteriore atto chiamato tecnicamente ordinanza ingiunzione a meno che il debitore/trasgressore non proponga impugnazione e non paghi. <br> In questo caso la prescrizione di cinque anni decorrer&agrave; dalla notifica dell&rsquo;ordinanza ingiunzione.<br> N.B. Nel caso di violazioni al codice della strada,&nbsp; l'ordinanza ingiunzione viene emessa solo nel caso in cui si faccia ricorso al Prefetto, che deve emetterla entro 210 giorni dal ricevimento del ricorso.<br> <strong>3) </strong><strong>cartella esattoriale. </strong>Entro i cinque anni successivi alla notifica dell&rsquo;ordinanza ingiunzione, oppure del verbale di accertamento di violazione del codice della strada, Equitalia su incarico dell&rsquo;Ente Impositore deve notificare una cartella che ingiunga il pagamento. In alternativa, l'ente impositore pu&ograve; emettere direttamente, senza incaricare Equitalia, una ingiunzione di pagamento.<br> Anche questa cartella di Equitalia (o l'ingiunzione di pagamento) va in prescrizione in cinque anni decorrenti dalla data di notifica della cartella medesima se non &egrave; seguita dalla notifica di un ulteriore atto chiamato <strong>avviso di mora</strong>.</p>
<p>Se, tuttavia, viene notificato detto avviso di mora, la prescrizione della cartella decorre dalla data di notifica dell&rsquo;avviso di mora ed &egrave; sempre di cinque anni.<br> A proposito della prescrizione delle cartelle per sanzioni amministrative &egrave; importante segnalare che Equitalia sostiene - a torto, secondo la giurisprudenza pi&ugrave; recente e ormai consolidata - che il termine di prescrizione sia di dieci anni a decorrere dalla notifica della cartella o dell&rsquo;ultimo avviso di mora e, pertanto, costringe il cittadino a rivolgersi al Giudice al fine di far valere i suoi diritti.<br> <br> <strong>Come difendersi se la cartella di Equitalia &egrave; prescritta? <br> </strong>Generalmente, la prescrizione della cartella viene fatta valere con l'impugnazione di atti esecutivi che seguono la notifica della cartella stessa (fermo amministrativo dell'auto, pignoramento, etc.). Ma &egrave; sempre possibile chiedere ad Equitalia di sgravare la cartella anche prima che sia iniziata l'esecuzione forzata.<br> Quindi, nel caso che siano decorsi i cinque anni dalla notifica della cartella o dall&rsquo;avviso di mora, <em>senza che nel frattempo sia iniziata l'esecuzione (es., fermo amministrativo, pignoramento etc.)</em>, preciso il comportamento da adottare dal cittadino:<br> <strong>A)&nbsp;istanza di sgravio ad Equitalia. </strong>Prima di rivolgersi ad un giudice, &egrave; possibile fare domanda di sgravio direttamente ad Equitalia da inviare a mezzo raccomandata con avviso di ricevimento. Di seguito, il modulo di istanza di sgravio.<br> <strong>B) opposizione all'esecuzione. </strong>Se Equitalia non provvede allo sgravio, sar&agrave; necessario citare Equitalia di fronte al Giudice di Pace al fine di fare dichiarare la prescrizione. Preciso che in caso in cui l&rsquo;importo dovuto sia inferiore a &euro; 1.100,00 &egrave; possibile rivolgersi al Giudice di Pace senza l&rsquo;assistenza di un difensore (attraverso una citazione orale oppure utilizzando uno schema di atto di citazione).<br> Nel caso in cui l&rsquo;importo sia superiore a &euro; 1.100,00 sar&agrave; necessaria l&rsquo;assistenza di un avvocato ma il Giudice di pace, dopo aver visto la copia della lettera con istanza di sgravio, potr&agrave; porre le spese processuali a carico di Equitalia.<strong><br> </strong><br> <br> *****<br> <strong><em>Modulo dell'istanza di sgravio da inviare per racc. a/r, allegando fotocopia (e non l'originale!) della cartella esattoriale e, se notificato, dell'avviso di mora.</em></strong><br> *****<br> <br> Spett.le EQUITALIA &hellip;&hellip;&hellip;.&nbsp; s.p.a. <br> Agente della riscossione per la Provincia di &hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip; <br> con sede in&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;..<br> <strong>Istanza di sgravio </strong><br> Il sottoscritto ..... , nato ......., residente ........., Codice fiscale<br> <strong>espone: </strong><br> - che in data&hellip;&hellip;&hellip;&hellip;.. gli &egrave; stata notificata la cartella n. &hellip;&hellip;&hellip;..che si allega in fotocopia;<br> - [che in data &hellip;&hellip;&hellip;.. gli &egrave; stato notificato l&rsquo;avviso di mora che si allega in fotocopia;]<br> - che sono decorsi cinque anni dalla notifica;<br> - che il credito &egrave; prescritto.<br> Per quanto sopra il sottoscritto<br> <strong>chiede</strong><br> che EQUITALIA s.p.a. Agente della riscossione per la provincia di &hellip;&hellip;&hellip;&hellip;. <strong>Voglia</strong> effettuare lo sgravio di detta cartella per intervenuta prescrizione successivamente alla notifica.<br> Allega la fotocopia della cartella [e dell'avviso di mora]<br> LUOGO, DATA E FIRMA (in originale per esteso)</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/29532/equitalia-i-ritardatari-ammessi-a-rateizzazione-cartelle-equitalia</guid>
	<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 15:59:59 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/29532/equitalia-i-ritardatari-ammessi-a-rateizzazione-cartelle-equitalia</link>
	<title><![CDATA[Equitalia, i ritardatari ammessi a rateizzazione cartelle Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>I contribuenti ritardatari, che non hanno rispettato i termini di pagamento delle cartelle Equitalia, potranno accedere di nuovo alla rateazione, a patto che la violazione sia antecedente al 22 giugno 2013. Lo prevede un emendamento al decreto legge Irpef, approvato all'unanimit&agrave; dalle commissioni Finanze e Bilancio del Senato.</span></p>
<p><img src="https://cdn.blogosfere.it/economiaefinanza/images/equitaliamilano-anteprima-600x400-668140.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><br><span>Le societ&agrave; partecipate dallo Stato dovranno procedere a tagli ma pi&ugrave; "flessibili": &egrave; quanto prevede poi un emendamento dei relatori, Cecilia Guerra (Pd) e Antonio D'Al&igrave; (Ncd) al decreto Irpef approvato dalle commissioni Bilancio e Finanze di Palazzo Madama. Si prevede infatti che i tagli ai costi operativi (fissati nel 2,5% per il 2014 e 4% nel 2015) avverr&agrave; con modalit&agrave; parzialmente o totalmente alternative rispetto a quelle pi&ugrave; stringenti previste dall'articolo 20 del provvedimento. Andranno per&ograve; mantenuti gli obiettivi di risparmio previsti.</span><br><br><span>La Rai, come previsto, viene esclusa dai tagli previsti a carico delle societ&agrave; partecipate dallo Stato. Lo prevede un altro emendamento al decreto Irpef che modifica l'articolo 20 escludendo la tv pubblica cos&igrave; come il governo aveva anticipato di voler fare.&nbsp;</span><br><br><span>L'articolo 20 del decreto Irpef prevede che le societ&agrave; a totale partecipazione diretta o indiretta dello Stato e le societ&agrave; direttamente o indirettamente controllate dallo Stato - ad esclusione di quelle emittenti strumenti finanziari quotati nei mercati regolamentati - realizzano, nel biennio 2014-2015, una riduzione dei costi operativi, esclusi gli ammortamenti e le svalutazioni delle immobilizzazioni nonch&eacute; gli accantonamenti per rischi, di almeno il 2,5 per cento nel 2014 ed almeno il 4 per cento nel 2015.</span><br><br><span>Ok alla cessione di quote di Rai Way: lo esplicita un emendamento dei relatori al decreto Irpef depositato nelle commissioni Bilancio e Finanze del Senato ma non ancora approvato. Viene inoltre cancellato l'obbligo della Rai di mantenere Rai World.</span><br><br><span>Per quanto riguarda Rai Way &laquo;ai fini dell'efficientamento, della razionalizzazione e del riassetto industriale nell'ambito delle partecipazioni detenute dalla Rai Spa, - si legge nel testo - la</span><br><span>societ&agrave; pu&ograve; procedere alla cessione sul mercato, secondo modalit&agrave; trasparenti e non discriminatorie, di quote di Rai Way, garantendo la continuit&agrave; del servizio erogato&raquo;. Per Rai World invece si cancella l'obbligo per l'azienda di avere una societ&agrave; per la produzione, la distribuzione e la trasmissione di programmi radiotelevisivi all'estero.</span><br><br><span>Sedi regionali della Rai salve. Le commissioni Bilancio e Finanze del Senato sarebbero orientate ad approvare un emendamento del Partito democratico al decreto legge Irpef, che esclude le sedi dai tagli previsti. La proposta di modifica, spiega il senatore del Pd, Salvatore Margiotta, assicurer&agrave; strutture adeguate in ogni regione.</span><br><br><span>Oltre alla Rai anche la Consip e le controllate delle societ&agrave; in via di privatizzazione (Poste ed Enav) vengono escluse dai tagli.&nbsp;</span><br><br><span>Si va poi verso l'ok nelle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato all'emendamento al decreto Irpef che rinvia il pagamento dei canoni demaniali presentato da Tomaselli del Pd. Attualmente l'emendamento &egrave; accantonato ma dovrebbe ricevere il via libera. Il pagamento del canone demaniale slitterebbe dunque dal 15 maggio al 15 settembre, al termine della stagione estiva favorendo le imprese di settore.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/28981/equitalia-chiude-i-battenti-nel-2014</guid>
	<pubDate>Tue, 27 May 2014 11:33:55 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/28981/equitalia-chiude-i-battenti-nel-2014</link>
	<title><![CDATA[Equitalia chiude i battenti nel 2014]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;">I contribuenti italiani stanno per dire addio a<span>&nbsp;</span></span><strong style="padding: 0px; margin: 0px; color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">Equitalia</strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;">, nemico numero uno e capro espiatorio di tutti i mali del Paese. La societ&agrave; incaricata della riscossione dei tributi in nome dell&rsquo;erario italiano &egrave; destinata ad essere accorpata con l&rsquo;</span><strong style="padding: 0px; margin: 0px; color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; background-color: #ffffff;">Agenzia delle Entrate</strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;">. Un passaggio che era gi&agrave; nell&rsquo;aria da tempo e che il governo Renzi ha deciso di accelerare, decretando la fine di un&rsquo;era e scatenando, al tempo stesso, una serie di interrogativi. La prima e pi&ugrave; ovvia: chi controller&agrave; se paghiamo le tasse? </span></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;"><img src="https://www.inchiestanapoli.it/sites/default/files/imagecache/img_fotoprincipale_full/gennaro.sannino/equitlia_0.jpg" width="480" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p><strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;">Chi sar&agrave; incaricato della riscossione dei tributi?</span></strong></p>
<p><strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;"></span></strong></p>
<p style="padding: 0px 0px 10px; margin: 0px; text-align: justify; font-size: 14px; color: #333333; font-style: normal; font-weight: normal; background-color: #ffffff;">La carriera di Equitalia, dunque, &egrave; durata ben poco. Fino al 1995, infatti, la riscossione dei tributi era deputata a una miriade di agenzie diverse, che operavano a livello territoriale. L&rsquo;unione delle realt&agrave; maggiori ha dato poi vita a questa nuova entit&agrave; chiamata Equitalia, che ha impiegato davvero poco per diventare fulcro dell&rsquo;odio della popolazione italiana nei confronti della<strong style="padding: 0px; margin: 0px;">pressione fiscale</strong>. C&rsquo;&egrave; da dire che non &egrave; stata neanche aiutata dai suoi compiti poco nobili (come i pignoramenti) e dai continui errori che hanno segnato il suo operato (mai sentito parlare di cartelle pazze?). Mettiamoci un recente scandalo tra fondi neri ed evasione fiscale e il cerchio &egrave; chiuso. Ci&ograve; non toglie, comunque, che il ruolo di una societ&agrave; come Equitalia sia centrale in un Paese dedito ai trucchi e ai sotterfugi per evitare le<span>&nbsp;</span><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">scadenze col Fisco</strong>.</p>
<p><strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;"></span></strong></p>
<p style="padding: 0px 0px 10px; margin: 0px; text-align: justify; font-size: 14px; color: #333333; font-style: normal; font-weight: normal; background-color: #ffffff;">La sparizione di Equitalia, dunque, non deve essere letta come un segno di debolezza nella<span>&nbsp;</span><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">lotta all&rsquo;evasione fiscale</strong>. Anzi, &egrave; proprio il contrario, perch&eacute; la fusione con l&rsquo;Agenzia delle Entrate garantir&agrave; quella sinergia che &egrave; (a volte) mancata, soprattutto nella condivisione delle banche dati e delle informazioni sui contribuenti. Gi&agrave; oggi l&rsquo;Agenzia delle Entrate &egrave; il primo &lsquo;azionista&rsquo; di Equitalia, con il 51% delle partecipazioni, mentre l&rsquo;altro 49% &egrave; attribuito all&rsquo;Inps. Ente Previdenziale che ben poco ha a che fare con la riscossione tasse. Ecco perch&eacute; riportare Equitalia nell&rsquo;alveare da cui &egrave; nato consentir&agrave; al Fisco di agire con strumenti unici e senza due teste che non comunicano.</p>
<p><strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;"></span></strong></p>
<p style="padding: 0px 0px 10px; margin: 0px; text-align: justify; font-size: 14px; color: #333333; font-style: normal; font-weight: normal; background-color: #ffffff;">Il primo passo concreto in questa direzione sar&agrave; l&rsquo;addio di<span>&nbsp;</span><strong style="padding: 0px; margin: 0px;">Attilio Befera</strong>, il direttore soprannominato &lsquo;Mr. Fisco&rsquo;, che sar&agrave; sostituito da un nuovo dirigente da scegliere tra il magistrato Francesco Greco e l&rsquo;attuale vicedirettore dell&rsquo;Agenzia Marco Di Capua. Per il resto il processo di prospetta lento e graduale, per evitare forzature in un periodo gi&agrave; piuttosto complesso dal punto di vista fiscale (il caos Tasi insegna). Quel che &egrave; certo &egrave; che, con l&rsquo;accorpamento, sar&agrave; direttamente l&rsquo;Agenzia delle Entrate a vigilare e intervenire in caso di mancato pagamento delle imposte. Chi gioisce per la morte di Equitalia, sperando forse in una vita pi&ugrave; facile, forse non ha fatto bene i conti. Gli effetti di questa decisione si vedranno solo nei prossimi mesi.</p>
<p><strong><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;"><br></span></strong></p>
<p><span style="color: #333333; font-size: 14px; font-style: normal; font-weight: normal; text-align: justify; float: none; background-color: #ffffff;"><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/28711/lagenzia-delle-entrate-la-rovina-ditalia</guid>
	<pubDate>Thu, 22 May 2014 14:56:14 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/28711/lagenzia-delle-entrate-la-rovina-ditalia</link>
	<title><![CDATA[L'Agenzia delle entrate, la rovina d'Italia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Attilio Befera, direttore dell'Agenzia delle entrate, 304.000 euro di stipendio annuo, ha annunciato che entro fine mese andr&agrave; in pensione. Avrei qui pronto il sostituto (non d'imposta, bens&igrave; umano): Luciano Dissegna. Costo per i contribuenti: zero euro. S&igrave;, lo farebbe gratis. Il curriculum &egrave; ragguardevole. Per 30 anni leale servitore dello Stato, che lo assunse per concorso nel 1977, Dissegna ha lavorato negli uffici del registro di Montebelluna e Borgo Valsugana, nell'ufficio Iva di Trento, nell'ufficio imposte dirette di Bassano del Grappa, all'ispettorato compartimentale imposte dirette di Venezia, all'ispettorato dell'Agenzia delle entrate di Trieste.</span></p>
<p>Infine &egrave; stato dirigente in Friuli Venezia Giulia e direttore a Thiene, Montebelluna e Schio della medesima agenzia.</p>
<p>C'&egrave; un solo problema: Dissegna si &egrave; dimesso nel 2009 per protesta, accettando il prepensionamento con otto anni di anticipo, perch&eacute; ritiene d'aver constatato di persona come l'Agenzia delle entrate sia un carrozzone pachidermico e inefficiente, in una parola inutile. &laquo;Procura pi&ugrave; danni che vantaggi alla nazione. Peggio: arriva a comportamenti che rasentano il falso, la minaccia, la violenza, la ritorsione e persino l'estorsione, come documentato in un esposto indirizzato da un mio assistito alle autorit&agrave; preposte e rimasto lettera morta. Pi&ugrave; che quella delle entrate, se fossi Matteo Renzi io istituirei l'Agenzia delle uscite per mettere sotto controllo la spesa pubblica, il vero cancro di questo Paese&raquo;.<br>Dissegna, 64 anni, vicentino, &egrave; un tributarista, una via di mezzo fra l'avvocato e il commercialista. &laquo;Ma non posso dire d'essere passato dall'altra parte della barricata. Semplicemente resto sempre dalla stessa: quella dei pi&ugrave; deboli, i contribuenti. Contro le vessazioni dell'erario e contro gli esperti a gettone che lucrano sulle disgrazie di chi non sa come difendersi dallo Stato sanguisuga&raquo;. Con il primo dei suoi quattro figli, penalista a Milano, assiste aziende e privati nei contenziosi con l'Agenzia delle entrate. Lo fa da novello Robin Hood, cio&egrave; gratis nel 95 per cento dei casi. Per esempio con un rimborso di 700 euro per una consulenza che uno studio professionale voleva farsi pagare 130 volte tanto.</p>
<p>Se gli chiedi ragione di questo comportamento, Dissegna ti spiega che i 3.200 euro netti di pensione e l'attivit&agrave; della moglie bastano e avanzano e ti mette con noncuranza sotto gli occhi la foto a colori, stinta dal tempo, di un ragazzo vestito da chierico: &laquo;Dagli 11 ai 18 anni sono stato in seminario dai Fatebenefratelli. Volevo diventare prete e lavorare negli ospedali. Poi mi sono accorto che esistevano le donne e ho avuto una crisi religiosa. L'inclinazione ad aiutare il prossimo ce l'ho nel sangue. Di quattro fratelli, sono l'unico che ha potuto studiare e laurearsi. Di giorno costruivo blocchi di cemento con mio padre, un ex contadino; di sera rimanevo curvo sui libri fino a quando non crollavo dal sonno. Ci&ograve; non toglie che mi senta un privilegiato. Qualcosa devo restituire&raquo;.</p>
<p><img src="https://www.foggiacittaaperta.it/public/upload/agenzia%20entrate.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Dissegna</strong> &egrave; arbitro della Consob, uno dei 600 in Italia ammessi per titoli ed esami a dirimere le controversie in materia societaria e borsistica. Di concorsi pubblici ne ha vinti ben 10 nella sua vita. &Egrave; stato advisor societario e fiscale della Bastogi. Dal 1995 al 1999, dopo la bufera di Tangentopoli, i concittadini gli hanno messo in mano la scopa, eleggendolo sindaco di Romano d'Ezzelino, il paese della provincia di Vicenza dove abita, e lui s'&egrave; distinto per aver varato l'unica giunta comunale d'Italia che andava da Forza Italia a Rifondazione comunista.</p>
<p><strong>Che cosa non funziona nella lotta all'evasione fiscale?</strong><br>&laquo;Dati alla mano, &egrave; una delle principali cause del crollo dell'economia nazionale. Tutto parte dal fatto che l'Agenzia delle entrate accerta ogni anno 30 miliardi di maggiori imposte, che con l'aggiunta di sanzioni, interessi e aggi esattoriali salgono a 70. Circa due terzi di essi, diventano oggetto di contenzioso. Per difendersi, i ricorrenti devono farsi assistere da tributaristi, avvocati e commercialisti, tutta gente che costa un occhio della testa. Nei primi due gradi di giudizio, quindi senza tenere conto del terzo in Cassazione, imprese e cittadini sopportano costi pari al 10 per cento dell'accertato: miliardi di euro. Se invece definiscono, come si dice in gergo, cio&egrave; pagano subito per evitare sanzioni e rischi del contenzioso, devono comunque rassegnarsi a grosse parcelle calcolate sul risparmiato. In pratica i professionisti si fanno dare almeno un 10 per cento&raquo;.</p>
<p><strong>Vediamo se ho capito bene. L'erario pretende da me 100.000 euro senza motivo. Il mio tributarista lo convince ad accontentarsi di 10.000 e poi mi chiede 9.000 euro di parcella per avermene fatti risparmiare 90.000?</strong><br>&laquo;Esatto. &Egrave; come se lo Stato pagasse una pletora di dipendenti che vanno in giro con una mazza a fracassare le gambe della gente per dare lavoro agli ortopedici. L'Agenzia delle entrate conta pi&ugrave; di 33.000 dipendenti, il 7-8 per cento sono addetti al contenzioso. <strong>Uno spreco inaudito</strong>. Aggiunga gli incalcolabili costi in termini di giornate lavorative perse, malattie, stress. Un'azienda su tre chiude a seguito di una verifica. Quando non si arriva al suicidio del titolare. E non basta&raquo;.</p>
<p><strong>Il suicidio non basta? Che altro c'&egrave;?</strong><br>&laquo;I contribuenti sospettati di evasione vincono il ricorso nel 50 per cento dei casi. Risultato: <span style="text-decoration: underline;">dei 70 miliardi accertati</span>, l'Agenzia ne <span style="text-decoration: underline;">incassa</span> appena <span style="text-decoration: underline;">7 l'anno</span>. Quindi i costi sostenuti da cittadini e imprese per tutelarsi superano di gran lunga gli introiti della lotta all'evasione. Una follia. Cos&igrave; va a picco il Paese. &Egrave; in corso un mastodontico trasferimento di risorse dall'economia reale, rappresentata dalle aziende, a quella virtuale, rappresentata dai professionisti che assistono la gente trascinata in giudizio&raquo;.</p>
<p><strong>Un momento, mi perdoni, ma studi legali e commercialisti non danno forse da mangiare a tante famiglie?</strong><br>&laquo;Ah, perch&eacute; lei pensa che questo fiume di denaro venga utilizzato nell'acquisto di beni strumentali o nell'assunzione di nuovi dipendenti? Andiamo! Non creder&agrave; che i vari Giulio Tremonti, Victor Uckmar, Vittorio Emanuele Falsitta - per citare alcuni tributaristi di grido - comprino un computer al giorno o arruolino un'impiegata a settimana? &Egrave; gi&agrave; tanto se lo fanno ogni 10 anni. Ergo, i soldi finiscono soprattutto nei loro conti correnti. Ma, dico io, siete tutti bravissimi, perch&eacute; non vi date all'imprenditoria? Diventereste di botto altrettanti Armani, Ferrero, Barilla, Caprotti, Squinzi&raquo;.</p>
<p><strong>Come fa l'erario a perdere il 50 per cento delle cause? &Egrave; assurdo.</strong><br>&laquo;Per forza: spara accertamenti iperbolici a casaccio. L'aggravante &egrave; che <span style="text-decoration: underline;">martella le piccole imprese</span>, andando in cerca di quattrini dove non ci sono. Perfino Befera &egrave; stato costretto ad ammettere che esiste l'evasione di sopravvivenza. Quindi, anche quando l'accertamento va a buon fine, i soldi che cerca di riscuotere non li trova: l'evasore li ha gi&agrave; spesi per campare. Insomma, l'Agenzia tartassa i contribuenti sbagliati e cos&igrave; porta a casa solo 1 euro su 10. E questo nonostante disponga di strumenti da regime poliziesco. Ti blocca tutti i beni al sole: casa, terreni, conti correnti, auto, barche, quadri, tappeti, mobili. Pu&ograve; persino, grazie a recenti sentenze della Cassazione, spremere i soci di una Srl, obbligandoli a rispondere in solido di un'evasione compiuta dalla societ&agrave;. Non se n'&egrave; accorto nessuno, ma di fatto la responsabilit&agrave; limitata &egrave; stata abolita&raquo;.</p>
<p><strong>Lei ha denunciato pratiche estorsive da parte dell'Agenzia delle entrate. Mi pare un'accusa gravissima.</strong><br>&laquo;Stia a sentire che cos'&egrave; accaduto. Un mio assistito di Treviso ha un'azienda che produce insaccati. Gli intimano, a capoccia, di pagare 2,3 milioni. Presento ricorso alla commissione tributaria provinciale: vinto. Il mio cliente non ha evaso alcunch&eacute;, quindi al fisco non deve niente. A quel punto, se non fosse mio amico, potrei chiedergli il 10 per cento su quanto ha risparmiato: quindi 230.000 euro. Invece se la cava con 3.000, le spese vive. Ebbene: lei non crede che, pur di sottrarsi all'incubo di dover sborsare 2,3 milioni di euro, egli non sarebbe stato disposto a versarne senza motivo almeno 800.000, come l'Agenzia era arrivata a proporgli dopo una spossante trattativa? E questa che cosa sarebbe stata se non un'estorsione? Nell'esposto il mio assistito ha documentato una quarantina tra falsi, abusi, violenze, minacce&raquo;.</p>
<p><strong>Documentati come?</strong><br>&laquo;Registrando di nascosto tutti i suoi colloqui con i funzionari del fisco. I quali hanno riconosciuto che il loro accertamento era spannometrico. In un dialogo, il capo dell'ispezione, avendo fallito nel suo intento vessatorio, ha ringhiato che sarebbe scoppiato un casino della madonna. E infatti due giorni dopo &egrave; stato aperto un secondo accertamento su un'attivit&agrave; marginale, di tipo filantropico, che il mio assistito ha in corso&raquo;.</p>
<p><strong>Una ritorsione.</strong><br>&laquo;Gi&agrave;. Non bastava che gli avessero contestato 1,19 milioni di ricavi in pi&ugrave;. Al che il malcapitato ha obiettato: scusate, stiamo parlando di prodotti a base di carne, estremamente delicati, perch&eacute; non avete allertato i Nas, denunciando che la mia azienda starebbe smerciando in nero il 95 per cento degli insaccati? E i veterinari che vengono due volte a settimana a controllare e che hanno libero accesso alle celle frigorifere che cosa sono, miei complici? Risposta, testuale, del funzionario dell'Agenzia delle entrate: Io mi ricordo di aver visto certi filmati di Striscia la notizia dove se ne vedevano di cotte e di crude sui bovini&raquo;.</p>
<p><strong>Ma non c'&egrave; un direttore provinciale che sorvegli questo funzionario?</strong><br>&laquo;Certo che c'&egrave;. E sa che cos'ha risposto per iscritto costui quando gli abbiamo contestato i comportamenti del suo sottoposto? Normale rapporto fisco-contribuente. Come dire che minacce e abusi rientrano fra i metodi usuali dell'Agenzia delle entrate. Non basta: il professor Aldo Rossi, ordinario di tecnica e gestione dei sistemi industriali dell'Universit&agrave; di Padova, ha riscontrato grossolani errori, logici e di calcolo, finalizzati a gonfiare, in modo approssimativo, maldestro, arbitrario e perfino assurdo i ricavi della societ&agrave; verificata&raquo;.</p>
<p><strong>Lei che rimedi consiglierebbe?</strong><br>&laquo;L'Agenzia dovrebbe accertare solo se &egrave; sicura al 100 per cento, applicando il principio In dubio pro reo. Quando fui nominato direttore, dissi ai miei impiegati: guai a voi se mi presentate un accertamento che non sia sostenibile in giudizio al 101 per cento. Sa quanti ne stracciai per manifesta infondatezza?&raquo;.</p>
<p><strong>Perch&eacute; lo faceva?</strong><br>&laquo;Per impedire che le imprese foraggiassero i professionisti del nulla. E per non dare troppo potere a me stesso e agli accertatori. In ogni contenzioso privo di fondamento la corruzione &egrave; in agguato: ti chiedo tanto, trattiamo, ti faccio pagare poco, adesso sgancia qualcosa per averti aiutato. Mi sono spiegato?&raquo;.</p>
<p><strong>Perfettamente.</strong><br>&laquo;Da quel momento croll&ograve; il contenzioso. Eppure, si tenga forte, fra il 2003 e il 2008 gli uffici diretti da me furono quelli che incassarono di pi&ugrave; in tutto il Veneto in proporzione al numero di contribuenti. Semplice: chiedevamo 10 anzich&eacute; 100 e tutti preferivano versare le tasse anzich&eacute; stipendiare i tributaristi&raquo;.</p>
<p><strong>Invece altrove che accade?</strong><br>&laquo;Lo Stato bussa alla porta dei poveracci. Tartassa l'idraulico con tre figli da crescere anzich&eacute; il ginecologo con un Rolex d'oro per polso. La pesca a strascico costa meno fatica e qualcosa consente sempre di tirar su. Mentre quella selettiva richiede pescatori professionisti&raquo;.</p>
<p><strong>L'Agenzia delle entrate non ne ha?</strong><br>&laquo;Ne ha. Ma le nomine nella pubblica amministrazione sono quasi sempre connotate da metodi clientelari, mafiosi. E l'erario non mi pare un'isola felice&raquo;.</p>
<p><strong>Gli accertatori riscuotono provvigioni in busta paga?</strong><br>&laquo;Altroch&eacute;. I dirigenti sono premiati con soldi e promozioni in ragione del gettito conseguito. E gli accertatori si mettono sulla loro scia per progredire nella carriera pure loro. L'80 per cento degli incarichi interni all'Agenzia delle entrate non sono conferiti per concorso, bens&igrave; assegnati in forma totalmente discrezionale&raquo;.</p>
<p><strong>Come se ne esce?</strong><br>&laquo;Bisognerebbe tassare i redditi in misura inversamente proporzionale al rischio di perderli. Basta schiacciare un bottone: vediamo subito quanti perdono l'impiego nel pubblico e quanti nel privato. Dopodich&eacute; il primo lo tassiamo il doppio del secondo. Sarebbe una riforma epocale: frotte di nullafacenti aprirebbero all'istante una partita Iva, si dedicherebbero a lavori umili, andrebbero a sgobbare nei campi per pagare meno tasse, e addio pubblica amministrazione faraonica. Ma lei crede che Matteo Renzi possa metter mano a una roba del genere?</p>
<p><strong>Campa cavallo</strong>&raquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/interni/lagenzia-delle-entrate-manda-rovina-litalia-1019982.html">fonte</a></p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/28534/equitalia-pu-ancora-pignorare-la-casa</guid>
	<pubDate>Tue, 20 May 2014 09:01:54 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/28534/equitalia-pu-ancora-pignorare-la-casa</link>
	<title><![CDATA[Equitalia può ancora pignorare la casa]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il decreto legislativo 69/2013 &ndash; meglio conosciuto come &ldquo;il decreto del fare&rdquo; &ndash; introdotto l&rsquo;estate scorsa ha avviato una serie di&nbsp;<strong>garanzie a favore del contribuente</strong>, tra cui l&rsquo;impossibilit&agrave; da parte di&nbsp;<strong>Equitalia</strong>&nbsp;di pignorare la prima casa, nel caso in cui l&rsquo;unico immobile di propriet&agrave; del debitore sia adibito ad abitazione principale. Un tipo di tutela che per&ograve; si applica soltanto se le cartelle esattoriali sono state emesse&nbsp;<strong>dopo il 22 giugno 2013</strong>. Un giorno prima e la propria casa potrebbe comunque finire tra le grinfie dell&rsquo;Agenzia delle Entrate.</p>
<p><img src="https://job.befan.it/files/2013/08/equitalia-stop.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>A precisarlo lo stesso&nbsp;<strong>Ministero dell&rsquo;Economia e delle Finanze</strong>&nbsp;che, in risposta a un&rsquo;interrogazione dell&rsquo;onorevole Paglia di&nbsp;<strong>Sel</strong>, parla della mancanza di &laquo;alcuna deroga al principio dell&rsquo;irretroattivit&agrave;&raquo;. Specifica inoltre che il decreto legislativo &laquo;non ha introdotto un&nbsp;<strong>divieto assoluto e generalizzato</strong>&nbsp;di promuovere l&rsquo;azione esecutiva in presenza dell&rsquo;unico immobile di propriet&agrave; del debitore adibito ad uso abitativo. Il divieto di azione &egrave; esclusivo nei confronti dell&rsquo;agente della riscossione, lasciando, a quest&rsquo;ultimo, la facolt&agrave; di intervenire sempre e, comunque, nell&rsquo;azione esecutiva promossa da altro creditore&raquo;. Il governo ha cos&igrave; restituito ad Equitalia la possibilit&agrave; di privare i creditori della loro prima dimora,&nbsp;<strong>annullando la sospensione</strong>&nbsp;dell&rsquo; espropriazioni immobiliari, annunciata dalla stessa Agenzia delle Entrate in una nota del primo luglio 2013.</p>
<p>Cos&igrave; oltre ad essere autorizzata al pignoramento per i debiti precedenti al 22 giugno, Equitalia pu&ograve; &ldquo;inserirsi&rdquo; nel caso in cui fosse un altro organo &ndash; come una&nbsp;<strong>banca</strong>&nbsp;&ndash; a muoversi verso un esproprio in caso di mancato pagamento. Una presa di posizione da parte del Mef che si pone in netto contrasto con le intenzioni mostrate dal premier&nbsp;<strong>Matteo Renzi</strong>&nbsp;gli scorsi mesi, che miravano ad un<strong>indebolimento</strong>&nbsp;dell&rsquo;organo di riscossione. La risposta del Ministero non solo ha restituito all&rsquo;agenzia di&nbsp;<strong>Attilio Befera</strong>&nbsp;la possibilit&agrave; di fare leva &ldquo;sul passato&rdquo; ma ha anche offerto ad Equitalia un modo per procedere coll&rsquo;esproprio nonostante il decreto del fare sia ormai legge ordinaria.</p>
<p>Piuttosto che diminuirne il potere e l&rsquo;influenza sui cittadini pare che il governo Renzi stia offrendo ad Equitalia&nbsp;<strong>una nuova supremazia</strong>. Alla luce dell&rsquo;ultimo &ldquo;attentato&rdquo; al contribuente non si pu&ograve; che riproporre le parole pronunciate il due maggio scorso dal&nbsp;<strong>Cav</strong>. &laquo;Oggi sono profondamente convinto che la cosa migliore da fare sia eliminare,&nbsp;<strong>chiudere Equitalia totalmente</strong>&raquo;. Ch&eacute; neanche un decreto legge pu&ograve; impedire che la propria dimora venga portata via da un giorno all&rsquo;altro.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/28452/abolire-equitalia-tutti-contro</guid>
	<pubDate>Fri, 16 May 2014 15:42:02 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/28452/abolire-equitalia-tutti-contro</link>
	<title><![CDATA[ABOLIRE EQUITALIA - tutti contro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>16 maggio</p>
<p>''Prendiamo atto che i partiti non hanno a cuore la sorte dei contribuenti e preferiscono mantenere in piedi il carrozzone mangiasoldi, inefficiente e spesso inumano con i cittadini, che risponde al nome di Equitalia''.</p>
<p><img src="https://connectu.it/groupicon/7656/large/1291715110.jpg" width="200" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><em>Lo affermano i deputati M5S dopo la bocciatura della conferenza dei capigruppo della Camera della procedura d'urgenza per la <a href="https://connectu.it/videos/play/group:7656/28113/abolirequitalia-prima-vittoria-per-i-grillini">proposta di legge M5S </a>di <strong>abolizione di Equitalia</strong></em>. ''Tutti, Lega a parte, hanno preferito prendere tempo. E' evidente lo scollamento tra palazzo e Paese''.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

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