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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Equitalia class action]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/7656/all?offset=20</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35067/false-partite-iva-controlli-2015</guid>
	<pubDate>Thu, 15 Jan 2015 16:18:06 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35067/false-partite-iva-controlli-2015</link>
	<title><![CDATA[False partite IVA: controlli 2015]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Sono partiti il &nbsp;1 gennaio 2015 i controlli sulle false partite IVA con le norme previste dalla riforma del lavoro Fornero, la legge n. 92 del 2012.</p>
<h3>False partite IVA: arrivano i controlli</h3>
<p>La nuova riforma del lavoro ha indicato degli indici presuntivi la cui esistenza (di almeno due di essi) comporta la presunzione di stato lavorativo di subordinazione e quindi la <strong>falsa partita IVA</strong>, costringendo cos&igrave; il datore a trasformare il contratto di lavoro da falso autonomo in subordinato.</p>
<p>In particolare, ai sensi della legge n. 92/2012,i titolari di partita Iva si presumono collaboratori a progetto se:</p>
<p>o&nbsp;&nbsp;&nbsp; la collaborazione &ldquo;<em>fittizia</em>&rdquo; <strong>dura pi&ugrave; di 8 mesi</strong> nell&rsquo;arco di un anno;</p>
<p>o&nbsp;&nbsp;&nbsp; dal rapporto il collaboratore si ricava pi&ugrave; dell&rsquo;80% del corrispettivo verso un unico committente;</p>
<p>o&nbsp;&nbsp;&nbsp; il collaboratore possiede una postazione &ldquo;fissa&rdquo; presso il committente (in un certo senso il collaboratore dovr&agrave; avere la sua postazione fissa nell&rsquo;ufficio, con la sua scrivania).</p>
<p><img src="https://www.italianwebdesign.it/wp-content/uploads/2010/09/iva.gif" alt="partita iva" width="253" style="border: 0px;"></p>
<p>A fornire delucidazioni sui controlli per le <strong>false partite IVA</strong>&nbsp;&egrave; stata a suo tempo l&rsquo;Inail, con la circolare n. 15/2013, con cui ha analizzato le novit&agrave; della legge del lavoro Fornero.&nbsp;La partita Iva &egrave; un particolare strumento fiscale riservato, oltre che alle imprese, ai lavoratori autonomi ovvero a quei &nbsp;lavoratori che si obbligano a compiere verso un corrispettivo un &lsquo;opera o un servizio, con lavoro prevalentemente proprio e senza vincolo di subordinazione nei confronti del committente. Nella circolare, l&rsquo;INAIL fornisce chiarimenti in merito agli indizi presuntivi per cui:</p>
<ul>
<li>&nbsp;la durata della collaborazione : tale periodo deve essere almeno pari a 8 mesi annui (ossia 241 giorni, anche non continuativi) per due anni consecutivi.</li>
<li>&nbsp;Il fatturato: deve essere pari all&rsquo;80% del ricavato nell&rsquo;arco di due anni solari consecutivi. Si considerano i soli corrispettivi derivanti da prestazioni autonome (con esclusione delle prestazioni di lavoro subordinato, di lavoro accessorio o di altra natura) fatturate (indipendentemente da un effettivo incasso delle somme pattuite) nel biennio solare (2 periodi di 365 giorni non coincidenti necessariamente con il biennio civile)decorrente dal 18 luglio 2012.</li>
<li>&nbsp;postazione fissa di lavoro : tale presupposto si verifica quando, negli archi temporali utili alla realizzazione di una delle altre condizioni indicate, il collaboratore poss</li>
</ul>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34689/equitalia-nuova-rateizzazione-e-mini-sanatoria</guid>
	<pubDate>Fri, 12 Dec 2014 09:04:36 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34689/equitalia-nuova-rateizzazione-e-mini-sanatoria</link>
	<title><![CDATA[Equitalia nuova rateizzazione e mini sanatoria]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dopo la probabile sanatoria di Equitalia che dovrebbe condonare le cartelle di pagamento sotto i 300 euro non ancora saldate, vista la crisi galoppante si parla di nuove rateizzazioni e .</p>
<p><img src="https://2.bp.blogspot.com/-qz9x-jBs22k/T8yl1C7mC2I/AAAAAAAANsY/wBO7htBNouc/s1600/equitalia.jpg" alt="equitalia rate" width="362" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Tra qualche giorno sar&agrave; possibile <strong>rateizzare le tasse direttamente dal proprio pc</strong>, da casa. Per gli importi&nbsp; <strong>inferiori ai 50mila euro</strong> potranno essere richieste le rateizzazioni direttamente dai contribuenti anche per via telematica. <br><em>Per farlo sar&agrave; sufficiente - inserire i propri dati anagrafici o quelli dell'impresa per conto dalla quale si sta facendo la richiesta e, successivamente, indicare l'importo e i dati della cartella che si intende rateizzare. [cit]</em></p>
<p>La prima cosa da fare sar&agrave; quella di compilare una scheda anagrafica, dopo aver inserito i dati personali del debitore, al contribuente verr&agrave; richiesto di dichiarare se la richiesta sia per se stesso o per conto di terzi. In questo caso, oltre ai dati personali al contribuente verr&agrave; richiesto di inserire i dati anagrafici dell'impresa per cui si richiede il piano di rateazione. In un secondo momento il sistema fornir&agrave; i dati riguardanti la cartella esattoriale.</p>
<p>Se l'importo dovuto supera i 50 mila euro sar&agrave; necessario presentare alcuni documenti aggiuntivi (ISEE) che attestino la difficolt&agrave; economica del contribuente.</p>
<p>Condono e sanatoria si stanno dimostrando una mossa quasi necessaria poich&eacute; potrebbe aiutare lo Stato ad evitare qualsiasi possibile accusa da parte della Corte dei Conti.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34614/equitalia-interessi-al-45-ecco-le-prove</guid>
	<pubDate>Wed, 03 Dec 2014 08:53:40 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34614/equitalia-interessi-al-45-ecco-le-prove</link>
	<title><![CDATA[Equitalia: interessi al 45% ecco le prove]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Avviene tutti i giorni in gran parte delle case degli italiani. A met&agrave; mattina suona il postino &laquo;Raccomandata!&raquo;, apri e ti trovi fra le mani una missiva di&nbsp;<strong>Equitalia</strong>, che sono sempre dolori. Si tratta delle solite multe prese magari senza nemmeno accorgersene (soste, infrazioni al traffico, eccessi di velocit&agrave; etc..) o di contestazioni della&nbsp;<strong>Agenzia delle Entrate</strong>&nbsp;per rilievi formali magari di poco conto sulle dichiarazioni dei redditi. Al signor Marco Rossi (il nome &egrave; di fantasia) proprio quest'ultima &egrave; arrivata: una cartella Equitalia con una contestazione per irregolarit&agrave; formali da parte della Agenzia delle Entrate su una dichiarazione dei redditi di cinque anni prima. &laquo;Ma come? Sono lavoratore dipendente, l&rsquo;unica cosa che aggiungo &egrave; qualche detrazione di spese mediche e per questo invio tutto al commercialista&raquo;.<br><span>Marco manda la cartella di Equitalia al commercialista, che allarga le braccia: &laquo;La cifra non &egrave; enorme. Bisogna pagarla&raquo;. Marco sospira: &laquo;Per lei non saranno enormi 2.114,66 euro. Ma per me sono pi&ugrave; di un mese di stipendio. Almeno si pu&ograve; pagare a rate?&raquo;. Con l&rsquo;aiuto del commercialista &egrave; subito pronta la lettera da spedire ad Equitalia: non c&rsquo;&egrave; bisogno di allegare documentazione che comprovi le difficolt&agrave; del momento per cifre cos&igrave; basse. E infatti Equitalia tempo un mese risponde a Marco, che apre la lettera tutto felice: &laquo;Le abbiamo accordato la ripartizione del pagamento di tale documento in n.28 rate mensili&raquo;.</span></p>
<p><span><img src="https://www.movimentolibertario.com/wp-content/uploads/2012/05/usuraequitalia-300x231.jpg" alt="equitalia rate" width="298" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><strong>Rateizzare -</strong>&nbsp;Il piano di ammortamento- scrivono- &egrave; stato &laquo;formulato secondo il criterio alla francese, che prevede rate di importo costante con quota di capitale crescente e quota interessi decrescente&raquo;. Il signor Rossi non ci capisce molto: qualcosa cresce, qualcosa altro decresce. Ma vede il conto totale a fine operazione: 3.076,44 euro. Rateizzare quel debito che nemmeno capisce gli costa insomma 950 euro pi&ugrave; che pagare subito. Sono 20 giorni di stipendio che si involano un po&rsquo; salendo un po&rsquo; scendendo &laquo;alla francese&raquo; per finire in tasca ad Equitalia. Le varie colonne dicono &laquo;quota capitale&raquo;, &laquo;quota interessi di mora&raquo;, &laquo;quota interessi di dilazione&raquo;, &laquo;quota compensi di riscossione&raquo;. Si fa due calcoli e significa che in due anni e 4 mesi il suo debito aumenta del 45,2%. Se va da uno strozzino dal cuore buono finisce che per una cifra cos&igrave; i prestito riesce perfino a risparmiare rispetto a quanto gli chiede il fisco italiano. Equitalia vuole il 32,58% in interessi di mora, poi il 4% di interessi di dilazione e l&rsquo;8,6% di compensi di riscossione. Avranno ragione?&nbsp;Naturalmente hanno ragione: sono le leggi e i regolamenti che prevedono questo lievitare del debito dei contribuenti. Ogni governo di questi ultimi anni ha fatto finta di addolcire la pillola, si &egrave; sgolato parlando di &laquo;fisco amico&raquo;, di &laquo;sportello amico&raquo;, di una Equitalia dal volto umano, magari ha anche allargato e allungato le possibilit&agrave; di rateizzare il debito per cifre via via pi&ugrave; consistenti e perfino in tempi pi&ugrave; lunghi, per venire incontro alle difficolt&agrave; che la crisi economica crea nel bilancio familiare o aziendale di milioni di contribuenti. Ma al ruolo vocazionale di strozzinaggio lo Stato non ha mai rinunciato, in nessuno dei volti in cui si presenta.</p>
<p><strong>Tassi di interesse -&nbsp;</strong>Il primo gennaio scorso sulla&nbsp;<em>Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana</em>&nbsp;&egrave; stato pubblicato il nuovo tasso di interesse legale stabilito dal governo italiano: &egrave;&nbsp;<strong>l&rsquo;uno per cento</strong>. Il contribuente non si deve attendere di pi&ugrave; quando presta soldi o li d&agrave; in custodia a Stato o privati secondo le leggi vigenti. Ma se il percorso &egrave; quello contrario: &egrave; lo Stato che li deposita da te (ad esempio facendoti rateizzare il tuo debito con lui), quella regola non vale pi&ugrave;, e sono dolori per il cittadino. Oltretutto non c&rsquo;&egrave; solo Equitalia: quel debito potrebbe essere con l&rsquo;ufficio tributi di un comune, o con un ufficio giudiziario, o con un altro ente pubblico. E ognuno applica il tasso che vuole. Ad esempio gli interessi sulle dilazioni sono diversissimi in ogni posto di Italia: si va da zero fino al 6 per cento. Ed &egrave; questione di fortuna: gli uffici giudiziari applicano il 4,5%. L'ufficio tributi del comune di Monza (e di pochi altri piccoli comuni) non chiede interessi (il tasso sulle dilazioni &egrave; 0%). Quello di Livorno vuole il 4,5%, quello di Perugia si accontenta dell'1% che sarebbe poi il tasso legale, quello di Pitigliano chiede il 3,5%. A Messina vogliono il 4%, a Torino il 5%, a Milano sulla tassa per i rifiuti viene applicato un interesse dilazionatorio del 2%, a Novara l'ufficio tributi chiede il 2,5%, in un posto vip come Courmayeur si accontentano dell&rsquo;1,5% (a Cortina invece &egrave; 1%).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.liberoquotidiano.it/news/italia/11728495/Equitalia--strozzini-di-Stato-.html" target="_blank" title="Equitalia strozzini di stato">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34583/al-presidente-del-consiglio-matteo-renzi</guid>
	<pubDate>Mon, 01 Dec 2014 09:53:14 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34583/al-presidente-del-consiglio-matteo-renzi</link>
	<title><![CDATA[AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Lettera aperta di un piccolo imprenditore al presidente del consiglio (NON ELETTO)</span></p>
<p><span>Pi&ugrave; che un &ldquo;eroe&rdquo;, gentile Presidente, mi sento un ebreo in un campo di concentramento; perseguitato, disperato, senza nessuno che mi protegga. </span></p>
<p><span><img src="https://www.vivereassisi.it/upload/2012_10/150793_chiusoperfallimento_ralf.jpg" alt="chiuso causa agenzia delle entrate" width="300" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span>Mi chiamo <strong>Cesare De Stefani</strong>; con mio fratello Giacomo, possiedo due piccole aziende del settore carni: &ldquo;<strong>Emporio Carni</strong>&rdquo;, commercio al minuto, volume d&rsquo;affari circa un milione di euro; &ldquo;Salumi De Stefani&rdquo;, commercio ingrosso e produzione insaccati, v.a. circa otto milioni di euro. Aziende che fino a poco tempo fa davano lavoro a quasi 40 persone. Inoltre sono l&rsquo;ideatore &ldquo;Osteria senz&rsquo;Oste&rdquo;, magico luogo tra le colline di Valdobbiadene in cui ognuno pu&ograve; recarsi ad assaggiare alcuni prodotti locali (vino, formaggi e salumi) a fronte di un eventuale obolo da inserire nell&rsquo;apposito salvadanaio alla merc&eacute; di tutti . Nell&rsquo;anno 2009 l&rsquo;Agenzia delle Entrate decideva di verificare Emporio Carni sostenendo che vendeva in nero a Osteria senz&rsquo;Oste; cosa &ldquo;abbastanza&rdquo; impossibile essendo, i 1 pochi prodotti contenuti nello sgangherato frigorifero di Osteria, dal primo all&rsquo;ultimo, regolarmente incellofanati e provvisti di apposita etichetta che permette di risalire all&rsquo;origine di ognuno di essi 2 .</span></p>
<p><span><img src="https://www.lospiffero.com/images/galleries/forconi_suicidi.jpg" alt="stato ladro e assassino" width="450" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span> In base a rigorose disposizioni igienico-sanitarie (<em>che prevedono controlli pari a quelli degli esplosivi</em>) tali prodotti subiscono infatti il controllo sistematico di una miriade di uffici pubblici (<em>settore veterinario, Asl ecc</em>.). La verifica si concludeva con una multa da 40 mila euro che abbiamo accettato di pagare con lo sconto del 50% circa per evitare &ldquo;rogne&rdquo;. Solo che a seguito dei gravissimi fatti che mi appresto a raccontare, abbiamo scoperto che per far &ldquo;uscire&rdquo; tale cifra i verificatori avevano falsificato i conti. Non contenti, due anni pi&ugrave; tardi, sempre convinti che vendessimo in nero a Osteria senz&rsquo;Oste, quelli dell&rsquo;Agenzia Entrate decidevano di verificare la Salumi De Stefani. Tale controllo, avvenuto nel mese di gennaio 2012, si concludeva con addebiti per oltre 10 milioni di euro (corrispondenti a oltre un milione di salumi e sei milioni di carne in nero). Da notare che, nonostante i mostruosi rilievi di cui sopra (comportanti enorme pericolo per la salute pubblica) i verificatori si guardavano bene dall&rsquo;informare le autorit&agrave; (Veterinari, Nas, Nucleo Antisofisticazioni, Guardia Forestale ecc.) competenti. A distanza di pochi mesi l&rsquo;Agenzia Entrate cambiava idea inviandoci un conto di &ldquo;soli&rdquo; 2 milioni di euro da pagare. Da quel momento venivamo contattati da consulenti di tutti i tipi che si offrivano di &ldquo;trattare&rdquo; con l&rsquo;ufficio a fronte di parcelle intorno al 10% del &ldquo;risparmiato&rdquo;. Per cui decidevamo di difenderci da soli registrando i colloqui con l&rsquo;ufficio (svoltisi nel mese di ottobre 2013). All&rsquo;inizio i funzionari ammettevano di aver acquistato un nostro prodotto per verificare se era possibile o meno risalire alla relativa fattura di vendita; guardandosi bene, per&ograve;, dal comunicarci l&rsquo;esito del controllo (evidentemente a noi favorevole). In un secondo momento riconoscevano che l&rsquo;accertamento di oltre dieci milioni mirava a spaventarci in vista di un eventuale &ldquo;contenzioso&rdquo;. Inoltre, durante gli incontri, ci &ldquo;ricordavano&rdquo; le altre nostre attivit&agrave; (come se non le conoscessimo).</span></p>
<p>1 Tant&rsquo;&egrave; vero che, ogni tanto, ci viene rubato<br>2) Non &egrave; un caso che, partendo da una nostra etichetta, i Carabinieri di Cison Di Valmareno siano recentemente riusciti a risalire al proprietario di alcuni salumi rubati.<br><span>Dopo aver affermato che, secondo loro, la nostra evasione non superava i 200-250 mila euro, ammettevano di averla quintuplicata per tenere conto degli anni non verificati. Quando ci vedevano recalcitranti minacciavano controlli per gli anni successivi. Infine ci proponevano uno sconto di quasi il 50% a condizione che firmassimo senza leggere le motivazioni. Una volta &ldquo;realizzato&rdquo; che non avevamo nessuna intenzione di cedere, ci minacciavano che sarebbe venuto fuori un &ldquo;casino della madonna&rdquo;. Poche ore dopo </span><strong>decidevano di vendicarsi</strong><span> contro Osteria senz&rsquo;Oste. Dopo la sentenza favorevole della Commissione tributaria provinciale (</span><em>pubblicata 8 mesi dopo</em><span>) </span><strong>l&rsquo;Agenzia delle Entrate</strong><span> mandava una multa di oltre 60 mila euro a carico di </span><strong>Osteria senz&rsquo;Oste</strong><span>. Nel frattempo le banche e i fornitori, venuti a conoscenza della situazione, riducevano i fidi costringendoci, a nostra volta, a ridurre i volumi di lavoro e licenziare met&agrave; dei dipendenti. All&rsquo;&rsquo;inizio di quest&rsquo;anno informavamo i vertici dell&rsquo;Agenzia dell&rsquo;accaduto. Questi ultimi rispondevano che il comportamento dei funzionari&hellip; era &ldquo;normale&rdquo;! Da quasi un anno sto accusando (su vari giornali e tv) l&rsquo;Agenzia Entrate di falsit&agrave;, estorsione, ritorsione ecc. senza venire denunciato.&nbsp;</span></p>
<p>Parlo dello stesso organo che ha recentemente chiesto e ottenuto una pesante <strong>condanna</strong> a carico di una persona che si era limitata ad affermare che non &egrave; reato evadere&hellip; Forte del fatto che <strong>gli avvocati non le costano nulla</strong> (<em>e che anzi, in questo modo, pu&ograve; assumerne ancora di pi&ugrave;</em>) l&rsquo;Agenzia ricorreva contro la sentenza di primo grado. L&rsquo;ultimo giorno utile per le &ldquo;memorie&rdquo; (il 6/11/2014), evidentemente per impedirci di &ldquo;replicare&rdquo;, l&rsquo;Agenzia scriveva alla Commissione regionale che dovevamo <strong>pagare circa 700 mila euro.</strong> Pochi giorni dopo il direttore provinciale dichiarava che potevamo cavarcela con meno di 240 mila euro. Il 17/11/2014 l&rsquo;ufficio si difendeva in Commissione regionale affermando che avevamo evaso 1,2 milioni &ldquo;oppure&rdquo; 450 mila euro. Gli imprenditori costretti a subire tali demenziali sillogismi e comportamenti migliaia.</p>
<p>&Egrave; in corso una fuga dall&rsquo;impresa o dal paese (con conseguenze catastrofiche per tutti). Non mi resta che sperare che in Germania, oltre ai campi di sterminio, vi sia anche un giudice (a Berlino).&nbsp;<br>Treviso, 1 dicembre 2014</p>
<p>Cesare De Stefani</p>
<p>3) Tale circostanza emerger&agrave; 8 mesi dopo a seguito della notifica dei relativi avvisi di accertamento ai quali l&rsquo;ufficio aveva distrattamente allegato traccia delle ricerche su internet.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a rel="nofollow" href="https://www.famigliacristiana.it/articolo/fisco-laccertamento-che-uccide_070311170833.aspx" title="l'accertamento che uccide">Leggi anche questo articolo</a></strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34446/equitalia-riforma-in-arrivo-importante</guid>
	<pubDate>Wed, 26 Nov 2014 15:18:46 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34446/equitalia-riforma-in-arrivo-importante</link>
	<title><![CDATA[Equitalia Riforma in arrivo - IMPORTANTE]]></title>
	<description><![CDATA[<h3>S&igrave; del Governo al piano pluriennale fino al 2031 per cancellare i crediti affidati agli agenti della riscossione e dichiarati inesigibili.</h3>
<p>&nbsp;<img src="https://2.bp.blogspot.com/-FTMuKEj10I0/UpSkhfQl76I/AAAAAAAAAYY/Dqic657kGRk/s1600/imagesCAVDNN00.jpg" alt="condono equitalia" width="348" style="border: 0px;"></p>
<p>Grosse novit&agrave; in arrivo riguardo la riscossione dei crediti cosiddetti &ldquo;<em>inesigibili</em>&rdquo; da parte di <strong>Equitalia</strong>. <br>In primis il Governo ha annunciato che, con la nuova <strong>legge di Stabilit&agrave;</strong>, verranno riaperti i termini per chi &egrave; <strong>decaduto</strong> entro il 30 ottobre scorso dalla rateizzazione delle cartelle esattoriali di Equitalia. Per ottenere un nuovo piano di rateazione in 72 mesi bisogner&agrave; <strong>presentare domanda entro il 30 giugno 2015</strong>.<br>&nbsp;<br>La novit&agrave; pi&ugrave; interessante, invece, riguarda tutti i crediti inesigibili, ovvero quelli che,&nbsp; l&rsquo;Agenzia diriscossione non &egrave; riuscita a riscuotere e che costituiscono oramai la massa critica del totale per un importo di <strong>545 miliardi mai incassati</strong> dai contribuenti. Equitalia si appresta ad effettuare <strong>una verifica</strong> su tali arretrati, ma la mole di lavoro &egrave; tale da minacciare il blocco di tutti gli uffici.<br>&nbsp;<br>Per evitare ci&ograve;, si vorrebbe scadenzare i tempi di lavoro. Secondo un&rsquo;idea contenuta in un <strong>emendamento</strong> alla legge di Stabilit&agrave; di prossima approvazione si potrebbe invertire il calendario, avviando <strong>PRIMA</strong> il procedimento per le cartelle pi&ugrave; recenti, e poi procedendo a ritroso con quelle pi&ugrave; VECCHIE.</p>
<p>Entro il <strong>2017</strong>, dunque, verrebbero gestite le cartelle inviate nel 2014 e poi, ogni dodici mesi, si ritorner&agrave; indietro di un anno. In questo modo, per esempio, le cartelle del 2013 verranno affrontate nel <strong>2018</strong>, quelle del 2012 nel <strong>2019</strong> e cos&igrave; via, fino a chiudere nel 2031 le partite risalenti al 2000.<br>&nbsp;<br>Non tutte le cartelle arretrate, per&ograve;, verranno passate al setaccio. Nel rispetto, infatti, del principio di &ldquo;economicit&agrave; dell&rsquo;azione amministrativa&rdquo;, gli enti creditori (<em>per es. Inps, Agenzia delle Entrate, ecc.</em>) si limiteranno a effettuare verifiche a <strong>campione</strong>, in genere sul 5% delle vecchie cartelle, concentrandosi principalmente su quelle pi&ugrave; <strong>pesanti</strong> (<em>si stima che l&rsquo;80% delle mancate riscossioni fino al 2012 si riferisce a contribuenti che hanno un debito col Fisco di oltre 500mila euro a testa</em>).<br>&nbsp;<br>Effettuata quindi la verifica della inesigibilit&agrave; delle cartelle vecchie, ci sar&agrave; la definitiva &ldquo;<strong>rinuncia alla pratica</strong>&rdquo; da parte di Equitalia che &ldquo;restituir&agrave;&rdquo; il <strong>credito</strong> all&rsquo;ente titolare. E probabilmente, il contribuente che chieder&agrave; un estratto di ruolo riguardante la propria posizione, presso gli uffici di Equitalia, si trover&agrave; con la bella sorpresa della &ldquo;<strong>fedina fiscale&rdquo; immacolata.</strong><br><br></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/20229/le-tasse-sono-illegali-</guid>
	<pubDate>Thu, 20 Nov 2014 12:17:45 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/20229/le-tasse-sono-illegali-</link>
	<title><![CDATA[Le tasse sono illegali ?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il fenomeno dell'illegalit&agrave; pu&ograve; essere spiegato meditando sulla storia del popolo italiano. L'illegalit&agrave; &egrave; un pesante bagaglio storico ereditato dalla mentalit&agrave; italiana che ancora si ripercuote nel presente nonostante sessant'anni di democrazia. Non si sta giustificando ci&ograve; che giustificabile non &egrave;, ma si sta provando ad analizzare un fenomeno storico-culturale ricercandone le cause la' dove devono essere ricercate, cio&egrave; <strong>nel passato</strong>.<br>Da una prospettiva storica, il nostro paese &egrave; stato illo tempore pervaso dalla pericolosa mentalit&agrave; del servo, che &egrave; succube, incapace di alzare la testa e ribellarsi al signore che lo opprime e che allo stesso tempo cerca di aggirare il potere di questo in ogni modo possibile, la maggior parte delle volte illecitamente, travalicando le leggi. Per comprendere meglio la questione &egrave; opportuno analizzare quale sia il filo comune che lega, nelle <strong>zone italiane in cui l'illegalit&agrave; &egrave; tutt'oggi particolarmente imperante, la storia criminale a quella del potere politico</strong>.</p>
<p><img src="https://annamariatanzi.files.wordpress.com/2011/08/agenzia_delle_entrate.jpg" alt="" width="380" height="177" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Nella novella Rinconete y cortadillo, Cervantes descriveva un'associazione di malfattori di Siviglia che aveva regole simili a quelle della Camorra dell'Ottocento. L'urbanizzazione di Napoli e la miseria del suo centro storico fece s&igrave; che fin dal <strong>Cinquecento</strong> qui si concentrassero dei delinquenti che prosperavano con furti e ruberie. Dall'Ottocento in poi si fa iniziare la "<strong>Camorra storica</strong>" che prese coscienza della sua potenza e che era capace di "<span style="text-decoration: underline;"><em>fare uscire l'oro dai pidocchi</em></span>", vale a dire di trarre profitto illecito dalle attivit&agrave; che venivano commissionate alla povera gente: piccoli artigiani, lavandaie... Negli anni Quaranta dell'Ottocento c'era gi&agrave; un'organizzazione strutturata, con regole di accesso e una struttura piramidale e centralizzata.</p>
<p>Fra le organizzazioni criminali attualmente operanti in Italia, <strong>la mafia siciliana &egrave; tradizionalmente quella pi&ugrave; potente e ramificata ed &egrave; ormai presente su tutto il territorio nazionale</strong>. La sua struttura piramidale, caratterizzata da una rigidissima gerarchia e da un'articolazione in numerose cosche territoriali, la sua enorme capacit&agrave; di penetrazione nei gangli vitali della societ&agrave; civile, sia a livello centrale che periferico, la spietatezza delle sue "<em>esecuzioni</em>" e la ferocia con cui controlla tutte le attivit&agrave; lecite e illecite, ne fanno da sempre il pi&ugrave; temibile nemico dello Stato di diritto. Il termine "<em>mafia</em>" &egrave; voce siciliana di etimologia incerta ma, secondo alcuni, &egrave; di origine araba e ha il significato di "protezione, garanzia". Come tutte le organizzazioni criminali anche la mafia attecchisce dove lo Stato &egrave; assente o latitante.&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Le origini della mafia sono riconducibili alla diffidenza delle popolazioni siciliane verso una struttura di potere statale essenzialmente vessatoria</span>. Nella prima met&agrave; dell'800 la Sicilia sub&igrave; una profonda trasformazione di carattere politico ed economico: l'antica struttura di natura feudale inizi&ograve; a sgretolarsi, travolta da straordinari avvenimenti storici (<em>siamo nella fase terminale del dominio borbonico</em>). La societ&agrave; rurale formata da contadini poveri ed analfabeti, vessati dai potentissimi proprietari terrieri (i "<em>baroni</em>") ed dai loro gabellieri (<em>riscossori di tributi</em>), in assenza di leggi chiare ed univoche, continu&ograve; a regolarsi sulla base della consuetudine (<em>cio&egrave; di norme non scritte accettate e rispettate da tutti da un lunghissimo lasso di tempo</em>). Il compito di regolare nel bene e nel male i rapporti sociali, attuando una "<em>garanzia</em>" immediata in <strong>assenza dello Stato</strong> o contro di esso, fu assunto dai cosiddetti "<em>uomini di rispetto</em>" o "<em>uomini d'onore</em>", personaggi che per il loro carisma, e soprattutto per <strong>spavalderia e violenza</strong>, erano in grado di garantire il rispetto delle "<em>regole</em>".<br>Dopo la conquista garibaldina, con l'avvento del Regno d'Italia e la conseguente riforma agraria,a seguito della vendita forzata dei beni ecclesiastici e demaniali, la mafia si diffuse ancora pi&ugrave; capillarmente divenendo ben presto una potente organizzazione con la quale "<em>fare i conti</em>" per intraprendere o continuare qualsiasi riforma politica o economica. Infatti, le infiltrazioni di personaggi mafiosi nelle amministrazioni locali e addirittura a livello di potere centrale consentirono all'organizzazione di assumere i connotati di una vera e propria piovra tentacolare, condizionando tutta la vita siciliana. <strong>Gi&agrave; alla fine dell'800 la mafia aveva allargato la sua influenza nelle citt&agrave; della Sicilia occidentale</strong>, aveva ampliato i suoi interessi economici con il controllo degli appalti e delle attivit&agrave; commerciali.</p>
<p><img src="https://www.beppegrillo.it/immagini/Stati_italiani.jpg" alt="" width="380" height="290" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br>Ad inizio &lsquo;900 i governi di <strong>Giovanni Giolitti</strong> nel sud si appoggiarono ai voti di origini mafiose, tanto che Salvemini arriver&agrave; ad apostrofare il Presidente del Consiglio "<em>ministro della malavita</em>". Lo stesso Salvemini nel 1911 scriveva: "<em>Mandate a Napoli un commissario regio con pieni poteri. Che volete che faccia? Da solo non potr&agrave; governare mezzo milione di abitanti, dovr&agrave; servirsi della burocrazia. Ora, questa burocrazia &egrave; tutta legata alla camorra.</em>" La situazione non migliora con il fascismo, nonostante gli interventi repressivi della dittatura che pure non bastano. Aumenta inoltre la diffidenza nei confronti di uno Stato che non lascia libert&agrave; n&eacute; tantomeno spazio ad un pensiero critico ed aperto. <strong>Nel secondo dopoguerra l'illegalit&agrave; evolve,</strong> ancor pi&ugrave; strisciante ed oscura, si avvia ad entrare direttamente nelle stanze del potere oltre ce nelle piazze e nelle strade.</p>
<p><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/a/aa/Rossetti_-_Proclamazione_della_Repubblica_Romana,_nel_1849,_in_Piazza_del_Popolo_-_1861.jpg/400px-Rossetti_-_Proclamazione_della_Repubblica_Romana,_nel_1849,_in_Piazza_del_Popolo_-_1861.jpg" alt="" width="400" height="279" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Come si pu&ograve; notare le contingenze storiche hanno radicato comportamenti di diffidenza nei confronti dell'autorit&agrave; statuali, rafforzato consuetudini volte a scavalcare il limite della legalit&agrave;. Questa ricostruzione storica si e' occupata in prevalenza di organizzazioni criminali che sono la massima espressione dell'illegalit&agrave; e dell'assenza troppo lunga dello stato in certe zone del paese, ma <strong>l'illegalit&agrave; si manifesta in modi molto meno espliciti</strong> ma al tempo stesso altrettanto gravi ed emblematici. Da non ascrivere unicamente ad una determinata aerea territoriale (<em>il meridione</em>), ma da estendere a tutta la penisola. La mancanza di un'educazione democratica che faccia della trasparenza e del rispetto delle regole ha portato a generare risultati aberranti come i fenomeni mafiosi, ma questa lacuna culturale propria del popolo italiano si riflette in innumerevoli situazioni. <span style="text-decoration: underline;">Dagli episodi di bullismo e razzismo alla spazzatura gettata in strada, all'ipocrisia del professore che predica legalit&agrave; e poi da' ripetizioni tutto il pomeriggio senza pagare un centesimo di tasse</span>, ai <strong>test d'ingresso truccati</strong> per l'accesso alle facolt&agrave; universitarie a numero chiuso. Episodi che penalmente parlando possono risultare effimeri, ma che sono indicazione chiara di una manifesta noncuranza e di una diffusa mancanza di fiducia e rispetto nei confronti del diritto e dello Stato. Dalle sfere pi&ugrave; alte del potere dove imperversa la <strong>corruzione morale</strong> e materiale alle malversazioni delle mafie agli episodi minori, il nostro popolo sembra non poter recedere da una mentalit&agrave; improntata all'illegalit&agrave; e dall'impossibilit&agrave; di liberarsi di certe piaghe socioeconomiche di origine illegale.</p>
<p><strong>Solo l'educazione, la cultura democratica e pluralistica possono essere il deterrente per un problema ancora aperto e mai risolto, l'unica via di uscita per sconfiggere definitivamente la logica del servo che da troppi secoli attanaglia l'Italia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34271/equitalia-rateizzazione-semplificata-per-tutti</guid>
	<pubDate>Tue, 18 Nov 2014 07:30:36 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34271/equitalia-rateizzazione-semplificata-per-tutti</link>
	<title><![CDATA[Equitalia rateizzazione semplificata per tutti]]></title>
	<description><![CDATA[<h1>Equitalia, cambiano le modalit&agrave; per pagare a rate le cartelle.</h1>
<p>La proposta del ministro<strong> Pier Carlo Padoan</strong>&nbsp;subisce alcune modifiche. <br>Le modifiche riguardano alcuni aggiustamenti soprattutto sul Tfr e sui Fondi pensione. A quanto pare il governo vorebbe mettere mano ad alcune modifiche a<span>nche sul regime dei minimi Iva&nbsp;</span>. <br><strong>L'aliquota forfettaria</strong> dovrebbe scendere dal 15 al <strong>10 per cento</strong> mentre il reddito che consente di accedere al sistema agevolato salir&agrave; da 15 mila a 30 mila euro. Altre modifiche interessano i fondi pensione. Il rialzo del prelievo fiscale era stato deciso al 20 per cento. Ora potrebbe <strong>scendere al 15</strong>, comunque ben oltre l'11 per cento attuale.</p>
<p><img src="https://tutorcasa.it/wp-content/uploads/2013/05/crediti-iva2.jpg" alt="rate equitalia" width="460" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Cambiano le rate per Equitalia</strong>&nbsp;- Novit&agrave; in arrivo nel testo della legge di stabilit&agrave; anche sul fronte Equitalia. Chi ha debiti con il fisco potr&agrave; presentare domanda di&nbsp;<strong>rateizzazione</strong>&nbsp;semplificata, senza alcun onere di dimostrare con documenti la propria situazione di difficolt&agrave;, e accedere per un periodo fino a dieci anni.</p>
<p>Dovrebbe venir applicato, un tasso di interesse annuo lordo del 3,69 per cento, pi&ugrave; basso di quello erariale che &egrave; al 4,5 per cento. Per le rate &egrave; previsto un importo minimo di 100 euro. A questa facilitazione di pagamento sar&agrave; ammesso anche chi ha perso il diritto alla rateizzazione. Equitalia sino a oggi ha applicato questa procedura solo per i debiti <strong>fino a 50mila euro</strong>, mentre al di sopra di questa soglia la domanda viene accolta solo se la documentazione &egrave; convincente, da ora in poi questo limite verr&agrave; a cadere.&nbsp;</p>
<p>Staremo a vedere cosa accadr&agrave; veramente !</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34170/immobile-in-compropriet-equitalia-puo-venderlo-</guid>
	<pubDate>Mon, 10 Nov 2014 07:35:33 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34170/immobile-in-compropriet-equitalia-puo-venderlo-</link>
	<title><![CDATA[Immobile in comproprietà: Equitalia puo' venderlo ?]]></title>
	<description><![CDATA[<h3><span>Nel caso di ipoteca e pignoramento per debiti di uno solo dei contitolari, l&rsquo;esecuzione forzata &egrave; possibile previa divisione naturale dell&rsquo;immobile, se possibile.</span></h3>
<p>L&rsquo;<strong>esecuzione forzata&nbsp;</strong>su un immobile in compropriet&agrave; tra pi&ugrave; soggetti &egrave; possibile anche se ad essere debitore &egrave; solo uno dei contitolari. Ma la particolare situazione in cui si trova il bene richiede il rispetto di alcune condizioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto, bisogna fare delle precisazioni se il creditore &egrave;&nbsp;<strong>Equitalia</strong>. In tali casi, come ormai noto, il cosiddetto &ldquo;<strong>Decreto del Fare</strong>&rdquo;&nbsp;<strong>[1]</strong>&nbsp;ha reso impignorabile la prima casa. Ma a determinate condizioni. Vediamole in concreto.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://cdn.blogosfere.it/mutui/images/pignoramento-fallimento-individuale-anteprima-600x450-623452.jpg" alt="pignoramento prima casa" width="460" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>1 |</strong>&nbsp;<strong>Quando il pignoramento di Equitalia sulla prima casa non &egrave; possibile</strong></p>
<p>Il pignoramento di Equitalia sulla casa non &egrave; possibile solo se ricorrono tutte le seguenti condizioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a) l&rsquo;immobile deve essere adibito ad uso abitativo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>b) il debitore vi deve risiedere anagraficamente;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>c) non si deve trattare di abitazioni di lusso o di categorie catastali A/8 e A19;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>d) deve essere l&rsquo;unico immobile posseduto dal debitore. Non rileva il fatto che il debitore possieda anche unit&agrave; immobiliari pertinenziali all&rsquo;abitazione principale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questi casi, Equitalia pu&ograve; solo iscrivere l&rsquo;<strong>ipoteca</strong>&nbsp;(ma solo per debiti superiori a 20mila euro&nbsp;<strong>[2]</strong>), ma non pu&ograve; mai avviare un&rsquo;esecuzione forzata. In pratica, pu&ograve; far annotare nei pubblici registri la propria garanzia, ma non le &egrave; consentito avviare il procedimento in tribunale per la vendita all&rsquo;asta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, se ad intraprendere il procedimento di esecuzione forzata &egrave; un altro creditore (per esempio la&nbsp;<strong>banca</strong>), Equitalia pu&ograve; intervenire e partecipare alla distribuzione del ricavato secondo il grado della propria ipoteca. Ma se il creditore procedente dovesse, per qualsiasi ragione, rinunciare alla procedura esecutiva in corso (per esempio, se il debitore estingue il debito con quest&rsquo;ultimo), Equitalia, rimasta orami sola nel procedimento in tribunale, dovr&agrave; rinunciare all&rsquo;esecuzione forzata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2 |</strong>&nbsp;<strong>Quando il pignoramento di Equitalia &egrave; possibile</strong></p>
<p>In tutti gli altri casi in cui non ricorrono le condizioni viste al precedente punto, Equitalia pu&ograve; procedere all&rsquo;espropriazione immobiliare ma a tre condizioni:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>a) il debito maturato dal contribuente deve essere superiore a&nbsp;<strong>120 mila euro</strong>;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>b) prima di avviare l&rsquo;espropriazione deve essere stata&nbsp;<strong>iscritta l&rsquo;ipoteca&nbsp;</strong>nei pubblici registri (circostanza che, per gli altri creditori non &egrave; necessaria) e, di tale iscrizione, deve essere stato dato&nbsp;<strong>preavviso al contribuente&nbsp;</strong>almeno 30 giorni prima;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>c) devono essere trascorsi sei mesi dopo la data di iscrizione dell&rsquo;ipoteca e il debitore non ha pagato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3 | L&rsquo;immobile &egrave; in compropriet&agrave;</strong></p>
<p>La legge consente l&rsquo;esecuzione forzata su un immobile in compropriet&agrave; (per esempio tra coniugi in comunione dei beni), tuttavia ci&ograve; non deve pregiudicare gli interessi dei contitolari non debitori. In buona sostanza, bisogna procedere a dividere, laddove possibile, il bene. Ecco dunque cosa succede in questi casi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il pignoramento viene notificato da parte di Equitalia anche&nbsp;<strong>agli altri comproprietari</strong>, ai quali &egrave; fatto divieto di lasciare separare dal debitore la sua parte delle cose comuni senza ordine di giudice&nbsp;<strong>[3]</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giudice, per prima cosa, verifica se &egrave; possibile&nbsp;<strong>vendere la quota &ldquo;indivisa&rdquo; del bene</strong>. Per esempio, in caso di due proprietari, il 50% &ldquo;immateriale&rdquo;, cio&egrave; non identificato su singole parti dell&rsquo;immobile. Si tratta di un&rsquo;ipotesi davvero rara, perch&eacute; nessuno &egrave; disposto ad acquistare una quota di un bene non delimitata materialmente e, quindi, sulla quale non potrebbe mai esercitare nessun potere di esclusiva (e di esclusione degli altri contitolari).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Allora il giudice passa a verificare se l&rsquo;immobile in compropriet&agrave; pu&ograve; essere facilmente&nbsp;<strong>diviso in natura</strong>. Si pensi, per esempio, a due piani di identico valore e metratura di un villino, da divedere tra due soggetti, titolari entrambi del 50% dell&rsquo;immobile. Si provveder&agrave;, per esempio, a disporre due entrate diverse con servizi autonomi. In pratica, si separa la quota del debitore da quelle degli altri comproprietari. In questo caso, ad essere venduta all&rsquo;asta non sar&agrave; pi&ugrave; la quota indivisa e immateriale del debitore, ma una quota che esiste fisicamente, individuata dal giudice a seguito di separazione del bene immobile. In questo modo, si procede a mettere all&rsquo;asta solo la parte dell&rsquo;immobile separato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In ogni caso, il codice prevede sempre che il tribunale debba favorire un&nbsp;<strong>eventuale accordo&nbsp;</strong>tra il creditore procedente e i contitolari dell&rsquo;immobile&nbsp;<strong>[4]</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se la separazione in natura della quota non dovesse essere possibile, il giudice dell&rsquo;esecuzione dovr&agrave; vendere all&rsquo;asta l&rsquo;<strong>intero bene&nbsp;</strong>e, all&rsquo;esito dell&rsquo;esecuzione forzata, dovr&agrave; suddividere il ricavato tra i comproprietari, in ragione delle rispettive quote.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A riguardo si segnala un precedente assai interessante. Il tribunale di Napoli&nbsp;<strong>[5]</strong>&nbsp;ha ritenuto che, se nonostante i ribassi del prezzo di asta, l&rsquo;immobile non viene venduto per assenza di offerte, il giudice deve estinguere definitivamente il procedimento di esecuzione forzata quando il valore del bene pignorato &egrave; notevolmente superiore rispetto a quello ormai risultate dall&rsquo;ultimo ribasso. Ci&ograve; perch&eacute; una vendita a un prezzo eccessivamente pi&ugrave; basso del valore effettivo pregiudicherebbe le ragioni del debitore e degli eventuali comproprietari</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/33807/sommerso-dai-debiti-si-da-fuoco</guid>
	<pubDate>Thu, 23 Oct 2014 08:25:45 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/33807/sommerso-dai-debiti-si-da-fuoco</link>
	<title><![CDATA[Sommerso dai debiti si da fuoco]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Un imprenditore 54enne di Caltagirone, vicino a Catania, si &egrave; dato fuoco suicidandosi in aperta campagna, a poca distanza dal centro abitato. <br>L'uomo si &egrave; cosparso il corpo di benzina e poi ha utilizzato un accendino. Alla base del gesto ci sarebbe anche il peso dei debiti, ritenuto insostenibile, per alcuni investimenti sbagliati e un'attivit&agrave; lavorativa che, complice la crisi, aveva preso una brutta piega.</p>
<p><img src="https://www.strettoweb.com/wp-content/uploads/2012/03/vigili-del-fuoco.jpg" width="250" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>L'ambulanza, chiamata da due braccianti agricoli al lavoro nei campi della zona, &egrave; arrivata sul posto, ma l'imprenditore era gi&agrave; deceduto. La Procura ha disposto l'autopsia e per i carabinieri di Caltagirone l'ipotesi del suicidio per problemi economici &egrave; la pista privilegiata.</p>
<p>&nbsp;Ennesimo omicidio di stato - ma la Boldrini e Renzi pensano ai maschili e femminili riguardo Sig. o Sig.ra Presidente</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2014/10/21/sommerso-dai-debiti-imprenditore-catanese-fuoco-muore_mUdVnvlTOuGyOrTitKmS0K.html" title="fonte">fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/33770/imprenditore-condannato-a-pagare-1-milione-di-euro-per-danno-dimmagine-allagenzia-delle-entrate</guid>
	<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 07:15:18 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/33770/imprenditore-condannato-a-pagare-1-milione-di-euro-per-danno-dimmagine-allagenzia-delle-entrate</link>
	<title><![CDATA[Imprenditore condannato a pagare 1 Milione di Euro per Danno d'immagine all'Agenzia delle entrate]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Imprenditore condannato a pagare un maxi risarcimento all'Agenzia delle Entrate. Il giudice: "Danno d'immagine"</span></p>
<p><span><img src="https://www.rsvn.it/images/agenzia_entrate_DWN_3.jpg" alt="agenzia delle entrate - Danno d'immagine" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span><span>Aveva dichiarato che "l'</span><strong>evasione fiscale</strong><span>&nbsp;non rappresenta un reato grave": ora Andrea Ghiotto, imprenditore di Arzignano, nel Vicentino, &egrave; stato condannato a pagare&nbsp;</span><strong>una multa di un milione di euro</strong><span>&nbsp;a favore dell'</span><strong>Agenzia delle Entrate</strong><span>.</span></span></p>
<p>Lo ha stabilito un giudice del&nbsp;<strong>Tribunale di Vicenza</strong>, dopo che la Direzione regionale della stessa Agenzia si era costituita parte civile. L'imprenditore veneto &egrave; stato ora condannato ad un risarcimento milionario a favore del Fisco per danno di immagine.</p>
<p>Le dichiarazioni in questione erano state pronunciate nel corso di un'intervista televisiva seguita ad un'inchiesta sull'evasione nel settore della concia delle pelli nel distretto di&nbsp;<strong>Arzignano.</strong></p>
<p>Ghiotto &egrave; stato condannato al pagamento della provvisionale con esecuzione immediata.</p>
<p><strong>Ma Kabobo &egrave; a piede libero</strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/cronache/dice-evadere-non-reato-grave-pagher-milione-allagenzia-delle-1059544.html" title="fonte">fonte</a></p>
<p><span><span><br></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>