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	<title><![CDATA[MSNI: Dicembre 2016]]></title>
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	<pubDate>Fri, 23 Dec 2016 22:20:12 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Un Chicco, Un Tesoro]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">La&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">manciata di riso</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;che gettiamo ad una coppia di sposi per augurare loro fortuna &egrave; uno degli alimenti pi&ugrave; importanti del mondo. Oltre a&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">sfamare pi&ugrave; della met&agrave; della popolazione mondiale</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, ed&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">essere relativamente economico</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;&egrave;&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">molto nutriente</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, quei chicchi bianchi aggiungono sapore ad un gran numero di vivande.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Il<strong>&nbsp;riso&nbsp;</strong>pu&ograve; trasformare infatti un semplice stufato in un piatto d'alta cucina ed &egrave; impiegato nella preparazione di squisiti antipasti, minestre asciutte od in brodo, insalate, contorni, piatti forti, budini, dolci o altri desert.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://www.notiziediprato.it/wp-content/uploads/riso-231x300.jpg?9d7bd4" alt="image" width="231" height="300" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per non parlare del fatto che dal&nbsp;<strong>riso</strong>&nbsp;si possono anche ricavare delle bevande alcooliche capaci di far addiritura concorrenza al vino od alla birra: celebre in tutto il mondo &egrave; il&nbsp;<strong>sak&egrave;</strong>,&nbsp;<strong>da secoli considerato la bevanda nazionale dei giapponesi</strong>.<br>Ma che cosa &egrave; questo saporito e&nbsp;<strong>versatile cereale</strong>? <br>Il<strong>&nbsp;riso</strong>&nbsp;( Oryza sativa ) appartiene alla&nbsp;<strong>famiglia delle graminacee</strong>. Ha un fusto sottile, alto da 60 a 120 centimetri e, sebbene la qualit&agrave; migliore sia quella coltivata in acqua nelle regioni tropicali o subtropicali, &egrave; prodotto con buoni risultati anche nella provincia cinese di Heilungchiang, situata a 50 gradi a nord dell'equatore, e nel Nuovo Galles del Sud, in Australia , a 35 gradi a sud della linea equatoriale.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://galleria.riza.it/medias/1/uid_riza_1086.650.340.jpg" alt="il riso fa bene e disintossica" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il&nbsp;<strong>riso</strong>&nbsp;&egrave; originario dell'Asia sud-orientale, dove &egrave; coltivato da tempi antichissimi: scavi compiuti in Cina all'inizio degli anni settanta hanno portato alla luce riso che risaliva a 7.000 anni fa.<br>Altri storici sostengono che ebbe origine in India da una pianta selvatica, la<strong>&nbsp;neevara</strong>.<br>In India &egrave; stato rinvenuto&nbsp;<strong>riso che risale al 5.000 a.C.</strong>&nbsp;e nella thainlandia settentrionale &egrave; stato trovato riso coltivato nel 4.000 a.C.<br>La prima conoscenza del<strong>&nbsp;riso in occidente&nbsp;</strong>pare si sia avuta durante le conquiste di<strong>&nbsp;Alessandro Magno nella valle dell'Indo</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In Asia il&nbsp;<strong>riso &egrave; sempre stato considerato qualcosa di pi&ugrave; di un semplice alimento</strong>.<br>A Giava dove &egrave; considerato dono della Dea Dewi Sri, la gente crede che il riso abbia un'anima e che gli si possa parlare come a una persona di famiglia. L'usanza di gettare riso agli sposi ebbe origine in Cina o in India, come rito di fecondit&agrave; per assicurare alle giovani coppie molti figli ed abbondanti raccolti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In primavera, attraversando le&nbsp;<strong>campagne circostanti Vercelli o Novara</strong>, si ha quasi l'impressione di trovarsi al mare.<br>Dei circa&nbsp;<strong>180.000 ettari coltivati a riso in Italia&nbsp;</strong>ben 100.000 si trovano infatti in questa zona del Piemonte, mentre il resto risulta variamente distribuito fra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Sardegna e Toscana. Quasi del tutto assente &egrave; la risicoltura al sud della penisola.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Figura tipica delle risaie del secolo scorso, e per buona parte dell'attuale, era quella della<strong>&nbsp;mondina</strong>, i piedi e le mani nell'acqua, la schiena piegata in due, condannata a passare lunghe ore della giornata ad estirpare le erbacce che infestavano il&nbsp;<strong>riso amaro</strong>. Oggi tutto il processo viene eseguito con macchine e mezzi chimici.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il prodotto di queste aziende - le variet&agrave; coltivate superano la trentina, con la&nbsp;<strong>Lido ( semifino )&nbsp;</strong>al primo posto, seguito dalla&nbsp;<strong>Balilla ( comune )</strong>&nbsp;e dall'<strong>Arborio ( superfino )</strong>&nbsp;- ammonta a circa 10 milioni di quintali all'anno, di cui solo una parte &egrave; sorbita dal mercato interno: il 60% della produzione si dirige infatti nei mercati della CEE e del Medio Oriente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Ogni chilo di riso brillato triplica con la cottura il suo volume, fornendo cos&igrave; una trentina di porzioni</strong>.<br>Il&nbsp;<strong>riso crudo</strong>&nbsp;non richiede refrigerazione, si conserva quasi indefinitivamente, non si altera, non perde peso n&egrave; valore nutritivo<br>Sebbene il&nbsp;<strong>riso sia fondamentalmente un carboidrato complesso</strong>, la sua proteina contiene&nbsp;<strong>tutti e otto gli aminoacidi</strong><strong>essenziali&nbsp;</strong>e integra gli aminoacidi che si trovano in molti altri alimenti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Povero di sodio e di grassi</strong>,<strong>&nbsp;privo di colesterolo e di glutine</strong>, &egrave; una manna per chi<strong>&nbsp;teme d'ingrassare</strong>&nbsp;e per chi &egrave; allergico ad altri cereali. &nbsp;Per di pi&ugrave;, &egrave;&nbsp;<strong>povero di fibre e facilmente digeribile</strong>. Ecco perch&egrave; gli esperti di dietetica attribuiscono tanta importanza a questo alimento.</p>
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	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 13 Dec 2016 12:04:27 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[L'uovo, Un Amico Completo Ed Economico]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Gli italiani mangiano male? Il dubbio &egrave; sempre pi&ugrave; frequente: troppi grassi, troppa carne, troppi zuccheri, e sopratutto, troppo in assoluto.</p>
<p>Con l'aggravante di una dieta sovente monocorde, sempre pi&ugrave; priva di fantasia e, quindi, di poco gusto<br>Da alcuni mesi si nota, tuttavia, una nuova attenzione al problema economia. Problema che &egrave; stato rimesso in carreggiata dalla recente crisi che, nonostante le rassicurazioni del Governo, st&agrave; attanagliando l'Italia e gli italiani.</p>
<p><img src="https://www.chatelaine.com/wp-content/uploads/2013/04/Eggs-May-13-p28-660x484.jpg" alt="uovo dieta" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Che un&nbsp;<strong>uovo&nbsp;</strong>al giorno non possa che fare bene &egrave; opinione comune nei paesi anglosassoni. Infatti, qualsiasi inglese che si rispetti, al mattino, fa colazione con il classico "&nbsp;<strong>eggs and bacon</strong>&nbsp;",&nbsp;<strong>uova e pancetta</strong>.<br>Anche nel nostro paese la tradizione dell'<strong>uovo&nbsp;</strong>come ricostituente &egrave; ampiamente diffusa.</p>
<p>Il grande gastronomo Pellegrino Artusi, gi&agrave; nel secolo scorso, sosteneva l'importanza delle<strong>&nbsp;uova</strong>&nbsp;nell'alimentazione dei bambini.&nbsp;<br>In Italia si consumano 250&nbsp;<strong>uova a persona</strong>; non tanto ma neanche poco, anche se si prevede un incremento sostanziale causa la crisi economica.<br>A dispetto di una lunga tradizione ed anche di una certa informazione di dubbi ed equivoci sulle caratteristiche e sulle prerogative delle uova, questo cibo &egrave; destinato a diventare il&nbsp;<strong>principe della tavola</strong>, basta sviluppare la fantasia del consumatore.</p>
<p>L'uovo ha il massimo&nbsp;<strong>valore biologico</strong>&nbsp;fra tutte le&nbsp;<strong>proteine alimentari</strong>, ed il contenuto in&nbsp;<strong>lipidi</strong>&nbsp;( 11% ) non permette certo di classificare l'uovo fra i&nbsp;<strong>cibi grassi</strong>.&nbsp;<br>Un altro equivoco riguarda la digeribilit&agrave;: l'<strong>uovo sodo&nbsp;</strong>( quello pi&ugrave; pesante ) lascia lo stomaco tre ore dopo l'ingestione, come la carne, mentre l'<strong>uovo crudo</strong>&nbsp;ha bisogno di circa due ore ( come il latte ) e l'<strong>uovo alla coque</strong>&nbsp;di un'ora e tre quarti.</p>
<p><img src="https://www.sunsigns.org/wp-content/uploads/2014/08/fried-eggs.jpg" alt="uovo alla coque" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Un altro equivoco: i problemi che l'<strong>uovo&nbsp;</strong>creerebbe a chi soffre di fegato. Al contrario, l'uovo &egrave; indicatissimo per gli epatopazienti, con la sola eccezione di chi soffre di calcoli biliari, per la sua richezza in aminoacidi solforati.<br>Chi non conosce la<strong>&nbsp;frittata con le cipolle</strong>, una vera prelibatezza, oppure la&nbsp;<strong>frittata col parmigiano</strong>. Liberando la fantasia, per cucinare le&nbsp;<strong>uova con soia</strong>,&nbsp;<strong>noccioline americane macinate</strong>,&nbsp;<strong>peperoni rossi e cipolle</strong>,&nbsp;<strong>con le fette di formaggio</strong>,<strong>sesamo</strong>&nbsp;ecc. si pu&ograve; solleticare anche&nbsp;<strong>il palato pi&ugrave; esigente</strong>.</p>
<p>Un&nbsp;<strong>uovo al mattino&nbsp;</strong>&egrave; l'ideale per cominciare bene la giornata con una&nbsp;<strong>sferzata di energia</strong>. Lo si pu&ograve;&nbsp;<strong>bere fresco&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>alla</strong><strong>coque</strong>, cio&egrave; bollito in acqua per 4 o 5 minuti.</p>
<p>Per i bambini ed i ragazzi l'ideale &egrave; il pi&ugrave; famoso&nbsp;<strong>zabaione</strong>: solo tuorlo montato assieme ad alcuni cucchiaini di zucchero.<br>Il valore nutritivo di questa ricetta &egrave; rappresentato dai gi&agrave; descritti pregi nutritivi dell'uovo che nel tuorlo trovano il massimo valore, dalla facile assimilabilit&agrave; del preparato e dall'energia di pronta utilizzazione assicurata dallo zucchero. Inoltre l'albume ed il tuorlo sono sempre stati usati per creme di bellezza, antirughe, dopobarba, shampoo. L'uovo, insomma si dimostra un amico completo ed econommico.</p>
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	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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