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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Ricette]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10073/le-famiglie-dei-bovini</guid>
	<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 07:29:40 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10073/le-famiglie-dei-bovini</link>
	<title><![CDATA[Le famiglie dei Bovini]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;famiglia dei bovini</strong>&nbsp;&egrave; vasta ed antica: di origine incerta, la si ritrova in tutti i continenti attraverso animali che, ciascuno per il suo, hanno fatto storia e leggende delle loro terre. Il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">toro</strong>, la&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">vacca</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bufalo</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bisonte</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bue muschiato</strong>, lo&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">yak</strong>, l'<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">uro</strong>, lo&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">zeb&ugrave;</strong>: nomi e miti, legati sempre e comunque a popoli gloriosi.</p>
<p>Al mondo attualmente esistono un miliardo e duecentomila&nbsp;<strong>bovini</strong>, 8 per kilometro quadrato, concentrati prima di tutto in USA ed in URSS, poi in Asia, quindi l'Europa con in testa la Francia e poi l'Italia.</p>
<p><img src="https://wallpaperart.altervista.org/Immagini/mucche_pascolo_1024x768.jpg" alt="tipi di mucche" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Ci sono i&nbsp;<strong>bovini da carne</strong>, quelli da&nbsp;<strong>latte</strong>, mentre quelli da lavoro con l'avvento della meccanizzazione agricola sono spariti.<br>Escludendo il&nbsp;<strong>toro</strong>, ed il<strong>&nbsp;bue</strong>, restano la&nbsp;<strong>vacca</strong>, il&nbsp;<strong>vitello</strong>, il&nbsp;<strong>vitellone</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>bovino adulto</strong>.</p>
<p>La&nbsp;<strong>vacca</strong>&nbsp;viene avviata al macello solo al termine della sua carriera economica, cio&egrave; quando non produce pi&ugrave; latte o vitelli ( 6/8 anni ), ovvero in et&agrave; piuttosto matura, il&nbsp;<strong>vitello</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>vitellone</strong>&nbsp;vengono mattati in et&agrave; pi&ugrave; giovane, rispettivamente a 120 giorni dalla nascita oppure tra i 12 o 18 mesi.</p>
<p>Il vero martire del mattatoio &egrave; il&nbsp;<strong>vitello</strong>, che a causa di una pessima informazione alimentare diffusasi negli ultimi decenni in Italia, viene macellato quando non ha raggiunto una vera maturit&agrave; n&egrave; di conformazione n&egrave; economica.<br>Sotto il profilo nutritivo il&nbsp;<strong>vitello&nbsp;</strong>contiene pi&ugrave; acqua delle altre&nbsp;<strong>carni bovine</strong>&nbsp;( 77% circa ) e meno proteine di quanto potrebbe ( 20% circa ). Pi&ugrave; giusta la composizione del&nbsp;<strong>vitellone</strong>, che &egrave; pi&ugrave; saporito e presenta un maggior contenuto di proteine e la cui carne, non a caso, &egrave; la pi&ugrave; diffusa in Italia.</p>
<p>A questo punto non basta parlare dei protagonisti; &egrave; necessario passare alle loro parti, come vengono giustamente chiamate, dal momento che la carcassa dell'animale viene prima tagliata in due per il senso della lunghezza e quindi divisa , per ciascuna met&agrave;, a sua volta in due: il quarto anteriore e quello posteriore.<br>Fra l'anteriore ed il posteriore non c'&egrave; sostanzialmente diversit&agrave; in fatto di componenti alimentari: anzi, da una recente inchiesta , la scelta della&nbsp;<strong>fettina</strong>, il tipico prodotto del&nbsp;<strong>quarto posteriore</strong>, deriverebbe esclusivamente dalla facilit&agrave; e dalla<strong> rapidit&agrave; di cottura</strong>.</p>
<p><img src="https://image.freepik.com/foto-gratuito/toro-e-mucca_2649755.jpg" alt="tipi di mucche" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Risultato che a causa della maggior richiesta, il prezzo della&nbsp;<strong>fettina</strong>&nbsp;tende ingiustamente a salire ben oltre il suo reale valore economico.<br>Questo atteggiamento del consumatore italiano solo in parte si spiega con la fretta, componente sempre pi&ugrave; familiare della nostra vita quotidiana.. Se &egrave; vero, infatti, che la&nbsp;<strong>fettina</strong>&nbsp;cuoce in pochi minuti, &egrave; altrettanto vero che si tratta di minuti tutti di attenzione e di cura. In quel tempo &egrave; necessario assistere la cottura per evitare che la carne si bruci, per salarla in modo opportuno, per rivoltarla continuamente in maniera che la cottura risulti omogenea.<br>Ora se il tempo di preparazione di un&nbsp;<strong>bollito</strong>&nbsp;&egrave; certamente superiore, &egrave; anche vero che, una volta avviata la cottura, alla massaia non resta altro che attendere un certo tempo, magari aiutata dal campanello di un timer, per poter godere di un gusto certamente superiore. Questo tempo di cottura pu&ograve; essere dedicato ad altre facende....<br>Questo vale sia per il consumo complessivo, sia per la ostinazione nel dare la preferenza ai pi&ugrave; costosi tagli provenienti dai&nbsp;<strong>quarti posteriori</strong>.</p>
<p>Ad incrementare questo fenomeno concorre anche la convinzione che la carne dei&nbsp;<strong>quarti anteriori bovini</strong>, commercializzata come tagli per&nbsp;<strong>brodo</strong>, per&nbsp;<strong>arrosto</strong>, per&nbsp;<strong>bollito&nbsp;</strong>ecc., sia di valore inferiore o dia comunque un prodotto finale impoverito come qualit&agrave; nutritive.&nbsp;<br>La carne proveniente dai quarti anteriori bovini ha proprio le stesse propriet&agrave; nutrizionali.<br>L'<strong>arrosto</strong>, il&nbsp;<strong>bollito</strong>, lo&nbsp;<strong>spezzatino&nbsp;</strong>ecc., vantano lo stesso valore nutritivo della tanto ambita&nbsp;<strong>fettina</strong>, dato che i metodi di cottura adottati permettono una ottima conservazione delle sostanze nutrienti all'interno del prodotto<br>Escludere la carne dalla dieta pu&ograve; far correre rischi di carenza per alcune importanti sostanze nutritive, quali certe proteine, il ferro, alcune vitamine del gruppo B, ecc.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 19:49:39 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</link>
	<title><![CDATA[Il Coniglio tanti meriti, poche controindicazioni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&egrave; facile da allevare, si riproduce in fretta e fornisce una carne gustosa e ricca di&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">sostanze nutritive</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Ecco perch&egrave; il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, secondo uno dei pi&ugrave; recenti rapporti FAO, nel 2020 servir&agrave; un terzo delle necessit&agrave; dell'uomo per quanto riguarda le proteine animali. L'</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">allevamento del coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;e l'uso della sua carne a scopi alimentari sono antichissimi. Furono i Fenici i primi&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">mangiatori di conigli</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Vennero poi i romani che dettero vita ad allevamenti su larga scala e misero in piedi una vera e propria politica di esportzione.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La proverbiale capacit&agrave; riproduttiva del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;si esplica anche pi&ugrave; volte nel corso dell'anno; ad ogni parto una&nbsp;<strong>coniglia&nbsp;</strong>pu&ograve; dare alla luce fino a 8 piccoli. Nel giro di un paio d'anni un allevatore partendo da un unica coppia, potrebbe in teoria trovarsi a disporre di alcune centinaia di animali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://kr.dalianworld.com/eWebEditor/UploadFile/2009118185335136.jpg" alt="coniglio da allevamento" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si tratta di animali che rendono molto e costano poco. Rendono molto in fatto di rapidit&agrave; di accrescimento e chiedono poco visto che, contrariamente a quasi tutti gli animali da allevamento, non esigono esclusivamente mangimi speciali.<br>Qualora si tenga conto che la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;costa meno delle altri&nbsp;<strong>carni da macello</strong>&nbsp;e considerando quanto appena detto sulla facilit&agrave; di allevamento, la previsione della FAO non suona cos&igrave; esagerata come potrebbe apparire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gia in Italia il consumo della&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;e pi&ugrave; che triplicato negli ultimi vent'anni e continua a crescere pur in presenza di un rallentamento del tasso di incremento del consumo complessivo di carne nel paese.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.lericettedellatradizione.net/wp-content/uploads/2014/12/ca1.jpg" alt="coniglio arrosto" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I&nbsp;<strong>conigli</strong>&nbsp;si dividono in tre categorie: da carne, da pelo e da pelliccia. Il numero degli<strong>&nbsp;allevatori di conigli&nbsp;</strong>&egrave; aumentato molto in Italia riducendo la voce di passivo della bilancia commerciale del nostro paese.<br>Non solo dalla facilit&agrave; dell'allevamento o dal prezzo contenuto discende la riscoperta del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;nelle abitudini alimentari degli italiani. Recenti studi hani dimostrato come la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;si faccia preferire, rispetto a quasi tutte le altre, per alcune&nbsp;<strong>caratteristiche nutrizionali</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Pochi grassi, molte proteine di elevato valore biologico. Questa &egrave; la formula che il coniglio proppone alla nostra tavola ed alla nostra dieta. La presunta povert&agrave; di questa carne &egrave; solo povert&agrave; di grassi e pertanto di colesterolo. Inoltre, nei tessuti di questi animali, si possono trovare buone quantit&agrave; di&nbsp;<strong>minerali utili per l'alimentazione umana</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si parla di <span style="text-decoration: underline;">ferro, fosforo e magnesio</span>, ma soprattutto di calcio e di potassio presenti in dosi interessanti rispetto alle altre carni da tavola.<br>Siamo quindi in presenza di una carne magra, con ottimo valore nutritivo, del tutto priva di controindicazioni ed anzi particolarmente indicata per i&nbsp;<strong>giovani</strong>, gli<strong>&nbsp;anziani</strong>&nbsp;ed i&nbsp;<strong>convalescenti</strong>. Il&nbsp;<strong>coniglio&nbsp;</strong>per sua natura e conformazione non pu&ograve; essere cucinato a fette in pochi minuti, ma necessita di una abbastanza lunga cucina.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il&nbsp;<strong>coniglio</strong>, come detto, va<strong>&nbsp;cucinato a pezzi&nbsp;</strong>ed unito a vari vegetali per conferirgli un gusto incomparabile che lascia il segno in tutti i commensali.<br>Il&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; grasso</strong>, presenta una percentuale di proteine in genere minore rispetto al&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; giovane</strong>&nbsp;e pi&ugrave; piccolo; cos&igrave; come l'animale non ingrassato risulta pi&ugrave; ricco di sali minerali, praticamente doppia rispetto al&nbsp;<strong>coniglio grasso.&nbsp;</strong><br>E' usanza comune dare del coniglio, ma alla luce di quanto sopra forse &egrave; meglio cucinarselo invece di darlo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 19:24:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</link>
	<title><![CDATA[Bucatini al sugo di polpo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong><br> 350 gr. di bucatini<br> 400 gr. di polpo<br> 500 gr. di polpa di pomodori<br> 100 gr. di olive nere<br> 2 spicchi di aglio<br> olio extra vergine di oliva<br> sale</p>
<p><img src="https://blog.giallozafferano.it/avvaifornelli/wp-content/uploads/2014/04/foto-1-24.jpg" alt="bucatini con polpo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br> Cuocere il polpo in acqua per circa 30 minuti , (ma dipende dal polpo)<br> tagliarlo a pezzetti e togliere eventuali pezzetti neri o filamentosi.<br> In una padella, soffriggere l'olio con l'aglio aggiungere il polpo lessato, far insaporire aggiungere i pomodori le olive <br> aggiustare di sale e cuocere per circa 20 - 25 minuti.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8248.jpg" alt="bucatini con la seppia" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"> <img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8249.jpg" alt="bucatini al polpo" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Cuocere i bucatini in abbondante acqua salata, scolarli e farli mantecare in padella con il condimento.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/21859/cooking-therapy</guid>
	<pubDate>Sat, 17 Oct 2015 08:14:23 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/21859/cooking-therapy</link>
	<title><![CDATA[Cooking Therapy]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E' uno dei problemi dei giorni nostri, e riaccenderla &egrave; diventato il problema del momento, stiamo parlando de:&nbsp;<strong>La passione di coppia spenta</strong><br>Una coppia, nell'arco della sua esistenza, <em>attraversa diverse crisi</em>, fra cui la "<em>crisi di passione</em>", alla quale si cerca di porre rimedio con tutti i mezzi a disposizione: regali, viaggi, biancheria intima e giochini di ogni tipo .&nbsp;<br>Secondo un sondaggio che ha interpellato <strong>90 esperti tra sessuologi, psicologi e chef tra i pi&ugrave; rinomati</strong>, pi&ugrave; che in camera da letto la passione si <strong>riaccende in cucina.</strong></p>
<p><img src="https://www.wakeupnews.eu/wp-content/uploads/2012/10/cooking-theraoy.jpg" alt="risvegliare la passione della coppia, in cucina" width="550" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Secondo le decine e decine di esperti nel settore, infatti, la stanza dei fornelli &egrave; il luogo ideale per ristabilire l'intesa di coppia e conseguentemente riaccendere il desiderio sessuale nella coppia.</p>
<p>Forse anche per il concetto sempre valido che dovere e piacere vanno di pari passo, su un piano di complementarit&agrave;.</p>
<p>Siamo dunque nell'era della Cooking Therapy (<em>terapia della cucina</em>), e secondo gli esperti devono essere proprio gli uomini ( <em>perch&eacute;, quasi sempre, il calo del desiderio nella coppia avviene nella donna</em> ) a riconquistare la propria donna a suon di manicaretti!!!</p>
<p>Un uomo si deve armare di uno spiccato talento in cucina, capace di stupire e coinvolgere la propria compagna con esperienze di gusto, in questa maniera sar&agrave; capace di stimolare la multisensorialit&agrave; della sua donna, riconquistandone anche la sfera intima.<br><br>Secondo il 73% degli esperti, poi, l<span style="text-decoration: underline; ">'uomo che sa adoperarsi in cucina indossando un grembiule rappresenta un vero e proprio contesto eccitante per le donne perch&eacute; le fa sentire realizzate ed importanti</span>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le regole della terapia della cucina sono anche per&ograve; un poco pi&ugrave; complesse, per ottenere i risultati sperati, per&ograve;, non basta agitare qualche pentola, l'optimum della terapia della cucina, infatti, ha delle vere e proprie regole da rispettare:</p>
<p>Molto importante<strong> fare la spesa assieme</strong>, indubbiamente questa azione &egrave; un momento di condivisione basilare per ricreare feeling nella coppia, ed il fatto stesso di spendere del tempo libero insieme offre molti pi&ugrave; vantaggi che delegare della propria fiducia la moglie.</p>
<p><img src="https://images.unadonna.it/shutterstock_90148855.jpg" alt="coocking therapy" width="550" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Cucinare va bene, ma bisogna avere il bon ton di preparare piatti speziati belli a vedere ed a gustare, cos&igrave; da condividere con il partner la multisensorialit&agrave; assaggiandoli, toccando e manipolando i singoli ingredienti con una particolare maestria, come si farebbe in intimit&agrave; accarezzandola volutamente.</p>
<p>Anche <strong>l'estetica della tavola e dei piatti</strong> vuole la sua considerazione: mai dimenticare che anche l'occhio vuole la sua parte! <br>La cena, quindi, dovr&agrave; essere arricchita da tocchi <strong>romantici</strong> e gradevoli, magari aggiungendo piccoli dettagli come luci soffuse o a lume di candela, fiori freschi ed <strong>atmosfera da mille ed una notte</strong>.</p>
<p><span style="font-size: 12.8px; ">La </span><strong style="font-size: 12.8px; ">televisione, spenta</strong><span style="font-size: 12.8px; "> senza ombra di dubbio, mettere un sottofondo musicale adatto a far vibrare i corpi all'unisono e di versarle sempre da bere, prima di riempire il vostro bicchiere!</span></p>
<p>Ora <strong>la vostra partner &egrave; pronta</strong> cotta di voi e del vostro sorriso abbagliante come una volta pronta per una serata indimenticabile in camera da letto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/21390/crostoni-al-formaggio-e-cavolfiori</guid>
	<pubDate>Thu, 15 Oct 2015 21:11:44 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/21390/crostoni-al-formaggio-e-cavolfiori</link>
	<title><![CDATA[Crostoni al formaggio e cavolfiori]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ingredienti per 4 persone:</span><br><span>4 grandi fette di pane casereccio tagliato a met&agrave;</span><br><span>1 spicchio d'aglio</span><br><span>400 g di cimette di cavolfiore</span><br><span>120 g di emmental</span><br><span>80 g di formaggio olandese</span><br><span>10 g di senape</span><br><span>2 uova</span><br><span>40 g di panna da cucina vegetale</span><br><span>2 bicchieri di birra</span><br><span>noce moscata</span><br><span>sale</span><br><span><em>335 kcal a porzione</em></span></p>
<p><span><em></em></span><img src="https://www.cucinarefunghi.com/wp-content/uploads/2012/11/Crostini-di-formaggio-e-chiodini-.jpg" alt="crostoni al formaggio" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><span><em><br></em></span><span></span><span>Lavate le cimette di cavolfiore e tuffatele in acqua bollente salata per 15 minuti.</span><br><span><br></span><span></span><span>Eliminate la crosta ai formaggi e grattugiateli, raccogliendoli in una ciotola; aggiungete la senape, la panna, la birra e mescolate con un cucchiaio di legno, fino a ottenere un composto omogeneo.</span><br><span><br></span><span></span><span>Sgusciate le uova in una ciotola, sbattetele energicamente con una forchetta, salate ed aggiungetele ai formaggi, mescolando per amalgamarle bene.</span><br><span><br></span><span></span><span>Strofinate leggermente le fette di pane con l'aglio sbucciato, poi, ponetele sotto il grill del forno gi&agrave; caldo per 2 minuti</span><br><span><br></span><span></span><span>Scolate i cavolfiori e distribuiteli sulle fette di pane, quindi, coprite le cimette con la crema di formaggio; rimettete in forno e lasciate dorare la crema per 5 minuti, deve iniziare a sobbollire e, poi, gratinare</span></p>
<p><span><br></span><span></span><span>Togliete dal forno e suddividete in 4 piatti singoli; cospargete con un pizzico di noce moscata e servite.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/21698/minestra-di-pane-raffermo</guid>
	<pubDate>Tue, 13 Oct 2015 15:55:11 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/21698/minestra-di-pane-raffermo</link>
	<title><![CDATA[Minestra di pane raffermo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>INGREDIENTI</strong></p>
<p>- Pane raffermo<br>- Verdure lessate<br>- Formaggio grattugiato q.b.<br>- Burro q.b.<br>- Sale q.b.</p>
<p><br><strong>PREPARAZIONE</strong><br>Si prende un pentolino e si fa del brodo (saliamo).</p>
<p><br>Si taglia il pane raffermo a pezzi grandi come noci e si dispone su una teglia che vada in forno; si copre con un po&rsquo; di brodo in modo che rammollisca ma non troppo.</p>
<p><img src="https://cdn-1.cook.stbm.it/thumbnails/ricette/1693/minestra-di-pane-bigwm.jpg" alt="image" width="480" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Copriamo con formaggio grattugiato grossolanamente.&nbsp; Aggiungiamo delle verdure che abbiamo lessato a parte o quelle avanzate da un altro pasto come spinaci, cipolle, carote, cavoli (la ricetta originale contempla solo i cavoli lessati). Si termina ancora con formaggio e un po&rsquo; di burro fuso e si inforna . Quando &egrave; gratinato &egrave; pronto.&nbsp;Impiattare e servire.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/16793/cime-di-rapa-con-salsiccia</guid>
	<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 12:25:59 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/16793/cime-di-rapa-con-salsiccia</link>
	<title><![CDATA[Cime di rapa con salsiccia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti:</span></p>
<p>&nbsp; &nbsp; Aglio 1 spicchio<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Cime di rapa 1 kg<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Olio extravergine di oliva, 2-3 cucchiai</p>
<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Peperoncino rosso piccante, 1<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Sale q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salsiccia piccante, 500 gr</p>
<p>&nbsp;<img src="https://ricette.giallozafferano.it/images/ricette/16/1657/preview.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Per preparare le cime di rapa con salsiccia iniziate pulendo le verdure: lavate bene le cime di rapa ed eliminate i gambi pi&ugrave; coriacei e le foglie rovinate, tagliate le foglie a pezzi mantenendo le cimette intere. Sbollentatele per 5 minuti in acqua bollente salata&nbsp; e scolatele bene.</p>
<p>Nel frattempo tagliate la salsiccia in piccoli pezzi&nbsp; e mettetela a rosolare in una padellina antiaderente, aggiungendo dopo qualche minuto un paio di cucchiai dell&rsquo;acqua di cottura delle cime di rapa.</p>
<p>Portate a cottura le salsicce. Pelate l'aglio e affettate il peperoncino. In una padella ponete l&rsquo;olio extravergine di oliva, aggiungete lo spicchio d&rsquo;aglio tagliato a met&agrave; e il peperoncino tagliato a fettine. Fate dorare l&rsquo;aglio e poi aggiungete le cime di rapa bollite, che andrete a saltare per qualche minuto, infine salate.<br>Servite le cime di rapa con la salsiccia croccante e ben calda!</p>
<p><br>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/36213/pollo-allo-zenzero</guid>
	<pubDate>Wed, 07 Oct 2015 18:57:25 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/36213/pollo-allo-zenzero</link>
	<title><![CDATA[Pollo allo zenzero]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Un modo originale, velocissimo e molto gustoso per preparare il solito petto di pollo!</p>
<p><img src="https://blogchef.net/wp-content/uploads/2010/03/garlic_ginger_chicken_1.jpg" alt="pollo allo zenzero" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br><strong>Ingredienti</strong> per due persone:<br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Petto di pollo 350 g<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Un pezzetto di zenzero <br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Salsa di soia 3 cucchiai<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Olio di arachide o di girasole 3 cucchiai<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Maizena (o fecola di patate o amido di riso) un cucchiao raso<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; Aceto bianco un cucchiaino</p>
<p><br><strong>Procedimento:</strong></p>
<p>Tagliate il petto di pollo, prima a fette, e poi a strisce larghe circa 2 cm.<br>Pelate lo zenzero e tagliatelo a fettine sottili, poi mettetelo in un tegame con l&rsquo;olio. Ponete il tegame sul fuoco molto basso e fate cuocere per alcuni minuti, in modo che l&rsquo;olio si aromatizzi bene. A questo punto potete anche spegnere e lasciare riposare fino al momento di andare in tavola.</p>
<p>Sciogliete la maizena in mezzo bicchiere d&rsquo;acqua aggiungendo anche l&rsquo;aceto e mettete da parte.</p>
<p>Alzate il fuoco e quando l&rsquo;olio &egrave; ben caldo rosolate il pollo, poi versate la salsa di soia e fate cuocere ancora un pochino.<br>Abbassate il fuoco, versate la miscela a base di maizena nel tegame mescolando, e continuate a mescolare fino a che il pollo non sia ricoperto di una salsina trasparente, servite subito.</p>
<p>Questa ricetta non prevede l&rsquo;uso del sale, visto che la salsa di soia &egrave; piuttosto salata; portate comunque la salsa di soia in tavola per chi ama i cibi pi&ugrave; saporiti.<br>Potete accompagnarlo con riso lesso o pilaf.</p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 22 Sep 2015 08:26:02 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10163/parma-la-gastronomica</link>
	<title><![CDATA[Parma La Gastronomica]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Citt&agrave; di dilettanti, estroversa, che parla e vive sempre una nota sopra il rigo.<br> <strong>Citt&agrave; cortigiana che ama la buona tavola ed il vestire appropriato.</strong><br> Questa &egrave;&nbsp;<strong>Parma citta aristocratica che onora con pari intelligenza le cose dello spirito e della materia</strong>.</p>
<p>In poche altre citt&agrave; si sente cos&igrave; frequentemente pronunciare la parola cultura, con sussiego dei dotti, e rimpianto degli ignoranti.<br> Con la sua grande tradizione tipografica,&nbsp;<strong>Parma&nbsp;</strong>vanta una media alta di abitante per copia di quotidiano, il doppio della media nazionale.<br> Ha uno dei giornali pi&ugrave; antichi del paese, La&nbsp;<strong>Gazzetta di Parma</strong>, ed il club di&nbsp;<strong>loggionisti del Teattro Reggio</strong>&nbsp;pi&ugrave; famoso e temuto d'Italia.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Accanto alla grande tradizione intellettuale della citt&agrave; stanno molti&nbsp;<strong>salumifici&nbsp;</strong>con una produzione di molti&nbsp;<strong>prosciutti&nbsp;</strong>l'anno e&nbsp;<strong>caseifici</strong>&nbsp;per il<strong>&nbsp;parmigiano-reggiano</strong>&nbsp;che sono il vanto della<strong>&nbsp;Food valley</strong>.<br>Si pu&ograve; dire che la citt&agrave; esalta i sensi del corpo: l'olfatto con la&nbsp;<strong>violetta di Parma</strong>, l'udito con le&nbsp;<strong>musiche di Verdi e Pizzetti</strong>, il gusto con i&nbsp;<strong>famosi prodotti alimentari</strong>, la vista con i&nbsp;<strong>dipinti del Correggio&nbsp;</strong>e le&nbsp;<strong>sculture dell'Antelami</strong>&nbsp;ed il tatto con l<strong>e belle donne parmigiane</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://storage.aicod.it/portale/itineraemilia/view/1000/La_citt_doro-Parma.jpg" alt="la bellezza di Parma" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La cultura qu&igrave; &egrave; una sorta di alibi per una provincia che sa troppo di<strong>&nbsp;prosciutti e latticini</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tutto ha inizio con Luisa Elisabetta, figlia di Luigi XV, che nel 1739 spos&ograve; Filippo di Borbone, duca di Parma.<br>Cresciuta a Versailles, port&ograve; sulle rive del Po usi, liturgie ed organizzazione della fastosa corte francese.<br>Don Ferdinando, figlio di Filippo, ebbe maestri francesi; e francesi furono gli architetti che lavorarono a Parma in quel tempo, francesi i pittori, i musicisti, i sarti, i librai.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://images01.localidautore.it/dbimg/primopiano/gastronomia-in-emilia-romagna-1744.jpg" alt="Parma La Gastronomica" title="Parma La Gastronomica" width="300" height="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nell'ottocento l'austriaca Maria Luisa d'Asburgo-Lorena, vedova non inconsolabile di Napoleone, ottenne dal Congresso di Vienna il&nbsp;<strong>ducato di Parma&nbsp;</strong>e port&ograve; nel granducato padano lo spirito e l'intelletto delle due corti, Vienna e Parigi.<br> Il suo regno ultratrentennale si distinse per la tolleranza politica, il mecenatismo per le arti ed una vita di corte all'insegna dell'edonismo e degli sfarzi.<br>In questa citt&agrave; di personaggi teatrali, la palma del protagonismo spetta ai<strong>&nbsp;loggionisti</strong>, che per acquistare il diritto di consacrare o di distruggere un cantante, fanno la fila per ore dvanti al&nbsp;<strong>Teatro Reggio</strong>.<br>Non &egrave; che, finita&nbsp;<strong>l'opera</strong>, tornino privati cittadini: loro restano loggionisti 24 ore su 24, cos&igrave; il&nbsp;<strong>melodramma</strong>&nbsp;continua al bar, nell'osteria.<br>Una volta alla settimana, in uno scantinato del centro, dominato da un&nbsp;<strong>busto di Verdi</strong>, si riunisce il&nbsp;<strong>club dei 27</strong>&nbsp;che adorano il maestro come i&nbsp;<strong>sacerdoti dell'Aida</strong>.<br>Ognuno porta il nome di un<strong>&nbsp;opera verdiana</strong>, quindi c'&egrave; il sig&nbsp;<strong>Falstaff</strong>, il sig&nbsp;<strong>Nabucco</strong>, il sig<strong>&nbsp;Aida&nbsp;</strong>ecc; chiaramente ascoltano solo opere del&nbsp;<strong>Grande Maestro Giuseppe Verdi</strong>.<br>Il loro club &egrave; a numero chiuso: per esservi ammessi occorre aspettare il decesso di qualche&nbsp;<strong>Trovatore</strong>&nbsp;o&nbsp;<strong>Luisa Miller</strong>.<br>Nella&nbsp;<strong>Food Valley&nbsp;</strong>il suino &egrave; come la&nbsp;<strong>musica di Verdi</strong>, non c'&egrave; nulla da buttar via.<br>La nascita del<strong>&nbsp;prosciutto</strong>&nbsp;&egrave; un vero e prorio miracolo della natura che si dice dovuto all'aria pura dei luoghi di produzione, cio&egrave; la&nbsp;<strong>provincia di Parma</strong>.<br><strong>Langhirano&nbsp;</strong>st&agrave; al prosciutto come il&nbsp;<strong>Teatro Reggio</strong>&nbsp;st&agrave; all'opera, i&nbsp;<strong>maestri prosciuttai</strong>&nbsp;sono non meno severi dei<strong>loggionisti&nbsp;</strong>del melodramma verdiano.<br>Il&nbsp;<strong>settore caseario&nbsp;</strong>contribuisce alla florida economia parmense con un alto fatturato, come pure l'<strong>industria delle conserve</strong>&nbsp;ed altri&nbsp;<strong>alimentari</strong>&nbsp;ormai famosi in tutto il mondo.<br>Questo colloca<strong>&nbsp;Parma</strong>&nbsp;nelle alte sfere della graduatoria italiana del reddito pro capite.<br>Fanno bel vedere i&nbsp;<strong>caff&egrave; intellettuali di Piazza Garibaldi</strong>, salotto mondano e palestra di idee, come la&nbsp;<strong>vita Movida</strong>&nbsp;delle vie contigue dove la&nbsp;<strong>gente di&nbsp; Parma&nbsp;</strong>ha trasferito il bisogno di parlare, vedere, sentire , emularsi sibillando sorridenti malignit&agrave;, lanciandosi occhiate equivalenti a radiografie.<br>Il&nbsp;<strong>popolo di Parma&nbsp;</strong>potrebbe essere chiamato l'Indoratore, perch&egrave; in questa citt&agrave;, a partire dal Sindaco fino all'ultimo cittadino, tutto va sempre bene.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Esistono moltissime problematiche come in tutte le altre citt&agrave; italiane, ma non troverete mai un parmigiano che lo riconosca.<br>Una cosa &egrave; certa: vivendo in una&nbsp;<strong>citt&agrave; cos&igrave; bella</strong>&nbsp;la gente parmigiana non ama la vita grigia, tutti&nbsp;<strong>amano il lusso e lo sfarzo&nbsp;</strong>anche sopra le possibilit&agrave;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35938/polpette-di-verdure</guid>
	<pubDate>Tue, 24 Mar 2015 12:44:33 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35938/polpette-di-verdure</link>
	<title><![CDATA[Polpette di verdure]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Le polpettine sono un modo ottimo per fare il pieno di verdura. Ricordiamoci sempre che la cottura al forno ci permette di avere un cibo gustoso e davvero sano!</p>
<p><img src="https://blog.pianetamamma.it/ricettebambini/wp-content/uploads/2013/06/polpette-vegetariane-fredde.jpg" alt="polpette verdura" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br><br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 patate<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 carote<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 zucchine<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; bietole o lattuga<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 fette di pane<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 200 gr di scamorza affumicata o provola<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 2 uova<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 20 gr di parmigiano grattuggiato<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 cucchiaio di farina o q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; pane grattuggiato<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; sale q.b.<br>&nbsp;&nbsp;&nbsp; olio q.b.<br><br><br><strong>Preparazione:</strong><br><br>Pulire le bietole e lessarle. Lasciarle scolare e strizzarle bene.</p>
<p>Lessare le patate, sbucciarle e schiacciarle.</p>
<p>Lavare le verdure, tagliarle a pezzetti e farle rosolare: prima le carote, quando saranno un p&ograve; morbide aggiungete le zucchine e infine le bietole.</p>
<p>Spezzettate il pane, mettetelo ad ammollare con il latte o l'acqua.<br><br>Unire in una ciotola le verdure, le patate, il pane (ben strizzato), la scamorza affumicata tagliata a cubetti piccoli, il parmigiano grattugiato, le uova, il sale e il pepe.<br><br>Amalgamare bene il tutto e solo dopo aggiungere 1 cucchiaio di farina e 2 cucchiai di pangrattato per consolidare al meglio il composto.<br><br>Formare le polpette con le mani, facendole passare in ultimo in un piatto con il pane grattugiato.<br>Riporle in frigo a riposare per 30 minuti.<br><br>Passata la mezz&rsquo;ora tirate le polpette fuori dal frigo e cuocetele in un tegame antiaderente con un filo d&rsquo; olio. Coprire con il coperchio e far cuocere per 15 minuti, girarle e completare la cottura per altri 10 minuti.<br><br>Si deve far in modo che ai lati delle polpette rimanga una bella crosticina colorata che le aiuter&agrave; a restare compatte.<br><br>In alternativa alla cottura in padella, potete cuocerle in forno per 20 minuti a 180&deg;, oppure secondo i vostri gusti potete cuocerle semplicemente friggendole in padella.<br><br><br></p>
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	<dc:creator>monica</dc:creator>
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