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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Ricette]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/16768/all?offset=40</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42207/torta-al-formaggio-o-torta-dolce</guid>
	<pubDate>Fri, 25 Mar 2016 16:26:39 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42207/torta-al-formaggio-o-torta-dolce</link>
	<title><![CDATA[Torta al formaggio o Torta dolce]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Un dolce tipico di Perugia che le nostre mamme e nonne hanno custodito gelosamente per secoli. Momento dell'anno: la Pasqua.</p>
<p>Che Pasqua sarebbe senza avere sulla tavola la Torta al formaggio o la Torta dolce? <br>ecco le due ricette, con tutti gli ingredienti, e qualche trucco per cucinarla</p>
<hr>
<p><span style="font-size: 12.8px;">&nbsp;</span></p>
<p><img src="https://1.bp.blogspot.com/_-GbvP_I3Jzc/TQZnWrdmweI/AAAAAAAAApQ/k2ZthHta_bY/s1600/Torta%2Bal%2Bformaggio%2Bfresco.jpg" alt="torta al formaggio" width="550" style="border: 0px;"><br><br><strong>INGREDIENTI per la TORTA DOLCE</strong></p>
<p>6 UOVA GRANDI, <br>150 GRAMMI UVETTA,<br> 150 CANDIDATI MISTI, <br>225 GRAMMI DI BURRO, <br>1 LIMONE GRANDE , <br>1 ARANCIA GRANDE, <br>350 GRAMMI DI ZUCCHERO, <br>150 GRAMMI DI LIEVITO DI BIRRA, <br>1 BICCHIERE GRANDE DI LATTE, <br>1 KG FARINA 00, <br>500 GRAMMI DI FARINA MANITOBA, <br>2 BUSTINE VANIGLIA, <br>1 PIZZICO DI SALE</p>
<p><strong>PREPARAZIONE</strong> <br>Battere le uova con lo zucchero, sciogliere il lievito nel latte tiepido e il burro a bagnomaria, fare la fontana con la farina sull'asse e mettere tutti gli ingredienti. L'impasto ottenuto deve essere molto lavorato. Imburrare e in farinare 2 stampi per torte. Riempire per circa 1/3 della tortiera e far lievitare in un luogo caldo per 3 ore. Spennellare con uovo sbattuto e infornare a 180&deg; forno statico per 50 minuti.</p>
<p>Ps: grattugiare la buccia dell'arancio e del limore e poi aggiungerla al composto insieme a tutti gli altri ingredienti.</p>
<hr>
<p><strong>INGREDIENTI per la TORTA SALATA</strong></p>
<p>6 UOVA GRANDI, <br>700 GRAMMI DI FARINA 00 E MANITOBA, <br>SALE E PEPE QUANTO BASTA, <br>100 GRAMMI LIEVITO DI BIRRA, <br>1 CARTINA PER TORTE SALATE, <br>125 GRAMMI DI BURRO, <br>150 GRAMMI DI PECORINO, <br>150 GRAMMI DI PARMIGIANO <br>1 BICCHIERE DI LATTE.</p>
<p>Battere le uova con sale e pepe e mettere un cucchio di zucchero, sciogliere il lievito nel latte tiepido e il burro a bagnomaria, fare la fontana con la farina sull'asse e mettere tutti gli ingredienti. L'impasto ottenuto deve essere molto lavorato. Imburrare e in farinare 2 stampi per torte. Riempire per circa 1/3 della tortiera e far lievitare in un luogo caldo per 3 ore. Spennellare con uovo sbattuto e infornare a 180&deg; forno statico per 50 minuti.</p>
<p>Ps: grattuggiare la buccia d'arancio o del limore e aggiungerla al composto insieme a tutti gli altri ingredienti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/17680/la-salvia</guid>
	<pubDate>Tue, 23 Feb 2016 08:18:37 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/17680/la-salvia</link>
	<title><![CDATA[La SALVIA]]></title>
	<description><![CDATA[<p><br>La&nbsp; salvia, appartenente alla famiglia delle&nbsp; <strong>Labiatae</strong>, si presenta come un arbusto sempre verde: ha un fusto eretto, che pu&ograve; raggiungere al massimo<strong> 70 cm e le foglie hanno una caratteristica forma</strong> (<em>sembrano piccole lance, lunghe e abbastanza affusolate</em>) e si presentano piuttosto spesse e dure. I fiori della salvia, di un colore che va dal blu al viola, compaiono generalmente in primavera, prediligendo il sole, nonostante sia possibile trovarla anche in climi piuttosto rigidi. Essa si trova generalmente nelle zone mediterranee e negli orti coltivati mentre &egrave; molto difficile riconoscerla allo stato selvatico.<strong> Il suo &ldquo;ciclo&rdquo; dura circa 5 anni</strong>, trascorsi i quali va piantata di nuovo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.cavernacosmica.com/wp-content/uploads/2014/06/salvia.jpg" alt="la salvia utilizzi" width="414" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La pianta &egrave; conosciuta fin dall&rsquo;antichit&agrave; per le sue propriet&agrave; salutari, ci&ograve; che spiega il suo nome, proveniente da &ldquo;salvus&rdquo; che significa appunto &ldquo;sano&rdquo;. I Galli, in particolare, ritenevano che la salvia avesse la capacit&agrave; di guarire tutte le malattie e che agisse efficacemente da &ldquo;deterrente&rdquo; contro febbre e tosse. Alcuni addirittura credevano che avesse il potere di resuscitare i morti e per questo veniva anche utilizzata nella preparazione di riti magici. I Romani la consideravano una pianta sacra tanto che esisteva un vero e proprio rito per la raccolta (che spettava a pochi eletti), i quali dovevano addirittura indossare un abbigliamento particolare dopo aver compiuto sacrifici. I cinesi ritenevano che la salvia fosse in grado di &ldquo;regalare&rdquo; la longevit&agrave;: nel XVII secolo, un cesto di foglie di salvia veniva scambiata dai mercanti olandesi con tre cesti di t&egrave;. Nella medicina popolare, gi&agrave; nel Medioevo, veniva usata come cicatrizzante sulle ferite e piaghe difficili da rimarginare.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Metodo di conservazione&nbsp; </strong><br><br>&nbsp; La salvia &egrave; una pianta aromatica e il suo principio attivo si ricava dalle foglie, le quali vengono raccolte nei mesi primaverili ed estivi, visto che questa pianta predilige i climi caldi, mentre si lascia riposare in inverno. Le infiorescenze vengono messe ad essiccare in luoghi ombrosi e conservate in sacchetti di tela o carta. Per conservare bene le foglie fresche, bisogna invece riporle in piccoli vasi di vetro al riparo della luce.<span style="font-size: 12.8px;">&nbsp;</span></p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.macrolibrarsi.it/data/cop/lightbox/s/salvia-essiccata-al-sole-bio-85097-1.jpg?1410429308" alt="salvia secca" width="550" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<hr>
<p><strong>I componenti della salvia&nbsp; </strong><br><br>La salvia contiene olio essenziale, ricco di alfa e beta thujone, alfa e beta pinene, acetato di linalile, cineolo, borneolo, acetato di bornile, canfora, acido ursolico, acido oleanolico, saponosidi, acido fumarico, acido clorogenico, caffeico, rosmarinico, glicerico, salvina, enzimi, perossidasi, ossidoreduttasi, vitamina B1 e C, resine e sostanze estrogene. Anche i flavonoidi sono presenti nella pianta cos&igrave; come i glucosidi del luteolo e dell&rsquo;apigenolo. L&rsquo;olio essenziale di salvia possiede un&rsquo;alta percentuale di tujoni e chetoni ad azione neurotossica e va usato per via interna solo su prescrizione del medico.</p>
<hr>
<p><strong>Le propriet&agrave; terapeutiche della salvia&nbsp; </strong><br><br>&nbsp; Della salvia sono particolarmente note le sue propriet&agrave; antinfiammatorie, balsamiche, digestive ed espettoranti. Essa inoltre &egrave; in grado di curare le sindromi mestruali dolorose e i disturbi della&nbsp; menopausa&nbsp; (in particolare quel fastidioso disturbo chiamato &ldquo;caldane&rdquo;: per questo viene anche chiamata &ldquo;estrogeno naturale&rdquo;). Offre una buona risposta contro la ritenzione idrica, gli edemi, i reumatismi e le emicranie ed &egrave; anche indicata nelle&nbsp; gengiviti&nbsp; e gli ascessi. &Egrave; un &ldquo;deterrente&rdquo; del diabete e accelera il processo di cicatrizzazione dopo una ferita.</p>
<hr>
<p><strong>Le propriet&agrave; mediche della salvia</strong>&nbsp; <br><br>La salvia &egrave; uno stimolante dell&rsquo;organismo, &egrave; di aiuto durante il ciclo mestruale e combatte gli stati di astenia e depressione. &Egrave; particolarmente indicata in caso di esaurimento fisico o intellettuale, ma non solo: &egrave; molto benefica per il cervello e aiuta la memoria. Alcuni antichi medici cinesi la utilizzavano anche per curare l&rsquo;insonnia. &Egrave; anche un gastroprotettore poich&eacute; ha un&rsquo;azione antispasmodica ed &egrave; utile nel&nbsp; diabete&nbsp; perch&eacute; riduce la glicemia. Viene riconosciuta alla pianta anche un&rsquo;azione estrogena che agisce efficacemente come anti&ndash;sudore. Spesso viene anche utilizzata come rimedio per digerire e, se conservata opportunamente, &ldquo;salva&rdquo; i cibi dal deperimento.</p>
<hr>
<p><strong>La salvia in cosmesi&nbsp; </strong><br><br>&nbsp; Molti dentifrici sono a base di salvia; in assenza del prodotto preparato si possono semplicemente strofinare i denti con una foglia fresca per ottenere un effetto sbiancante. Un infuso di salvia consente di restituire ai capelli il colore scuro e le lozioni preparate con la salvia detergono la pelle. Per preparare un tonico astringente alla salvia sono necessari 4 cucchiai di salvia essiccata e di alcool etilico, un pizzico di borace, 3 cucchiai di amamelide e 10 gocce di glicerina. Dopo aver fatto macerare la salvia nell'alcool per due settimane, si deve filtrare la sostanza ottenuta, sciogliere il borace nell'amamelide e aggiungervi l'alcool. Dopodich&eacute; si unisce la glicerina e si travasa il tutto in una bottiglia con tappo sotto vuoto. Prima di usare il preparato, sar&agrave; bene agitare il contenitore.&nbsp;</p>
<p><strong>&nbsp; Brevi e utili consigli&nbsp; </strong><br><br>La salvia &egrave; controindicata per chi soffre di patologie nervose e va consumata con cautela da parte delle donne nel periodo di allattamento; inoltre occorre fare molta attenzione nel non farla entrare in contatto con recipienti di ferro. Da ricordare anche che l&rsquo;olio essenziale risulta tossico per il sistema nervoso e pu&ograve; causare&nbsp; crisi epilettiche&nbsp; anche in piccolissime dosi. Come tisana, si pu&ograve; utilizzare solo per brevi periodi.</p>
<hr>
<p><strong>In cucina&nbsp; </strong><br><br>Le foglie della salvia vengono utilizzate in cucina fresche o essiccate per insaporire i cibi, dai primi piatti ai secondi di carne e pesce e persino nelle torte salate. Si pu&ograve; anche preparare un&rsquo;<strong>ottima bevanda</strong> per restituire forza ad una persona convalescente: fare macerare per otto giorni <strong>100gr.</strong> di foglie e fiori essiccati in un litro di vino e bere un bicchierino dopo i pasti. Il fumo di salvia elimina odori di cucina e di animali. Per realizzare ottime frittelle alla salvia, preparare una ventina di foglie di salvia grosse, <strong>200gr</strong>. di farina, acqua minerale fredda, sale e olio. Mescolare la <strong>pastella</strong> con la farina, l'acqua e poco sale. Lavare e asciugare delle foglie di salvia e quando l'olio &egrave; caldo, intingere le foglie nella pastella e friggerle. Sgocciolarle sulla carta assorbente e spolverare di sale. Servirle calde e fragranti accompagnate da vino bianco secco e fresco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35283/fritole-di-carnevale</guid>
	<pubDate>Tue, 02 Feb 2016 09:17:45 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35283/fritole-di-carnevale</link>
	<title><![CDATA[Fritole di carnevale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Fritole di carnevale</strong></p>
<p>Le origini di queste frittelle veneziane risalgono al rinascimento quando per la loro popolarit&agrave; divennero addirittura &ldquo;dolce nazionale dello Stato Veneto&rdquo;.</p>
<p><img src="https://static.buttalapasta.it/r/845X0/www.buttalapasta.it/img/Fritole-con-bimby.jpg" alt="fritole di carnevale" width="600" style="border: 0; border: 0px;"><br><br><span style="text-decoration: underline;">Ingredienti:</span> <br><br>&bull; 500 g di farina<br>&bull; 40 g di lievito di birra<br>&bull; 1/2 bicchiere d&rsquo;acqua tiepida<br>&bull; 50 g di zucchero vanigliato<br>&bull; 50 g di pinoli<br>&bull; 100 g di uvette<br>&bull; 50 g di cedro candito<br>&bull; 2 bicchierini di rum<br>&bull; 1 limone<br>&bull; cannella in polvere<br>&bull; zucchero a velo<br>&bull; olio<br>&bull; sale</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Procedimento:</span><br><br>Lasciate a bagno le uvette nel rum. Mettete la farina in una larga ciotola, aggiungete il lievito sciolto nell&rsquo;acqua tiepida, mescolate bene. Unite lo zucchero, il sale, la buccia grattugiata del limone, i pinoli, le uvette con il loro liquore, il cedro tritato, un pizzico di cannella. Lavorate a lungo il composto e lasciatelo lievitare coperto per circa quattro ore.</p>
<p>Lavorate di nuovo la pastella aggiungendo, se occorre, altra acqua o latte per ottenere una consistenza pi&ugrave; fluida.</p>
<p>Friggete la pastella a cucchiaiate nell&rsquo;olio bollente, sgocciolate le fr&igrave;tole, asciugatele su carta assorbente, spolverizzatele con lo zucchero a velo. </p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/18810/le-10-regole-doro-per-preparare-cibi-salutari</guid>
	<pubDate>Sun, 27 Dec 2015 08:59:24 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/18810/le-10-regole-doro-per-preparare-cibi-salutari</link>
	<title><![CDATA[Le 10 regole d'oro, per preparare cibi salutari]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>1. Scegliete alimenti trattati opportunamente.</strong> <br> Molti alimenti, come frutta e verdura, sono preferibili consumarli allo stato naturale, mentre altri &egrave; meglio solo dopo un adeguato trattamento. Per esempio, &egrave; importante scegliere sempre il latte pastorizzato al posto di quello crudo. Potendo scegliete il pollame fresco o congelato trattato per irradiazione. Indistintamente si consiglia comunque un accurato lavaggio per gli alimenti, come frutta e verdura, da consumare crudi. Quando acquistate, ricordate che la trasformazione di prodotti alimentari &egrave; stata ideata e sviluppata per aumentarne la sicurezza e per prolungarne la durata da un punto di vista salutare.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://annalisalomonaco.com/wp-content/uploads/2012/05/Cuore-vegetale.jpg" alt="image" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br> <strong>2. Cuocere gli alimenti completamente </strong><br> Molti alimenti crudi, come il pollame, le carni, le uova ed il latte non pastorizzato, possono essere contaminati con organismi patogeni che possono essere causa di malattie per l'organismo umano. Per garantire sicuramente la scomparsa dei germi patogeni &egrave; necessario cuocere bene gli alimenti e assicurarsi che ogni parte del cibo raggiunga la temperatura di almeno 70&deg;C. Nel caso del pollo se si nota che &egrave; ancora crudo vicino all'osso, allora deve essere rimesso nel forno fino alla completa cottura. Le carni, il pesce ed il pollame congelato devono comunque essere opportunamente scongelati prima della cottura.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p><strong>3. Mangiare i cibi cotti immediatamente </strong><br> Quando i cibi cotti raffreddano, i microbi eventualmente sopravissuti incominciano a proliferare, per cui per sicurezza &egrave; sempre meglio consumare gli alimenti appena cotti.</p>
<p><strong>4. Conservare i cibi cotti attentamente </strong><br> Se si prepara del cibo non per l'immediato consumo oppure si vuole mettere da parte gli avanzi &egrave; necessario conservare il prodotto a caldo, con temperatura uguale o superiore ai 60&deg;C, o a freddo, intorno o sotto ai 10&deg;C. Questa regola &egrave; molto importante se li si vuole tenere per periodi superiori alle 4 - 5 ore.<br> E' inoltre una buona norma non conservare mai alimenti per l'infanzia.<br> Un errore comune, responsabile d'innumerevoli casi di malattia da alimenti contaminati, &egrave; quello di usare contenitori molto capienti per conservare in frigo cibo appena cotto poich&egrave; l'alimento non pu&ograve; raffreddarsi rapidamente fino al centro come invece dovrebbe. Infatti,quando anche solo una parte del cibo (quella al centro) rimane calda cio&egrave; supera i 10&deg;C per troppo tempo, i microbi incominciano a proliferare rapidamente fino a livelli che potrebbero essere causa di malattia.</p>
<p><strong>5. Riscaldare completamente gli alimenti gi&agrave; cotti </strong><br> Riscaldare a fondo gli alimenti &egrave; la miglior protezione contro i microbi che possono essersi sviluppati durante la conservazione (la conservazione adeguata rallenta lo sviluppo microbico ma non uccide gli organismi). Ripetiamo che la completa ri-cottura vuol dire far raggiungere a tutte le parti dell'alimento almeno i 70&deg;C.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="https://www.salute24.ilsole24ore.com/images/cache/14878/photogallery/03.jpg?1358916102" alt="pranzo salutare" width="370" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>6. Evitare il contatto tra alimenti crudi e cotti </strong><br> Cibi cotti ben conservati possono essere contaminati anche attraverso un breve contatto con cibi crudi. Questo tipo di contaminazione definito anche contaminazione crociata pu&ograve; essere diretta, quando l'alimento gi&agrave; cotto entra in contatto con quelli crudi o indiretta quando ad esempio si utilizza un piano di taglio prima per il cibo crudo (pollo) e poi per lo stesso cotto. Lo stesso vale per i coltelli usati per trinciare la carne. In questo modo infatti &egrave; possibile reintrodurre organismi patogeni causa di malattie umane.</p>
<p><br> <strong>7. Lavarsi le mani ripetutamente </strong><br> &Egrave; importante lavarsi ripetutamente le mani prima di cominciare a cucinare e dopo ogni eventuale interruzione, in particolare modo se dovete cambiare il pannolino ad un bambino o se siete stati al bagno. Dopo aver preparato alimenti crudi, in particolare pesce, carne e pollame, bisogna sempre lavarsi le mani prima di toccare un qualsiasi altro alimento. Se avete un'infezione sulla vostra mano, &egrave; meglio bendarla o coprirla prima della manipolazione dell'alimento. Inoltre bisogna ricordarsi che animali domestici come cani, gatti, volatili in genere e particolarmente le tartarughe sono un comune veicolo di agenti patogeni i quali possono facilmente passare dall'animale alle vostre mani e finire poi sugli alimenti che state preparando.</p>
<p><strong>8. Tenere ogni superficie della cucina meticolosamente pulita</strong><br> Poich&eacute; i cibi possono essere facilmente contaminati, tutte le superfici usate per la preparazione dei cibi devono essere tenute completamente pulite. Pensate ad ogni pezzetto di cibo, briciola o goccia come ad una potenziale riserva di germi. Gli abiti che vengono a contatto con piatti e utensili devono essere frequentemente cambiati e devono quindi essere lavati ad alta temperatura prima di riusarli. I panni per la pulitura dei pavimenti devono obbligatoriamente essere tenuti separati da tutti gli altri utensili. Anche questi richiedono frequenti lavaggi .</p>
<p><strong>9. Proteggere i cibi da insetti, roditori ed altri animali </strong><br> Gli animali sono frequentemente portatori di microrganismi patogeni e possono causare malattie di origine alimentare. La miglior protezione &egrave; quella di conservare gli alimenti in contenitori chiusi.</p>
<p><strong>10. Usare acqua potabile</strong><br> L' acqua potabile &egrave; importante nella preparazione degli alimenti quanto nell'alimentazione stessa (bere). Nel dubbio &egrave; meglio bollirla prima di aggiungerla al cibo o nel caso delle bevande di ghiacciarla. Porre estrema attenzione all'acqua usata nella preparazione di cibi per bambini.</p>
<p><br> Ecco una <a rel="nofollow" href="https://www.valori-alimenti.com/nutrizionali/categoria-1700.php">tabella molto esauriente</a> di tutti gli alimenti, corredata di valori nutrizionali e calorie/100gr., di facile consultazione.</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/19550/frittata-di-spaghetti-come-riciclare-gli-avanzi</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 07:14:12 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/19550/frittata-di-spaghetti-come-riciclare-gli-avanzi</link>
	<title><![CDATA[Frittata di spaghetti - come riciclare gli avanzi]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La frittata di spaghetti viene preparata amalgamando uova, formaggio grattugiato, pancetta, prezzemolo tritato, provola e pepe, e versando il composto in una padella contenente degli spaghetti lessati: la cottura avviene, come per una normale frittata, cuocendola da entrambi i lati.</p>
<p><img src="https://www.cucinagenuina.com/wp-content/uploads/2011/06/frittata-di-spaghetti.jpg" alt="frittata di spaghetti" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Coponenti:</strong></p>
<ul>
<li>Olio di oliva extravergine 3-4 cucchiai</li>
<li>Pancetta affumicata a cubetti 50 gr</li>
<li>Parmigiano Reggiano grattugiato 50 gr</li>
<li>Pepe macinato a piacere</li>
<li>Prezzemolo tritato 2 cucchiai</li>
</ul>
<p>Nella frittata di spaghetti, come in qualsiasi frittata, gli ingredienti possono essere sostituiti <span>fantasiosamente &nbsp;</span>a seconda dei gusti!</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/21391/minestra-maritata</guid>
	<pubDate>Thu, 26 Nov 2015 07:45:29 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/21391/minestra-maritata</link>
	<title><![CDATA[Minestra maritata]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ingredienti per 4 persone:</span><br><span>250 ml di brodo</span><br><span>20 g di pecorino</span><br><span>50 g di finocchi selvatici</span><br><span>150 g di sedano</span><br><span>300 g di cicoria</span><br><span>250 g di scarola</span><br><span>50 g di pancetta</span><br><span>olio e.v.o.</span><br><span>sale</span><br><span>pepe</span><br><span><br></span><span></span><span>Tagliare le verdure a pezzetti e lessarle separatamente per poi unirle in una terrina.</span></p>
<p><span></span><img src="https://www.mangiocongusto.it/wp-content/uploads/2011/01/minestra-maritata-300x225.jpg" alt="image" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"><br><span><br></span><span></span><span>Rosolare la pancetta, tagliata a striscioline, in poco olio e, successivamente, passarla su carta assorbente, quindi, unirla al brodo e bollire per 15 minuti.</span><br><span><br></span><span></span><span>Sistemare in una pirofila le verdure, il pecorino e irrorare il tutto con il brodo e la pancetta; far cuocere in forno ben caldo per 20 minuti, poi, servire caldo.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/36342/shish-kebab-con-salsa-allo-yogurt</guid>
	<pubDate>Mon, 23 Nov 2015 17:20:37 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/36342/shish-kebab-con-salsa-allo-yogurt</link>
	<title><![CDATA[Shish kebab con salsa allo yogurt]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Arrostire la carne su uno spiedo &egrave; un rito che si compie da millenni. Che siano souvlaki, spiedini, arrosticini o <strong>shish kebab</strong>, cambia il nome, ma non la sostanza. <strong>Shish significa soltanto spiedino</strong>, niente di strano.</p>
<p><img src="https://www.oliviaskitchen.net/wp-content/uploads/2011/04/shish-kebabs.jpg" alt="shish kebab" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Ingredienti:</strong><br><br>Polpa di agnello 500g<br>Polpa di manzo&nbsp; 300g<br>2 Cipolle<br>1 cucchiaino Coriandolo<br>1 cucchiaino Cannella<br>Olio di oliva extravergine q.b.<br>Sale q.b.<br>Pepe q.b.<br><br>Per la salsa allo yogurt: <br>200 g di yogurt greco, mezzo spicchio d&rsquo;aglio, un mazzetto di menta fresca</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br><br>Prendete la carne di manzo e di agnello e passatela in un tritacarne. Amalgamate la carne tritata con le due cipolle sbucciate e tritate finemente, unite la cannella, il coriandolo, salate e pepate a piacere e lavorate a lungo in modo da ottenere un composto omogeneo.<br><br>Dall'impasto ricavate delle piccole polpette, prendetene quattro o cinque, infilzatele su uno spiedino e cos&igrave; via fino all'esaurimento del vostro composto. Mettete gli spiedini sulla griglia dopo averla unta con dell'olio extravergine di oliva.<br><br>Cuocete gli spiedini per 7-10 minuti rigirandoli pi&ugrave; volte. <br><br>Mentre la carne cuoce, preparate la salsa di accompagnamento: versate lo yogurt in un contenitore, spremete dentro il mezzo spicchio d&rsquo;aglio e un trito di menta fresca, un pizzico di sale e un filo d&rsquo;olio; emulsionate qualche minuto ed eccola pronta.</p>
<p>Serviteli caldi accompagnati con larghe fette di pane in maniera che queste ultime possano assorbire l'eventuale eccesso di grasso.</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10826/il-th-delle-cinque-la-sua-storia</guid>
	<pubDate>Wed, 11 Nov 2015 08:41:22 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10826/il-th-delle-cinque-la-sua-storia</link>
	<title><![CDATA[Il Thè delle Cinque,  La Sua Storia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong style="font-size: 12.8px;">Si beve t&egrave; per dimenticare il chiasso del mondo, ha scritto il saggio cinese Tien Yiheng</strong><span style="font-size: 12.8px;">.</span></p>
<p>Ogni giorno nel mondo, si <strong>bevono miliardi di tazze di t&egrave;</strong>; mentre i passeggeri della <strong>Transiberiana sorseggiano t&egrave; fatto con il </strong><strong>samovar</strong>, gli <strong>aborigeni australiani lo bevono da pentolini anneriti</strong>; <strong>mentre nel Kenya il tradizionale saluto agli ospiti &egrave; Karibu </strong><strong>chai!, ovvero Benvenuti, prendiamo il t&egrave;!</strong>,<strong> in Inghilterra gruppi di lavoro hanno addiritura fatto scioperi per garantirsi l'intervallo da dedicare a questa bevanda.</strong><br> A chi dobbiamo essere grati per questo splendido dono di cui in fondo sappiamo tanto poco?<br> La <strong>pianta del t&egrave;</strong>, la <strong>Camellia sinensis</strong>, &egrave; la discendente coltivata della <strong>camelia selvatica</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si tratta di un sempreverde che, selvatico cresce fino a nove metri di altezza, coltivato viene mantenuto intorno al metro.<br>Preferisce i terreni acidi ed i pendii asciutti, in montagna pu&ograve; crescere fino a 2100 metri di quota ed ha bisogno di ricevere almeno 125 centimetri di pioggia l'anno. <br><strong>E' una pianta molto longeva: alcuni tipi vivono oltre i 100 anni</strong>.<br>La <strong>pianta del t&egrave; </strong>pu&ograve; essere coltivata sulle rive settentrionali del mar Nero come all'Equatore, ma il grosso della produzione mondiale viene dalle regioni che hanno reso famoso le variet&agrave; pi&ugrave; importanti: <strong>India, Cina e Sri Lanka ( Ceylon ).</strong><br>L'Africa, che per ora ne produce solo il 12 %, potrebbe in futuro diventare un forte esportatore di t&egrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Le <strong>due maggiori componenti del t&egrave; sono la caffeina ed il tannino </strong>che, combinate con la <strong>teobromina e la teofilina ( due droghe leggere che non provocano assuefazione ), stimolano il cuore ed il sistema nervoso centrale e riducono l'acidit&agrave; nello stomaco.</strong><br>Il <strong>t&egrave;</strong> contiene anche <strong>fluoro, olii volatili, vitamina B e solo quattro calorie per tazza.</strong><br>Sembra che il <strong>t&egrave; </strong>si sia cominciato a raccogliere in Cina, circa 2.000 anni fa, e abbia raggiunto il Giappone nel VI secolo.<br>In Europa &egrave; arrivato nel 1610, quando alcuni mercanti della <strong>Compagnia Olandese delle Indie Orientali</strong> tornarono da Giava con casse colme di queste foglie.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.paid2write.org/images_articles/5/5/5/JPOP6931/piantagioniturchiacopia.jpg" alt="Il Th&egrave; E La Sua Storia" title="Il Brindisi Delle Cinque, Il Th&egrave; E La Sua Storia" width="500" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In Inghilterra, dove cominciava ad essere servito nei locali londinesi, era terribilmente costoso.<br>Nel XIX secolo, il miglioramento dei trasporti e lo sviluppo delle coltivazioni ne fecero calare il prezzo, il <strong>t&egrave;</strong> soppinat&ograve; il<strong>caff&egrave;</strong> e divenne la<strong> bevanda nazionale inglese</strong>.<br>Il t&egrave; giunse nel nuovo mondo quasi quasi nella stessa epoca in cui si afferm&ograve; in Europa, e nel secolo XVII le signore olandesi di New Amsterdam ne servivano diversi tipi, <strong>aromatizzati con zafferano o foglie di pesco.</strong><br>L'America diede tre importanti contributi alla sua diffusione.<br>Uno &egrave; legato al mondo dei trasporti: <strong>il progetto e la costruzione della goletta</strong>.<br>Gli inglesi la impiegarono subito per il commercio con la Cina e presto innondarono il<strong> mercato di t&egrave; a prezzi ragionevoli.</strong><br>Poi venne<strong> la bustina</strong>, creazione del <strong>commerciante nuovaiorchese di t&egrave; Thomas Sullivan.</strong><br>Presto i suoi clienti si entusiasmarono al sistema di intingere nell'acqua bollente i suoi campioni.<br>La terza, nello stesso anno,<strong> Richard Blechynden temendo di non suscitare l'interesse delle folle accaldate alla Fiera di St. Louis, pens&ograve; di versare il fumante t&egrave; su pezzi di ghiaccio: aveva inventato il t&egrave; freddo.</strong><br><strong>Il</strong> <strong>t&egrave; &egrave; particolarmente sensibile all'ambiente in cui cresce.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://scienceofthetime.com/wp-content/blogs.dir/2/files/2012/11/pickwick-commercial.jpg" alt="Il the Delle Cinque, tradizione inglese" title="Il Brindisi Delle Cinque, Il Th&egrave; E La Sua Storia" width="500" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il <strong>t&egrave; cinese Lapsang Souchong</strong> deve molto del suo <strong>aroma affumicato al terreno della provincia cinese del Fukien</strong>, mentre i <strong>Darjeeling indiani ricevono il gusto di frutta dal terreno e dal clima delle pendici Himalayane</strong>.<br>Per fare poi un<strong> t&egrave; al gelsomino </strong>non &egrave; necessario mescolarlo con i fiori di questa pianta; <strong>&egrave; sufficente che le foglie stiano vicino ai fiori di gelsomino appena per qualche giorno.</strong><br>Durante i <strong>cinque o sei periodi annuali di raccolta del t&egrave;</strong> nelle grandi piantagioni asiatiche,<strong> i raccoglitori tolgono</strong><strong>delicatamente il germoglio e le due foglie in cima alla pianta </strong>e li lasciano cadere nella cesta alle loro spalle.<br>Poi le foglie vengono lasciate seccare, lavorate e confezionate.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>La maggior parte delle trattative del commercio del t&egrave; si svolgono a Londra</strong>.<br>Da <strong>Twining</strong> un <strong>assaggiatore veterano </strong>&egrave; in grado di dirvi <strong>esattamente da che piantagione proviene il t&egrave;,</strong> <strong>e perfino in che stagione &egrave; stato raccolto.</strong><br>Consigli di<strong> Sam Twining</strong> per un buon t&egrave;: <strong>conservare il t&egrave; in un contenitore a chiusura ermetica; usare sempre acqua fresca e farle sfiorare l'ebollizione; preriscaldare la teiera, possibilmente di porcellana o di terracotta.</strong><br><strong>Lasciare il t&egrave; in infusione da tre a sette minuti, a seconda che si usi t&egrave; a foglie piccole o grandi; se si adopera un colino, per evitare di contaminare il gusto del t&egrave;, &egrave; meglio usarne uno di acciaio inossidabile.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong></strong>Per quanto riguarda il t&egrave; in bustina, gli assaggiatori concordano col sostenere che si pu&ograve; fare un'ottima tazza di t&egrave; anche con la bustina, a patto che si scelgano le migliori qualit&agrave; di t&egrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/20943/filetti-di-trota-alle-mandorle</guid>
	<pubDate>Mon, 26 Oct 2015 19:04:39 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/20943/filetti-di-trota-alle-mandorle</link>
	<title><![CDATA[Filetti di trota alle mandorle]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>INGREDIENTI per 6 persone</strong></p>
<p><strong></strong>-&nbsp;6 filetti di trota<br>-&nbsp;150 gr di mandorle<br>- 1 e 1/2&nbsp;bicchiere di vino bianco<br>-&nbsp;100 gr di burro<br>-&nbsp;150 gr di panna liquida<br>- 1/2 kg di patate<br>- Un pizzico di paprika<br>- Sale q.b.</p>
<p><br><strong>PREPARAZIONE</strong><br>Pelare e tagliare le patate a quarti e cuocere per 15 minuti. Cuocere i filetti di trota in acqua salata per 10 minuti.</p>
<p><img src="https://www.troticolturacherubini.it/wp-content/uploads/2014/06/trotamandorle.jpg" alt="trota alle mandorle" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">In un tegame rosolare le mandorle con il burro, aggiungere il vino bianco e quindi la panna per ottenere la crema alle mandorle. </span><strong style="font-size: 12.8px;">Cuocere a fuoco vivo per 3 minuti.</strong></p>
<p><strong style="font-size: 12.8px;"><img src="https://icelandichotel.files.wordpress.com/2011/01/img00144-20110104-1310.jpg" alt="trota alle mandorle preparazione" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></strong></p>
<p>Disporre in un piatto i filetti di trota con attorno le patate. Versare sopra la crema alle mandorle. Spolverare con un pizzico di paprika.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/36027/pizza-con-pancetta-e-stracchino</guid>
	<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 08:28:20 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/36027/pizza-con-pancetta-e-stracchino</link>
	<title><![CDATA[Pizza con pancetta e stracchino]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come preparare la pizza Pancetta e Stracchino</p>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; base (impasto) per pizza&nbsp;</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 120 g di stracchino</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 100 g di pancetta arrotolata a fette sottili</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 filo di olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<div style="text-align: center;">
<p><img src="https://www.identitagolose.it/public/images/extra/bosco_pizza.jpg" alt="pizza pancetta" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
</div>
<p><br><strong>Procedimento:</strong><br><br>Per preparare la pizza con pancetta e stracchino, iniziate preparando la pasta per la pizza (<a href="https://connectu.it/videos/play/group:16768/36026/pizza-napoletana-fatta-in-casa-impasto-base">la ricetta &egrave; qui</a>) e facendola lievitare il tempo indicato nella ricetta. Ungete leggermente la teglia in modo da stendere l&rsquo;impasto pi&ugrave; facilmente. Usando le mani e mai il mattarello stendete la pasta della pizza su tutta la superficie, usando la punta delle dita; ungete la superficie con un filo di olio.<br><br><br>Cuocete la base della pizza nel forno gi&agrave; caldo a 200&deg; -&nbsp;220&deg; per una ventina di minuti (dipende dal vostro forno), finch&eacute; i bordi non iniziano a dorarsi. Estraetela quindi dal forno e distribuitevi sopra lo stracchino a tocchetti. Copritelo con le fettine di pancetta arrotolata, sovrapponendole leggermente. Rimettete la pizza nel forno e lasciatela cuocere finch&eacute; lo stracchino non si sar&agrave; squagliato e la pancetta non apparir&agrave; leggermente dorata. Estraete la pizza dal forno e lasciatela riposare 5 minuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>