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	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Cerco Lavoro]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/14468/all?offset=10</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42987/dipendente-si-annoia-al-lavoro-fa-causa-allazienda</guid>
	<pubDate>Fri, 03 Jun 2016 10:12:12 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42987/dipendente-si-annoia-al-lavoro-fa-causa-allazienda</link>
	<title><![CDATA[Dipendente si annoia al lavoro, fa causa all'azienda]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Molti di noi hanno una vita frenetica al lavoro e non riescono in molti casi a finire il lavoro, dovendolo riportare al giorno successivo.<br>Questo non &egrave; il caso del&nbsp;<span style="font-size: 12.8px;">francese&nbsp;<span><strong>Frederic Desnard</strong>&nbsp;</span>che ha fatto causa all&rsquo;azienda dove lavora <strong>perch&eacute; si annoia</strong> sul proprio posto lavoro, chiedendo 360.000 euro di danni.</span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><img src="https://si.rosselcdn.net/sites/default/files/imagecache/pagallery_450x300/2016/05/02/2102266250_B978554537Z.1_20160502185336_000_GI06N9H49.1-0.jpg" alt="Frederic Desnard" width="450" height="300" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>L&rsquo;uomo, 44 anni, attualmente impiegato come dirigente in un&rsquo;impresa che produce profumi, dichiara di aver avuto talmente poco da fare, <span>tra il 2010 e il 2014</span>&nbsp;da annoiarsi a tal punto da aver &nbsp;sviluppato una forma di depressione poich&egrave; a sua detta &ldquo;<span style="text-decoration: underline;">si vergognava ad essere pagato per non fare niente</span>&rdquo;. La situazione gli avrebbe causato persino un attacco epilettico che lo ha costretto a stare casa per alcuni mesi, e grazie a questa assenza il datore di lavoro, avrebbe sfruttato l'occasione per lasciarlo definitivamente a casa.</p>
<p>Per quanto la cuasa si presenti piuttosto insolita, a causa del motivo per cui &egrave; stata intentata, (la Noia) &egrave; possibile, che il nostro abbia delle possibilit&agrave; di avere successo, poich&egrave; potrebbe persino esserci stata una qualche forma di mobbing ai danni dell&rsquo;uomo, al fine di ostracizzarlo e &nbsp;quendi spingerlo a dare le dimmissioni.</p>
<p>Purtroppo (per lui), la prima volta che il Desnard ha tentato di far valere le sue ragioni in tribunale, le prove a suo carico erano veramente molto scarse, tanto da essere condannato a pagare 1.000 euro di danni all&rsquo;ex-datore di lavoro <span>per averlo diffamato</span>.</p>
<p>Il tutto ora &egrave; tornato in mano agli avvocati, che affermano di avere preparato la causa molto meglio e di avere prove schiaccianti del torto subito dal <span>Desnard</span>.</p>
<p>L&rsquo;azienda per cui lavorava rigetta le accuse e controbatte. &ldquo;<em>Se non aveva niente da fare, perch&eacute; non lo ha mai detto in tutti questi anni</em>?&rdquo;, un dirigente aggiunge: &ldquo;<em>E se non vi era fare nulla, perch&eacute; l&rsquo;azienda lo avrebbe dovute tenere</em>&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.youtube.com/watch?v=141c6DdRyAc" target="_self" title="Francese si annoia al lavoro e fa causa all'azienda">Guarda il Videe di <span>Frederic Desnard</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42762/grazie-a-voi</guid>
	<pubDate>Sat, 14 May 2016 07:23:27 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42762/grazie-a-voi</link>
	<title><![CDATA[Grazie a Voi]]></title>
	<description><![CDATA[<h3>Ad avermi buttato in mezzo a una strada, a 50 anni,<br>non &egrave; stato uno zingaro e nemmeno un africano. &Egrave; stato De Benedetti.&nbsp;</h3>
<p><span style="font-size: 12.8px;"><img src="https://connectu.it/photos/thumbnail/42763/large/" alt="Statue lavoro" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>A far di me un peso morto &egrave; stata la Fornero. <br>A fingere di proteggermi intanto che si facevano i cazzi loro, non sono stati gli extracomunitari, ma i sindacati.<br>A prendermi per il culo dicendo una cosa e facendo l'opposto, &egrave; Renzi, non i rumeni. <br>A stravolgere la nostra Costituzione anzich&egrave; imporne il rispetto, &egrave; il parlamento italiano, non quello tunisino.<br>A distruggere sanit&agrave; e istruzione, sono stati i governi italiani eletti da italiani, non i rom. <br>A vessare con metodi medioevali chiunque provi a campare con il poco che racimola, sono funzionari italiani, non libici.<br>A vendere o spostare verso altre nazioni tutte le principali aziende italiane, non sono stati i marocchini, ma Marchionne, Tronchetti Provera e quelli come loro. <br>A spingere al suicidio qualche centinaio di poveri cristi, sono stati i governanti italiani, non i profughi. <br>A sfruttare ogni disgrazia per guadagnarci milionate e distribuendo briciole, sono le grandi cooperative italiane, non quelle serbe.<br>Quando mi avanzer&agrave; abbastanza odio per persone provenienti da altre parti del mondo, forse sposter&ograve; il tiro. Per ora mi accontento di riversarlo interamente ai personaggi di cui sopra, miei connazionali e, piuttosto che altri, preferirei fossero loro a trovarsi finalmente nella condizione di dover salire su dei barconi per scappare. <br><strong>Scappare da qui.</strong></p>
<p>Michele Monteleone, ex operaio Olivetti</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42378/sei-un-ritardatario-i-10-errori-da-evitare-nei-primi-dieci-minuti-di-lavoro</guid>
	<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 08:50:48 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42378/sei-un-ritardatario-i-10-errori-da-evitare-nei-primi-dieci-minuti-di-lavoro</link>
	<title><![CDATA[Sei un RITARDATARIO ? I 10 errori da evitare nei primi dieci minuti di lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Arrivare sul posto di lavoro e iniziare la giornata con un buon caff&egrave; bollente vicino alla scrivania la prassi mattutina per molti impiegati italiani.<br> Ma risulta essere anche il peggiore dei modi per affrontare la giornata lavorativa. I primi dieci minuti appena arrivati sul posto di lavoro spesso rivelano quanto succeder&agrave; nelle otto ore successive, principalmente in termini di produttivit&agrave;. Ad affermarlo &egrave; il giornale 'The Independent' che ha catalogato i 10 errori &nbsp;pi&ugrave; comuni commessi dall'impiegato medio, nei primi 10 minuti di lavoro.</p>
<p><img src="https://www.post-gazette.com/image/2015/06/11/ca23,12,2122,1411/20150614hoWorkzone.jpg" alt="gli errori da evitare sul lavoro" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>1. <strong>Arrivare in ritardo</strong>. Essere poco puntuali potrebbe mettere a repentaglio la giornata lavorativa ancor prima che inizi. Un recente studio della University of Washington's Foster School of Business ha evidenziato che i capi tendono a giudicare i dipendenti che arrivano in ritardo poco coscienziosi e a valutare diversamente le loro prestazioni anche se per recuperare escono dall'ufficio pi&ugrave; tardi.</p>
<p>2. <strong>Non dare il Buongiorno ai colleghi</strong>. Conversare un po' con i colleghi permette di creare un ambiente piacevole per se stessi e per le persone con le quali si lavora. "Se sei il capo e non saluti mai la tua squadra - afferma Lynn Taylor, esperto delle dinamiche sul posto di lavoro - la tua apparente incapacit&agrave; di comunicazione pu&ograve; minare le tue competenze professionali". Anche se non siete un capo, rimanere seduti in silenzio alla vostra scrivania pu&ograve; farvi apparire meno disponibili agli occhi dei colleghi.</p>
<p>3. <strong>Mettersi a bere il caff&egrave;</strong>. Se non siete tra quelli che bevono il caff&egrave; appena svegli, probabilmente lo prendete appena arrivati in ufficio. Ma alcune ricerche suggeriscono che l'ora migliore in cui bere caff&egrave; sia alle 9.30. Questo perch&eacute; il cortisolo, definito 'ormone dello stress', che regola l'energia nell'organismo raggiunge il picco tra le 8 e le 9 del mattino. Quando si assume caff&egrave; in questo orario il corpo inizia a produrre meno cortisolo e a dipendere dalla caffeina. Quando, alle 9.30 i livelli di cortisolo iniziano ad abbassarsi, bere caff&egrave; pu&ograve; rivelarsi utile per essere pi&ugrave; produttivi.</p>
<p>4. <strong>Rispondere subito a tonnellate di email</strong>. Una volta seduti alla scrivania, si ha la tentazione di tuffarsi subito nel flusso di email ricevute durante la notte. Ma secondo gli esperti i primi 10 minuti al lavoro dovrebbero essere spesi per leggere le mail. Ci&ograve; permette di valutare se c'&egrave; qualcosa di urgente a cui rispondere subito o se pu&ograve; aspettare.</p>
<p>5. <strong>Buttarsi a capofitto nel lavoro senza avere uno schema mentale definito.&nbsp;</strong>Prima di cominciare a lavorare &egrave; sempre meglio avere un'idea di come organizzare la giornata, ad esempio scrivere una lista delle priorit&agrave; e delle cose da fare. E' consigliabile anche controllare il calendario per verificare eventuali eventi programmati in precedenza, cos&igrave; come telefonate e conferenze.</p>
<p>6. <strong>Liberarsi dei compiti pi&ugrave; semplici per primi</strong>. Secondo gli esperti l'energia e la concentrazione tendono ad allentarsi man mano che la giornata avanza. Ecco perch&eacute; risulta cruciale svolgere i compiti pi&ugrave; importanti il prima possibile e lasciare le questioni pi&ugrave; semplici per ultime.</p>
<p>7. <strong>Essere&nbsp;Multitasking</strong>. Avere molte energie la mattina pu&ograve; farvi sembrare capaci di fare un milione di cose nello stesso momento. Ma essere multitasking pu&ograve; pesare sulla qualit&agrave; del lavoro e quindi &egrave; sempre meglio fare una cosa alla volta.</p>
<p>8. <strong>Avere sempre pensieri negativi</strong>. Se prima di arrivare a lavoro avete avuto problemi con il vicino in metro o una discussione con il vostro partner non fatevi distrarre da questi episodi e metteteli in una 'scatola separata', come suggeriscono gli esperti. Se necessario, potrete sempre tornarci su dopo il lavoro.</p>
<p>9. <strong>Fare una riunione</strong>. Le riunioni al mattino potrebbero rivelarsi una grande perdita delle proprie risorse cognitive. Secondo Laura Vaderkam, autrice del libro 'Cosa fanno le persone di successo prima di colazione', la mattina dovrebbe essere dedicata ai compiti che richiedono una concentrazione maggiore, come scrivere.</p>
<p>10. <strong>Non avere una routine stabile</strong>. Secondo gli scienziati le risorse cognitive che abbiamo sono limitate, quindi &egrave; meglio usarle in modo saggio. Se si passano i primi minuti del giorno a decidere se bere il caff&egrave;, rispondere a tutte le email o tuffarsi in un progetto si avr&agrave; meno energia mentale per sedersi e lavorare su quel progetto. Attenersi a una routine fa s&igrave; che il cervello attivi una specie di 'pilota automatico' cos&igrave; da poter usare tranquillamente la propria energia mentale.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42311/per-lavorare-meglio-essere-incompetenti</guid>
	<pubDate>Sat, 02 Apr 2016 12:00:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42311/per-lavorare-meglio-essere-incompetenti</link>
	<title><![CDATA[Per Lavorare meglio essere incompetenti]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Il lavoro? Questione di paradossi. <br>E' la tesi fatta emergere da Angelo Pasquarella, esperto del mondo del lavoro, secondo cui "<em>pi&ugrave; si &egrave; incompetenti e pi&ugrave; si viene pagati e se si vuole lavorare &egrave; meglio non andare in ufficio</em>".</p>
<p>"<em>L&rsquo;attuale attivit&agrave; d&rsquo;ufficio spesso non consiste in volumi di lavori di massa caratterizzati da semplicit&agrave; e ripetitivit&agrave;. Queste attivit&agrave; vengono sempre pi&ugrave; date in outsourcing a piccole imprese di servizi. Le imprese trattengono per s&eacute; i lavori pi&ugrave; difficili da esternalizzare in quanto a maggior contenuto professionale. Ne consegue che le prestazioni richieste all&rsquo;operatore consistono maggiormente nella soluzione di problemi che nell&rsquo;applicazione di procedure ripetitive</em>".</p>
<p>La realt&agrave; &egrave; che: "<em>Qualche volta per migliorare le prestazioni di una struttura proviamo ad immettere un giovane brillante nella speranza che serva da traino in situazioni stagnanti. Quasi mai otteniamo risultati positivi. L&rsquo;intervento da fare &egrave; nei confronti della struttura nel suo insieme. Qualora un dipendente spicchi sugli altri per capacit&agrave; ed efficienza, si realizza una sorta di effetto calamita. E&rsquo; in questi casi che si realizza il paradosso 'carica l&rsquo;asino, finch&eacute; non si adegua</em>'".</p>
<p>"<em>Le capacit&agrave; e l'estro del singolo</em> &lt;afferma Pasquarella&gt; <em>non sopravvivono in <strong>strutture mediocri</strong>. Al contrario, quando il gruppo esprime una media elevata, anche la punta verso il basso tender&agrave; a spingersi verso l&rsquo;alto o a cercare un&rsquo;altra occupazione. Per questo, per migliorare la produttivit&agrave; di un ufficio ad alta intensit&agrave; di conoscenza non serve intervenire sulle punte, ma occorre lavorare sul suo insieme</em>".</p>
<p>A detta degli esperti, per&ograve; esiste anche un paradosso anche sull'incompetenza: "<em>Esiste in molti di noi, una sorta di paradigma attraverso il quale si ritiene che pi&ugrave; tempo ci si mette e pi&ugrave; un problema &egrave; difficile oppure meglio viene svolto. Avere come riferimento il tempo significa accettare concetti come: 'Pi&ugrave; tempo impieghi e pi&ugrave; &egrave; difficile il compito'. Questo messaggio viene letto cos&igrave;: 'Pi&ugrave; tempo impiego e pi&ugrave; viene valorizzato il mio lavoro', oppure 'Che lavoro difficile e complesso sto facendo, la mia competenza non ha prezzo'. E di conseguenza: '<strong>Pi&ugrave; si &egrave; incompetenti e pi&ugrave; si vale</strong></em>'".</p>
<p>"La mentalit&agrave; che ne consegue -aggiunge- <strong>disincentiva l&rsquo;operatore a migliorare</strong> se stesso, a trovare nuovi metodi che rendano pi&ugrave; celere o efficiente l&rsquo;attivit&agrave; (<em>non dimentichiamo che il processo intellettuale non &egrave; industrialmente predefinito ma determinato dall&rsquo;operatore</em>) e, nel lungo periodo, rende questo operatore improduttivo".</p>
<p>"La colpa di ogni inefficienza sar&agrave; attribuita al tempo, sempre troppo poco rispetto alle cose da fare. La soluzione che automaticamente affiora &egrave; che occorrono pi&ugrave; persone che, una volta assunte, non potranno che aumentare l&rsquo;inefficienza dell&rsquo;ufficio".</p>
<p><img src="https://www.impresamia.com/wp-content/uploads/2015/02/manager.jpg" alt="essere incompetenti per trovare lavoro" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p>"L&rsquo;unica soluzione &egrave;, invece, quella -sottolinea- di premiare la competenza invogliando ognuno ad essere pi&ugrave; efficiente e dimostrando che il risultato dell&rsquo;efficienza va anche a suo beneficio. Vi devono, infatti, essere precisi interessi, stimoli e incentivi al miglioramento che impongono lo sganciamento dalla trappola temporale".</p>
<p>"Alcune aziende - ricorda - finiscono con il concordare con i propri dipendenti il tempo per il raggiungimento di un determinato risultato atteso. L&rsquo;efficienza, in questo caso, va anche a vantaggio del dipendente, che potr&agrave; impiegare l&rsquo;eventuale tempo che gli avanza in attivit&agrave; o progetti che lo interessano".</p>
<p>Angelo Pasquarella sostiene, inoltre, che "se si vuole lavorare non bisogna venire in ufficio". "<em>Molte aziende</em> - riferisce - <em>sono recentemente arrivate ad imporre ai propri dipendenti il lavoro a casa per due giorni alla settimana, alleggerendo i costi e costringendo i collaboratori a comportamenti pi&ugrave; autonomi e pianificati. Nonostante ci&ograve;, molte imprese stentano nell&rsquo;adottare atteggiamenti flessibili sull&rsquo;orario: si lavora solo se si &egrave; presenti</em>".</p>
<p>"La presenza -assicura l'esperto- &egrave; necessaria nella produzione di beni materiali, che non possono che essere prodotti in un luogo materiale. Ci portiamo dietro radicati modelli mentali e siamo orientati comunque alla fisicit&agrave; del luogo produttivo, anche come espressione della fatica e delle sofferenze legate all&rsquo;applicazione della gerarchia che, ai nostri occhi, appare giustificare il nostro reddito".</p>
<p>Per questo, conclude, "nel lavoro postindustriale, anche quando non ve ne sarebbe bisogno, siamo istintivamente portati a doverci posizionare in un luogo deputato al lavoro, diverso da quello associato al concetto di riposo: se lavoriamo a casa ci sembra di non aver lavorato".</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/42051/i-veri-dati-sulla-disoccupazione-2016-a-fine-2015</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Mar 2016 08:30:03 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/42051/i-veri-dati-sulla-disoccupazione-2016-a-fine-2015</link>
	<title><![CDATA[I veri dati sulla disoccupazione 2016 - a fine 2015]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">I dati delle rilevazioni trimestrali dell&rsquo;Istat, smentiscono il governo RENZI, gli occupati infatti sarebbero cresciuti nel corso degli ultimi dodici mesi ovvero fino a dicembre 2015 di <strong>184 mila posti di lavoro</strong>, grazie quasi esclusivamente alla crescita dei <strong>dipendenti</strong>, poich&egrave; la realt&agrave; conferma che i <strong>lavoratori autonomi</strong> sarebbero diminuiti di <strong>114 mila unit&agrave;</strong>.</span></p>
<p>Nel calderone dei&nbsp;<strong>298 mila dipendenti</strong> in pi&ugrave;, rispetto all'anno precedente, quelli assunti a tempo <strong>indeterminato</strong> sono 207.000 contro i 91.000 quelli con contratto a termine. <br>Quest&rsquo;ultimi sono un parcentuale rilevante di circa il 14% dei dipendenti (13,8 alla fine del 2014).<br>Delle assunzioni a tempo indeterminato invece, su<span>&nbsp;207 mila&nbsp;</span>, ben 74 mila sono part time.</p>
<p><img src="https://torino.repubblica.it/images/2012/02/09/215458069-c141e9c5-f3cf-4b6e-a6ba-1aa83ebbb369.jpg" alt="disoccupati" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Tra i lavoratori a <strong>tempo indeterminato</strong> si stima che quasi <strong>320 mila</strong> rigurdino in realt&agrave; la cassa integrazione (il 2,2%), che risulta essere in calo rispetto all'anno precedente del 45%, ovvero di 260 mila unit&agrave;.<br>Nel lavoro precario, inteso nella sua accezione pi&ugrave; ampia, ovvero coloro che hanno un contratto a tempo determinato, i lavoratori part-time e quelli in cassa integrazione, tocca pi&ugrave; di <strong>5,4 milioni di persone</strong>, pari al <strong>31,7% dei dipendenti</strong>.</p>
<p>I disoccupati ufficialmente conteggiati dall&rsquo;Istat sarebbero quindi poco meno di <strong>3,1 milioni</strong>, in calo rispetto ad un anno prima di <strong>367 mila unit&agrave;</strong>. <br>Il tasso di disoccupazione scende dal 13,3 all&rsquo;11,9%.</p>
<p>Occorre per&ograve; considerare anche coloro che hanno rinunciato a cercare attivamente un&rsquo;occupazione ma sono disponibili a lavorare, se solo trovassero un'opportunit&agrave;. Si parla di nientemeno che<strong> 3,6 milioni di persone</strong>.</p>
<p>Aggiungendo anche i cassintegrati il tasso di disoccupazione effettivo arriva al 23,7%. Rispetto ad un anno prima abbiamo una diminuzione di 2,3 punti percentuali. Una buona notizia, ma non si pu&ograve; dimenticare che vi sono comunque 6,9 milioni di persone che non hanno un lavoro e dipendono dal sostegno pubblico o dall&rsquo;aiuto di parenti e amici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questi sono i dati REALI</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span>Fonte: dati Istat &ndash;&nbsp;</span><span><a rel="nofollow" href="https://www.rischiocalcolato.it/2016/03/a-fine-2015-la-disoccupazione-effettiva-e-al-237.html" target="_blank">rischio calcolato</a></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10087/alla-cortese-attenzione-di-</guid>
	<pubDate>Thu, 10 Mar 2016 10:02:21 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10087/alla-cortese-attenzione-di-</link>
	<title><![CDATA[Alla Cortese Attenzione di ...]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Mi raccomando</strong>, &egrave; tanto mingherlino - supplica la puerpera rivolta all'infermiera, come se gli altri neonati fossero granatieri. <br>-&nbsp;<strong>Mi raccomando</strong>, professore, &egrave; tanto timido - dir&agrave; anni pi&ugrave; tardi, in difesa del figlio, scadente a scuola. E quando va a soldato <br>-&nbsp;<strong>Mi raccomando</strong>, la maglietta di lana -. Tornato da militare, il giovane telefoner&agrave; all'amico deputato <br>-&nbsp;<strong>Mi raccomando</strong>, mi accontento anche di un posto in banca - Scritta la domanda di assunzione, la spedir&agrave; per lettera raccomandata.</p>
<p>Nell'ora dell'agonia il prete raccoglier&agrave; il suo ultimo respiro recitando -&nbsp;<strong>In manus tuas, Domine, commendo anima eius</strong>-. -&nbsp;<strong>Nelle tue mani, Signore, raccomando la sua anima -.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'italiano nasce, vive muore&nbsp;<strong>raccomandato</strong>. Ci si&nbsp;<strong>raccomanda&nbsp;</strong>anche per le cose pi&ugrave; futili, per ottenere il telefono, un posto in vagone letto, un biglietto allo stadio ecc..<br>Un candidato alla maturit&agrave; classica invoc&ograve; la clemenza dei commissari adducendo un certificato medico: encefalite letargica. Un disoccupato si fece&nbsp;<strong>raccomandare</strong>&nbsp;da un segretario per entrare alla RAI, desiderava fare l'annunciatore. Ammesso al provino, risult&ograve; balbuziente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Al&nbsp;<strong>raccomandante</strong>&nbsp;non interessa tanto sistemare il&nbsp;<strong>raccomandato</strong>, quanto dimostrargli, inviandogli copia della lettera ricevuta dal competente ufficio, di aver fatto tutto il possibile.<br>Il disoccupato metter&agrave; la lettera nel portafoglio, come un santino. Lo aiuter&agrave; a vivere ed a sperare.<br>In base al numero di lettere di&nbsp;<strong>raccomandazione</strong>&nbsp;che la segreteria personale di un<strong>&nbsp;Ministro&nbsp;</strong>riceve &egrave; possibile stabilire anche quanto &egrave; importante il&nbsp;<strong>Ministro</strong>&nbsp;stesso.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://4.bp.blogspot.com/-nGEhZSwteOQ/Tl3vr2yBo5I/AAAAAAAAAe8/G7ZOvcNox_U/s1600/raccomandato.jpg" alt="Alla Cortese Attenzione Di .." title="Alla Cortese Attenzione Di .." width="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Naturalmente le&nbsp;<strong>raccomandazioni&nbsp;</strong>che stanno a cuore non si fanno per lettera. La viva voce del&nbsp;<strong>Potente Personaggio&nbsp;</strong>esercita una suggestione, una pressione che la parola scritta non ha. Bisogna scegliere l'uomo giusto, dell'area giusta, simulando se necessario affinit&agrave; ideologica.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Un altro consiglio per il bisognoso di&nbsp;<strong>raccomandazioni</strong>&nbsp;&egrave; quello di non raccontare mai, al&nbsp;<strong>Potente Personaggio</strong>, la verit&agrave; nuda e semplice. Meglio caricarla di fosche tinte, dire che la famiglia, se non arriva quella concessione, quella pensione ecc. &egrave; sull'orlo della rovina. Inventare qualche zia paralitica a carico. L'intermediario, credendo che gli abbiate detto la verit&agrave;, rincarer&agrave; la dose, raddoppiando il numero delle zie.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Attenzione agli spacciatori di&nbsp;<strong>raccomandazioni false</strong>, bisognerebbe denunciarli per milantato credito.<br>In un paese dove tutti si fanno&nbsp;<strong>raccomandare</strong>, &egrave; come se nessuno fosse&nbsp;<strong>raccomandato</strong>, le commendatizie si annullano a vicenda. E' come se allo stadio, se per vedere meglio la partita, tutti si alzasssero sulla punta dei piedi.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ciononostante il malvezzo resta ed imperversa, la&nbsp;<strong>raccomandazione</strong>&nbsp;&egrave; una grande incubatrice della povert&agrave; delle aree depresse: la miseria, l'insicurezza sociale fanno nascere il bisogno di legarsi a qualcuno, potente o presunto tale.<br>Quando si parla, in generale, dei&nbsp;<strong>sacri principi</strong>, tutti concordano che la legge deve essere uguale per tutti, poi passando al caso pratico ciascuno pensa che, per lui, un'eccezione si pu&ograve; fare.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Siamo&nbsp;<strong>60 milioni di eccezioni,</strong>&nbsp;ma non c'&egrave; proprio nulla da fare per combattere questo malvezzo che, nelle forme degenerate e patologiche , trasforma il semplice biglietto in&nbsp;<strong>bustarella</strong>&nbsp;, e la tangibile riconoscenza in&nbsp;<strong>tangente</strong>?</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.abruzzoindependent.it/img/3bcda8f2aed2c8f1fdea1c020dadcf39/7658.jpg" alt="raccomandati" width="362" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Le cose cominceranno a migliorare forse il giorno in cui la gente capir&agrave; che rispettando le regole del gioco si fa l'interesse generale e, di conseguenza, quello dei singoli.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">E questo un ragionamento troppo astratto? <br>In altra maniera, il padre che supplica per il figlio somaro promosso e sogna di farne un chirurgo, pensi un attimo: se domani dovesse subire un delicato intervento, preferirebbe in sala operatoria un chirurgo laureato a pieni voti od un chirurgo che &egrave; andato avanti negli studi a forza di raccomandazioni?<br>Non vi preocupate,&nbsp;<strong>cambiare gli usi e costum</strong><strong>i di una popolazione</strong>&nbsp;&egrave; la&nbsp;<strong>pi&ugrave; grande utopia esistente al mondo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41461/non-riesci-a-trovare-lavoro-colpa-di-facebook</guid>
	<pubDate>Sat, 23 Jan 2016 08:50:57 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41461/non-riesci-a-trovare-lavoro-colpa-di-facebook</link>
	<title><![CDATA[Non riesci a trovare lavoro ? colpa di Facebook]]></title>
	<description><![CDATA[<p>I datori di lavoro e le agenzie interinali, si s&agrave; sbirciano i profili Facebook, ma pochi sanno che hanno un influenza determinante per una possibile chiamata ad un colloquio.</p>
<p>Ovvero, quanto influisce il tuo profilo personale di Facebook su di un possibile colloquio di lavoro ?</p>
<p>Questo &egrave; l'interrogativo alla base di uno studio fatto in Belgio, che ha preso in considerazione oltre 2.000 candidati con titoli di studio abbastnza alti e &nbsp;molto simili per la candidatura ad uno stesso lavoro.</p>
<p><img src="https://archivio.panorama.it/images/foto/facebook-lavoro/1888609-1/facebook-lavoro_h_partb.jpg" alt="relazione tra profilo facebook e lavoro" width="550" style="border: 0px;"></p>
<p><strong>Ebbene qual'&egrave; il risultato?</strong> <br>Chi ha una foto del profilo che trasmette "<em>stabilit&agrave; emotiva, affidabilit&agrave; e apertura verso gli altri</em>", ha avuto "<strong>quasi un 40% di probabilit&agrave; in pi&ugrave; di essere contattato</strong> per una prima selezione. Questo &egrave; quanto &egrave; emerso dalla ricerca <span>dell'universit&agrave; del Gand al Telegraph,&nbsp;</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41388/curriculum-pieno-di-bla-bla-bla-bravo-assunto</guid>
	<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 08:56:53 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41388/curriculum-pieno-di-bla-bla-bla-bravo-assunto</link>
	<title><![CDATA[Curriculum Pieno di Bla Bla Bla: BRAVO, assunto]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Avete un CV troppo scarno o troppo corto ?<br>vi manca qualche anno lavortivo e non volete fare brutta figura ?<br>ecco la soluzione&nbsp;</p>
<p><img src="https://pbs.twimg.com/media/CYxlMBdWwAMkWcD.jpg" alt="curriculum con bla bla" width="550" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Questa &egrave; la soluzione che ha trovato <span>Julien Chorier</span>, 24enne, giovane laureato in management che incredibilmente <span>&egrave; stato assunto dall'azienda Alumnforce dopo aver inviato il proprio curriculum,&nbsp;</span><span>con tanti &nbsp;'bla bla bla</span>' e poco altro pi&agrave;.</p>
<p>La notizia traperla dalla edizione francese dell'Huffington Post che ha reso noto il bizzarro ma (sembrerebbe) efficace C.V, nel quale le parti superflue sono sostituite dal testo noto in tutto il modo per evitare le ripetizioni.</p>
<p>"<em>Ero stanco di scrivere sempre la stessa cosa e utilizzare la stessa lettera ogni volta che cercavo un lavoro</em>", ha spiegato Julien, laureato con ottimi voti alla Kedge Business School di Bordeaux.</p>
<p>La ricerca del ragazzo era cominciata subito dopo gli studi, ma non aveva avuto successo. Allora ecco l'idea: "<em>Con un amico, siamo giunti alla conclusione che le aziende non sprecano di certo tutto il tempo che hanno a disposizione per leggere ogni singola candidatura</em>".</p>
<p>In basso trovate il link con la pagina Twitter del fortunato e sagace neo assunto</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://twitter.com/JulienChorier" target="_blank" title="Julien Chorier">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/27245/come-affrontare-un-colloquio-di-lavoro</guid>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2015 07:13:14 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/27245/come-affrontare-un-colloquio-di-lavoro</link>
	<title><![CDATA[Come affrontare un colloquio di lavoro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come prepararsi ad un colloquio di lavoro? Quali domande si fanno nei colloqui, di solito, e come fare una buona impressione gi&agrave; dal primo colloquio?</p>
<p>Se siete arrivati al colloquio di selezione, significa che avete gi&agrave; fatto molto di buono. L&rsquo;azienda gi&agrave; ha scelto il vostro curriculum, l&rsquo;ha ritenuto interessante e vi ha contattato per conoscervi meglio. Come comportarsi dunque?</p>
<p>In questa guida affronteremo tutti gli aspetti principali dei vari tipi di colloqui, e vi daremo dei consigli pratici per far s&igrave; che vadano a buon fine. Vedremo le fasi dei colloqui tipo, e vi aiuteremo ad interpretare domande e risposte. Siete pronti?</p>
<h2>Raccomandazioni per un colloquio di lavoro: come vestirsi, come presentarsi?</h2>
<p>Quando devi affrontare il tuo colloquio, ricorda sempre queste semplici regole di base:</p>
<ul>
<li>La sera prima, fai una cena leggera e vai a letto presto. Punta la sveglia con un anticipo sufficiente.</li>
<li>Cura la tua&nbsp;<strong>igiene</strong>&nbsp;personale. Sembra scontato, ma molti non lo fanno. &Egrave; una questione di rispetto. Niente forfora nei capelli, niente rimasugli di cibo tra i denti. Profuma l&rsquo;alito (niente gomme da masticare durante il colloquio!), ed elimina i cattivi odori.</li>
<li>Vestiti in modo consono. Non significa per forza che devi metterti in giacca e cravatta (o tailleur per le donne). Scegli un abbigliamento curato, vestiti puliti, stirati e ordinati.&nbsp;<strong>Come vestirsi</strong>&nbsp;dipende molto dal tipo di azienda: se cura molto le apparenze, scegli un completo formale, ma se sai gi&agrave; che il colloquio sar&agrave; informale, puoi anche presentarti in jeans e maglietta. Non apparire trasandato, ma nemmeno troppo elegante (niente abiti da sera n&egrave; trucco eccessivo).</li>
<li>Porta una copia del tuo&nbsp;curriculum&nbsp;(anche se molto probabilmente ci sar&agrave; gi&agrave; una copia stampata in ufficio, ma non si pu&ograve; mai dire) e assicurati di avere con te&nbsp;<strong>tutti i documenti necessari</strong>. Prepara tutto qualche giorno prima.</li>
<li>Accertati del nome della persona con cui parlerai, e memorizza nome e cognome.</li>
<li>Pianifica il percorso per arrivare da casa al luogo del colloquio, e fai in modo di arrivare&nbsp;<strong>puntuale</strong>. Cerca di anticipare gli imprevisti che potrebbero sorgere, e parti con un po&rsquo; di anticipo. Se qualche problema ti impedisce di arrivare in tempo, avvisa per telefono prima dell&rsquo;ora stabilita.</li>
<li>Evita di farti accompagnare al colloquio da amici o parenti: &egrave; decisamente poco professionale.</li>
<li>Arriva all&rsquo;appuntamento con almeno 5 minuti di anticipo, e fatti annunciare. Sii gentile con la segretaria. Poi mettiti comodo e aspetta (f&agrave; attenzione gi&agrave; da questo momento al tuo atteggiamento:&nbsp;il tuo comportamento in sala d&rsquo;attesa&nbsp;dice molto di te).</li>
<li>Preparati con entusiasmo e presentati con un bel sorriso.&nbsp;<strong>Sii positivo</strong>&nbsp;e propositivo, e fai attenzione a ci&ograve; che succeder&agrave;. Il colloquio &egrave; importante per te cos&igrave; come &egrave; importante il tempo di chi ti sta conoscendo.</li>
<li>Prima del colloquio&nbsp;<strong>spegni il telefonino</strong>&nbsp;(o togli la suoneria). Se hai bisogno di tenerlo acceso per forza (per motivi particolari), avvisa subito le altre persone e spiega loro il perch&eacute;.</li>
<li>Se sei agitato&nbsp;<strong>rilassati</strong>, f&agrave; un bel respiro, chiudi gli occhi e distendi tutti i muscoli. Se sei irrequieto comunque non preoccupartene eccessivamente, sta calmo ma ricorda che l&rsquo;apprensione &egrave; comunque un segno che quel lavoro ti interessa.</li>
</ul>
<p>Bene, abbiamo visto come presentarsi ai colloqui con alcune regole di massima, che andrebbero rispettate un po&rsquo; in tutti i casi: la maggior parte costituiscono semplicemente norme di buon comportamento, mentre altre servono per una buona preparazione psico-fisica.</p>
<p>Adesso, entriamo nel vivo del colloquio, e vediamo come affrontare al meglio questo momento!</p>
<h2>Come comportarsi al colloquio di lavoro</h2>
<ul>
<li><a name="saladattesa" id="saladattesa"></a><strong>In sala di attesa</strong>: spesso l&rsquo;esame di selezione comincia da qui, anche se non tutti ne tengono conto. Prestate attenzione alla posizione in cui siete seduti e a quanto spesso guardate l&rsquo;orologio. Rilassatevi ma non mettetevi troppo comodi, leggete qualcosa di non troppo &ldquo;leggero&rdquo; (tipo L&rsquo;espresso o Il Sole 24 ore), meglio ancora se trovate qualche rivista o pubblicazione inerente al settore in cui opera l&rsquo;azienda.</li>
<li><strong>Saluta e tendi la mano</strong>&nbsp;per primo quando arriva l&rsquo;esaminatore. Dai una bella stretta di mano,&nbsp;<strong>no alle mani flosce</strong>, stringi in modo vitale (ma non&nbsp;<em>troppo</em>&nbsp;energico).</li>
<li><strong>Accomodati</strong>&nbsp;solo dopo che le altre persone si siano sedute, o comunque aspetta che siano loro ad invitarti a sedere.</li>
<li><strong>Stai seduto in maniera composta</strong>, senza accavallare le gambe, le mani fuori dalle tasche, le braccia non incrociate. Meglio se ti inclini un po&rsquo; verso l&rsquo;esaminatore.</li>
<li><strong>Non giocherellare</strong>&nbsp;con capelli, cancelleria, vestiti e oggetti vari, e non agitarti troppo sulla sedia. Guarda negli occhi il tuo interlocutore (ma senza fissarlo). Se ci sono pi&ugrave; persone, guarda quella che sta parlando in quel momento, e quando stai parlando tu, guardali un po&rsquo; per uno.</li>
<li>Fai cenni di assenso o di diniego, mostra con le espressioni del viso che stai seguendo con attenzione il discorso.</li>
<li>Prima di andare via, ringrazia il tuo interlocutore per averti dedicato il suo tempo.</li>
</ul>
<p><a name="cosadire" id="cosadire"></a></p>
<h2>Cosa dire nei colloqui: come rispondere alle domande</h2>
<p>Colloquiare significa parlare, discorrere. Questa &egrave; una parte fondamentale. Ecco quindi qualche consiglio generale per rispondere in modo adeguato alle domande che ti verranno poste. Qui vedremo come rispondere alle domande nel colloquio in senso generale, in seguito parleremo delle&nbsp;domande che vengono poste pi&ugrave; di frequente.</p>
<ul>
<li>Usa un&nbsp;<strong>tono di voce chiaro</strong>&nbsp;quando rispondi. Meglio un tono di voce un po&rsquo; pi&ugrave; alto che uno un po&rsquo; pi&ugrave; basso, fai sentire e capire in modo chiaro quello che stai dicendo.</li>
<li>Non essere logorroico: rispondi alle domande in modo sintetico, ma evita risposte monosillabi (tipo Si o No). Argomenta le tue risposte.</li>
<li>Se hai bisogno di un attimo&nbsp;<strong>per riflettere, prenditi una breve pausa</strong>&nbsp;prima di rispondere. Dimostrerai che pensi prima di parlare e che non stai solo recitando a memoria.</li>
<li>Non interrompere il tuo interlocutore, a meno che tu non abbia una domanda urgente ed estremamente pertinente a cosa sta dicendo.</li>
<li>Partecipa attivamente al colloquio,&nbsp;facendo domande&nbsp;e chiedendo chiarimenti quando &egrave; necessario</li>
<li>Non temere di dire &ldquo;non lo so&rdquo;, ma cerca di ridurre al minimo questi casi.</li>
<li>Non essere evasivo quando ti fanno una domanda, rispondi sempre,&nbsp;<strong>senza mentire</strong>.</li>
<li>Sii pronto a ricevere domande inaspettate ed anche personali. L&rsquo;obiettivo dell&rsquo;esaminatore &egrave; verificare la tua capacit&agrave; di reagire agli imprevisti, la tua fiducia e la tua sincerit&agrave;.</li>
<li>Evita un atteggiamento difensivo riguardo ai dati meno favorevoli del tuo CV, non giustificarti ma dimostra la volont&agrave; di migliorare i punti deboli</li>
<li>Se ti chiedono di parlare delle tue esperienze precedenti, non criticare mai i tuoi ex datori di lavoro.</li>
<li>Osserva le reazioni non verbali dell&rsquo;esaminatore: una sua espressione contrariata, o viceversa un suo sorriso, possono essere indicazioni utili per capire l&rsquo;andamento del colloquio.</li>
</ul>
<p>Parlando pi&ugrave; in generale, vai al colloquio pensando che sei l&igrave;&nbsp;<strong>per offrire qualcosa</strong>&nbsp;(in cambio dello stipendio), e&nbsp;<strong>non per elemosinare un lavoro</strong>&nbsp;che ti potrebbero offrire. Evita un atteggiamento del tipo &ldquo;va bene qualsiasi cosa, basta che mi diate un lavoro&rdquo;.</p>
<p><a name="domandeposte" id="domandeposte"></a></p>
<h2>Quali sono le domande pi&ugrave; frequenti in un colloquio di lavoro?</h2>
<p>Oltre a rileggere il vostro CV e prepararvi a qualsiasi domanda possa servire a verificare le vostre competenze e le vostre esperienze passate, ci sono alcuni tipi di domande che ricorrono spesso nei colloqui di lavoro: le vostre&nbsp;<strong>risposte</strong>&nbsp;servono a capire di che pasta siete fatti, e nella parte del colloquio motivazionale, se siete veramente adatti per l&rsquo;impiego offerto.</p>
<p>Ecco dunque una serie di&nbsp;<strong>domande tipo</strong>. Conoscendo le domande, potrete preparare sicuramente delle buone risposte. Purtroppo non possiamo fornirvi voi le risposte, perch&eacute; esse davvero dipendono solo da voi e da chi vi sta offrendo l&rsquo;impiego.</p>
<p>Ecco le domande pi&ugrave; comuni nei colloqui lavorativi:</p>
<h3>Domande personali</h3>
<p><img src="https://www.cerco-lavoro.info/wp-content/uploads/colloquio-2.jpg" alt="Come affrontare il colloquio" width="422" height="353" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<ul>
<li>mi parli di Lei</li>
<li>quali sono i suoi obiettivi professionali?</li>
<li>quali sono i suoi maggiori difetti?</li>
<li>quali sono le sue migliori qualit&agrave;?</li>
<li>come si vede da qui a 10 anni?</li>
<li>quali sono i suoi migliori successi?</li>
<li>quali sono stati i suoi maggiori fallimenti?</li>
<li>mi descriva il suo lavoro ideale</li>
<li>quali sono le occasioni in cui litiga con le persone, e perch&eacute;?</li>
<li>mi descriva il processo col quale prende una decisione importante</li>
<li>quali sono i suoi programmi tv, libri o musica preferita?</li>
<li>quali sono i suoi hobby?</li>
</ul>
<h3>Esperienze professionali e formazione</h3>
<ul>
<li>riassuma brevemente il suo curriculum vitae e le sue esperienze lavorative</li>
<li>in base a cosa ha scelto il suo percorso di studi?</li>
<li>come mai &egrave; stato bocciato? Come mai ha preso un voto tanto basso?</li>
<li>come mai non ha terminato gli studi?</li>
<li>quali sono le materie di studio che preferisce?</li>
<li>se dovesse ricominciare oggi, quale corso di studi sceglierebbe?</li>
<li>perch&eacute; sta cercando un lavoro?</li>
<li>perch&eacute; ha accettato il suo ultimo lavoro?</li>
<li>cosa pensa del suo attuale o ultimo datore di lavoro? E dei suoi colleghi?</li>
<li>che cosa le piaceva di pi&ugrave; e cosa di meno nel suo impiego precedente?</li>
<li>mi parli del Suo peggiore e del Suo migliore datore di lavoro?</li>
<li>come mai &egrave; stato licenziato dal suo precedente datore di lavoro?</li>
</ul>
<h3>Il lavoro offerto con questo colloquio</h3>
<ul>
<li>come mai si &egrave; candidato per questo lavoro?</li>
<li>cosa conosce della nostra azienda?</li>
<li>perch&eacute; crede di essere adatto a questo lavoro?</li>
<li>in che cosa pensa di essere migliore rispetto ad altri candidati?</li>
<li>quanto bene pensa di poter svolgere il lavoro nelle condizioni in cui si trova attualmente?</li>
<li>pensa di aver bisogno di ulteriore formazione o esperienza in questo campo?</li>
<li>quanto guadagna adesso o quanto guadagnava col suo precedente impiego?</li>
</ul>
<p>Queste domande comuni sono solamente un esempio delle domande che potrebbero essere poste in un colloquio, ovviamente potreste ricevere domande differenti. L&rsquo;elenco proposto costituisce tuttavia una buona base: se sapete rispondere in modo convincente a queste domande, non avrete difficolt&agrave; con le altre.</p>
<p><strong>Attenzione alle domande difficili</strong>, come &ldquo;perch&eacute; non ha terminato gli studi&rdquo; o &ldquo;come mai &egrave; stato licenziato&rdquo;: lo scopo di queste domande &egrave; verificare la vostra onest&agrave;. Non dovete giustificarvi, ma solo rispondere in modo obiettivo e maturo, cercando di vedere le cose da un punto di vista obiettivo.</p>
<p><a name="faredomande" id="faredomande"></a></p>
<h2>Quali domande fare in un colloquio di assunzione</h2>
<p>Passiamo adesso alle&nbsp;<strong>domande che potreste fare voi</strong>. Fare domande &egrave; un chiaro segno del vostro interesse e della vostra curiosit&agrave;, tuttavia &egrave; importante porre domande adeguate. Se non ne avete, &egrave; meglio non chiedere nulla (e a proposito dello stipendio?&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.cerco-lavoro.info/lavoro/colloquio/#domandestipendio">Si possono fare domande sullo stipendio in un colloquio?</a>&nbsp;Lo vediamo dopo).</p>
<p>Ecco alcune&nbsp;<strong>domande da fare</strong>, sull&rsquo;azienda e sul lavoro, che consigliamo a chi affronta colloqui. Ovviamente sono un esempio, nulla vi vieta di aggiungere del vostro:</p>
<ul>
<li>Quali sono i principali obiettivi e le principali responsabilit&agrave; della posizione che offrite?</li>
<li>In che modo la vostra azienda si aspetta che questi obiettivi vengano raggiunti?</li>
<li>Quali sono gli ostacoli pi&ugrave; comuni che si incontrano per raggiungere questi obiettivi?</li>
<li>In che tempi l&rsquo;azienda si aspetta che questi obiettivi siano raggiunti?</li>
<li>Quali sono le risorse messe a disposizione dall&rsquo;azienda, e che cosa va reperito altrove, per il raggiungimento degli obiettivi?</li>
</ul>
<p><a name="domandestipendio" id="domandestipendio"></a></p>
<p>Infine, parliamo delle&nbsp;<strong>domande sullo stipendio</strong>. &ldquo;Posso chiedere quant&rsquo;&egrave; lo stipendio in un colloquio?&rdquo; &ndash; se lo domandano in molti, e la questione sembra controversa.</p>
<p>Il nostro parere &egrave; che&nbsp;<strong>fare domande sullo stipendio al colloquio</strong>, sulla paga o sul salario sia permesso: in fondo, se siamo l&igrave; &egrave; anche per avere uno stipendio, giusto? Quindi, la domanda, in s&egrave;, &egrave; lecita. Tuttavia, si tratta di&nbsp;<strong>una domanda delicata</strong>: ponendola male o nel momento sbagliato, si corre il rischio di dare l&rsquo;idea di essere l&igrave; solo per i soldi, cosa che invece non dovrebbe essere.</p>
<p><img src="https://www.cerco-lavoro.info/wp-content/uploads/colloquio-3.jpg" alt="Colloquio domande" width="359" height="475" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Allora&nbsp;<strong>qual &egrave; il momento giusto per parlare di soldi in un colloquio?</strong>&nbsp;Innanzitutto, se &egrave; previsto pi&ugrave; di un colloquio, meglio attendere l&rsquo;ultimo e non osare troppo nel primo colloquio conoscitivo chiedendo quanto si guadagna.</p>
<p>Noi consigliamo di fare alcune domande sull&rsquo;azienda e sul lavoro da svolgere, prima di chiarire le proprie aspettative economiche, e aspettare il momento in cui l&rsquo;esaminatore chieder&agrave;: &ldquo;ci sono altre domande?&rdquo; prima di chiedere dello stipendio. Se non lo fa, il candidato pu&ograve; chiedere informazioni al riguardo, ma &egrave; sempre meglio fare prima domande di altro genere.</p>
<p>Un altro momento buono &egrave; dopo aver risposto alla domanda su quanto guadagnate attualmente o col lavoro precedente. Se all&rsquo;aspetto economico non si fa cenno nel colloquio, &egrave; meglio posticipare la domanda fino a poco prima della fine dell&rsquo;incontro.</p>
<p>Se si devono chiedere informazioni sulla paga, meglio non rimandare a dopo il colloquio, comunque, e chiedere di persona fintanto che si &egrave; l&igrave; presenti.</p>
<p><a name="tecniche" id="tecniche"></a></p>
<h2>Tecniche per il colloquio: i colloqui di gruppo e il secondo colloquio</h2>
<p>A volte ci sono situazioni in cui l&rsquo;azienda propone un colloquio di gruppo: succede quando ci sono molti candidati per una posizione e si preferisce fare una prima scrematura, attraverso la tecnica di un colloquio di selezione di gruppo, per poi affrontare un secondo colloquio (ed eventualmente un terzo, spesso con i responsabili pi&ugrave; in alto).</p>
<p>Nei colloqui di gruppo si &egrave; valutati assieme ad altre persone, e con meno tempo a disposizione. In questi casi, non lasciatevi intimorire dal confronto, siate pronti a dare risposte velocemente e non cercate di contraddire o sminuire gli altri candidati.</p>
<p>Essere chiamati per un secondo colloquio &egrave; un ottimo segnale, significa che l&rsquo;azienda comincia a credere in voi, tanto da investire il proprio tempo. Normalmente, dopo i colloqui collettivi il secondo colloquio &egrave; strettamente personale.</p>
<p><a name="dopo" id="dopo"></a></p>
<h2>Cosa fare alla fine del colloquio e dopo</h2>
<p>Appena dopo un colloquio, tutti vorremmo conoscerne l&rsquo;esito. Il nostro consiglio &egrave; di&nbsp;<strong>evitare di chiedere immediatamente com&rsquo;&egrave; andato</strong>, ma di aspettare che sia l&rsquo;azienda a richiamarvi. Al limite, potete chiedere entro quanto tempo potete aspettarvi una risposta.</p>
<p>Se non ricevete notizie, evitate di assillare l&rsquo;azienda: dopo un mese &egrave; bene fare una telefonata o spedire una e-mail, ma non prima.</p>
<p>Se vi dicono &ldquo;<strong>le faremo sapere</strong>&ldquo;&hellip; beh, non &egrave; un buon segno. Spesso &egrave; un modo carino per dirvi che non sono interessati. Meglio saperlo per non farsi troppe illusioni, ma &egrave; bene comunque, dopo un po&rsquo; di tempo, chiedere l&rsquo;esito del colloquio all&rsquo;azienda. Se &egrave; andato male, per voi &egrave; utile capire il perch&eacute;: chiedetelo!</p>
<p>Subito dopo il colloquio, ripensate a com&rsquo;&egrave; andata, cercate di individuare gli errori che eventualmente avete commesso, e le cose che non avete detto ma avreste potuto. Fissate anche i punti positivi, vi sar&agrave; utile per i prossimi colloqui.</p>
<p><strong>Importante:</strong>&nbsp;se si tratta del primo colloquio e ce ne sar&agrave; un altro, memorizzate bene cosa si &egrave; detto, specialmente per quanto riguarda cosa l&rsquo;azienda si aspetta da voi. Confermarlo nel secondo colloquio, aumenter&agrave; le vostre possibilit&agrave; di successo!</p>
<p><a name="consigli" id="consigli"></a></p>
<h3>E per finire&hellip;</h3>
<p>Ricordate che ogni colloquio permette una crescita, indipendentemente dal suo esito. Da ogni colloquio, specialmente da quelli andati male, potrete imparare qualcosa e migliorarvi per quelli successivi. Per cui, non abbiate timore di candidarvi e di partecipare anche a colloqui che apparentemente non vi interessano. Pi&ugrave; colloqui si fanno, pi&ugrave; si diventa bravi nell&rsquo;affrontare ogni colloquio di lavoro.&nbsp;</p>
<p><strong>In bocca al lupo!<br></strong>( <a href="https://connectu.it/blog/view/27244/le-10-cose-da-non-dire-mai-ad-un-colloquio" target="_self">le 10 cose da NON dire mai ad un colloquio di lavoro</a>)</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10558/carriera-e-larte-di-vincere</guid>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2015 09:23:11 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10558/carriera-e-larte-di-vincere</link>
	<title><![CDATA[Carriera E L'arte Di Vincere]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ho constatato che la gente &egrave; pronta a perdonarti qualunque errore se&nbsp;<strong>ti trova simpatico</strong>, e ti giudica con la massima severit&agrave;, fossi anche uno che non sbaglia mai, se<strong>&nbsp;la scintilla del gradimento non scocca</strong>.<br>Tutto dipende dal&nbsp;<strong>fattore simpatia</strong>.<br>In politica i&nbsp;<strong>voti di simpatia</strong>&nbsp;possono cambiare i risultati di un'elezione, e lo stesso accade negli affari.<br>I quadri che sanno&nbsp;<strong>foderare di simpatia la loro determinazione</strong>&nbsp;sono destinati a diventare&nbsp;<strong>i grandi dirigenti del futuro</strong>.<br>Questo perch&egrave; i capi, nel settore privato come in quello pubblico, devono potersi esporre serenamente al giudizio di tutti e di mietere consensi un p&ograve; dovunque, tra i dipendenti, i simpatizzanti, nei mezzi di comunicazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://results.envisialearning.com/wp-content/uploads/2010/02/Stress1-300x216.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come&nbsp;<strong>essere graditi agli altri&nbsp;</strong>non &egrave; una cosa che s'impara.&nbsp;<br>Chi si sforza di essere simpatico a tutti i costi in genere non ci riesce.<br>Ma si possono descrivere alcune delle qualit&agrave; che sono le prerogative della&nbsp;<strong>gente simpatica</strong>.<br>Una di esse &egrave; l'<strong>ottimismo</strong>. Un vecchio adagio suona cos&igrave;: -&nbsp;<strong>il pessimista vede la difficolta in ogni occasione, l'ottimista vede l'occasione in ogni difficolt&agrave;&nbsp;</strong>-.<br><strong>Gli ottimisti chiedono spesso aiuto ad altre persone</strong>.<br>Reagiscono alle delusioni, come il rifiuto di un posto di lavoro, formulando un piano d'azione.</p>
<hr>
<p>In simili casi, i&nbsp;<strong>pessimisti reagiscono invece presumendo che non si possa far niente per cambiare la loro situazione</strong>.<br>Quando uno si trova in mezzo a gente che si lamenta in continuazione di come gli vanno male le cose, dopo un p&ograve; comincia ad accarezzare sogni di fuga.<br>Le persone che si<strong>&nbsp;rendono simpatiche</strong>, al contrario, invece di&nbsp;<strong>autocommiserarsi danno una mano</strong>, si occupano dei fatti propri e sono<strong>&nbsp;pronti a ridere</strong>, soprattutto di se.<br>Un'altra caratteristica della<strong>&nbsp;persona simpatica&nbsp;</strong>&egrave; quella di&nbsp;<strong>mettere gli altri a loro agio</strong>, risultato, questo, invariabilmente raggiunto dai<strong>&nbsp;dirigenti capaci di dominare le proprie emozioni</strong>.</p>
<p><img src="https://www.orangenergy.com/wp-content/uploads/2012/05/businesss-unit-Manager.jpg" alt="Carriera E L'arte Di Vincere" title="Carriera E L'arte Di Vincere" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>I&nbsp;<strong>dirigenti&nbsp;</strong>di questo tipo accettano le persone per quello che sono, e cosi facendo riescono ad ottenere di pi&ugrave; da loro.<br>All'altro estremo si collocano i&nbsp;<strong>dirigenti che cercano di ottenere il massimo dagli altri con la durezza, l'inflessibilit&agrave;, perfino la spietatezza.</strong><br>L'esperienza sottolinea che anche se alcune di queste persone guidano imprese in buona salute, nella maggior parte dei casi creano<strong>&nbsp;problemi cronici relativi al morale dei dipendenti</strong>.<br><strong>Questi dirigenti non riescono ad ottenere la collaborazione dei subordinati e colleghi perch&egrave; sono arroganti, ostili ed agressivi</strong>.<br>Anche se formalmente risultano vincitori, in pratica perdono sul piano della simpatia, e ci&ograve; potrebbe ripercuotersi negativamente sulla loro carriera.<br>Molte persone non vengono licenziate per incapacit&agrave; ma, come risulta da studi compiuti da addetti all'assunzione di<strong>personale dirigente, a causa di conflitti di personalit&agrave;</strong>.<br>Su una pubblicazione per manager si legge che quando un quadro raggiunge i livelli medi della gerarchia dirigenziale, i principali requisiti di cui ha bisogno per progredire ulteriormente sono&nbsp;<strong>la capacit&agrave; di comunicare con i superiori e la capacit&agrave; di motivare i subordinati.</strong><br>Le persone che&nbsp;<strong>destano simpatia&nbsp;</strong>non prendono se stesse o il loro lavoro troppo sul serio.<br>Ci&ograve; vale sia nei rapporti di gruppo sia nei rapporti tra individuo ed individuo.<br>In qualunque situazione, quale sia il&nbsp;<strong>livello sociale</strong>, &egrave; importante seguire la vecchia massima texana che dice: -<strong>Abbraccia forte gli amici, ma ancora pi&ugrave; forte i nemici, cosi forte che non possano divincolarsi</strong>. -&nbsp;<br>Discorso che risulta ancora pi&ugrave; importante in politica.<br>Questa lezione vale per tutte le professioni.<br>La persona che non &egrave; benevola con i rivali getta via un'occasione d'oro.</p>
<p><strong>Un leader astuto sa che il rivale di una certa situazione pu&ograve; facilmente diventare il prezioso alleato di un'altra</strong>.</p>
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