<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Blog di Mi son de qua]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/group/126/all</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/45810/curiosit-sulle-bellezze-del-litorale-istriano</guid>
	<pubDate>Tue, 21 Mar 2017 18:23:29 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/45810/curiosit-sulle-bellezze-del-litorale-istriano</link>
	<title><![CDATA[Curiosità sulle bellezze del litorale Istriano]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">A pochi chilometri dall&rsquo;Italia &egrave; possibile scovare un mare limpido, una fitta e salubre vegetazione e uno stile architettonico che affascina i molti turisti. </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Stiamo parlando dell'Istria e in questo articolo vi presenter&ograve; alcune curiosit&agrave;, da vedere in questi luoghi.</span></p>
<hr>
<p><strong><span style="font-size: 12.8px;">Portorose -&nbsp;</span></strong><span style="font-size: 12.8px;">&egrave; </span><span style="font-size: 12.8px;">da sempre</span><span style="font-size: 12.8px;">&nbsp;considerata un luogo ameno in virt&ugrave; della sua posizione, grazie al suo clima mite, e agli effetti benefici del Mediterraneo oltre che all'intenso profumo inebriante delle rose. Non c&rsquo;&egrave; da stupirsi che proprio qui, tra le saline e il colle di San Lorenzo, sia nata una piccola leggenda &ndash; la cittadina, un tempo luogo di villeggiatura del Jet Set Austrungarico, &egrave; famosa per i&nbsp;<strong><a rel="nofollow" href="https://casino.netbet.it/" title="Casino Online">casino online</a></strong>, i parchi d'acqua, le Terme e le Spa che aumentano il fascino di questa ridente cittadina arricchendo l&rsquo;offerta turistica di questa perla del nord Adriatico.</span></p>
<p><img src="https://propostabenessere.com/files/2011/02/Portoroz-promenade.jpg" alt="la costa di Portorose" width="650" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Grazie alla sua posizione meteo &nbsp;privilegiata, al riparo dalla bora, Portorose ha ereditato, un clima mite, molto simile a quello di luoghi quali Portofino o Acapulco.&nbsp;</p>
<p><strong>L'Istria Croata</strong></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">L' Istria &egrave; la <span>pi&ugrave; grande </span>penisola dell'adriatico con il Salento ed &egrave; da sempre legata al mare, a Venezia e in un modo o nell'altro all'Italia. Dall'alto della sua punta sud &egrave; possibile ammirare <strong>Albona</strong> (Labin), cittadina che ha protetto per secoli i suoi abitanti grazie alle sue possenti mura veneziane, ai cui piedi si trova la ridente <strong>Rabac</strong> (<em>Albona a mare</em>) adagiata lungo una delle pi&ugrave; belle spiagge istriane. <br>Inoltrandosi verso ovest (e verso Pola) fino a raggiungere il promontorio pi&ugrave; meridionale, <strong>Capo Promontore</strong>, ad oggi la spiaggia "<em>bene</em>" degli abitanti <span>di Pola</span>. Guardatela per fissare nella memoria l&rsquo;immagine della citt&agrave; e della sua imponente Arena. Poco lontano si trova l&rsquo;arcipelago delle <strong>Brioni</strong>. E mentre riprendete fiato per continuare il vostro cammino, dall&rsquo;azzurro orizzonte sar&agrave; <strong>Rovigno</strong>, forse la citt&agrave; pi&ugrave; fotogenica del Mediteraneo.</span></p>
<p><strong>Parenzo</strong> &ndash; &egrave; la citt&agrave; di cultura, turismo, sport e divertimento. Dal piccolo paese balneare &egrave; diventata attraente destinazione turistica. La sua posizione attranente permette le escursioni alle altre destinazioni turistiche. Visitate le bellezze naturali come <strong>grotta di Baredine</strong>, <strong>grotta di Marco</strong> e <strong>grotta di Pincino</strong>. Questa citt&agrave; offre una variet&agrave; delle attivit&agrave; sportive come tennis, beach volley, calcio, ciclismo, treking e molti altri.</p>
<p><img src="https://www.istriasun.com/images/rovinj-apartments.jpg" alt="l'Istria croata" width="650" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Rovigno</strong> &ndash; sulla stupenda costa occidentale dell&rsquo; Istria &egrave; situato il luogo pi&ugrave; romantico del Mediterraneo, con la lunga tradizione mediteranaea. I dintorni di Rovigno offrono una vasta scelta di luoghi di ricreazione per vacanze attive. Il centro storico della citt&agrave; si trova su una penisola circondato dalle case veneziane e viuzze strette di pietra.</p>
<p><strong>Pola</strong> &ndash; &egrave; una citt&agrave; moderna ricca di storia e di monumenti storici. Le sue coste frastagliate ed il mare cristallino vi offrono l'opportunit&agrave; di godere delle bellissime spiagge rocciose, la pi&ugrave; famosa delle quali &egrave; Ambrela. Rilassatevi passeggiando per la citt&agrave; o visitate l'anfiteatro, che durante l&rsquo;estate ospita molte ospiti famosi dalla scena musicale internazionale. La citt&agrave; vi permette anche <strong>giocare al bingo ed al poker online con le sue numerose sale da gioco</strong>.<br>Pola &egrave; la destinazione ideale per trascorrere una vacanza da sogno ricco di avvenimenti culturali.</p>
<p><strong>Umago</strong> &ndash; cittadina portuale situata nella parte nord occidentale della costa istriana. Ha la fama di rinomato centro sportivo ed &egrave; famosa, per le gare dell' ATP Tour - torneo di tennis di fama mondiale. Umago &egrave; una destinazione ideale per le vacanze ginniche proattive .</p>
<p><img src="https://cdn.taccuinistorici.it/preview_images/news/1430_0.jpg" alt="Cucina istriana" width="650" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>La Cucina</strong></p>
<p><strong></strong>La penisola istriana fu esposta, nei secoli alle diverse ocupazioni e a diverse culture. Cio' ha influito sui piatti tipici localiche dovevano incontrare i favori degli stranieri, e furono nei secoli creati, sempre &nbsp;deliziosi con i pochissimi cibi locali che avevano a disposizione. Grazie a cio' potrete gustare molte prelibatezze di questa regione quali prosciutto istriano, diversi tipi di formaggio, vari tipi di pasta fresca, frutti di mare e delle specialit&agrave; a base di tartufo.</p>
<p><span>In numerosi ristoranti, grazie ad un incrocio di&nbsp;</span><span>cucina istriana e mediterranea, ereditata da coloro che nei secoli hanno abitato la zona,&nbsp;</span><span>&nbsp;gli ospiti, avranno il la possibilit&agrave; di gustare vari piatti tipici della costiera adriatica, frutti di mare e altre specialit&agrave; locali come il brodetto istriano, il branzino piranese, i fusi con tartufo, le zuppe di mais, la jota, specialit&agrave; varie con asparagi, olio d&rsquo;oliva, formaggi caserecci, il prosciutto crudo del Carso, nonch&egrave; vini selezionati delle regioni viticole costiere.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/44950/la-leggenda-di-bora</guid>
	<pubDate>Sat, 07 Jan 2017 08:17:47 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/44950/la-leggenda-di-bora</link>
	<title><![CDATA[La Leggenda di Bora]]></title>
	<description><![CDATA[<h3>a proposito di Bora</h3>
<p>Eolo, padre dei Venti, correva per il mondo con i suoi adorati figli Tramontana, Libeccio, Ostro, Scirocco, Greco, Maestro, Ponente e Levante, e per ultima ma non d&rsquo;importanza la giovane e bizzosa Bora, che era la sua preferita.<br>Bora distratta dalle nuvole, si allontanò dal padre e dai suoi fratelli, e capitò&nbsp;per caso in un verdeggiante altipiano. Corse a giocare con tutte le nuvole che si trovavano in cielo in quel momento facendole ballare tra un soffio e l&rsquo;altro e prendendosi gioco soprattutto di una strana nuvola, il <strong>Nembo Cirro Brontolone</strong>.<br>Si divertiva anche a muovere i rami dei quercioli e dei castani che, al suo&nbsp;passaggio, erano piuttosto intimoriti dalla sua velocità e dalla sua esuberanza.</p>
<p><img src="https://www.cavernacosmica.com/wp-content/uploads/2013/11/oswald-von-glehn-boreas-and-orithyia.jpg" alt="la leggenda di Bora" width="650" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Dopo un po&rsquo; <strong>Bora</strong>, mentre giocava e correva qua e là, rimase colpita e<br>affascinata da strane creature fatate, le Vile e dai Coboldi, che la condussero con modi gentili e amichevoli alla ricerca di un riparo.<br>Nel frattempo, nella grotta aveva trovato ristoro, il mitico Tergesteo, appena&nbsp;ritornato da un lunghissimo viaggio. Il giovane era così forte, bello, affascinante che Bora se ne innamorò perdutamente. Anche <strong>Tergesteo</strong>, colpito dal fascino di Bora, ricambiò con lo stesso impeto. I due giovani vissero felici in quella grotta sette giorni di splendido amore.<br>Accortosi dell&rsquo;allontanamento di Bora, <strong>Eolo</strong>, disperato, decise di andare a&nbsp;cercarla con l&rsquo;aiuto dei suoi figli e durante la ricerca si rivolse a Mare,Terra e Cielo, ma <strong>Bora</strong> sembrava introvabile. Nembo Cirro, che conosceva il nascondiglio dei due amanti, per vendicarsi dei dispetti di Bora, spifferò tutto ad Eolo.</p>
<p>Senza esitazione Eolo si recò alla grotta e vide <strong>Bora abbracciata a Tergesteo</strong>,si infuriò e si avventò contro il giovane, ferendolo. Tergesteo resistette eroicamente, ma invano; Eolo, con un potente soffio, lo scagliò in riva al mare e portò via Bora.</p>
<p><img src="https://www.meteoweb.eu/wp-content/uploads/2013/03/Bora_2.jpg" alt="la Bora e Trieste" width="650" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Mare prontamente ricoprì Tergesteo nascondendolo alla furia del Vento.</p>
<p>Bora riuscì a fuggire dal padre, cercò Tergesteo, ma non lo trovò e scoppiò in un pianto dirotto. Le Vile, che avevano assistito alla scena violenta, vollero far capire ad Eolo l&rsquo;efferatezza del suo gesto, tramutando in pietra ogni lacrima di Bora, che pianse talmente tanto da trasformare il suolo verdeggiante dell&rsquo;altipiano in un mantodi pietra, e trasformarono il sangue delle ferite di Tergesteo in sommacco.</p>
<p>Le Vile, infine, convinsero Eolo a lasciare Bora libera di rimanere in quei luoghi, che avevano visto nascere la sua bellissima storia d&rsquo;amore e permisero a Bora di rividerlo per l&rsquo;ultima volta con gli occhi del cuore e della mente, materializzandolo accanto a lei. Al culmine della commozione e della gioia, i due amanti rivissero per l&rsquo;ultima volta la loro passione d&rsquo;amore.</p>
<p>Bora si ritrovò sola, ma da quel giorno, ogni anno rivisiterà quei luoghi, per lei magici, arrivando con tutta la forza prorompente per cercare il suo amore perduto. In onore di Tergesteo, le genti, che in futuro avrebbero abitato quei luoghi leggendari, fondarono <strong>TERGESTE</strong>, ora <strong>TRIESTE</strong>.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Tony Billow</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/33595/crisi-eu-slovenia-croazia-e-serbia-verso-il-baratro</guid>
	<pubDate>Sat, 04 Oct 2014 09:53:02 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/33595/crisi-eu-slovenia-croazia-e-serbia-verso-il-baratro</link>
	<title><![CDATA[Crisi EU: Slovenia, Croazia e Serbia verso il baratro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In&nbsp;<strong>Croazia</strong>&nbsp;ad agosto la produzione industriale, dopo sei mesi di ripresa, ha registrato un forte e inaspettato calo del 4,7 per cento su base annua. Lo indicano i dati dell&rsquo;Istituto per la statistica croato (Dzs) diffusi oggi. Si tratta del maggiore ribasso in quindici mesi, dal maggio 2012.</p>
<p><img src="https://c2.staticflickr.com/6/5580/14225061391_7415d19137_z.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Deflazione confermata in&nbsp;<strong>Slovenia</strong>, dove a settembre si e&rsquo; registrato un calo dei prezzi su base annua dello 0,3%. A livello mensile invece si ha una sostanziale stagnazione, con i prezzi cresciuti rispetto ad agosto dello 0,3%. I comparti con il maggiore calo dei prezzi sono quelli della comunicazione (-3,4%), dell&rsquo;arredamento (-2,1%), del tessile (-1,2%), della sanit&agrave; e dei trasporti (-0,9%), degli immobili (-0,7%) e degli alimentari (-0,4%). I dati non brillanti sulla deflazione vanno ad aggiungersi a quelli preoccupanti sul deficit, che nel primo semestre &egrave; stato del 5,5% del pil (996 milioni di euro), ben oltre le aspettative del governo espresse nella legge finanziaria 2014. Il debito pubblico &egrave; salito al 77,9% del pil: anche in questo caso c&rsquo;&egrave; per la Slovenia una preoccupante dinamica di crescita del debito pubblico, che ancora nel 2008 ammontava a poco oltre il 20% del pil.</p>
<p>In&nbsp;<strong>Serbia</strong>&nbsp;la produzione industriale e&rsquo; diminuita del 4,3% nei primi otto mesi dell&rsquo;anno rispetto allo stesso periodo del 2013. Nel darne notizia, l&rsquo;Ufficio nazionale di statistica ha precisato che nel mese di agosto la produzione industriale e&rsquo; risultata inferiore del 13,1% rispetto all&rsquo;agosto dello scorso anno. Sempre nei primi otto mesi dell&rsquo;anno l&rsquo;interscambio con l&rsquo;estero e&rsquo; invece cresciuto del 6,9% rispetto allo stesso periodo del 2013.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/29478/fa-pagare-1-euro-agli-ubriachi-per-il-bagno-multato</guid>
	<pubDate>Sun, 01 Jun 2014 18:02:59 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/29478/fa-pagare-1-euro-agli-ubriachi-per-il-bagno-multato</link>
	<title><![CDATA[Fa pagare 1 euro agli ubriachi per il bagno, multato]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&laquo;A causa di uno stato nemico di chi fa impresa, di tasse, di burocrazia, leggi e regolamenti assurdi non riscontrabili nelle democrazie evolute: <strong>VENDESI ATTIVIT&Agrave;</strong>&raquo;.</p>
<p>Questo il cartello appeso alla parete del signorile locale Alchimia che si affaccia sul Prato della Valle, dopo gli accadimenti di mercoled&igrave; sera, quando <span style="text-decoration: underline;">decine di camionette della polizia</span> presidiavano la zona perch&eacute; non si svolgesse il &laquo;<em>Botillon</em>&raquo;, manifestazione di puro alcolismo studentesco nel pieno centro di Padova. Andrea Goldin, per <strong>evitare che il suo locale diventasse l&rsquo;orinatoio della piazza,</strong> richiedeva la consumazione obbligatoria o in alternativa 1 euro per l&rsquo;accesso alla toilette: chiaro l&rsquo;intento di <span style="text-decoration: underline;">disincentivare un accesso indiscriminato al suo locale</span>.</p>
<p><img src="https://www.lettera43.it/upload/images/05_2012/l43-londra-polizia-120507164349_medium.jpg" alt="image" width="420" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>D&rsquo;improvviso, per&ograve;, <strong>ben 5 poliziotti</strong> dell&rsquo;unit&agrave; amministrativa della questura si sono presentati per sanzionare quello che a loro modo di vedere era un illecito. &laquo;<em>Hanno setacciato ogni angolo</em>&raquo; commenta il proprietario &laquo;<em>per scoprire che &egrave; lecito far pagare una piccola somma per l&rsquo;accesso ai servizi. Non c&rsquo;&egrave; nessun divieto di legge e tale tesi &egrave; confermata sia da una risoluzione del Ministero dello Sviluppo che dal Tar della Toscana. C&rsquo;erano migliaia di ragazzi ubriachi e non potevo consentire l&rsquo;accesso indiscriminato al locale. Gli agenti volevano multare me che volevo mantenere pulito e decoroso il mio locale, mentre fuori c&rsquo;era un disastro. Da tempo mi sento vessato, ma questa &egrave; la goccia che fa traboccare il vaso: vendo tutto e voglio portare i miei figli all&rsquo;estero!</em>&raquo;.</p>
<p>Non usa mezzi termini Goldin, perch&eacute; <strong>siamo alle solite</strong>: lo Stato rimane indifferente rispetto alle migliaia di ragazzi che ciondolano ubriachi al limite della legalit&agrave;, mentre colpisce chi sta lavorando per pagare affitto, stipendi e sbarcare il lunario.</p>
<p><strong>Il Veneto &egrave; ormai terra di suicidi o espatrii</strong>. La battaglia quotidiana delle partite iva per sopravvivere &egrave; resa sempre pi&ugrave; complicata dal centralismo romano che mena fendenti. &laquo;<em>Se i bagni pubblici si pagano, perch&eacute; i privati non possono farlo?</em>&raquo;, si chiede esterrefatto il titolare di Alchimia. La risposta &egrave; semplice: non siamo pi&ugrave; padroni a casa nostra. La propriet&agrave; privata in Italia &egrave; diventata un incubo, una <strong>persecuzione amministrativa e fiscale</strong>.</p>
<p>Chiedere un piccolo contributo alla decenza &egrave; vergognoso, mentre consegnare una citt&agrave; alla molestia alcolica &egrave; un atteggiamento di apertura della pubblica amministrazione. Il sindaco uscente, che l&rsquo;8 giugno andr&agrave; al ballottaggio, firma qualche ordinanza elettorale per fermare il degrado, ma al tempo stesso <span style="text-decoration: underline;">pretende che le toilette dei locali siano a disposizione di centinaia di ubriachi schiamazzanti</span>. Renzi direbbe &egrave; la grappa, pardon la speranza, che vince sulla rabbia.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/27529/veneto-arrestati-i-24-secessionisti</guid>
	<pubDate>Wed, 02 Apr 2014 17:07:01 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/27529/veneto-arrestati-i-24-secessionisti</link>
	<title><![CDATA[Veneto arrestati i 24 secessionisti.]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Operazione del Ros dei carabinieri dopo un'inchiesta della Procura di Brescia: oltre 51 gli indagati, fra cui uno dei leader dei Forconi. Matteo Salvini: "Liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri e arrestano chi vuole l'indipendenza. Siamo alla follia". Misura cautelare anche per l'ex parlamentare della Lega Nord Franco Rocchetta. Il gruppo preparava un'azione eclatante in piazza San Marco con un carro armato artigianale</h2>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong>Associazione con finalit&agrave; di terrorismo</strong>,&nbsp;eversione&nbsp;dell&rsquo;ordine democratico e&nbsp;fabbricazione e detenzione di<strong>&nbsp;armi da guerra.&nbsp;</strong>Tradotto: violenza secessionista. Per la&nbsp;<strong>Procura di Brescia</strong>&nbsp;non ci sono dubbi: erano disposti a tutto pur di spingere all&rsquo;indipendenza del Veneto. Anche ad azioni clamorose. Fino ad oggi, quando un blitz dei carabinieri del Ros ha stroncato l&rsquo;attivit&agrave; pseudo-politica di un gruppo secessionista veneto, accusato di aver messo in atto &ldquo;varie iniziative, anche<strong>violente</strong>&ldquo;, per&nbsp;<strong>raggiungere&nbsp;</strong>l&rsquo;obiettivo: la secessione dall&rsquo;Italia. L&rsquo;indagine ha portato a ventiquattro arresti nelle provincie di Padova, Treviso, Rovigo, Vicenza e Verona. In carcere, tra gli altri, l&rsquo;ex parlamentare e sottosegretario&nbsp;<strong>Franco Rocchetta</strong>, fondatore della&nbsp;<strong>Liga Veneta</strong>(attualmente fuori dal movimento confluito nella Lega Nord) e tra i promotori del referendum per la secessione del&nbsp;<strong>Veneto</strong>.&nbsp;Stesso provvedimento per&nbsp;<strong>Lucio Chiavegato</strong>, il leader del&nbsp;<em><strong>Movimento 9 dicembre</strong></em>&nbsp;di Verona. Chiavegato &egrave; stato protagonista del presidio nei pressi del casello dell&rsquo;autostrada A4, gi&agrave; presidente della&nbsp;<strong>Life</strong>, la Libera Associazione degli imprenditori veneti (<strong>leggi</strong>). Carcere anche per il suo braccio destro,<strong>&nbsp;Patrizia Badii</strong>, anche lei tra i promotori del presidio verosese di dicembre.&nbsp;La Badii ieri era stata ricevuta a Roma dalla Commissione Agricoltura del Senato per un&rsquo;audizione sui problemi degli allevatori.&nbsp;Un altro degli arrestati,&nbsp;<strong>Giancarlo Orin</strong>i, 74 anni, nel 2008 si era candidato alla carica di&nbsp;<strong>sindaco</strong>&nbsp;di&nbsp;<strong>Brescia</strong>&nbsp;a capo della lista &ldquo;Liberi bresciani&rdquo;. Rinunci&ograve; poi alla candidatura sostenendo che l&rsquo;<em><strong>election day</strong></em>&nbsp;impediva alle liste locali di esprimere i loro contenuti e aveva quindi invitato i simpatizzanti ad annullare la scheda.</p>
<p>In galera, inoltre,&nbsp;<strong>Luigi Faccia</strong>, mentre ai domiciliari &egrave; finito&nbsp;<strong>Flavio Contin</strong>: questi ultimi due sono personaggi gi&agrave; noti alle forze dell&rsquo;ordine perch&eacute; fecero parte del gruppo dei Serenissimi, che tra l&rsquo;8 e il 9 maggio del 1997 occuparono piazza San Marco a Venezia a bordo di un blindato. E&rsquo;&nbsp;<strong>Felice Pani</strong>, 54 anni di Terralba (Oristano), l&rsquo;unico sardo tra i 24 &ldquo;secessionisti&rdquo; arrestati stamattina. Pani era un tranquillo commerciante di frutta e verdura fino all&rsquo;estate del 2008, quando sal&igrave; per la prima volta agli onori della cronaca per la partecipazione all&rsquo;occupazione dell&rsquo;isola di&nbsp;<strong>Mal di Ventre</strong>&nbsp;(sulla costa centro occidentale della Sardegna) organizzata dall&rsquo;indipendentista Salvatore &ldquo;Doddore&rdquo; Meloni &ndash; anche lui di Terralba &ndash; assieme al quale piant&ograve; sull&rsquo;isola la bandiera della&nbsp;<strong>Repubblica Indipendente di Malu Entu</strong>, nel cui governo guidato da Meloni, l&rsquo;uomo arrestato oggi ricopr&igrave; la carica di&nbsp;<strong>ministro dell&rsquo;Agricoltura</strong>. Pani fin&igrave; poi assieme a Meloni in Tribunale. L&rsquo;accusa non parlava per&ograve; di secessione o di attentato all&rsquo;integrit&agrave; dello Stato, ma solo di danneggiamento ambientale per i rifiuti abbandonati nell&rsquo;isola. Qualche tempo dopo l&rsquo;amicizia e la collaborazione tra i due si ruppe, anche per questioni di affari, ma Pani non abbandon&ograve; mai la fede indipendentista.</p>
<p>Tra gli indagati, del resto, figura anche lo stesso&nbsp;<strong>Salvatore Meloni</strong>, detto Doddore. A rivelarlo &egrave; stato lui stesso, convocando per questo pomeriggio una conferenza stampa. A casa di Meloni questa mattina alle 5 &egrave; stata eseguita una perquisizione durante la quale sono stati sequestrati<strong>computer</strong>&nbsp;e cellulari.&nbsp;Nelle iniziative documentate dall&rsquo;indagine anche la trasformazione di un trattore agricolo in una sorta di<strong>&nbsp;carro armato&nbsp;</strong>con un cannoncino da 12 millimetri perfettamente funzionante. Il veicolo sarebbe servito per compiere un&rsquo;azione eclatante a&nbsp;<strong>Venezia</strong>&nbsp;in&nbsp;<strong>piazza San Marco</strong>. Il mezzo &egrave; stato sequestrato a&nbsp;<strong>Casale di Scodosia</strong>&nbsp;nel padovano, il comune che, a quando si apprende, sarebbe stata la &ldquo;base&rdquo; del gruppo.&nbsp;Nel corso dell&rsquo;indagine, che vede indagate 51 persone in tutto, sono state effettuate 33 perquisizioni.</p>
<p>Per quanto riguarda la&nbsp;<strong>composizione</strong>&nbsp;del gruppo, secondo gli inquirenti &ldquo;l&rsquo;Alleanza ha riunito pi&ugrave; organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell&rsquo;indipendenza dallo Stato italiano&rdquo;: tra queste&nbsp;<strong>Brescia Patria</strong>,<strong>Veneto Stato</strong>, il movimento indipendentista sardo&nbsp;<strong>Disubbidientzia</strong>, nonch&eacute; il movimento dei&nbsp;<strong>Serenissimi</strong>.&nbsp;Nel progetto dell&rsquo;organizzazione secessionista, oltre alla liberazione di piazza San Marco, &egrave; prevista l&rsquo;insurrezione degli strati delle popolazioni del Nord-Italia maggiormente esasperati dalla crisi economica, con la creazione di ambasciate presso Paesi amici, gi&agrave; individuati nella&nbsp;<strong>Serbia</strong>&nbsp;e nella&nbsp;<strong>Svizzera</strong>, al fine di ottenere un formale<strong>riconoscimento</strong>&nbsp;internazionale. Per ottenere la massima visibilit&agrave; e vanificare l&rsquo;intervento delle forze di polizia, dopo l&rsquo;azione di piazza San Marco i membri dell&rsquo;Alleanza avrebbero previsto la realizzazione di una conferenza stampa da organizzarsi in una&nbsp;<strong>capitale europea</strong>&nbsp;da individuare.</p>
<p><img src="https://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2014/04/veneto_640.jpg?adf349" width="550" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><strong><span>Carcere e domiciliari per due ex Serenissimi</span><br>Alessio Morosin</strong>, avvocato di&nbsp;<strong>Flavio Contin</strong>, proprietario del garage nel quale &egrave; stato ritrovato il<strong>mezzo blindato</strong>, afferma che &ldquo;il tanko &egrave; lo stesso usato nella notte fra l&rsquo;8 e il 9 maggio 1997&Prime;, quando un gruppo di&nbsp;<strong>Serenissimi</strong>&nbsp;occup&ograve; piazza San Marco rivendicando l&rsquo;indipendenza del Veneto. Nella Vicenda, anche allora fu coinvolto Flavio Contin. &ldquo;Il mezzo &ndash; afferma l&rsquo;avvocato &ndash; &egrave; stato legalmente acquistato all&rsquo;asta al termine del procedimento del Tribunale di Venezia da un gruppo di persone che aveva come referente&nbsp;<strong>Geremia Agnoletti</strong>&ldquo;.&nbsp;Contin e Faccia, assieme ad altriotto indagati, sono accusati di aver illegalmente fabbricato e detenuto quello che viene definito &ldquo;un carro armato-arma da guerra&rdquo;. La costruzione e la detenzione di un blindato, che ricorda il &lsquo;tank&ograve; usato nel 1997 dai &ldquo;Serenissimi&rdquo; in Piazza San Marco, che si muove tra Casale di Scodosia (Padova) e Palazzolo sull&rsquo;Oglio (Brescia), ma anche in altri luoghi forse per provarlo, dall&rsquo;aprile dello scorso anno ad oggi. I due sono anche accusati, assieme al altre 16 persone, tra le quali Franco Rocchetta, del reato previsto all&rsquo;articolo 270 bis del codice penale (Associazione con finalit&agrave; di<strong>terrorismo</strong>&nbsp;anche internazionale o di eversione dell&rsquo;ordine democratico) per aver promosso, costituito, organizzato e finanziato una associazione denominata &lsquo;L&rsquo;Alleanza&rsquo;, che avrebbe avuto tra i suoi propositi l&rsquo;occupazione militare di Piazza san Marco, a&nbsp;<strong>Venezia</strong>.</p>
<p><span><strong>I nomi dei 24 arrestati</strong></span><br>Tra i 24 secessionisti arrestati compaiono cinque donne tra le quali anche una giovane di 26 anni. Ecco tutti i nomi:&nbsp;<strong>Corrado Manessi</strong>&nbsp;nato a Brescia l&rsquo;11.02.1962;&nbsp;<strong>Roberto Abeni</strong>, nato a Brescia il 17.12.1963;&nbsp;<strong>Angelo Zanardini</strong>, nato a Sale Marasino (Brescia);&nbsp;<strong>Luigi Faccia</strong>, nato a Conselve (Padova) il 30.07.1954;&nbsp;<strong>Lucio Chiavegato</strong>, nato a Bovolone (Verona) il 08.02.1965;&nbsp;<strong>Patrizia Badii</strong>nata a Scandicci (Firenze) il 20.11.1963;&nbsp;<strong>Tiziano Lanza</strong>, nato a Bovolone (Verona) il 23.09.1961;<strong>Andrea Meneghelli</strong>&nbsp;nato a Isola della Scala il 05.03.1966;&nbsp;<strong>Luca Vangelista</strong>&nbsp;nato a Rivoli (Torino) il 11.07.1963;&nbsp;<strong>Corrado Turco</strong>&nbsp;nato a Isola Rizza (Verona) il 24.08.1967;&nbsp;<strong>Felice Pani</strong>, nato a Terralba (Oristano) il 29.01.1960;<strong>&nbsp;Stefano Ferrari</strong>&nbsp;nato a Bergamo il 28.06.1969;&nbsp;<strong>Renato Zoppi</strong>nato a Monteforte d&rsquo;Alpone (Verona) il 16.06.1957. Nome illustre tra i secessionisti arrestati &egrave; quello del fondatore della Liga Venera&nbsp;<strong>Franco Rocchetta</strong>, nato a Venezia il 12.04.1947. Poi ancora:<strong>Riccardo Lovato</strong>&nbsp;nato a Padova il 14.10.1969;&nbsp;<strong>Michele Cattaneo</strong>, nato a Brescia il 17.09.1979;<strong>Maria Luisa Violati</strong>&nbsp;nata a Lendinara (Rovigo) il 29.04.1964;&nbsp;<strong>Erika Pizzo</strong>, nata a Badia Polesine (Rovigo) il 05.02.1988;&nbsp;<strong>Roberto Bernardelli</strong>, nato a Milano il 31.01.1949;&nbsp;<strong>Elisabetta Adami</strong>, nata a Villafranca di Verona (Verona) l&rsquo;8.02.1947;&nbsp;<strong>Maria Marini</strong>, nata a Volpago del Montello (Treviso) il 23.08.1957;&nbsp;<strong>Marco Ferro</strong>, nato a Lendinara (Rovigo) il 25.07.196. Sono invece stati sottoposti agli arresti domiciliari:&nbsp;<strong>Giancarlo Orini</strong>&nbsp;nato a Brescia il 27.02.1939 e&nbsp;<strong>Flavio Contin</strong>&nbsp;nato a Casale di Scodosia (Padova) il 05.11.1942.</p>
<p><span><strong>La Procura: &ldquo;Volevano alimentare l&rsquo;insurrezione popolare&rdquo;</strong></span><br>Si proponevano &rdquo;l&rsquo;indipendenza dallo Stato italiano con il ricorso a metodi violenti e all&rsquo;insurrezione popolare&rdquo; i componenti del gruppo &lsquo;<strong>Alleanza</strong>&lsquo;, sgominato stamani dall&rsquo;operazione dei Ros. Lo ha spiegato il procuratore di Brescia,&nbsp;<strong>Tommaso Buonanno</strong>, durante la conferenza stampa convocata per spiegare l&rsquo;operazione. &ldquo;Il gruppo &ndash; ha spiegato il magistrato &ndash; era stato fondato nel maggio del 2012 e riuniva esponenti di&nbsp;<strong><em>Brescia patria</em></strong>&nbsp;e del&nbsp;<strong><em>Movimento separatista Veneto stato</em></strong>. Il programma si rifaceva, prevedendo per&ograve; anche metodi violenti, al gruppo della&nbsp;<strong><em>Serenissima</em></strong>, autore dell&rsquo; occupazione di piazza San Marco a Venezia. Tra gli indagati vi sono anche persone che parteciparono al blitz nel capoluogo veneto.&nbsp;Per quanto riguarda presunti legami con movimenti politici, il procuratore di Brescia ha sottolineato che &ldquo;non vi sono elementi che evidenzino collegamenti fra queste persone e la&nbsp;<strong>Lega Nord</strong>&rsquo;&rsquo;. Anzi, per&nbsp;<strong>Tommaso Buonanno</strong>&nbsp;&ldquo;si tratta di persone che avevano avuto contrasti con la Lega Nord&rsquo;&rsquo; perch&eacute; ritenevano la linea&nbsp;<strong>Carroccio</strong>troppo morbida.</p>
<p>A sentire gli inquirenti, poi, il gruppo intendeva utilizzare il&nbsp;<strong>carro armato</strong>&nbsp;rudimentale &ldquo;per un&rsquo;azione in Piazza San Marco a Venezia, con il coinvolgimento di centinaia di persone, alcune delle quali armate&rdquo;. Per gli investigatori il tank (seppur artigianale in quanto realizzato dotando una ruspa di paratie blindate)&nbsp;poteva essere armato con una bocca da fuoco. A proposito dell&rsquo;azione &lsquo;in programma&rsquo; a Piazza San Marco, &ldquo;&egrave; stato documentato come alcuni militanti dell&rsquo;organizzazione si siano adoperati per reperire<strong>&nbsp;armi leggere</strong>&nbsp;attraverso dei contatti con la&nbsp;<strong>criminalit&agrave; albanese</strong>, da destinare ai membri dell&rsquo;organizzazione&rdquo;. Il carro armato artigianale, &ldquo;definito Tanko&rdquo;, &egrave; stato costruito in un capannone a Casale di Scodosia, in provincia di Padova utilizzando una pala cingolata&nbsp;<strong>Fiatallis Mod.FL 20</strong>, &ldquo;successivamente blindata e dotata di videocamere e di una bocca da fuoco, ancora da montare&rdquo;.&nbsp;Sempre nello stesso&nbsp;<strong>capannone</strong>, alcuni membri dell&rsquo;organizzazione hanno di recente realizzato una prova di fuoco a salve, testimoniando l&rsquo;<strong>offensivit&agrave;</strong>&nbsp;del mezzo blindato una volta armato.&nbsp;Secondo la procura, inoltre, l&rsquo;organizzazione secessionista ha svolto anche una diffusa attivit&agrave; di&nbsp;<strong>autofinanziamento</strong>&nbsp;che ha consentito di raccogliere finora non meno di 100mila euro, grazie a singole elargizioni e all&rsquo;apertura alla&nbsp;<strong>Cassa Padana</strong>&nbsp;di un conto dedicato alla raccolta dei fondi.</p>
<p>Per quanto riguarda l&rsquo;organizzazione interna, poi, la<strong>&nbsp;struttura secessionista</strong>&nbsp;era &ldquo;basata &ndash; hanno spiegato gli investigatori &ndash; su una precisa ripartizione dei ruoli tra gli associati, con l&rsquo;attribuzione di<strong>compiti specifici</strong>, quali il&nbsp;<strong>Comandante della Piazza per la Veneta Serenissima Armata</strong>&ldquo;. Tra gli associati vi era poi &ldquo;un nucleo centrale, motore propulsore dell&rsquo;organizzazione&rdquo;, mentre la formale adesione al progetto indipendentista avveniva &ldquo;attraverso la compilazione e sottoscrizione di<strong>schede di adesione</strong>, contenenti la carica rivestita e le regole tassative da rispettare&rdquo;. Le indagini hanno inoltre evidenziato &ldquo;la disponibilit&agrave; di luoghi di riunione riservati, quali private abitazioni, aziende di propriet&agrave; degli indagati e ristoranti; la disponibilit&agrave; di&nbsp;<strong>utenze cellulari</strong>&nbsp;dedicate esclusivamente alle conversazioni tra gli associati; una diffusa attivit&agrave; di&nbsp;<strong>proselitismo</strong>, anche attraverso riunioni aperte ad un pubblico selezionato, vertenti principalmente sulla storia veneta; una rigorosa compartimentazione interna, anche in termini di conoscenza delle iniziative in corso, come la realizzazione del carro armato blindato conosciuta solo da soggetti di accertata affidabilit&agrave; e non da tutti i&nbsp;<strong>militanti</strong>&ldquo;.</p>
<p>Non solo.&nbsp;Le indagini&nbsp;<strong>sull&rsquo;Alleanza</strong>&nbsp;hanno documentato anche &ldquo;attivit&agrave; strumentali alla realizzazione del progetto eversivo, con l&rsquo;organizzazione di&nbsp;<strong>conferenze</strong>&nbsp;e manifestazioni di piazza, nonch&eacute; la costituzione di una sorta di&nbsp;<strong>direttorio</strong>&nbsp;del nuovo governo&nbsp;<strong>Serenissimo</strong>, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del&nbsp;<strong>Veneto</strong>&nbsp;dall&rsquo;Italia&rdquo;.</p>
<p><span><strong>L&rsquo;ordinanza del gip: &ldquo;Ampio disegno eversivo&rdquo;</strong></span><br>Il nucleo fondante ed i dirigenti dell&rsquo;associazione&nbsp;<strong>L&rsquo;Alleanza</strong>&nbsp;&ldquo;hanno delineato un disegno eversivo molto pi&ugrave; ampio&rdquo; dei Serenissimi che agirono in piazza San Marco nel 1997, &ldquo;perseguendo la saldatura di pi&ugrave; movimenti separatisti che, con iniziative coordinate, dovrebbero collaborare nell&rsquo;attacco all&rsquo;unit&agrave; dello Stato e, comunque, rendere pi&ugrave; difficile la reazione dell&rsquo;apparato statale alla&nbsp;<strong>proclamata indipendenza</strong>&nbsp;di buona parte del lombardo-veneto&rdquo;. E&rsquo; quanto si legge nell&rsquo;ordinanza del gip, secondo cui &ldquo;teorizzano e mettono in pratica un&rsquo;operativit&agrave; su un doppio binario, uno dei quali costituito dal volto pubblico e legale di propaganda politica dei valori indipendentisti o secessionisti e l&rsquo;altro costituito dalla creazione di una&nbsp;<strong>struttura organizzativa segreta</strong>, con reclutamenti mirati, i cui veri fini non potevano essere divulgati&rdquo;. E dunque, prosegue il giudice, &ldquo;nel programma dell&rsquo;organizzazione si afferma la necessit&agrave; di uso della&nbsp;<strong>violenza</strong>, al fine di provocare e guidate in armi una rivolta popolare, per giungere alla proclamazione della Repubblica Veneta&rdquo;.</p>
<p>Ecco perch&eacute; l&rsquo;organizzazione sgominata dal Ros non ha &ldquo;di mira un&rsquo;azione simbolica o meramente dimostrativa come nel maggio del 1997 ma al contrario ricerca&nbsp;<strong>armi leggere</strong>&nbsp;e progetta mezzi blindati effettivamente operativi e dotati di armi pesanti costruite ad hoc, con un piano che, pur avendo di mira&nbsp;<strong>Venezia</strong>&nbsp;ed altre citt&agrave; (tra le quali&nbsp;<strong>Brescia</strong>), stavolta prevede un&rsquo;azione militare in senso proprio, con resistenza armata, per di pi&ugrave; coinvolgendo al contempo un&rsquo;ampia platea di&nbsp;<strong>manifestanti</strong>&ldquo;. La presenza di questi ultimi, nell&rsquo;ottica degli arrestati, &ldquo;dovrebbe rendere impossibile una reazione immediata delle&nbsp;<strong>forze dell&rsquo;ordine</strong>&ldquo;: e sulle &ldquo;prevedibili incertezze della risposta dello Stato&rdquo;, l&rsquo;organizzazione puntava da un lato ad innescare &ldquo;un processo insurrezionale pi&ugrave; ampio&rdquo; e dall&rsquo;altro ad avare &ldquo;i<strong>&nbsp;primi riconoscimenti esteri</strong>&nbsp;della nuova realt&agrave; politica&rdquo;.</p>
<p>Sempre secondo il gip, per conseguire l&rsquo;indipendenza del&nbsp;<strong>Veneto</strong>&nbsp;e di altre regioni italiane, nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Brescia, sono emersi contatti con altre realt&agrave; indipendentiste&nbsp;<strong>piemontesi</strong>, sarde,&nbsp;<strong>campane</strong>&nbsp;e siciliane, con l&rsquo;obiettivo di coinvolgerle nella protesta generalizzata a sostegno dell&rsquo;azione militare vera e propria. In tale prospettiva, sono state documentate anche attivit&agrave; strumentali alla&nbsp;<strong>realizzazione</strong>&nbsp;del progetto eversivo, con l&rsquo;organizzazione di conferenze e manifestazioni di piazza, oltre alla costituzione di una sorta di direttorio del nuovo governo&nbsp;<strong>Serenissimo</strong>, per le trattative con lo Stato italiano finalizzate alla secessione del&nbsp;<strong>Veneto</strong>&nbsp;dall&rsquo;Italia.&nbsp;Rappresentanti di questi movimenti, in particolare, si riunirono il 26 maggio 2012 ad&nbsp;<strong>Erbusco</strong>&nbsp;(Brescia) in quella che gli investigatori definiscono la riunione costitutiva de&nbsp;<strong>L&rsquo;Alleanza</strong>.</p>
<p><span><strong>LE INTERCETTAZIONI</strong></span><br><strong><span>&ldquo;Caricare candelotti dinamite&rdquo;</span></strong><br>&rdquo;Pi&ugrave; che tagliare il salame abbiamo bisogno di caricare i candelotti di dinamite&rdquo;. A esprimersi cos&igrave;, intercettato dai carabinieri del Ros, &egrave; il bresciano&nbsp;<strong>Giancarlo Orini</strong>, tra i secessionisti arrestati. E&rsquo; quanto si legge nell&rsquo;<strong>ordinanza di custodia cautelare</strong>.&nbsp;Orini, ex appartenete alla&ldquo;frangia pi&ugrave; radicale della<strong>&nbsp;Lega Nord</strong>&ldquo;, si legge nell&rsquo;ordinanza, il 15 giugno 2012, spiega: &ldquo;Ma &egrave; arrivato il momento di combattere, ragazzo&hellip; se stiamo qui a aspettare, qui tra poco salta tutto&rdquo;. L&rsquo;interlocutore risponde: &ldquo;Male che vada nella peggiore delle ipotesi ci troviamo a casa mia a tagliare su un salame&hellip;&rdquo;. Orini risponde: &ldquo;No, pi&ugrave; che tagliare il&nbsp;<strong>salame</strong>&nbsp;noi abbiamo bisogno di caricare i candelotti di&nbsp;<strong>dinamite</strong>&ldquo;.</p>
<p><span><strong>La festa per il primo Tanko. Volevano costruirne 6</strong></span><br>Per &lsquo;festeggiare&rsquo; la realizzazione del primo carro armato, il cosidetto&nbsp;<strong>Tanko</strong>, il 7 ottobre del 2012 si tenne un incontro &ldquo;celebrativo&rdquo; in cui&nbsp;<strong>Giancarlo Orini</strong>&nbsp;tenne un discorso che fu divulgato via fax e quindi intercettato dai militari del&nbsp;<strong>Ros</strong>. E&rsquo; quanto si legge negli atti dell&rsquo;inchiesta, da cui risulta anche che i secessionisti avrebbero voluto costruirne altri cinque. &ldquo;Sono molto onorato e molto orgoglioso di essere in questo momento storico in presenza di patrioti coraggiosi, e ripeto coraggiosi &ndash; scriveva Orini &ndash; per ricevere in consegna questo primo,&nbsp;<strong>potente</strong>, poderoso mezzo destinato ad attaccare con grande efficacia il regime che da troppo tempo ci affligge ed&nbsp;<strong>umilia</strong>&ldquo;.&nbsp;</p>
<p><span><strong>Luigi Faccia: &ldquo;Il Tanko ci d&agrave; credibilit&agrave;&rdquo;</strong></span><br>Il&nbsp;<strong>Tanko</strong>&nbsp;fabbricato dai secessionisti arrestati nell&rsquo;operazione del Ros serviva, oltre che per l&rsquo;invasione programmata di Piazza San Marco a Venezia, anche per dare &ldquo;<strong>credibilit&agrave;</strong>&rdquo; al movimento che, rispetto a quello del &rsquo;97 era &ldquo;cresciuto sotto tutti i punti di vista&rdquo;. A parlare, intercettato dagli investigatori, &egrave;&nbsp;<strong>Luigi Faccia</strong>, gi&agrave; coinvolto nei fatti di 17 anni, fa durante i festeggiamenti per la consegna del carro armato artigianale. &ldquo;Certo &ndash; dice Faccia in un incontro all&rsquo;<strong>Arsenale</strong>&nbsp;&ndash; rispetto al &rsquo;97 siamo cresciuti sotto tutti i punti di vista, abbiamo un&rsquo;alleanza, abbiamo fratelli che combattono, noi siamo pi&ugrave; preparati, abbiamo pi&ugrave; esperienza&hellip;&rdquo; E ancora: &ldquo;Dunque questo Tanko, combattendo&hellip; ci d&agrave; la possibilit&agrave; e ci dar&agrave; la possibilit&agrave; di essere veramente credibili e soprattutto di aver il controllo del nostro territorio e da l&agrave; fare il passo finale per la&nbsp;<strong>vittoria</strong>, per l&rsquo;indipendenza di noi veneti e di tutti i nostri<strong>&nbsp;fratelli alleati</strong>&ldquo;.</p>
<p><span><strong>&ldquo;Rinunciamo ad attentati sui tralicci&rdquo;</strong></span><br>Il progetto dei secessionisti arrestati oggi nell&rsquo;inchiesta della&nbsp;<strong>Procura di Brescia</strong>&nbsp;di compiere attentati contro i tralicci, sulla scorta del terrorismo alto-atesino negli anni &rsquo;50-&rsquo;60, fu abbandonato perch&eacute; &ndash; annota il gip di Brescia nell&rsquo;ordinanza di custodia cautelare &ndash; &ldquo;rischioso e probabilmente inviso alla quasi totalit&agrave; della pubblica opinione&rdquo;. Lo spiega uno degli arrestati,<strong>&nbsp;Luigi Faccia</strong>, durante un incontro intercettato con i &lsquo;patrioti&rsquo; bresciani. &ldquo;Non &egrave; che danneggi il&nbsp;<strong>Quirinale</strong>&nbsp;&ndash; spiega il &lsquo;serenissimo&rsquo; del 1997 -. Danneggi il c&hellip; che sta guardando la partita e che si incazza come una iena, capito?&rdquo;.&nbsp;</p>
<p><span><strong>IL PRECEDENTE<br>Quando nel &rsquo;97 occuparono Piazza San Marco a Venezia</strong></span><br>A quasi diciassette anni di distanza la storia di ripete, o quasi. L&rsquo;operazione di stanotte ricorda la vicenda dell&rsquo;assalto al&nbsp;<strong>campanile di San Marco</strong>&nbsp;da parte di un gruppo di 8 cosiddetti &lsquo;Serenissimi&rsquo; nella notte tra l&rsquo;8 e il 9 maggio del 1997. A pochi giorni dalla ricorrenza del bi-centenario della caduta della&nbsp;<strong>Serenissima</strong>, il 12 maggio 1797, &lsquo;occuparono&rsquo; piazza San Marco e il campanile di San Marco issando la bandiera con il&nbsp;<strong>Leone di San Marco</strong>. Il gesto eclatante voleva essere la dimostrazione simbolica di alcune&nbsp;<strong>rivendicazioni</strong>&nbsp;indipendentiste. I Serenissimi, partiti dal padovano con un camion che trasportava un autocarro artigianalmente trasformato da mezzo blindato, giunsero, poco dopo mezzanotte, all&rsquo;imbarcadero dell&rsquo;<strong>Actv del Tronchetto</strong>, per imbarcarsi poi su un ferry boat. Vestiti con&nbsp;<strong>tute mimetiche</strong>&nbsp;e armati di un vecchio mitra, residuato bellico della seconda guerra mondiale, ma funzionante. Salirono a bordo del ferry boat di linea dell&rsquo;Actv con il finto autoblindo e lo dirottarono su piazza San Marco. Giunti nella piazza, alcuni dei partecipanti all&rsquo;azione l&rsquo;occuparono simulando di tenerla sotto tiro con l&rsquo;&rdquo;<strong>autoblindo</strong>&ldquo;, mentre il resto del gruppo, scardinando la porta, sal&igrave; in cima al campanile di San Marco. Qui fu issata la bandiera con il leone alato, simbolo della&nbsp;<strong>Serenissima Repubblica di Venezia</strong>, gesto dimostrativo che era l&rsquo;obiettivo della azione.&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;intenzione dei Serenissimi era quella di occupare il campanile fino al 12 maggio, bicentenario dell&rsquo;abdicazione del&nbsp;<strong>Maggior Consiglio della Repubblica Veneta</strong>&nbsp;ai francesi, e per questo si erano portati anche dei viveri. La sera stessa il sindaco di Venezia,&nbsp;<strong>Massimo Cacciari</strong>, and&ograve; a parlamentare con i manifestanti per cercare una mediazione, ma senza successo. Il mattino dopo alle 8.15, gli uomini del Gis dei Carabinieri giunti dalla&nbsp;<strong>Toscana</strong>, si misero in azione. Un gruppo di militari occup&ograve; la piazza arrestando i serenissimi che erano a bordo del tanko, altri Carabinieri scalarono il&nbsp;<strong>campanile</strong>&nbsp;e in pochi minuti entrando e arrestando tutti i partecipanti all&rsquo;azione. Il processo ai Serenissimi si concluse con assoluzioni,&nbsp;<strong>patteggiamenti</strong>&nbsp;e condanne.&nbsp;&nbsp;</p>
<p><span><strong>LE REAZIONI<br>Salvini: &ldquo;Siamo alla follia, domenica in piazza&rdquo;</strong></span><br>Un&rsquo;azione, quella della magistratura bresciana, aspramente contestata dalla Lega Nord. &ldquo;Aiutano i clandestini, cancellando il reato di&nbsp;<strong>clandestinit&agrave;</strong>, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l&rsquo;indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia&rdquo;:&nbsp;&egrave; stato questo il commento su Facebook del segretario federale del Carroccio&nbsp;<strong>Matteo Salvini</strong>, che ha&nbsp;annunciato una manifestazione &ldquo;domenica prossima a&nbsp;<strong>Verona</strong>&nbsp;alle ore 18 per protestare contro gli arresti e l&rsquo;indagine anti-indipendentista&rdquo;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/7971/dodici-mesi-hot-made-in-slovenia</guid>
	<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 11:03:32 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/7971/dodici-mesi-hot-made-in-slovenia</link>
	<title><![CDATA[Dodici mesi hot "Made in Slovenia"]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Direttamente dalla Slovenia arriva la risposta al calendario Pirelli. Un lunario in bianco e nero intitolato <a href="https://www.tgcom.mediaset.it/gossip/fotogallery/1001070/dodici-bellezze-made-in-slovenia.shtml"><em>&ldquo;Made in Slovenia&rdquo;</em> </a>, provocante e sexy, immortalato dal famoso fotografo Ales Bravnicar .</p>
<p><img src="https://www.tgcom.mediaset.it/images/140x105/fotogallery/1001070/C_2_fotogallery_1001070_foto1.jpg" width="140" height="105" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p><br>Il titolo ironico &ldquo;Made in Slovenia&rdquo;&nbsp; vuole essere una risposta al bombardamento dei prodotti che arrivano dalla Cina. Per dimostrare che anche la Slovenia ha molto da esportare. Obiettivo raggiunto - in molti sono gi&agrave; pronti a prendere un aereo...</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.tgcom.mediaset.it/gossip/fotogallery/1001070/dodici-bellezze-made-in-slovenia.shtml">Il calendario &ldquo;Made in Slovenia&rdquo;</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>laibach</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>