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	<title><![CDATA[MSNI: Novembre 2024]]></title>
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	<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 18:23:29 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Il Lipizzano, Sua Altezza Il Cavallo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nell'attesa che arivasse il loro turno di esibirsi, una decina di&nbsp;<strong>cavalieri&nbsp;</strong>in bicorno e giacca lunga a coda di rondine bevevano birra in un corridoio poco lontano dal&nbsp;<strong>maneggio</strong>&nbsp;d'inverno, l'elegante sala circondata da portici su colonne della&nbsp;<strong>Scuola</strong>&nbsp;<strong>d'Equitazione Spagnola</strong>&nbsp;di Vienna: il pubblico presente, affascinato, ammirava intanto due<strong>&nbsp;lipizzani</strong>&nbsp;che eseguivano, accompagnati dalla&nbsp;<strong>Sinfonia N&deg;40</strong><strong>&nbsp;in sol minore di Mozart</strong>, un antico esercizio equestre, il&nbsp;<strong>pas-de-deux</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">All'improvviso un tavolo and&ograve; a sbattere con violenza contro una parete del corridoio, rovesciando a terra con fracasso le bottiglie ed i bicchieri che vi erano posati sopra: i tre giganteschi candelieri che illuminavano la grande sala si misero a oscillare e gli spettatori furoni presi dal panico. I due&nbsp;<strong>cavalli&nbsp;</strong>continuarono imperterriti a muoversi con la stessa geometrica precisione, conservando una cos&igrave; ferrea disciplina che soltanto ad esercizio finito i loro&nbsp;<strong>cavalieri&nbsp;</strong>vennero a sapere che c'era stata una scossa di terremoto a Vienna, quella dell'aprile 1972.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Un simile freddo coraggio nei momenti di pericolo &egrave; caratteristico dei&nbsp;<strong>lipizzani&nbsp;</strong>che, minacciati pi&ugrave; volte di estinzione, sono sempre riusciti a tornare dall'esilio e ad uscire dalle guerre con lo stesso&nbsp;<strong>portamento regale</strong>, suscitando una quasi mitica reverenza nelle persone che si occupano di loro.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://www.arsial.it/app/uploads/Cavallo_Lipizzano5-scaled.jpg" alt="Il Lipizzano, Sua Altezza Il Cavallo" title="Il Lipizzano, Sua Altezza Il Cavallo" width="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Quella di&nbsp;<strong>Lipizza</strong>&nbsp;&egrave; una delle&nbsp;<strong>razze equine pure</strong>&nbsp;pi&ugrave; antiche del mondo, perch&egrave; esiste da oltre quattro secoli: Dai principi del Sacro Romano Impero, a Napoleone , ad Elisabetta II d'Inghilterra, e le teste coronate hanno sempre mostrato di prediligere questi<strong>&nbsp;cavalli</strong>, che sulle acciottolate della Vienna dl XVI secolo trainavano le&nbsp;<strong>berline dei sovrani asburgici</strong>ed ai giorni nostri hanno conferito una nota di<strong>&nbsp;maestosa eleganza</strong>&nbsp;ai&nbsp;<strong>cortei inaugurali di tre presidenti degli Stati Uniti</strong>.<br>Riservati per generazioni alle&nbsp;<strong>stalle della corte austro-ungarica</strong>, i&nbsp;<strong>lipizzani</strong>&nbsp;sono diffusi oggi in tutto il mondo, dai prati alpini al veld sudafricano, dalle colline pedemontane d'Australia alle pianure del Midwest americano.<br>Da qualche centinaia di esemplari alla fine della seconda guerra mondiale, i&nbsp;<strong>lipizzani purosangue</strong>&nbsp;sono passati a quasi 3000 esemplari, e la maggior parte di essa si trova in nove allevamenti nazionali sparsi per l'Europa, dove riceve cure premurose.<br>I&nbsp;<strong>lipizzani</strong>&nbsp;prendono il loro nome da&nbsp;<strong>Lipizza</strong>, un paesino a est di Trieste dove nel 1580 l'<strong>Arciduca Carlo D'Asburo cre&ograve; il primo allevamento</strong>.<br>La&nbsp;<strong>razza</strong>&nbsp;&egrave; il risultato dell'incrocio tra&nbsp;<strong>robuste e resistenti fattrici italiane</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>stalloni andalusi</strong>&nbsp;fatti venire dalla Spagna.<br>Secoli di vita spartana hanno fatto dei&nbsp;<strong>lipizzani una razza resistente e longeva</strong>.<br>Al momento della nascita il&nbsp;<strong>lipizzano</strong>&nbsp;ha il&nbsp;<strong>mantello color marrone scuro</strong>, che a poco a poco schiarisce fino ad acquistare la tonalit&agrave;&nbsp;<strong>marmo-avorio che lo ha reso famoso</strong>.<br>Quando si muove il&nbsp;<strong>lipizzano&nbsp;</strong>rivela veramente se stesso: l'<strong>andatura impettita ed altera</strong>, la folta coda che oscilla accompagnando il dondolio dei formidabili quarti posteriori ne fanno un&nbsp;<strong>cavallo degno di un imperatore</strong>.<br>La spinta poderosa delle zampe posteriori l'ha ricevuta in eredit&agrave; dagli antennati, che dovettero imparare a spostarsi velocemente sul terreno durante i combattimenti a distanza ravvicinata.<br>Un tempo si insegnava ai&nbsp;<strong>lipizzani&nbsp;</strong>anche a&nbsp;<strong>saltare gli ostacoli&nbsp;</strong>e ad<strong>&nbsp;investire con gli zoccoli</strong>, nel pieno del galoppo, il nemico; oppure ad<strong>&nbsp;impennarsi sollevandosi in tutta la loro terrificante altezza&nbsp;</strong>per proteggere con l'immenso torace il cavalliere dai colpi di lancia e dai proiettili.<br> Eredi dei celebri&nbsp;<strong>purosangue&nbsp;</strong>dell'et&agrave; asburgica e di<strong>&nbsp;Lipizza&nbsp;</strong>italiana, alla fine della seconda guerra mondiale, a<strong>Monterotondo</strong>, Roma, vivono e si riproducono i rappresentanti di tutte e sei le famiglie maschili di lipizzani: il<strong> Napoletano</strong>, il&nbsp;<strong>Favory</strong>, il&nbsp;<strong>Maestoso</strong>, il&nbsp;<strong>Pluto</strong>, il&nbsp;<strong>Conversano</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>Siglavy</strong>.<br> L'allevamento, di propriet&agrave; dell'Istituto Sperimentale per la Zootecnia, si trova nell'<strong>azienda di Tor Mancina</strong>, dove, in una tenuta di circa mille ettari di terreno, oltre un centinaio di<strong>&nbsp;cavalli vengono allevati allo stato brado</strong>.<br> Nell'<strong>allevamento di Monterotondo</strong>&nbsp;le&nbsp;<strong>cavalle partoriscono all'aperto</strong>&nbsp;e fanno tutto da sole, di solito accade nel cuore della notte, e la mattina si trova il<strong>&nbsp;puledrino</strong>&nbsp;gi&agrave; in piedi accanto alla madre.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La&nbsp;<strong>bellezza e l'imponenza di questi cavalli &egrave; famosa</strong>, molto spesso vengono utilizzati come modelli per il cinema o la televisione: lo splendido cavallo bianco lanciato in corsa sul bagnasciuga, in uno spot televisivo, guarda a caso, &egrave; proprio un&nbsp;<strong>lipizzano italiano</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://www.inseparabile.com/images/cavallo_lipizzano.jpg" alt="Il Lipizzano, Sua Altezza Il Cavallo" title="Il Lipizzano, Sua Altezza Il Cavallo" width="300" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Il<strong>&nbsp;termine purosangue</strong>&nbsp;sta ad indicare un&nbsp;<strong>cavallo l</strong>a cui ascendenza &egrave; scrupolosamente documentata per un minimo di<strong>cinque- sette generazioni</strong>; quando un&nbsp;<strong>cavallo lipizzano&nbsp;</strong>muore, il suo<strong>&nbsp;pedigree</strong>&nbsp;deve essere distrutto in presenza di una speciale commissione.</p>
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	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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	<pubDate>Tue, 12 Nov 2024 18:20:29 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10632/machu-picchu-la-citt-sacra-incas</link>
	<title><![CDATA[Machu Picchu La Città Sacra Incas]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span> <strong>Machu Picchu</strong>&nbsp;&egrave; la pi&ugrave; misteriosa fra le citt&agrave; dell'<strong>America precolombiana</strong>; situata su una cresta tumultuosa del&nbsp;<strong>rio&nbsp;</strong><strong>Urubamba</strong>&nbsp;che scorre, 600 metri pi&ugrave; in basso, tra le pareti di una stretta gola.<br>La&nbsp;<strong>civilt&agrave; peruviana&nbsp;</strong>risale al 2500 a.C., gli&nbsp;<strong>incas&nbsp;</strong>stessi compaiono sulla scena nell'<strong>ottocento a.</strong>C..<br>Fu solo nel XV secolo che il nono re inca, Pachacutec, e suo figlio Tupac Yupanqui, conquistarono un impero che si estendeva per pi&ugrave; di tre milioni di chilometri quadrati, partendo dal sud-ovest della Colombia, arrivando fino al centro del Cile e a nord-ovest dell'Argentina e la cui capitale, Cuzco, si trovava nel cuore del territorio.</span></p>
<p><strong>Abilissimi agricoltori, gli Incas furono anche ottimi tessitori, ceramisti, matematici ed ingegneri.</strong><br>La loro&nbsp;<strong>rete stradale era talmente perfetta che il pesce pescato nel Pacifico</strong>, trasportato attraverso montagne alte talvolta anche 4.000 metri,&nbsp;<strong>arrivava fresco sulla tavola del re</strong>.<br>Ponti sospesi scavalcavano i torrenti ed imponenti fortezze facevano corona ai picchi dei monti.<br>Questo popolo non conosceva la scrittura, ma riusciva a far di conto alla perfezione grazie ad un&nbsp;<strong>pacchetto di cordicelle</strong><strong>variamente annodate, il quipu</strong>.<br>Non conoscevano il ferro, n&egrave; l'arco n&egrave; la carrucola, n&egrave; la ruota; tuttavia i colossali monoliti degli Incas si stagliavano contro il cielo, indifferenti ai terremoti.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://content.r9cdn.net/rimg/dimg/4c/ac/7e6077e1-city-45618-165ce416a23.jpg" width="650" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p>Come facevano a trasportare queste enormi pietre dalle cave, a volte distanti pi&ugrave; di 25 chilometri, superando montagne con pareti quasi verticali?<br><strong>A Sacsahuaman, l'immensa fortezza vicina a Cuzco, il masso pi&ugrave; grande pesa pi&ugrave; di 300 tonellate ed &egrave; alto circa otto metri.</strong>&nbsp;<br>Nel XVI secolo i conquistadores spagnoli dopo aver ucciso l'imperatore&nbsp;<strong>Atahualpa&nbsp;</strong>e cosi via fino all'ultimo imperatore<strong>Tupac&nbsp;</strong><strong>Amaru</strong>&nbsp;per portare via l'oro distrussero tutte le&nbsp;<strong>citt&agrave; incaiche&nbsp;</strong>e costruirono sulle rovine chiese cattoliche.<br>Una sola citt&agrave; rest&ograve; inviolata, cos&igrave; sacra che a nessun conquistadores fu permesso di vederla o di udirne parlare.</p>
<p><img src="https://www.paid2write.org/images_articles/5/5/5/ZQGT3428/machupicchuperu.jpg" alt="Machu Picchu La Citt&agrave; Sacra Incas" title="Machu Picchu La Citt&agrave; Sacra Incas" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Dopo la morte dei suoi abitanti, la citt&agrave; venne lentamente sommersa dalla giungla e cos&igrave; rimase finch&egrave; nel luglio del 1911 fu scoperta dall'<strong>esploratore americano Hiram Bingham&nbsp;</strong>e la chiam&ograve; semplicmente&nbsp;<strong>Machu Picchu ( la vecchia montagna )</strong>, dal nome del grande picco grigio che a sud la domina.<br>Per raggiungere&nbsp;<strong>Machu Picchu</strong>&nbsp;rapidamente prendete l'<strong>aereo che porta da Lima a Cuzco</strong>.&nbsp;<br>Dopo un'ora e mezza di volo, quando scendete dall'aereo, vi trovate a&nbsp;<strong>3400 metri d'altezza</strong>... e comminciate a boccheggiare.<br>Sono forse l'altezza e la purezza dell'aria che rendono cos&igrave; bella questa citt&agrave;, capitale archeologica dell'America meridionale ( 250.000 abitanti ) con i suoi tetti di tegole ed i suoi portici spagnoli.<br>Da&nbsp;<strong>Cuzco</strong>&nbsp;poi si prende l'autocarril, o una vecchia cremagliera che porta anch'essa a&nbsp;<strong>Machu Picchu,</strong>&nbsp;sbuffando e zigzagando.<br>Le parole non sanno esprimere il magnetismo di queste altitudini, fatto di un flusso pulsante di calore e di luce.<br>La&nbsp;<strong>Torre Militare</strong>, con il suo muro curvo che segue l'andamento della roccia,<strong>&nbsp;la Meridiana</strong>, il&nbsp;<strong>Palo a cui legare il sole dove ad&nbsp;</strong><strong>ogni solstizio d'inverno i sacerdoti incas legavano l'astro per poterlo tirare verso il sud e farlo in tal modo tornare a risplendere.</strong><br>Tagliata in una sola pietra, la&nbsp;<strong>Meridiana</strong>&nbsp;ha bordi affilati come rasoi che indicano con la precisione di una bussola<strong>&nbsp;i quattro punti cardinali.</strong><br><strong>A Machu Picchu piove spesso, una pioggia sottile che si tramuta subito in un diluvio e rapidamente come &egrave; venuta si trasforma in una foschia che avvolge tutta la citt&agrave;; quasi, forse, per proteggerla ancora da occhi indiscreti.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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