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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<pubDate>Tue, 22 Aug 2023 10:20:32 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/32669/le-api-si-adeguano-alla-plastica</link>
	<title><![CDATA[Le api si adeguano alla plastica]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - hanno sviluppato un incredibile adattamento alla plastica, al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova</span></p>
<p>La plastica ha colonizzato ogni angolo del Pianeta. Non sono da meno alcune sostanze chimiche di sintesi, ormai integrate nel tessuto ecologico che avvolge le comunit&agrave; umane, ed animali. Ma che alcune specie di api - gi&agrave; sotto la lente di ingrandimento per la &ldquo;sindrome da collasso della colonia&rdquo;, la moria catastrofica di impollinatori che affligge gli alveari di America ed Europa - abbiano sviluppato un adattamento alla plastica al punto da usarne frammenti per costruire le celle in cui deporre le uova &egrave; una novit&agrave; finora fuori scala. Alcuni ricercatori di Toronto, Canada, hanno in effetti osservato questo comportamento in due specie, la<span>Megachile rotundata</span>, che di solito opta per le foglie ed &egrave; stata osservata montare il proprio alveare anche con pezzi di polietilene (i sacchetti di plastica, appunto, su circa lo 0,85% % delle celle analizzate), e la&nbsp;<span>Megachile campanulae</span>, che sembra in grado di abbinare alla resina naturale raccolta dagli alberi un collante sintetico come il poliuretano (sullo 0,74% del campione). &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Secondo Scott McIvor, che ha curato il protocollo di ricerca, i nidi di queste api, in cui sono nate regolarmente le nuove pupe, potrebbe riflettere un tratto adattativo necessario per la sopravvivenza in ecosistemi ormai dominati dall&rsquo;impronta umana. &ldquo;Abbiamo avuto questo riscontro su qualche migliaia di api - spiega McIvor - Potrebbe trattarsi anche di un comportamento aberrante, o dell&rsquo;assenza nelle immediate vicinanze dei materiali usati tradizionalmente. Ma noi pensiamo che l&rsquo;uso della plastica potrebbe anche suggerire che certe specie di api esprimono una inedita flessibilit&agrave; nella costruzione dei nidi, che potrebbe aiutarle in ambienti nuovi o modificati&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se fosse cos&igrave;, le api subirebbero una pressione selettiva gi&agrave; all&rsquo;opera nello sbozzare le colonie del futuro in una terra di confine tra ambienti naturali e periferie di citt&agrave;. Sia la&nbsp;<span>rotundata&nbsp;</span>che la&nbsp;<span>campanulae&nbsp;</span>di norma costruiscono le arnie per la deposizione delle uova in cavit&agrave; all&rsquo;interno dei tronchi degli alberi, o sui rami; ma l&rsquo;alveare spunta anche in luoghi progettati dall&rsquo;uomo, come le recinzioni e le fessure tra i mattoni. L&rsquo;ape rotundata mastica la polpa vegetale delle foglie per produrre la malta con cui plasma le celle del suo alveare. A Toronto ha aggiunto il polietilene dei sacchetti di plastica, anche se non aderisce adeguatamente alla materia organica. La plastica potrebbe compromettere i livelli di umidit&agrave; dell&rsquo;alveare, ma all&rsquo;opposto fungere come protezione dall&rsquo;infestazione di parassiti. Secondo McIvor e il suo gruppo il fatto che la plastica sia comunque stata scelta dalle api potrebbe dimostrare che la struttura dell&rsquo;alveare &egrave; pi&ugrave; importante della sua composizione chimica. La capacit&agrave; di rispondere alle sfide ambientali potrebbe in futuro marcare una differenza di specie tra le api che riusciranno ad interagire con efficacia con i prodotti umani in contesti non pi&ugrave; selvaggi (i &ldquo;vincitori urbani&rdquo;, come li definisce McIvor) e quelle che invece eviteranno i paesaggi antropici. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perch&eacute; anche per le api il problema sempre pi&ugrave; urgente &egrave; trovare habitat ancora in grado di offrire loro nutrimento e spazio adatto alla riproduzione. La ricerca di Toronto mostra fino a che punto una specie pu&ograve; essere costretta a scendere a patti con la nostra. I giornali californiani sostengono che ormai &ldquo;le api spendono ore on the road&rdquo;, intendendo che gli impollinatori in movimento su vaste distese di monocolture segnate da corridoi in asfalto a traffico intenso non hanno pi&ugrave; a disposizione il mosaico di prati, aree cespugliose e boschi in cui posarsi, suggere nettare e poi ripartire alla volta dei campi di ortaggi e frutta da fecondare. &nbsp;</p>
<p>I cambiamenti ambientali e lo stress da adattamento che le api stanno subendo fanno la loro parte nella generale contrazione del loro numero un po&rsquo; ovunque. Secondo una ricerca su 17 Paesi membri dello&nbsp;<span>European Union Reference Laboratory For Honeybee</span>, il vecchio continente perde 1/3 delle sue api da miele ogni anno. L&rsquo;agricoltura industriale ha intaccato la vita delle api, prima di tutto perch&eacute; ha sfigurato il paesaggio a cui 30 milioni di anni di selezione evolutiva le aveva preparate. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&ldquo;Le api hanno subito cambiamenti immensi - spiega Diego Pagani, apicoltore biologico della Val Chidone, provincia di Piacenza, tra i massimi in Italia, e presidente del CONAPI (Consorzio Nazionale Apicoltori) - Fino agli anni Cinquanta sentivano il profumo dei fiori a 1,5 Km di distanza, adesso lo devono captare da 300 Km per effetto dell&rsquo;inquinamento. Gli agenti chimici impiegati in agricoltura funzionano come una barriera tra loro e i fiori&rdquo;. La capacit&agrave; di adattamento descritta a Toronto dipende dalla estrema velocit&agrave; del tasso riproduttivo: &ldquo;Un&rsquo;ape vive 40 giorni, gliene occorrono 21 per nascere. In una sola stagione ci sono pi&ugrave; generazioni, il ricambio &egrave; altissimo&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="https://file.cure-naturali.it/site/image/hotspot_article_first/8242.jpg" alt="image" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Pagani non ha dubbi: l&rsquo;ambiente incontaminato non esiste pi&ugrave; nemmeno in Italia e la perdita di biodiversit&agrave; riguarda anche la scomparsa di prati e siepi non coltivati, inghiottiti dalle monocolture. &ldquo;L&rsquo;agricoltura estensiva e l&rsquo;uso di sostanze di sintesi sono alla base del collasso delle api. In California, nella zona di Sacramento, famosa per le piantagioni di mandorle, devono comperare le api dalla Nuova Zelanda. Negli Stati Uniti ormai un alveare costa 150 dollari, qui in Italia siamo a 25 euro. Negli anni &rsquo;20 del Novecento gli americani avevano 9 milioni di api, oggi ridotte a 1 milione e mezzo, lo stesso numero che vive nel nostro Paese. Un&rsquo;ape pu&ograve; volare per 3 Km, ma poi deve posarsi e nutrirsi. Una condizione che in California &egrave; diventata quasi impossibile&rdquo;. Con questa realt&agrave; al suolo si confronta anche un apicoltore biologico come Pagani, che si attiene ad uno schema dal carattere rigorosamente territoriale: nessuna discarica in un raggio di 5 Km dalle arnie, nessuna fabbrica entro 3 Km, niente colture estensive in vista e strade solo oltre 1 km. Le api dovrebbero avere a disposizione solo porzioni di bosco ad acacie spontanee ed erba medica non trattata. Eppure, anche quelle di Pagani qualche volta muoiono sulle corolle dei girasoli spruzzate di insetticidi di sintesi. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un recente studio condotto dall&rsquo;Universit&agrave; della North Carolina uscito su Science sembra confermare che la variet&agrave; di tipologie di api che volano su una coltura pu&ograve; condizionare anche la quantit&agrave; dei raccolti. Per Federica Ferrario responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace Italia &ldquo;il primo fattore di declino delle api &egrave; l&rsquo;uso di insetticidi. Nel 2013 la EU ha stabilito una moratoria di due anni su tre tipi di nicotinoidi, ma il pacchetto pi&ugrave; vasto delle cause di questa moria &egrave; l&rsquo;agricoltura industriale nel suo complesso, che implica anche, parlando di impollinatori, l&rsquo;eliminazione di habitat e rifugi. Le monoculture innescano fenomeni a effetto domino che diventano poi difficili da gestire perch&eacute; impoveriscono l&rsquo;ambiente. In California i cocktail di sostanze di sintesi sono sempre pi&ugrave; spesso inutili, al punto che si ritorna alla zappa per estirpare le erbacce&rdquo;. &nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Greenpeace sta premendo perch&eacute; l&rsquo;Europa avvii un piano di monitoraggio completo degli impollinatori e propone una strategia di interventi molto semplici, ispirati, come ripete Ferrario, al buon senso di una volta: &ldquo;Rotazione delle colture, per togliere ai parassiti il tempo di sviluppare resistenze sempre pi&ugrave; intrattabili agli insetticidi; filari di siepi per dare rifugio ad api e bombi, ripristino di habitat semi naturali nelle aziende agricole come aree di compensazione ecologica&rdquo;. La plastica spuntata negli alveari di Toronto, i mandorli della California e gli alveari biologici di Pagani non sono cos&igrave; distanti. La nostra capacit&agrave; di gestire, o condannare, una gruppo di specie limita la resilienza dell&rsquo;ecosistema umano globale ai cambiamenti climatici e alla trasformazione del Pianeta in una nuova nicchia ecologica. Apicoltori e agricoltori sono destinati a diventare gli alleati di ecologi e conservazionisti. Suona come un paradosso, ma un ambiente pi&ugrave; selvaggio sar&agrave; la migliore polizza assicurativa per la produzione di cibo su scala continentale.&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.lastampa.it/"><span>fonte</span></a></p>
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	<dc:creator>avatar</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/30632/sempre-pi-debole-il-campo-magnetico-terrestre</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 09:07:57 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/30632/sempre-pi-debole-il-campo-magnetico-terrestre</link>
	<title><![CDATA[Sempre più debole il campo magnetico terrestre]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ne avevamo gi&agrave; parlato: Il&nbsp;<strong>campo magnetico</strong>&nbsp;terrestre che ci&nbsp;<strong>protegge</strong>&nbsp;dalle&nbsp;<strong>radiazioni&nbsp;</strong>provenienti dal cosmo e che indirizza la bussola verso il<strong>&nbsp;Polo Nord</strong>&nbsp;si sta indebolendo.</p>
<p>Lo si sapeva gi&agrave; da tempo, ma ora &egrave; quasi una certezza. Lo ha stabilito il satellite&nbsp;<strong>Swarm&nbsp;</strong>dell&rsquo;Esa. Lanciato lo scorsol novembre 2013, Swarm fornisce nuovi dati sul funzionamento del campo magnetico della Terra, dati che sino ad ora erano sconosciuti.</p>
<p>Le misurazioni effettuate nel corso degli ultimi sei mesi confermano la tendenza generale all' indebolimento del campo magnetico, con un calo <strong>drammatico&nbsp;</strong>che sta verificandosi nell&rsquo;emisfero occidentale. In altre aree del pianeta, tuttavia, come sull&rsquo;Oceano Indiano meridionale, il campo magnetico si sta rafforzato da gennaio 2014.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.meteoetna.com/wp-content/uploads/2017/03/campo-magnetico-terrestre.jpg" alt="image" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Il campo magnetico si sta spostando.</strong>&nbsp;Le ultime misurazioni, tra l&rsquo;altro, confermano anche il movimento del Polo Nord magnetico verso la&nbsp;<strong>Siberia</strong>. Questi cambiamenti sono basati sui segnali magnetici che hanno il loro motore nel nucleo della Terra. In particolare nel&nbsp;<strong>nucleo esterno</strong>&nbsp;dove il movimento del ferro allo stato liquido produce il campo magnetico terrestre.</p>
<p>Nel corso dei prossimi mesi, gli scienziati analizzeranno i dati per svelare i contributi magnetici provenienti da altre fonti, vale a dire dal mantello, dalla crosta, dagli oceani, dalla ionosfera e dalla magnetosfera.</p>
<p><span>Ci&ograve; fornir&agrave; una nuova visione di molti processi naturali, da quelli che si verificano in profondit&agrave; all&rsquo;interno del nostro pianeta fino a quelli prodotti dall&rsquo;attivit&agrave; solare. A sua volta, questa informazione produrr&agrave; una migliore comprensione del perch&eacute; il campo magnetico si sta indebolendo.</span></p>
<p>&laquo;Questi primi risultati dimostrano l&rsquo;ottima&nbsp;<strong>performance&nbsp;</strong>di Swarm&raquo;, ha dichiarato Rune Floberghagen, Mission Manager di Swarm. &laquo;Con una risoluzione senza precedenti, i dati mostrano valori molto particolareggiati per ogni singola area del pianeta, fondamentale per capire cosa sta avvenendo a livello globale al campo magnetico&raquo;.</p>
<p>I primi risultati sono stati presentati 19 giugno 2014 presso il terzo Swarm Science Meeting a Copenhagen, Danimarca.</p>
<p><strong>I pi&ugrave; colpiti saranno gli animali.</strong>&nbsp;Ma cosa significa un campo magnetico sempre pi&ugrave; debole? Al momento gli scienziati non si sbilanciano, ma stando ad alcune previsioni potrebbe voler dire che siamo vicini ad&nbsp;<strong>un&rsquo;inversion</strong>e del campo medesimo. Questo potrebbe portare il&nbsp;<strong>Polo Nord a diventare il Polo Sud</strong>&nbsp;e viceversa. Tranquilli, ci metter&agrave; migliaia di anni e non sar&agrave; un evento cos&igrave; repentino.</p>
<p><img src="https://www.viewzone.com/magnetic.center.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Il fenomeno dell&rsquo;inversione dei poli &egrave; gi&agrave; successo tante volte nel passato remoto della Terra, ma mai da che esiste l&rsquo;<em>Homo sapiens</em>&nbsp;e dunque non sappiamo esattamente si ci potrebbero essere delle ripercussioni.</p>
<p>Certo &egrave; che ce ne potrebbero essere per molti&nbsp;<strong>animali</strong>, soprattutto uccelli, che utilizzano il campo magnetico per le migrazioni.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/24805/48-ore-a-digiuno-per-diventare-una-modella-perfetta</guid>
	<pubDate>Mon, 14 Aug 2023 09:05:20 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/24805/48-ore-a-digiuno-per-diventare-una-modella-perfetta</link>
	<title><![CDATA[48 ore a digiuno per diventare una modella 'perfetta']]></title>
	<description><![CDATA[<p><span><span><span><strong>Anoressica per diventare una modella 'perfetta'</strong><br> &bdquo;</span></span></span></p>
<p>La storia &egrave; quella purtroppo molto nota del <strong>rapporto nefasto tra moda e anoressia</strong>, dolorosamente vissuta da un&rsquo;altra giovane donna che ha voluto raccontare al giornale inglese Daily Mail come il suo <strong>desiderio di sfondare nel mondo patinato delle passerelle</strong> si sia trasformato in un dramma personale.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/_eiqZ4eKv534/SeYuC_yP8KI/AAAAAAAAALc/fFdG5ANkRSc/s320/georgina04.jpg" alt="image" width="213" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Georgina Wilkin aveva appena 15 anni</strong> quando si era sentita dire da un agente che per sfruttare le sue potenzialit&agrave; di modella avrebbe dovuto perdere qualche centimetro sui fianchi e sulla vita e, influenzata da quel pericoloso consiglio, sei mesi dopo si ritrov&ograve; risucchiata nella <strong>spirale dell&rsquo;anoressia</strong>, uno scheletro che camminava e a malapena si reggeva in piedi per sfilare.</p>
<p><img src="https://3.bp.blogspot.com/_eiqZ4eKv534/SeYuCQAdFOI/AAAAAAAAALE/pqlPUKlYofU/s1600/georgina01.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Le venivano imposte taglie impressionanti per poter lavorare:</strong> &laquo;Secondo contratto le mie misure dovevano essere 60-55-86&raquo; racconta la ragazza che ora, a 23 anni, &egrave; per sua volont&agrave; fuori da quel giro spietato: &laquo;La settimana prima di mollare tutto mi &egrave; stato detto che qualunque cosa stessi facendo, dovevo continuare a farla. <strong>Non mangiavo da circa 48 ore&raquo;</strong>.</p>
<p>Intenzionata a vuotare il sacco su quel passato difficile, adesso denuncia: &laquo;Nessuno si &egrave; seduto con me e mi ha detto che avevo bisogno di aiuto: <strong>una modella &egrave; un prodotto</strong> e il manager &egrave; interessato solo a vendere quel prodotto, finch&eacute; non arrivi al punto di avere le labbra blu&raquo;.</p>
<p><span><span></span><img src="https://ctrl-c.cc/?CGYkNl4IYkpGRMbI4HYKOL0KGGUl0jqjAKaMeLch8JiI4HLIbG3hgi5lMGagqiaHOJcGXgkiwi1iEGTlUGlL5iZH4gXh9JIILLRMeCDt490qO9IlH1" alt="" width="1" height="1" style="border: 0px; border: 0px; "></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/23294/cosa-fare-in-caso-di-afa-e-caldo</guid>
	<pubDate>Thu, 13 Jul 2023 08:06:56 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/23294/cosa-fare-in-caso-di-afa-e-caldo</link>
	<title><![CDATA[Cosa Fare in caso di afa e caldo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Quest'anno, lestate si fa attendere, ma scommetto che di colpo verremo assaliti da caldo e afa.&nbsp;</span></p>
<p><span><span>Il caldo spesso pu&ograve; essere insopportabile, e prevenire &egrave; meglio che curare.&nbsp;</span>Eccovi alcuni facili consiglio per sopportarli al meglio:&nbsp;</span></p>
<p><span><img src="https://www.nostrofiglio.it/site_stored/imgs/0005/043/afa-caldo-nf.600.jpg" alt="sopportare il caldo" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></span></p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Primo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Limitare il consumo di cibi ricchi di grassi, come salumi, fritture e dolciumi.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Secondo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Fare pi&ugrave; pasti leggeri durante la giornata per non avere cali di zuccheri.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Terzo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Bere almeno 1 litro e mezzo d'acqua al giorno anche se non sentiamo lo stimolo della sete.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Quarto Consiglio:</strong></span></p>
<p>Rinfrescarsi con frutta e verdura fresca e soprattutto cruda, cos&igrave; avremo a nostra disposizione una ricca fonte di vitamine e minerali, utilissimo contro il caldo.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Quinto Consiglio:</strong></span></p>
<p>Bere oltre ad acqua, centrifughe di frutta e verdura, succhi non zuccherati e cocktail rinfrescanti.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Sesto Consiglio:</strong></span></p>
<p>Vestirsi con abiti larghi e fibre naturali, come cotone ed evitare fibre sintetiche troppo aderenti.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Settimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Non uscire, se &egrave; possibile, nelle ore pi&ugrave; calde della giornata, ovvero dalle 12 alle 16.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Ottavo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Se possibile, sostare in zone dotate di climatizzatori o deumidificatori, altrimenti areare bene le stanze, per cercare di creare correnti.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Nono Consiglio:</strong></span></p>
<p>Evitare di regolare il climatizzatore con troppa differenza rispetto all'ambiente esterno, per evitare rischi alla salute e fastidiosi dolori muscolari.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Decimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Evitare di fare sport nelle ore pi&ugrave; calde della giornata e preferire il tardi pomeriggio o la sera.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Undicesimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Consumare cibi freschi, come gelati alla frutta, granite e ghiaccioli. Evitare il consumo di alcol.</p>
<p><span style="color: #000080; "><strong>Dodicesimo Consiglio:</strong></span></p>
<p>Riparare il capo con cappello e bandane ed infine riparare gli occhi dai raggi del sole con occhiali da sole.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10094/voglia-di-natura-la-transiberiana</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 09:40:26 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10094/voglia-di-natura-la-transiberiana</link>
	<title><![CDATA[Voglia Di Natura, La Transiberiana]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Notte e giorno, durante la breve estate e l'interminabile inverno della&nbsp;<strong>Siberia</strong>, lunghi&nbsp;<strong>convogli di treni merci&nbsp;</strong>carichi di macchinari, legname, minerale di ferro e petrolio giungono sferragliando alla stazione di<strong>&nbsp;Irkutsk</strong>; situata sulle rive del fiume&nbsp;<strong>Angara</strong>, a met&agrave; strada fra i<strong>&nbsp;monti Urali</strong>&nbsp;ad ovest e&nbsp;<strong>Vladivostok</strong>&nbsp;a est, questa cittadina di provincia evoca tuttora i suggestivi ricordi della prima grande&nbsp;<strong>avventura transiberiana</strong>.&nbsp;<br> Quell'avventura aveva avuto inizio nel 1891, quando lo&nbsp;<strong>Zar Alessandro III</strong>&nbsp;decise di costruire una ferrovia di 7500 chilometri fra gli&nbsp;<strong>Urali&nbsp;</strong>ed il&nbsp;<strong>mare del Giappone</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Aperta 13 anni dopo, quella ferrovia era, e rimane, un cordone ombelicale essenziale ma fragile; corre infatti per migliaia di chilometri lungo la frontiera cinese.<br>Oggi nella stazione di<strong>&nbsp;Irkutsk</strong>, se un viaggiatore preme un pulsante, si accende un quadro luminoso con tante lampadine che illuminano l'itinerario prescelto per raggiungere una delle altre 96 stazioni lungo la linea ferroviaria. Ma il traffico passeggeri &egrave; ormai scarso, a&nbsp;<strong>Irkutsk.</strong>&nbsp;Gran parte dei turisti giunge in aereo. Quelli che hanno preferito partire da&nbsp;<strong>Mosca&nbsp;</strong>in treno ( il viaggio dura tre giorni e mezzo ) si dicono delusi per il panorama monotono ed interminabile di pianure e foreste.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">I&nbsp;<strong>siberiani&nbsp;</strong>sanno che il percorso pi&ugrave; interessante e meno frequentato &egrave; il tratto fra&nbsp;<strong>Irkutsk e Vladivostok</strong>. Ora i&nbsp;<strong>Sovietici</strong>hanno portato a termine un'altra epica impresa: circa 400 chilometri a nord della vecchia transiberiana, &egrave; stata approntata una nuova linea ferroviaria di 3145 chilometri che, collegata con la strada ferrata gi&agrave; esistente, arriva a coprire una distanza totale di 4341 kilometri.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://www.latitudeslife.com/wp-content/uploads/transiberiana-russia.jpg" alt="Voglia Di Natura, La Transiberiana" title="Voglia Di Natura, La Transiberiana" width="600" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La nuova ferrovia corre parallela all'antico tracciato, mentre quest'ultima costeggia il&nbsp;<strong>lago Bajkal&nbsp;</strong>a sud, l'altra gira intorno all'estremit&agrave; settentrionale del lago prima di puntare verso il fiume&nbsp;<strong>Amur&nbsp;</strong>e l'<strong>Oceano Pacifico</strong>.<br>Il suo nome&nbsp;<strong>BAM</strong>&nbsp;deriva appunto dal suo tracciato:&nbsp;<strong>Bajkal - Amur - Magistral</strong>.<br>Come la&nbsp;<strong>Transiberiana</strong>, anche la costruzione della&nbsp;<strong>BAM</strong>&nbsp;&egrave; stata suggerita da considerazioni politiche, economiche e strategiche.<br>I pionieri che vivono lungo la linea ferroviaria, hanno appena scalfitto la superfice di questa terra in letargo, pi&ugrave; vasta degli Stati Uniti.<br>I&nbsp;<strong>sovietici</strong>&nbsp;sono decisi a domare la<strong>&nbsp;Siberia</strong>, proprio come nel secolo scorso gli&nbsp;<strong>americani</strong>&nbsp;si erano lanciati nella conquista del&nbsp;<strong>Far West</strong>.<br>La<strong>&nbsp;Siberia</strong>&nbsp;&egrave; il&nbsp;<strong>forziere nazionale sovietico</strong>, una garanzia di benessere, per il presente ed il futuro.<br>Il&nbsp;<strong>nuovo Eldorado</strong>: oro a tonellate, miliardi di metri cubi di legname nelle foreste vergini, montagne di minerale di ferro, metalli preziosi, enormi fiumi che sembrano fatti apposta per far funzionare turbine.<br>La<strong>&nbsp;Siberia</strong>&nbsp;fornisce circa la met&agrave; del carbone, del gas naturale e del petrolio che si consumano in&nbsp;<strong>Unione Sovietica</strong>. In questa regione ogni cosa assume dimensioni smisurate, e lo stesso vale per i progetti che la riguardano.<br>Lungo i binari della<strong>&nbsp;BAM</strong>&nbsp;non si parla di fabbriche, di citt&agrave; e neppure di complessi industriali, bens&igrave; di complessi territoriali di produzione: vasti agglomerati dotati di centrali elettriche, miniere, officine automatizzate e centri urbani con servizi di ogni genere.<br>Per stendere&nbsp;<strong>3000 chilometri di binari&nbsp;</strong>&egrave; stato necessario rimuovere circa 350 milioni di metri cubi di terra, scavare 30 chilometri di tunel, gettare oltre 2000 ponti e costruire 60 stazioni ferroviarie.<br>Ad est del&nbsp;<strong>lago Bajkal</strong>&nbsp;si estende la&nbsp;<strong>taiga</strong>, una terra di paludi e foreste di larici, abeti e betulle. Questa regione inospitale &egrave; solcata da fiumi: ed i tecnici della<strong>&nbsp;BAM</strong>&nbsp;sono stati costretti a costruire in media un ponte ogni 1500 metri.<br>La<strong>&nbsp;BAM&nbsp;</strong>attraversa sette catene di montagne, ed un deserto di sabbia largo 40 chilometri che non era mai stato rilevato da nessun cartografo.<br>Oltre 100.000 uomini avevano lavorato alla&nbsp;<strong>BAM&nbsp;</strong>quando venne portata a termine nell'<strong>ottobre 1984</strong>.<br>La&nbsp;<strong>Siberia</strong>&nbsp;non &egrave; soltanto una terra aspra, &egrave; anche una terra fragile. Gli scienziati sovietici dovettero raccomandare agli ingegneri ed ai tecnici della&nbsp;<strong>BAM</strong>&nbsp;il pi&ugrave; assoluto rispetto dell'<strong>ambiente naturale</strong>.<br>La preocupazione immediata degli scienziati &egrave; puntata sul<strong>&nbsp;lago Bajkal</strong>; e proprio qu&igrave; gli ecologisti, ed i fautori dell'industrializzazione si sono scontrati frontalmente.<br>Il&nbsp;<strong>lago Bajkal</strong>&nbsp;rappresenta sotto molti aspetti, una&nbsp;<strong>meraviglia della natura</strong>: lungo 635 chilometri, largo in media 40 chilometri, questo mare interno contiene un volume d'acqua superiore a quello del mar Baltico e produce un<strong>&nbsp;microclima relativamente temperato per la Siberia</strong>.<br><strong>Minuscoli crostacei</strong>, detti epischura, provvedono alla sua&nbsp;<strong>leggendaria purezza</strong>, si nutrono di materiale organico con tale ingordigia da depurare l'acqua del lago pi&ugrave; volte all'anno.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e2/Trans_siberian_railroad_large.png" alt="Voglia Di Natura, La Transiberiana" title="Voglia Di Natura, La Transiberiana" width="600" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La&nbsp;<strong>citt&agrave; di Irkutsk&nbsp;</strong>&egrave; oggi la principale attrattiva nell'<strong>Asia Sovietica</strong>; un Hotel di dieci piani, con 530 posti letto, &egrave; stato costruito sul&nbsp;<strong>fiume Angara</strong>, di fronte alla&nbsp;<strong>stazione della Transiberiana</strong>, e gli&nbsp;<strong>aliscafi portano i turisti in giro per il lago</strong>.<br>Su una collina che domina il<strong>&nbsp;lago Bajkal</strong>, 40 chilometri ad est, un altro hotel pu&ograve; ospitare 170 visitatori.<br>Secondo quanto dice uno&nbsp;<strong>scrittore di Irkutsk</strong>: - i<strong>l lago Bajkal sar&agrave; riservato al piacere dell'uomo ed a quello delle generazioni future&nbsp;</strong>-.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><span style="font-size: 12.8px; ">La&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8px; ">Siberia&nbsp;</strong><span style="font-size: 12.8px; ">desidera dare il benvenuto ai turisti, ma non vuole restarne&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8px; ">vittima ecologica</strong><span style="font-size: 12.8px; ">, ed&nbsp;</span><strong style="font-size: 12.8px; ">i Sovietici si sforzano per mantenere questa promessa per le generazioni future</strong><span style="font-size: 12.8px; ">.</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
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	<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 09:35:08 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/9868/i-disturbi-del-sonno-come-si-curano-quali-sono-le-cause</link>
	<title><![CDATA[I Disturbi del sonno: come si curano, quali sono le cause]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Circa un terzo della nostra vita &egrave; occupato dal mondo misterioso del sonno; una spazio in cui le manifestazioni della coscienza si affievoliscono e affiorano compportamenti inconsci, azioni che sfuggono al controllo della volont&agrave;. Alcune di queste azioni sono del tutto innocue; altre, espressioni di precise condizioni fisiche o psichiche, devono essere tenute sotto controllo e richiedono pertanto un'approfondita conoscenza.</p>
<p><img src="https://media.paginemediche.it/benessere/corpo-e-mente/sonno-ecco-perche-e-importante-dormire-bene-la-notte/sonno-ecco-perche-e-importante-dormire-bene-la-notte-746-420.jpg" alt="disturbi del sonno" width="650" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Il BRUXISMO</strong></p>
<p>E' un fastidioso disturbo notturno che consiste nel digrignamento dei denti, un'attivit&agrave; a volte cos&igrave; rumorosa da risultare percepibile anche a qualche metro di distanza dal letto. Il Bruxismo provoca una contrazione dei muscoli della masticazione che provoca uno sfregamento continuativo delle arcate dentarie.<br>E' assodato che interessa sopratutto individui che soffrono di stati di ansia e problemi psicologici. Provoca indolenzimento ai muscoli masticatori e usura della dentatura.</p>
<p><strong> IL SONNAMBULISMO DEAMBULATORIO</strong></p>
<p>Interessa soprattutto soggetti giovani, i quali, nel corso della notte e senza svegliarsi, si alzano dal letto camminano e compiono azioni nell'ambiente circostante.<br>Il sonnambulismo interessa circa l'1% degli adulti, mentre la percentuale &egrave; pi&ugrave; alta nei bambini. Si verifica sempre nella fase di sonno profondo ( terza o quarta fase di sonno non REM ), e pu&ograve; essere incompleto, quando il soggetto si alza semplicemente nel letto, o completo, quando abbandona il letto e si muove nell'ambiente.<br>Il sonnambulo ha gli occhi aperti, ma vitrei e senza espressione; se interrogato, risponde in modo poco comprensibile, evita gli oggetti e le persone. Al risveglio non ricorda nulla dell'accaduto. Gli episodo di sonnambulismo tendono a diradarsi , nella maggior parte dei casi nell'arco di tre anni.<br>E' importante inoltre non svegliare improvvisamente il sonnambulo, perch&egrave; il brusco ritorno ad uno stato di coscienza pu&ograve; creare panico ed agitazione a livelli insostenibili.</p>
<p><strong>L'ENURESI NOTTURNA</strong></p>
<p>Si definisce cos&igrave; la perdita involontaria di urina durante il sonno. L'incidenza di questo disturbo arriva al 15% verso i cinque anni ma si riduce al 3% a 14 anni e a meno dell'1% nell'et&agrave; adulta.<br>Nei soggetti affetti da enuresi la vescica ha spesso una dimensione inferiore alla norma, il che favorisce l'eliminazione di urina anche pi&ugrave; volte durante la notte. Il fatto che l'enuresi disturbi lo sviluppo psicologico e la sicurezza del bambino e che nell'adulto sia fonte di un notevole disagio sociale spinge ad intervenire con ogni mezzo per curarla. Un intervento preliminare consiste nella eliminazione di evventuali stress psicologici ( disagio per la vita scolastica, per la nascita di un fratellino ecc.).</p>
<p><strong>RUSSARE DI NOTTE</strong></p>
<p>Soffre di questo disturbo circa il 25% delle persone nell'et&agrave; media della vita, mentre la percentuale sembra salire al 40% oltre i sessant'anni; e sono sopratutto uomini, perch&egrave; il numero di donne che russano diventa di un certo rilievo solo dopo la menopausa.<br>In casi in cui il disturbo &egrave; pi&ugrave; blando una certa difficolt&agrave; respiratoria &egrave; sempre presente, con conseguenti ipossigenazioni del sangue, leggero aumento della pressione sanguigna ed accelerazione dei battiti cardiaci.<br>Una condizione di sonno non ideale, che pu&ograve; provocare sonnolenza irritabilit&agrave; e malesseri durante il giorno.<br>All'origine del disturbo vi &egrave; una parziale ostruzione delle prime vie aeree.<br>Il diffetto pu&ograve; essere aggravato, per esempio, da un naso otturato in seguito a raffredore. Il che costringe a respirare a bocca aperta, ma anche dalla stanchezza e da eccessive libagioni che aumentano il rilassamento dei tessuti.<br>Altre cause di aggravamento del disturbo sono rappresentate da una deviazione del setto nasale, da ipertrofia dei turbinanti, dalle adenoidi nei bambini e negli adulti, da un'obest&agrave; di grado elevato che, oltre all'intrinseca difficolt&agrave; respiratoria legata al peso, restringe ulteriormente il palato ingrossando l'ugola.<br>Eliminare il vizio di russare &egrave; possibile intervenendo naturalmente sulla causa; solo pochi casi richiedono intervento chirurgico.</p>
<p><strong>L'APNEA NOTTURNA</strong></p>
<p>Interessa soggetti che si addormentano facilmente ma, appena il sonno diventa profondo, si risvegliano di soprassalto; questo fenomeno pu&ograve; ripetersi parecchie volte durante la notte proprio in quei soggetti che sono denominati " apneici ostruttivi ". In questi soggetti la laringe tende ad occludersi completamente al sopraggiungere del sonno, con una conseguente sensazione di soffocamento che obbliga a svegliarsi; la carenza continua di un buon riposo notturno &egrave; spesso causa di depressione ed irritabilit&agrave;. Il disturbo &egrave; pi&ugrave; frequente nei russatori abituali.</p>
<p><img src="https://www.faredelbene.net/foto/articoli/big/8666_foto542feec20614c.jpg" alt="sonnolenza diurna" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>LA SONNOLENZA DIURNA</strong></p>
<p>Meno diffusa dell'insonia cronica, &egrave; caratterizzata dall'insorgere durante la veglia, spesso dopo i past, di un certo bisogno di dormire. Pu&ograve; essere legata a cattive abitudini, come quella di coricarsi troppo tardi, od ad uno sfasamento del ritmo sonno-sveglia, tipico di cloro che cambiano frequentemente i turni di lavoro; gli effetti possono essere notevolmente dannosi.</p>
<p><strong>LA SINDROME DELLE GAMBE SENZA RIPOSO</strong></p>
<p>E' un disturbo di tipo sensitivo-motorio a carattere familiare, che interessa circa il 2% della popolazione generale, con una leggera prevalenza nel sesso feminile. Pi&ugrave; frequente durante l'estate e, nelle donne, in corrispondenza dei periodi critici ( cilco mensile, gravidanza, menopausa, allattamento ), si manifesta con maggiore intensit&agrave; fra i venti e trent'anni. Le sue manifestazioni sono caratterizzate da parestesie simmetriche agli arti, dalle ginocchia alle caviglie, con sensazioni di freddo, di stanchezza locale e i punture di spillo molto fastidiose. Questi disturbi impediscono di addormentarsi anche per ore. Nei casi pi&ugrave; gravi il soggetto &egrave; spinto a ricercare un qualche sollievo alzandosi dal letto per camminare, saltare o correre. Le manifestazioni sono pi&ugrave; frequenti e fastidiose nella prima met&agrave; dela notte, ma anche nella seconda, pur attenuandosi, impediscono l'instaurarsi di un sonno profondo.</p>
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	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
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	<pubDate>Fri, 12 May 2023 08:37:05 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/9962/crea-una-chioma-artistica-per-il-tuo-bonsai</link>
	<title><![CDATA[Crea una chioma artistica per il tuo Bonsai]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px; "> Un Bonsai non dimenticatelo, &egrave; una pianta allevata artisticamente. E' una cosa viva che, trasportata dall'ambiente esterno a quello interno, diventa molto delicata ed ha bisogno di molte cure ed amore.<br>Il bonsai &egrave; una pianta nana, come conferire a questa pianta l'imponenza e la maestosit&agrave; delle piante esistenti in natura?, semplicemente aggiustando la chioma e modellandola artisticamente a seconda del vostro gusto estetico.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Questo lavoro di educazione del portamento arboreo nella terminologia Bonsai &egrave; denominato seishi; &egrave; il pi&ugrave; importante stadio della cultura Bonsai dopo la ricerca del materiale araki ed anche il trapianto.<br>Il seishi pu&ograve; portare ad ottenere ad un Bonsai eccellente anche se si &egrave; partiti da un araki scadente o non della migliore qualit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><span style="font-size: 12.8000001907349px; "><img src="https://www.mondopiante.com/3917-large_default/bonsai-di-olivo-olea-europaea-sylvestris-vaso-18.jpg" alt="potare bonsai" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><span style="font-size: 12.8000001907349px; ">Fra le pratiche seishi si annoverano le seguenti: Tekishin, Sentei e Hariganekake, rispettivamente taglio dei germogli, potatura e sistemazione dei fili.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">L'artista del Bonsai, &egrave; stato gi&agrave; detto, educa le piante, in proporzioni ridotte ma secondo la forma di vecchi, maestosi ed eleganti alberi, come gli sono rimasti nella mente quando, vagabondando sui monti o nelle pianure, veniva a contatto con gli aspetti pi&ugrave; belli delle forme vegetali naturali</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://media.jardineriadelvalles.com/c/product/bonsai-olivo-olea-europaea-520x520.JPG" alt="bonsai la cura" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><span style="font-size: 12.8000001907349px; "><strong>I principi da rispettare nell'educare una pianta</strong> sono :</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">1) La decisione della forma ed il tipo di bonsai che intendete creare. Desiderando un tronco curvo, lo dovrete educare in maniera che, tanto esso quanto i rami, assumano questa forma. Se viceversa desiderate un tronco diritto dovrete raddrizzarlo eliminando qualsiasi curva.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">2) Sfoltite la chioma accorciando i rami, cosicch&egrave; l'insieme dell'albero possa inquadrarsi a prima vista. Questa &egrave; una operazione delicata, durante la quale occorre tener presente che un'eccessiva cimatura pu&ograve; mettere in troppa evidenza il tronco e rovinare l'aspetto generale della pianta.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">3) I rami che si protendono verso chi guarda vanno tolti perch&egrave; deturpano; rispettate invece quelli della parte opposta. Avrete cos&igrave; realizzato, come si &egrave; gi&agrave; detto, il senso della profondit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">4) Devono pure eliminarsi, oppure costringerli ad assumere le le direzioni desiderate i rami che crescono paralleli o che si intersecano. Per questa operazione farete uso dei fili di rame.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">5) Si devono pure togliere uno o due rami allo stesso livello, ma che crescono in direzioni opposte, della stessa lunghezza.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">6) Cimate i rami che, rispetto agli altri, mostrano una vitalit&agrave; eccessiva; a meno che non siano collocati di lato alla visuale di fronte. La cimatura dei rami vigorosi stimola la creascita di quelli pi&ugrave; piccoli.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">7) Per dare aspetto vetusto occorre togliere i rami siti nella parte pi&ugrave; bassa fino ad 1/4 della lunghezza del tronco.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">8) Mentre lavorate attorno ad una pianta per darle forma inclinate leggermente i rami in basso usando sempre il filo onde assuma il tipico aspetto delle piante vecchie.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><strong>POTATURA DEI RAMI E DELLE RADICI</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La potatura dei rami e delle radici (<em>sentei termine giapponese</em>) unitamente all'applicazione dei fili, &egrave; una delle pi&ugrave; importanti pratiche seishi.Togliendo i rami inutili il peso dell'albero diminuisce, l'arieggiamento della chioma &egrave; favorito, la luce vi penetra con pi&ugrave; facilit&agrave;, la ramificazioe della pianta &egrave; accelerata.<br>Il sentei da quel tocco di bellezza che completa la perfezione della pianta.<br>1) la potatura delle radici si esegue durante l'operazione del trapianto. Se si fosse mostrata insufficente, durante l'autunno o la primavera si ricorrer&agrave; ai rimedi, regolando convenientemente il taglio dei rami per i quali abbiamo gi&agrave; indicato le regole generali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Durante la potatura di primavera devono essere potati solo i rami che, essendo troppo sviluppati, rovinano la forma dell'albero. In Giappone sono denominati tochoshi ( in italiano succhioni ) o troppo vigorosi; mentre si indicano col nome futokoro-eda i piccoli che si sviluppano folti all'interno. I tochoshi si recidono generalmente alla base; ma ove fossero eccessivamente vigorosi, lasciatene prima una piccola parte, poi sopprimeteli gradualmente per evitare che nascano altri germogli. I futukoro-eda, appena appaiono recideteli alla base.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La potatura d'autunno si prolunga dal tardo autunno e per tutto l'inverno, quando questo &egrave; troppo rigido. I rami appassiti, quelli in sopranumero o comunque inutili, i divaricati, devono essere eliminati per mantenere o migliorare la forma che &egrave; stata data alla pianta con la potatura precedente. I tagli dovranno essere obliqui e fatti con lame affilate , specie nei rami pi&ugrave; grossi per facilitare una rapida cicatrizzazione.<br>Durante il trapianto si fa la potatura delle radici. Lo svluppo di un albero, pertanto, dipende dallo stato delle sue radici che debbono mantenere un'intima correlazione con le foglie ed i rami.<br>Le radici si dividono in due categorie: hige-ne o radici primarie e capillari, e gobo-ne o fittone.<br>Le prime hanno il compito di assorbire il nutrimento; il fittone ha pi&ugrave; finzione di sostegno dell'intera pianta. Questo,se troppo lungo si taglier&agrave;, in maniera netta, di quel tanto che consenta la facile sistemazione della pianta nel contenitore Bonsai.<br>Il trapianto deve avvenire nel pi&ugrave; breve tempo possibile, onde le radici, rimanendo poco tempo esposte all'aria, non dissecchino.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><strong>MODI DI APPLICARE I FILI DI RAME</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">L'uso dei fili metallici sui Bonsai serve a modellare la pianta nella forma desiderata.<br>Con essi si controlla la crescita dando la voluta direzione al tronco ed ai rami, raddrizzandoli o facendo loro assumere quelle curve che rientrano nel modello prefissato.<br>Il filo metallico deve essere malleabile, di facile impiego e poco elastico. Procuratevene diversi di differente sezione a seconda del ramo in questione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">L'epoca per l'applicazione del filo varia a seconda del tipo di pianta. Per la maggior parte di esse va dalla fine di ottobre alla fine di febbraio. Il periodo tra aprile e giugno &egrave; adatto per i pini.<br>Attorcigliando il filo intorno al tronco o ai rami inserite l'estremit&agrave; nella terra alla base dell'albero per tenerlo fermo. Attorcigliate il filo al tronco , non troppo stretto, e salite fino ad andre a modificare il ramo od il tronco come volete. Il senso pu&ograve; essere orario od antiorario a seconda di come vi risulta megio.<br>Oltre ai fili, per modificare rami e tronchi, si pu&ograve; ricorrere a leve oppure martinettti. Dipende sempre dal risultato che volete ottenere.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Un bonsai a cui &egrave; stato applicato il filo deve tenersi al riparo per due o tre giorni per diffenderlo dai raggi del sole. Bisogna spruzzare giornalmente le foglie con acqua e non esponete la pianta a venti per un p&ograve; di tempo.<br>Il tempo durante il quale una pianta deve rimanere sotto correzione varia con la specie, le dimensioni del tronco e dei rami. I soggetti pi&ugrave; piccoli richiedono due o tre mesi, i pi&ugrave; grossi tre o quattro. Potendo lasciare il filo per un anno, il risultato sarebbe perfetto. Per curvare rami si pu&ograve; anche usare dei pesi. Questi devono essere legati semplicemente sui rami per fare in modo che questo assuma l'effetto pendulo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41566/riutilizzare-le-bustine-di-t</guid>
	<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 15:57:44 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41566/riutilizzare-le-bustine-di-t</link>
	<title><![CDATA[Riutilizzare le Bustine di tè]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Non gettate via le bustine di th&egrave;, potrebbero tornarvi utili per molti usi: ve ne elenco alcuni.</p>
<p><strong>Nella Pasta, nel Riso:</strong><br><span style="font-size: 12.8px; ">Prendere la bustina di t&egrave; usata e immergerla nell'acqua del riso o della la pasta: i tui piatti avranno un nuovo sapore.</span></p>
<p><strong><span>Nel Cibo</span></strong></p>
<p><span>Usate le bustine anche quando cucinate, magari unendo i sacchetti in olio o burro fuso, aggiunge antiossidanti ai vostri piatti.</span></p>
<p>Le bustine di th&egrave; usate possono essere usate per insaporire i vostri&nbsp;cocktail: aggiungendole al rum, potrete creare dei mojitos indimenticabili.</p>
<p><span>Lasciando, nel frigo, delle bustine di t&egrave; usate e umide in un barattolo aperto, </span><span>potrete combattere i cattivi odori anche qui.</span></p>
<p><strong>In vasca da bagno:</strong><br><span style="font-size: 12.8px; ">Oltre ad insaporire i tuoi cibi, le bustine possono aromatizzare l'acqua della vasca da bagno. Proverai il relax di sentire l'odore della camomilla mentre ti immergi nella schiuma da bagno; in alternativa si pu&ograve; appoggiare i sacchetti sul bordo della vasca per aassaporarne gli aromi.</span></p>
<p><strong>Come cosmetico:</strong><br>Posizionare le bustine sugli occhi e sul viso, le bustine di t&egrave; continueranno a rilasciare tannino, che aiutano a rilassare occhi e pelle.</p>
<p>La stessa miscela pu&ograve; venirci in aiuto d'estate quando, dopo troppe ore sotto il sole, ci aiuter&agrave; come pozione lenitiva per la&nbsp;pelle arrossata.</p>
<div>&nbsp;<img src="https://40.media.tumblr.com/49dcf73ebe5db1b91b81fd28bc564b1e/tumblr_inline_o1z8b2CSby1tcj835_540.jpg" alt="riutilizzare le bustine ti Th&egrave;" width="540" style="font-size: 12.8px; border: 0px; border: 0px; "></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Immergere una bustina in acqua ghiacciata (<em>meglio se t&egrave; verde</em>). Dopo un minuto, appoggiare i sacchetti sugli occhi. Dopo soli pochi minuti riuscirai a percepire il benessere di questo trattamento cosmetico fai da te ! <br>Funziona anche per chi soffre di congiuntivite.</p>
<p><strong>Capelli Bianchi</strong><br>Se i capelli bianchi ti hanno hanno fatto capolino troppo presto e non risci a trovare il tempo per andare dal parrucchiere, &nbsp;puoi preparare delle miscele coloranti a base ti t&egrave; nero che aiuta a prolungare gli effetti di tinte e shampoo colorati. Aggiungere a rosmarino e salvia e lasciarlo in infusione per una notte intera. <br>Fate un impacco con la miscela ottenuta (meglio se filtrata) <strong>dopo lo shampoo</strong>. Non &egrave; necessario risciacquare</p>
<p><strong style="font-size: 12.8px; ">Per le piante</strong></p>
<p>I sacchetti usati potete lasciarli anche a mollo nell&rsquo;<span>innaffiatoio</span>: il risultato sar&agrave; un t&egrave; molto debole con cui potrete innaffiare le piante, proteggendole da possibili attacchi dei funghi.</p>
<p><span style="font-size: 12.8px; "><strong>Per il Gatto</strong><br>La&nbsp;</span><span style="font-size: 12.8px; "><strong>lettiera</strong> del gatto</span><span style="font-size: 12.8px; ">&nbsp;ha quasi sempre un odore molto forte, &nbsp;per risolvere questi sgradevoli <strong>odori</strong>, aggiungete delle foglie di t&egrave; usate: con questo stratagemma limiterete gli odori di pip&igrave;.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;<img src="https://cdn-2.animalidalmondo.it/o/j/gatti-quale-lettiera-scegliere_9526688955f5a2f9ce9f42b40c11bdfd.jpg" alt="Bustine ti th&egrave; nella lettiera del gatto" width="450" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Nella pattumiera</strong></p>
<p>Nella lotta agli odori, quello della p<span>attumiera non &egrave; tra i peggiori</span>? <br>PEr eliminarlo almeno in parte Lasciate essiccare completamente delle bustine di t&egrave; e poi mettetele sul fondo del bidone della spazzatura. Aiuter&agrave; a combattere il sorgere di effluvi poco gradevoli.</p>
<p><span style="font-size: 12.8px; ">Ancora al vostro fianco nella lotta ai cattivi odori, le bustine di t&egrave; possono trasformarsi in&nbsp;</span><span style="font-size: 12.8px; ">deodoranti</span><span style="font-size: 12.8px; ">. Essicate e bagnate con i vostri oli essenziali preferiti, possono essere posizionate in casa, magari appese con delle mollette, per regalare alla vostra casa una nuova piacevole fragranza.</span></p>
<p>Posizionate in dispense e credenze, le bustine di t&egrave; possono aiutarvi a tenere lontani i&nbsp;<span>topi</span>, che non sopportano questo odore.</p>
<p>Infine, ricordiamo che <strong>il t&egrave; macchia.</strong> <br>Perch&eacute; non usarlo dunque per creare un proprio quadro ?</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/16789/cellulite-consigli-per-lestate</guid>
	<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 15:57:07 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/16789/cellulite-consigli-per-lestate</link>
	<title><![CDATA[Cellulite consigli per l'estate]]></title>
	<description><![CDATA[<h2><span>Qualche utile consiglio prima dell&rsquo;estate</span></h2>
<p>Poich&egrave; si avvicina la stagione estiva, molte sono le gentili amiche che hanno richiesto un approfondimento sulle creme per la cellulite da potere utilizzare ed avere degli effetti terapeutici validi sia su questo inestetismo, che ricordiamoci sempre, deve essere sempre considerato&nbsp; una&nbsp; vera e propria patologia del tessuto connettivo, sia su eventuali problematiche di circolazione.</p>
<p><img src="https://nonsolosalute.cotons.it/wp-content/uploads/2009/07/cellulite-e-le-star-foto-e-immagini.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Leggi l&rsquo;e-book gratuito che ho scritto per avere maggiori informazioni sul Protocollo Terapeutico&nbsp; <strong>prevenzione e la cura delle varici e delle gambe stanche</strong></p>
<p>Le creme per la cellulite sono dei prodotti richiestissimi e quindi molto usati dalle donne che desiderano rendere la pelle del loro corpo pi&ugrave; idratata e nello stesso tempo pi&ugrave; levigata.</p>
<p>Pertanto la donna che si accinge a comprare una crema per la cellulite, spesso si chiede se questa funzioni bene o se quello che sta acquistando &egrave; solo un palliativo, cio&egrave; se &egrave; un prodotto che alla fine non serve assolutamente a risolvere, o quanto meno a mitigare il suo problema estetico.</p>
<p>Quindi in questo articolo cercher&ograve; di darti, cara amica, delle dritte e svelarti quali devono essere gli ingredienti che una buona e valida crema anticellulite deve avere affinch&egrave; il suo uso possa risultare efficace.<span></span></p>
<p>Facciamo comunque una importante premessa e cio&egrave; che anche&nbsp; le migliori creme anticellulite hanno effetto solo se utilizzate in modo costante nel tempo e se vengono associate ad una buona correzione alimentare, ad una attivit&agrave; fisica effettuata in modo regolare e a qualche massaggio linfodrenante o connettivale.</p>
<p>Visita quest&rsquo;altro post che ho scritto per ottenere maggiori informazioni sul <strong>massaggio linfodrenante</strong></p>
<p>Una buona crema anticellulite, per essere veramente efficace deve avere all&rsquo;interno della sua formulazione dei<strong> principi attivi ad alta titolazione</strong>, quindi che la loro quantit&agrave; sia in percentuale elevata.</p>
<p>Ma vediamo, in base al problema che si presenta, quale principio o quali principi attivi deve avere una buona crema anticellulite:</p>
<h3><strong>Insufficienza circolatoria associata a insufficienza linfatica</strong></h3>
<p>E&rsquo; presente un accumulo di liquidi al livello degli arti inferiori. In questo caso si dovranno scegliere delle creme che contengono delle erbe e/o delle piante medicinali come:</p>
<ul>
<li>centella asiatica,</li>
<li>rusco,</li>
<li>ippocastano,</li>
<li>edera,</li>
<li>agrifoglio</li>
<li>pungitopo</li>
</ul>
<p>Leggi l&rsquo;e-book gratuito che ho scritto per avere maggiori informazioni sul Protocollo Terapeutico&nbsp; <strong>prevenzione e la cura delle varici e delle gambe stanche</strong></p>
<h3><strong>Cellulite di secondo e terzo stadio</strong></h3>
<p>Quindi quando &egrave; presente sia l&rsquo;edema (accumulo di liquidi) che la fibrosi. In questo caso le creme da acquistare devono avere nella loro formulazione degli oli essenziali&nbsp; di:</p>
<ul>
<li>avocado,</li>
<li>jojoba,</li>
<li>mandorle</li>
<li>karit&egrave;,</li>
</ul>
<p>questi oli infatti oltre ad agire sulla cellulite (panniculopatia edemato-fibro-sclerotica) aiutano a migliorare sia l&rsquo;elasticit&agrave; che&nbsp; l&rsquo; idratazione della pelle.</p>
<p><img src="https://www.notizie.it/wp-content/uploads/2012/03/cellulite.png" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<h3><strong>Cellulite di quarto stadio con sclerosi</strong></h3>
<p>Quando &egrave; necessaria una duplice azione attivante sia contro il pannicolo adiposo che la cellulite molto dura, in questo caso &egrave; consigliare acquistare delle creme che contengono dei principi attivi altamente penetranti tra cui:</p>
<ul>
<li><strong>Tiroxina</strong>: &egrave; un ormone che stimola la tiroide, una importantissima ghiandola del nostro organismo che regola il nostro metabolismo. Attenzione: se si hanno dei problemi alla tiroide bisogna sempre chiedere al medico se &egrave; possibile usare una crema con estratti tiroidei</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Xantine metilate</strong>: tra queste&nbsp; la caffeina, che viene estratta dal caff&egrave; verde, ha un&rsquo;azione anticellulite in quanto attiva un enzima importante che &egrave; la lipasi. Spesso la caffeina si trova in associazione alla <strong>carnitina</strong>, un aminoacido che attiva il metabolismo dei grassi e migliora il tono muscolare, alla <strong>glaucina</strong> che ha un&rsquo;azione favorente lo scioglimento dei grassi (lipolisi) o ad <strong>estratti di piante</strong> (ippocastano, rusco, centella asiatica&hellip;)</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Retinoidi</strong>:&nbsp; complesso di molecole derivanti dalla vitamina A, tra cui importante &egrave; il retinolo. I principi attivi dei retinoidi, tra l&rsquo;altro approvati dalla FDA, sono efficaci pi&ugrave; che altro nel trattamento delle rughe e dell&rsquo;invecchiamento della pelle. Il retinolo &egrave; da pochi anni impiegato nelle creme anticellulite con una certa efficacia, ma fino a questo momento le ricerche scientifiche in nostro possesso non ci permettono di affermare con certezza una sua efficacia sulla cellulite.</li>
</ul>
<ul>
<li><strong>Acido glicolico:</strong> &egrave; usato nella formulazione delle creme contro la cellulite. Viene estratto da alcune piante come l&rsquo;uva immatura, la barbabietola e la canna da zucchero. L&rsquo;acido glicolico &egrave; utilizzato come prodotto esfoliante, infatti ad una concentrazione del 5,8% &egrave; capace di penetrare negli strati della pelle conferendo ad essa una maggiore lucentezza e morbidezza. Anche l&rsquo;acido glicolico per&ograve; non &egrave; stato oggetto di studio per affermare il suo utilizzo come prodotto anticellulite.</li>
</ul>
<ul>
<li>Da qualche tempo un&rsquo;altra soluzione per la cellulite &egrave; rappresentata dai <strong>cerotti transdermici</strong> a base di ananas, equiseto, t&egrave; verde, caffeina, edera ed ippocastano che hanno principalmente un&rsquo;azione drenante. Questi cerotti la sera devono essere posizionati sui punti in cui &egrave; presente la cellulite ed i principi attivi, durante la notte, vengono rilasciati in modo graduale</li>
</ul>
<ul>
<li>Lo stesso effetto che hanno i cerotti transdermici lo si pu&ograve; ottenere effettuando degli <strong>impacchi con dei fanghi</strong> a base di alghe brune, azurre o di sali marini del Mar Morto, da lasciare sulle zone in cui &egrave; presente la cellulite per almeno 20 minuti</li>
</ul>
<p>Mi auguro che quanto &egrave; stato scritto possa essere di aiuto a tutte le gentili amiche che si accingono ad acquistare un crema anticellulite.</p>
<p>Leggi l&rsquo;e-book gratuito che ho scritto per avere maggiori informazioni sul Protocollo Terapeutico&nbsp; <strong>prevenzione e la cura delle varici e delle gambe stanche</strong></p>
<p><a href="https://www.curavarici.it"><strong>Fonte</strong></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/36489/come-liberarsi-delle-formiche-in-modo-naturale</guid>
	<pubDate>Sun, 23 Apr 2023 15:56:06 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/36489/come-liberarsi-delle-formiche-in-modo-naturale</link>
	<title><![CDATA[Come liberarsi delle formiche in modo naturale]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Con l&rsquo;estate che si avvicina ritorna il fastidioso problema delle formiche in casa.</p>
<p>Avete degli &ldquo;<strong>ospiti indesiderati</strong>&rdquo; in cucina o fuori al balcone e non sapete come cacciarli via? Se non volete utilizzare i prodotti chimici in commercio, che fanno male alla salute e all&rsquo;ambiente, potrete servirvi di questi semplici rimedi naturali ed efficaci.</p>
<p><img src="https://citynews-ravennatoday.stgy.ovh/~media/original-hi/3842246046496/formiche-2.jpg" alt="scacciare formiche" width="650" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>L&rsquo;importante sar&agrave; ricordare di rimuovere sempre gli avanzi di cibo sparsi in casa, chiudere bene il contenitore dello zucchero ed evitare di lasciare delle fonti d&rsquo;acqua.</p>
<p>Bisogner&agrave; poi chiudere con del silicone tutte le fessure da cui potrebbero entrare le formiche. Mettendo la pulizia prima di tutto, in un batter d&rsquo;occhio riuscirete a tenere lontane per tutta la bella stagione le formiche. Scopriamo come fare.</p>
<p><strong>Aceto, spezie e sale</strong>&nbsp;&ndash; L&rsquo;aceto sar&agrave; perfetto per cacciare definitivamente le formiche. Questi animaletti infatti odiano il suo odore e non si avvicineranno pi&ugrave; al vostro cibo. Baster&agrave; creare una soluzione di aceto ed olio essenziale di eucalipto e spargerla negli angoli della casa. Un altro ottimo rimedio sono il sale e le spezie come <strong>paprika</strong> e <strong>chiodi di garofano</strong>. Il loro odore d&agrave; molto fastidio alle formiche e scapperanno via.</p>
<p><strong style="font-size: 12.8000001907349px; ">Peperoncino, menta, caff&egrave; ed alloro</strong><span style="font-size: 12.8000001907349px; ">&nbsp;&ndash; Peperoncino, menta, chicchi di caff&egrave; e foglie di alloro hanno tutti degli odori caratteristici e le formiche non riescono a sopportarli. Baster&agrave; circondare i loro punti di accesso con questi prodotti per dirgli definitivamente addio.</span></p>
<p><strong>Pepe ed eucaliptolo</strong>&nbsp;&ndash; Infine anche il pepe e l&rsquo;eucalipto hanno degli odori cos&igrave; forti, da essere capaci di tenere lontane le formiche e gli altri piccoli insetti. Baster&agrave; spargerne un po&rsquo; nei vari angoli della casa ed il gioco sar&agrave; fatto. Nel caso in cui si ha una casa con&nbsp;giardino, bisogna ricordare che le formiche sono utilissime per eliminare le piccole carcasse di animali e molto altro.</p>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>

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