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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10027/le-crisi-nel-mondo</guid>
	<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 15:35:28 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10027/le-crisi-nel-mondo</link>
	<title><![CDATA[Le Crisi Nel Mondo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Le crisi non sono una novit&agrave; per la societ&agrave; umana. In effetti l'umanit&agrave; non &egrave; mai stata esente da crisi per lunghi periodi di tempo. La storia mostra che prima o poi l'uomo &egrave; sempre riuscito a superare le crisi dei suoi tempi.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://www.frontpagemag.com/sites/default/files/uploads/2012/12/will-work-for-food.jpg" alt="work for food" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Sembra che tutte le crisi dei tempi moderni siano state risolte in tempo utile per impedire una inversione della marcia trionfante del progresso.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Vi sono ampie ragioni per credere che i problemi del nostro tempo non si risolveranno secondo il corso abituale degli eventi. In primo luogo le numerose crisi del presente si manifestano simultaneamente, con una interrelazione reciproca che le collega strettamente l'una all'altra. Non ci &egrave; concesso di far fronte a una crisi per volta.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tuttavia il fattore pi&ugrave; importante che distingue l'attuale serie di crisi da quelle del passato &egrave; il carattere delle loro cause: in passato le crisi pi&ugrave; gravi avevano origini negative; erano causate dalle cattive intenzioni di governanti o governi aggressivi, o da calamit&agrave; naturali: epidemie, inondazioni, terremoti e cosi via.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Molte crisi attuali hanno origini positive: conseguenza di azioni stimolate dalle migliori intenzioni dell'uomo. L'intenzione di ridurre la fatica umana, sfruttando fonti energetiche in natura, ha portato all'attuale crisi energetica e del lavoro. I grandi progetti di costruzione, come gli edifici, le strade, le dighe ed i canali, le attivit&agrave; agricole e forestali, l'allevamento degli animali, l'estrazione mineraria e tutta l'ingegneria industriale ( in altre parole l'imposizione dei disegni dell'uomo sull'ambiente naturale per il suo stesso bene ), hanno portato alla crisi dell'ambiente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://georgiaconservative.net/wp-content/uploads/2012/10/WorldCrisis1.jpg" alt="crisi mondiale" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si consideri per esempio il nostro atteggiamento verso le risorse naturali. Ci eravamo fidati di una presunta ineusaribilit&agrave; delle risorse naturali: energia, alimenti, materie prime, ed altro ancora. Oggi stiamo scoprendo che queste risorse indispensabili non sono affatto disponibili indefinitivamente.Questa incertezza f&agrave; s&igrave; che non si possa neppure essere sicuri che il progresso continuer&agrave; ininterrotto. Considerando poi la complessit&agrave; dei sistemi che governano il corso della societ&agrave; umana, si vede come ogni interruzione del progresso apporti conseguenze serie e addiuittura disastrose.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In special modo un governo che non prende inizizative e temporeggia su fatti inutili &egrave; ancora pi&ugrave; dannoso che la crisi stessa. Se il cittadino si sente protetto ed accudito, la crisi passa in secondo ordine, e l'operosit&agrave; ha il sopravvento. Quando il governo temporeggia, vuoi perch&egrave; non ha potere decisionale, vuoi perch&egrave; non ha nessun interesse nel superamento della crisi, provoca nel citttadino un'apatia che fa solo incrementare la crisi stessa.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Quando l'uomo impone alla natura i propri disegni, interferisce col processo della selzione naturale. Le conseguenze di tali interventi sono imprvedibili: perseguendo vantaggi a breve termine, l'uomo sta introduccendo nell'ecosistema un gran numero di prodotti chimici, non sufficientemente sperimentati, che possono avere conseguenze biologiche gravi ed a vasto raggio. Ne possono risentire innumerevoli organismi viventi, compreso l'uomo stesso.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In realt&agrave; le crisi moderne sono opera dell'uomo e differiscono da molte crisi del passato per il fatto che &egrave; possibile intervenirvi. Le scelte sono complesse, ma esistono. Nel passato l'uomo non aveva altra scelta che lasciare che le epidemie ed i governi facessero il loro corso. Ancora oggi, nonostante tutto il progresso attuato, non siamo capaci di sfiduciare un governo che non ottempra ai suoi doveri con onest&agrave;. Se vogliamo intervenire in modo efficace nella nostra crisi, dobbiamo comprendere l'origine e la natura, i nessi e le interazioni.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">A questo punto sembra che l'unica causa comune a tutte le crisi attuali sia la moneta ed il capitale e le dure leggi capitalistiche di cui si fa scudo per progredire e crescere. Si dice che la moneta &egrave; stata una delle pi&ugrave; grandi invenzioni dell'uomo, oggi alla luce dei fatti si pu&ograve; anche asserire che la moneta ed il capitale sono la causa di tutti i mali e le carenze del mondo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il mondo ha un cancro e questo cancro &egrave; l'uomo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10008/qualche-ipotesi-sul-nuovo-mondo-che-abbiamo-dietro-l-angolo-</guid>
	<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 15:29:45 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10008/qualche-ipotesi-sul-nuovo-mondo-che-abbiamo-dietro-l-angolo-</link>
	<title><![CDATA[Qualche Ipotesi Sul Nuovo Mondo ( Che Abbiamo Dietro L' Angolo )]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-align: justify; font-size: 12.8000001907349px;">Genericamente si riteneva che la crisi era il risultato di un eccesso di produzione non controbilanciato dalla vendita.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I lavoratori, i cui salari non rappresentano che una parte del valore da loro stessi prodotto, non possono acquistare la produzione addizionale: l'operaio ha la capacit&agrave; fisica di consumare, ma non ne ha i mezzi.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://pbs.twimg.com/profile_images/3709479226/4539be9080b4116de801476ef6e8d211_400x400.jpeg" alt="basta Renzi" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Quindi si crea un sottoconsumo operaio. Questa tenderebbe a migliorare se il salario tendesse ad aumentare durante l'espansione della produzione. Cosa che non avviene, caso mai l'aumento di produzione porta insito un aumento dell'inflazione e quindi un diminuito potere di acquisto da parte dell'operaio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">D'altra parte, al contrario, gli imprenditori capitalisti, disponendo di redditi non hanno la capacit&agrave; fisica di consumare ( <em>sottoconsumo del capitalista</em> ). Risparmiano una parte del sovrapi&ugrave; che prelevano, e specialmente evadendo fiscalmente ( <em>fondi neri all'estero</em> ), non permettono che si chiuda il ciclo ( <em>Banca D'Italia - Stato - Bot</em> ), e si crea debito pubblico che si accumula anno dopo anno.<br>In altre parole, il potere di consumare non cresce necessariamente con il potere di produrre.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ci&ograve; deriva dal modo di ripartizione del reddito tra le classi sociali, che tende al sottoconsumo, mentre la produzione cresce sotto la spinta degli investimenti.<br>La macchina statale, specialmente se &egrave; molto complessa, crea altro debito pubblico, non esistendo rapporto tra le spese statali e la produzione industriale. E' implicito che lo Stato deve semplificare l'iter per la creazione di imprese produttive e commerciali per fare in modo che il PIL superi di gran lunga le spese statali. In molti paesi lo stato concede alle nuove imprese costituite di non pagare tasse per tre anni o pi&ugrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.zerosettenews.it/wp-content/uploads/2013/07/banca-%C3%A8-usura1-e1341273949419.jpg" alt="basta banche" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questo eviterebbe allo Stato di creare debito pubblico. Conclusione il sistema fiscale italiano &egrave; sull'ordine del 50% dei profitti, questo significa che lo Stato potrebbe pagare il debito pubblico che crea nell'anno nei due anni successivi, Mentre invece per la complessit&agrave; leggislativa e statale non fa altro che accumulare debito pubblico che non potr&agrave; mai ripagare. A peggiorare questa situazione contribuiscono la corruzione statale che ha assunto dimensioni allarmanti, superiamo la corruzione dei paesi terzomondisti, il che &egrave; tutto dire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per Marx la crisi &egrave; resa possibile dal fatto che un'economia capitalistica &egrave; un economia di scambio generalizzato nella quale produzione e consumo sono diventate due operazioni separate.<br>I beni non vengono prodotti in vista del consumo da parte dei produttori, ma per essere venduti, il che fa intervenire la moneta. Inoltre la produzione per la vendita deve effettuarsi con un profitto sufficiente e ad un ritmo abbastanza rapido perch&egrave; il capitale investito si trovi valorizzato.</p>
<hr>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questo &egrave;, per Marx, l'effetto di una contradizione nel sistema economico tra il carattere sociale della produzione ed il carattere privato della propriet&agrave; dei mezzi di produzione e delle decisioni economiche. Resta quindi da considerare che proprio per il fatto che la produzione, non rivestendo carattere sociale, &egrave; fatta esclusivamente per considerazioni economiche, cio&egrave; la moneta. Questo provoca l'apparizione delle crisi con una certa regolarit&agrave;, non esistendo coordinamento a priori delle decisioni di investire su di un mercato che non perdona gli errori di previsione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Sembrerebbe che la causa di tutto &egrave; la moneta che inderogabilmente produce scompensi, ma forse &egrave; meglio aggiungere alla moneta anche l'ingordigia dell'uomo che attribuisce alla moneta le leggi inderogabili del capitalismo.<br>Quindi, se il capitale &egrave; la causa di queste crisi, come potrebbe essere il mondo senza l'esistenza della moneta?</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/19069/la-marijuana-cura-il-cancro</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 23:21:35 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/19069/la-marijuana-cura-il-cancro</link>
	<title><![CDATA[La Marijuana cura il cancro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La notizia &egrave; apparsa su Yahoo News qualche tempo fa.</p>
<p><img src="https://www.livescience.com/images/i/000/065/293/iFF/marijuana-leaf-joint-140423.jpg?1398322273" alt="Marijuana curativa" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&lsquo;Con nuovi studi a confermarne l&rsquo;efficacia, aumenta tra i ricercatori la convinzione che il cannabidiolo (<em>Cbd</em>) presente nella maijuana rallenta la crescita delle cellule tumorali e inibisce la formazione di cellule che nutrono i tumori, contribuendo cos&igrave; a combattere il cancro e le metastasi. Come riporta il&nbsp;<strong>Newsweek</strong>, gi&agrave; nel 2007 uno studio del <strong>California Pacific Medical Center</strong> mostrava come il cannabidiolo uccida le cellule tumorali nei pazienti con cancro al seno, distruggendo i tumori maligni e &ldquo;<em>spegnendo</em>&rdquo; il gene <span style="text-decoration: underline;"><strong>ID-1</strong></span>, una proteina che gioca un ruolo chiave nel diffondere il male alle altre cellule.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il&nbsp;<strong>cannabidiolo</strong>&nbsp;ferma il male come la <strong>chemioterapia</strong> ma, a differenza di quest&rsquo;ultima, che <span style="text-decoration: underline;">uccide ogni genere di cellula</span> che incontra e devasta il corpo e lo spirito dei malati,<em> riesce a bloccare solo &ldquo;quella&rdquo; particolare cellula maligna&rsquo;</em>. (<em>Yahoo</em>)</p>
<p><img src="https://www.cannabisterapeutica.info/wp-content/uploads/2015/03/cannabis-terapeutica.jpg" alt="cannabis curativa" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Curiosit&agrave;:<br> nel <strong>2005</strong> l&rsquo;istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/cocainapo/cocainapo/cocainapo.html" target="_blank">ha analizzato l&rsquo;acqua del Po</a>, rilevando che il fiume porta con s&eacute; ogni giorno in media l&rsquo;equivalente di quattro chili di cocaina. Quindi due sono le cose: o siamo gi&agrave; tutti drogati, oppure&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/_B9QElFHZ6bI/TI-CtnHGbmI/AAAAAAAAAPc/LaoT_oaYoLc/s1600/lapo_elkann.jpg" target="_blank">Lapo</a>&nbsp;deve aver fatto parecchia pip&igrave;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/18807/bevete-coca-cola-e-vi-vien-da-ridere-vero</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 23:15:18 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/18807/bevete-coca-cola-e-vi-vien-da-ridere-vero</link>
	<title><![CDATA[BEVETE COCA COLA e VI VIEN DA RIDERE, VERO?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">Il motivo &egrave; che... vi sballa! <br>Hanno tolto la cocaina dalla bevanda quasi un secolo fa, e los sapete perch&eacute;? <br>Era ridondante.</span></p>
<hr>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">Nei primi 10 Minuti:</strong></p>
<p>10 cucchiaini di zucchero colpiscono il tuo organismo (<em>100% della razione giornaliera raccomandata</em>). La reazione immediata a questa dolcezza cos&igrave; eccessiva sarebbe il vomito ma ci&ograve; &egrave; impedito dal fatto che l'acido fosforico diminuisce il sapore permettendoti di mantenere la bibita nello stomaco</p>
<p><img src="https://bargiomba.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Coca-Cola.jpg" alt="" width="420" height="226" style="border: 0px; border: 0px;"><br><strong>20 Minuti:</strong><br>La tua glicemia schizza in alto causando un massiccio rilascio di insulina. Il tuo fegato risponde trasformando tutto lo zucchero che pu&ograve; "catturare" in glicogeno (zuccheri di riserva per il corpo) e grasso.</p>
<hr>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">40 minuti:</strong></p>
<p>la caffeina &egrave; stata assorbita completamente. Le pupille si dilatano, la pressione del sangue aumenta e come risposta il tuo fegato rilascia altro zucchero nel sistema circolatorio. I recettori cerebrali dell'adenosina si bloccano per prevenire la sonnolenza.</p>
<p><strong>45 Minuti:</strong><br>Il corpo aumenta la produzione di dopamina stimolando il centro del piacere del cervello. E' lo stesso meccanismo di azione della cocaina.</p>
<p><strong>60 Minuti:</strong><br>L'acido fosforico lega il calcio, il magnesio e lo zinco nell'intestino, causando un ulteriore spinta al metabolismo. Inoltre le alte dosi di zucchero e la dolcezza artificiale aumentano l'escrezione urinaria di calcio.</p>
<p><strong>60 Minuti:</strong><br>Le propriet&agrave; diuretiche della caffeina entrano in gioco. E' ora assicurato che con le urine verranno eliminati il calcio, il magnesio e lo zinco che erano in realt&agrave; destinati alle ossa, oltre al sodio, a vari elettroliti e all'acqua.</p>
<p><strong>60 Minuti:</strong><br>Dopo l'eccitazione iniziale si avr&agrave; un crollo della glicemia. Potresti diventare irritabile e/o apatico. Avrai anche eliminato con le urine tutta l'acqua presente nella bibita, ma non prima di averla infusa con preziosi nutrienti che il tuo corpo avrebbe potuto usare per scopi fondamentali: idratare i tessuti, rafforzare le ossa e i denti.Tutto questo sar&agrave; seguito nelle prossime ore da un crollo della caffeina. Ma....fatti un altra Coca-Cola, ti far&agrave; sentire meglio.</p>
<p><img src="https://www.ilfattaccio.org/wp-content/uploads/2012/06/1107726724.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br>Nota:<em> il nemico non &egrave; la Coca-Cola bens&igrave; la combinazione di dosi eccessive di zucchero unite alla caffeina e all'acido fosforico. Questa combinazione la si pu&ograve; trovare nella maggior parte delle bibite gassate.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/8645/elemento-chimico-donna</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 22:58:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/8645/elemento-chimico-donna</link>
	<title><![CDATA[Elemento chimico donna]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">Elemento: <strong>Donna</strong><br></span><span style="font-size: 12.8px;">Simbolo: <strong>Do</strong><br></span><span style="font-size: 12.8px;">Peso Atomico: Accettato come <strong>60</strong>, ma pu&ograve; variare da 50 a 90<br><span>Scopritore:&nbsp;</span><strong>Adamo</strong>&nbsp;<br><span>Distribuzione: Si trova in grandi quantit&agrave; in tutte le <strong>aree urbane</strong>, con concentrazioni leggermente inferiori in aree suburbane e rurali. Soggetta a fluttuazioni stagionali.</span>&nbsp;</span></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://1.bp.blogspot.com/_JwKXJ6WnNKg/S84-41vJv4I/AAAAAAAAFuk/zol5douJvWQ/s320/mulher+irritada.jpg" alt="elemento chimico DONNA" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Propriet&agrave; Fisiche:</strong><br>1) Superficie solitamente coperta con una pellicola colorata.<br>2) Entra in ebollizione per niente e si ghiaccia senza una ragione.<br>3) Si scioglie se trattata adeguatamente.<br>4) Amara se usata in modo scorretto. Pu&ograve; provocare mal di testa.<br>5) Si ritrova in vari stati che vanno da metallo vergine a minerale comune.<br>6) Si piega facilmente se la pressione viene applicata nei punti giusti.</p>
<p><strong>Propriet&agrave; Chimiche:</strong><br>1) Ha grossa affinit&agrave; per l'Oro, l'Argento, il Platino e molte delle pietre preziose.<br>2) Assorbe grandi quantit&agrave; di sostanze costose.<br>3) Pu&ograve; esplodere spontaneamente se piantata in asso.<br>4) Insolubile nei liquidi, ma manifesta una attivit&agrave; maggiore se saturata in alcool al punto giusto.<br>5) Respinge i materiali poco costosi. &egrave; neutra al senso comune.<br>6) Il pi&ugrave; potente agente riducente per il denaro conosciuto all'uomo.</p>
<hr>
<p><strong>Usi:</strong><br>1) Altamente ornamentale, particolarmente in automobili sportive.<br>2) Pu&ograve; aumentare notevolmente i livelli di rilassamento.<br>3) Pu&ograve; riscaldare ed essere di conforto in certe circostanze.<br>4) Pu&ograve; raffreddare le cose quando l'atmosfera &egrave; troppo calda.</p>
<p><strong>Esperimenti:</strong><br>Gli esemplari puri sono di colore roseo allo stato naturale, diventano di colore verde se collocate accanto ad un esemplare migliore.</p>
<hr>
<p><strong>Attenzione:</strong><br>1) Altamente pericolosa tranne che in mani esperte. Usare estrema cura nel maneggiarla.<br>2) E' illegale possederne pi&ugrave; di una, tranne che nei Paesi Arabi e nello Utah.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40026/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-girandola-di-date</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 07:06:35 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40026/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-girandola-di-date</link>
	<title><![CDATA[Nuova rateazione delle cartelle Equitalia: girandola di date]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il decreto legislativo sulla riforma della riscossione prevede numerose novit&agrave; riguardanti la rateazione delle cartelle Equitalia. In alcuni casi la disciplina si applica anche retroattivamente, ma l&rsquo;entrata in vigore delle nuove regole &egrave; complessa ed impone l&rsquo;effettuazione di alcune distinzioni. La data di entrata in vigore della nuova disciplina non &egrave; ancora conosciuta, in quanto il decreto &egrave; in attesa dei pareri delle Commissioni parlamentari per poi essere approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Decorreranno poi ulteriori quindici giorni di vacatio legis e cos&igrave; seguir&agrave; la definitiva entrata in vigore. Tale data rappresenta lo spartiacque per individuare le rateazioni gi&agrave; concesse e quelle nuove al fine di applicare la regola della decadenza dopo otto rate insolute o dopo cinque rate insolute. La stessa data assumer&agrave; rilievo per verificare le decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti con la possibilit&agrave; di essere riammessi al piano di rateazione.</span></p>
<p><span><img src="https://pinkroma.it/wp-content/uploads/2013/12/breve-vademecum-su-come-funziona-la-rateizzazione-Equitalia1.jpg" alt="equitalia reteizzazione" width="386" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<div>Nel decreto legislativo sulla riforma della riscossione, approvato dal Consiglio dei Ministri venerd&igrave; scorso, sono previste numerose novit&agrave; riguardanti la&nbsp;<strong>rateazione delle cartelle Equitalia</strong>.</div>
<div>In primis, la&nbsp;<strong>decadenza dalla rateazione</strong>&nbsp;si verifica qualora il numero delle rate non pagate, anche non consecutive, &egrave; pari a cinque.</div>
<div>In precedenza (in verit&agrave; la norma &egrave; ancora oggi in vigore), la decadenza era collegata al mancato pagamento di otto rate.</div>
<div>In secondo luogo il decreto delegato ha previsto a regime la possibilit&agrave; di essere&nbsp;<strong>ammesso nuovamente alla rateazione</strong>&nbsp;qualora il contribuente sia decaduto.</div>
<div>In tale ipotesi &egrave; necessario pagare preventivamente (entro la data di presentazione dell&rsquo;istanza) tutte le rate scadute ed insolute.</div>
<div>Successivamente il debito residuo potr&agrave; essere nuovamente oggetto di rateazione per un numero di rate mensili non superiore a quelle non ancora scadute alla medesima data.</div>
<div>L&rsquo;<strong>entrata in vigore</strong>&nbsp;&egrave; disciplinata dal successivo art. 15 del Decreto legislativo.</div>
<div>In particolare, si prevede che le disposizioni di cui all&rsquo;art. 19, commi 1, 1 &ndash; quater e 3 del D.P.R. n. 602/1973, come modificate &ldquo;si applicano alle dilazioni concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto &hellip;&rdquo; .</div>
<div>Conseguentemente, al fine di verificare se il contribuente sia o meno decaduto dal piano di rateazione concesso &egrave; necessario&nbsp;<strong>verificare preventivamente la data di concessione della rateazione</strong>.</div>
<div><strong>Ad esempio</strong>&nbsp;se la rateazione &egrave; stata concessa il 7 settembre 2015, la nuova disciplina non &egrave; ancora applicabile (le nuove regole non sono ancora in vigore) e il mancato pagamento, ad esempio di sette rate, non determina la decadenza dal beneficio.</div>
<div>Ci&ograve; anche laddove il debito insoluto dovesse perdurare allorquando il Decreto legislativo sar&agrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.</div>
<div>In pratica questo piano di rateazione sar&agrave; comunque soggetto, anche in futuro alle precedenti regole in tema di decadenza.</div>
<div>Viceversa, qualora la rateazione dovesse essere concessa dopo l&rsquo;&nbsp;<strong>approvazione definitiva del Decreto legislativo</strong>in rassegna (trascorso il periodo di vacatio legis), si applicher&agrave; la nuova regola delle cinque rate insolute. In questo caso tale circostanza dar&agrave; luogo alla decadenza dal beneficio.</div>
<div>Il medesimo articolo 15 prevede, sempre con&nbsp;<strong>disciplina transitoria</strong>, la possibilit&agrave; di essere riammessi alla rateazione anche per i&nbsp;<strong>piani di rateazione gi&agrave; concessi</strong>&nbsp;alla data di entrata in vigore delle novit&agrave;.</div>
<div>La previsione era necessaria in quanto, in mancanza di una disposizione espressa, applicando la vecchia normativa il contribuente, una volta decaduto, non avrebbe avuto la possibilit&agrave; di essere nuovamente ammesso alla rateazione.</div>
<div>Tuttavia, tale possibilit&agrave; &egrave; subordinata ai contribuenti che sono decaduti dai piani di rateazione&nbsp;<strong>entro i 24 mesi precedenti</strong>&nbsp;alla data di entrata in vigore della nuova disciplina.</div>
<div>Se, ad esempio, il contribuente &egrave; decaduto una volta decorsi pi&ugrave; di due anni dall&rsquo;entrata in vigore del Decreto legislativo in corso di approvazione non potr&agrave; pi&ugrave; essere ammesso al beneficio della rateazione.</div>
<div>La data di entrata in vigore della nuova disciplina non &egrave; ancora conosciuta in quanto il decreto &egrave;&nbsp;<strong>in attesa dei pareri delle Commissioni parlamentari</strong>&nbsp;per poi essere approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.</div>
<div>Da tale momento decorreranno ulteriori quindici giorni di vacatio legis e cos&igrave; seguir&agrave; la definitiva entrata in vigore.</div>
<div>Tale data rappresenta lo spartiacque per individuare le rateazioni gi&agrave; concesse e quelle nuove al fine di applicare la regola della decadenza dopo otto rate insolute o dopo cinque rate insolute.</div>
<div>La stessa data assumer&agrave; rilievo, come ricordato, per verificare le decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti con la possibilit&agrave; di essere riammessi al piano di rateazione.</div>
<div>In questo caso, per&ograve;, la regola della decadenza subisce ancora un&rsquo;eccezione.</div>
<div>In pratica se il&nbsp;<strong>contribuente &egrave; decaduto nei due anni precedenti</strong>&nbsp;rispetto alla data di entrata in vigore delle novit&agrave;, pu&ograve; essere&nbsp;<strong>nuovamente ammesso al beneficio</strong>, ma il&nbsp;<strong>mancato pagamento</strong>&nbsp;anche di sole due rate (non consecutive) dar&agrave; luogo ancora una volta alla&nbsp;<strong>decadenza</strong>.</div>
<div>In tale ipotesi il legislatore ha previsto la decadenza dopo il pagamento di sole due rate (anzich&eacute; cinque) in quanto la riammissione al beneficio &egrave; stata resa possibile nonostante si trattasse di un &ldquo;vecchio&rdquo; piano, cio&egrave; nonostante la dilazione sia stata concessa prima dell&rsquo;entrata in vigore delle ultime novit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a rel="nofollow" href="https://www.ipsoa.it/documents/fisco/riscossione/quotidiano/2015/09/10/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-uno-slalom-di-date" target="_blank" title="fonte">Fonte</a></div>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10859/il-pericolo-del-sistema-monetario-mondiale</guid>
	<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 08:31:50 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10859/il-pericolo-del-sistema-monetario-mondiale</link>
	<title><![CDATA[Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">La crisi finanziaria ed economica &egrave; stata l'occasione per focalizzare le menti dei popoli sulla cooperazione internazionale e la governance, ma forse tale possibilit&agrave; sar&agrave; sprecata: crisi fiscale, investimenti insufficienti nell'acqua, nelle energie, nelle infrastrutture, e le malattie croniche sono alcuni dei rischi striscianti, che ricompaiono ciclicamente come i guai del mondo, avverte Sheana Tambourgi, capo del World Economic Forum.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Non sono nuovi rischi, ma solo perch&eacute; sono di normale conoscenza non significa che non c'&egrave; possibilit&agrave; in un domani di crisi di ancora pi&ugrave; grande entit&agrave;.<br>A meno che non si sta guardando questo rischio strisciante come lento deterioramento delle condizioni per bloccare gli investimenti, perch&eacute; di sicuro non aiuta nella prevenzione delle crisi.</p>
<hr>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si &egrave; detto che la crisi finanziaria ha suggerito la possibilit&agrave; di riformare l'architettura finanziaria globale. &Egrave; quello che &egrave; successo? Accadr&agrave;? A livello macro il grande cambiamento &egrave; l'inclusione di paesi come la Cina, l'India, Brasile e Sudafrica nelle discussioni del G20 su come prevenire il rischio sistemico.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://equimea.com/wp-content/uploads/sites/10/2013/08/coins_on_chart.jpg" alt="Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale" title="Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale" width="500" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La riforma delle strutture bancarie deve essere fatta a livello internazionale per ridurre il rischio della regolamentazione in un unico sistema, senza lasciare il rischio ad altri sistemi che sono meno regolamentati.<br>A livello nazionale vi &egrave; necessit&agrave; di maggiore regolamentazione e maggiore fiducia circa le banche, perch&eacute; i sistemi di bonus che promuovono, il pensiero a lungo termine e la gestione del rischio sono solo illusioni economiche.<br>La governance globale, dopo la deludente conferenza di Copenaghen sul clima, pone il quesito: - Sono le istituzioni globali sistemi attivi? Una migliore cooperazione internazionale e collaborazione &egrave; assolutamente necessaria? Fare le cose multilateralmente avr&agrave; l'impatto necessario? -.<br>A Copenaghen non s'&egrave; visto alcun progresso ed i governi hanno operato con scarso spazio di manovra a causa della crisi finanziaria e delle esigenze immediate degli elettori.<br>La realpolitik e l'interesse nazionale si sostituisce alla cooperazione internazionale?, il pi&ugrave; grande rischio che abbiamo di fronte oggi &egrave; questa frammentazione. <br>Senza uno sforzo concertato per gestire i rischi che stiamo rinviando, questi stessi problemi creeranno la prossima crisi.<br>Dunque la crisi &egrave; stata l'occasione per focalizzare le menti dei popoli sulla cooperazione internazionale e la governance, ma necessita fare in modo che tale possibilit&agrave; non sia sprecata.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://images.htcampus.com/cmsmedia/uploads/ckeditor/Age%20of%20plastic-money%20calls%20for%20new%20careers%20in%20Finance%20(1)_.jpg" alt="Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale" title="Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale" width="500" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In definitiva l'unico modo per gestire la domanda e la condivisione delle risorse su il pianeta &egrave; un accordo globale.<br>Il problema &egrave; che in democrazia ci sono incentivi a breve termine per l'azione in vista della prossime elezioni ma non per le difficili decisioni che porteranno solo vantaggi in un futuro molto lontano.<br>Si potrebbe spiegare i rischi di grave crisi fiscale che rappresentano i sistemi sanitari, pensionistici e di disoccupazione?, come gli attuali sistemi denunciano che sacrificano i soldi delle generazioni future.<br>Le persone vivono pi&ugrave; a lungo, la vita ed il lavoro sono diversi, le persone entrano nella vita del lavoro pi&ugrave; tardi, dato che dedicano pi&ugrave; tempo alla formazione. <br>Quindi, i sistemi che necessitano di allungare la vita lavorativa, alzare l'et&agrave; pensionabile e ridurre la spesa sanitaria in modo pi&ugrave; efficace gravano pi&ugrave; sulla prevenzione piuttosto che sul trattamento.<br>I problemi finanziari hanno portato alla diffusa disoccupazione, che colpisce i giovani in maniera sproporzionata. Quali sono i rischi che comportano? Avremo una ripresa senza lavoro? Il commercio e l'occupazione sono globali, e se la domanda globale non adempie a questo fatto ci sar&agrave; il perdurare di una disoccupazione elevata.<br>In Medio Oriente, per esempio, vi &egrave; un'alta percentuale della disoccupazione giovanile, questo non &egrave; un bene per la stabilit&agrave; sociale e politica, e si &egrave; visto ultimamente con la primavera araba.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://blogs-images.forbes.com/work-in-progress/files/2014/04/7027601297_5e90a918e2_b.jpg" alt="Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale" title="Il Pericolo Del Sistema Monetario Mondiale" width="500" style="padding: 5px; border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Purtroppo molte zone, come l'Afghanistan, Pakistan, l'India e parte dell'Asia, soffrono di crescita della popolazione, elevata disoccupazione e cambiamento climatico, una tripla esposizione al rischio che rende molto difficile per i governi pianificare a lungo termine.<br>Pensare a lungo termine ci porta a pianificare sulle infrastrutture, &egrave; molto costoso, ed il ritorno di questi investimenti &egrave; a lungo termine.<br>Mentre la crisi fiscale significa che i governi devono concentrarsi sui problemi della spesa corrente, e quindi progetti a lungo termine risultano gravosi. <br>Gli investimenti in infrastrutture non sono solo strade ed edifici, ma anche investimenti nella migliore gestione delle risorse, in particolare le risorse energetiche ed idriche, soprattutto nei luoghi pi&ugrave; esposti al cambiamento climatico.<br>Molto di pi&ugrave; pu&ograve; essere fatto in posti come l'India per irrigare le terre migliori, con meno acqua od energia elettrica diffusa in piccoli villaggi con soluzioni pi&ugrave; creative, come le reti intelligenti o pi&ugrave; elettricit&agrave; generata localmente.<br>Sicuramente il settore privato preferir&agrave; costruire un centro commerciale a Mumbai piuttosto di un impianto di irrigazione nell'India rurale perch&eacute; promette profitti pi&ugrave; veloci: giusto, per il settore privato &egrave; il fattore chiave.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tuttavia, in agricoltura la preoccupazione per una produzione pi&ugrave; efficiente di alimenti per una popolazione mondiale in crescita &egrave; alla guida degli investimenti dai fondi sovrani e dai fondi di private equity ugualmente interessati come linea di fondo.<br>In Cina ed in Africa, gli investimenti nei terreni e nell'agricoltura sono gli investimenti infrastrutturali predominanti.<br>La malattia cronica caratteristicha di questo sistema &egrave; che l'aspetto della salute globale &egrave; stato trascurato.<br>Uno degli aspetti negativi dello sviluppo &egrave; un aumento di obesit&agrave;, diabete, malattie cardiache, e delle diverse forme di cancro: ma &egrave; una questione di dieta e stile di vita, relativa a istruzione, nutrizione ed attivit&agrave;.<br>Punto finale d'incontro di tutti questi sentieri di razionalizzazione del sistema a lungo termine &egrave; indiscutibilmente lo Spirito del Tempo, o meglio movimento Zeitgeist, che primo ed unico ha messo a nudo i problemi cercando di creare una unita sistemica necessaria per il futuro del mondo in maniera ecosostenibile e basato sulle risorse naturali della nostra Terra.<br>A questo punto mi dico, &egrave; ora di attuare il cambiamento dell'attuale sistema monetario, evitando i pericoli nascosti nelle leggi del capitalismo?.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10727/batik-tecnica-di-pittura-dei-tessuti</guid>
	<pubDate>Tue, 08 Sep 2015 08:06:36 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10727/batik-tecnica-di-pittura-dei-tessuti</link>
	<title><![CDATA[Batik, Tecnica Di Pittura Dei Tessuti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Lungo la riva di un fiume, a Kota Bharu, nel Kelantan,&nbsp;<strong>pezze di tessuto dai vivaci colori&nbsp;</strong>sono stese ad asciugare all'ardente sole della Malaysia sui prati o su apposite corde.L'aria tropicale &egrave; pervasa dall'odore di&nbsp;<strong>cera fusa e dal profumo di gelsomino.</strong><br>Dentro capannoni di legno, degli uomini stampano disegni su stoffe stese sopra fusti di banano appiattiti: stanno facendo il&nbsp;<strong>Batik.</strong></span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><strong>L'antica arte di tracciare disegni su un tessuto ricoperto di una sostanza idrorepellente, tingere la stoffa e quindi staccare la sostanza impermeabile per rivelare uno straordinario disegno, ha fatto molta strada.</strong><br>Oggi in Malaysia ed in Indonesia, quasi ogni donna possiede un sarong dipinto a batik e a Hong Kong, a Formosa ed in altre parti dell'Asia, le ragazze portano tuniche, camicette e calzoni larghi con giacca, tutti&nbsp;<strong>stampati a Batik</strong>.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gli uomini sfoggiano&nbsp;<strong>camicie in tessuto Batik.</strong><br>La richiesta di questa stoffa in occidente, per&nbsp;<strong>abbigliamento e per arredamento</strong>, &egrave; tale che questa industria malese a carattere prettamente artigianale &egrave; impegnatissima ad evadere gli ordini per molti milioni di dollari malesi.<br>In Italia, oltre che in alcuni istituti d'arte, il<strong>&nbsp;batik&nbsp;</strong>si insegna da qualche tempo anche presso scuole private, come il&nbsp;<strong>Centro di ricerche Artigianali La Mezzac&agrave; di Oleggio Castello, in provincia di Novara.</strong><br>Presso i colorifici pi&ugrave; forniti &egrave; possibile acquistare il necessario per farlo da se.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nessuno sa con certezza quando sia nata quest'arte. Forse venne introdotta a Giava fin dal VII secolo d.C.. Di sicuro si sa che nell'XI e XII secolo fu portata in occidente dagli olandesi.<br>Il&nbsp;<strong>Batik&nbsp;</strong>deve forse il suo nome da&nbsp;<strong>ambatik</strong>&nbsp;che tradotto &egrave;&nbsp;<strong>disegnare e scrivere</strong>.<br>A met&agrave; del XVII secolo gli artigiani di Giava trasformarono la&nbsp;<strong>tecnica dl batik</strong>&nbsp;in un arte raffinata con l'invenzione del<strong>tjanting,&nbsp;</strong><strong>un piccolo serbatoio di rame contenente cera d'api e resina fluida che l'artista usa per tracciare i suoi disegni.</strong><br>Presso tutte le corti soggiornavano&nbsp;<strong>artisti&nbsp;</strong>che facevano a gara nel&nbsp;<strong>creare i pi&ugrave; bei sarong disegnati a batik</strong>, ed ogni f<strong>amiglia aristocratica aveva i suoi motivi e colori particolari.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.deabyday.tv/data/guides/casa-e-fai-da-te/arredamento/Come-decorare-un-copriletto-con-la-tecnica-batik/image_big_16_9/tecnica+batik.jpg" alt="Batik, Tecnica Di Pittura Dei Tessuti" title="Batik, Tecnica Di Pittura Dei Tessuti" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il tempo ed il lavoro necessario a fare un bel&nbsp;<strong>Batik&nbsp;</strong>rendevano la stoffa cos&igrave;&nbsp;<strong>pregiata e costosa da essere alla portata di ben poche persone.</strong><br>Nella seconda met&agrave; del secolo scorso furono inventati vari aggeggi per sostituire il&nbsp;<strong>tjanting</strong>, ma nessuno risult&ograve; efficace quanto il&nbsp;<strong>tjap</strong>, uno stampino di legno con lamelle metalliche.<br>Il&nbsp;<strong>Tjap</strong>&nbsp;permise per la prima volta di produrre&nbsp;<strong>batik in gran quantit&agrave;</strong>.<br>Oggi la Malaysia, pari all'Indonesia, &egrave; uno dei centri pi&ugrave; famosi per la&nbsp;<strong>creazione del batik</strong>.<br>Gli artigiani immergono i<strong>&nbsp;tjap in pentole piene di cera&nbsp;</strong>per lasciare sulla tela bianca un segno continuo; si tratta per lo pi&ugrave; di artigiani che fanno questo delicato lavoro fin da ragazzi.<br>Dietro il reparto stampa, altri lavoranti<strong>&nbsp;immergevano la tela cosparsa di cera, di solito cambr&igrave; di cotone, in vasche di colorante giallo, rosso e blu.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br><strong>Le linee grinzose tipiche del Batik si formano strizzando la stoffa per rompere la cera e permettere al colorante di entrare nelle crepe.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.hisitaly.com/blog/wp-content/uploads/2013/12/batik_lavorazione1.jpg" alt="Batik, Tecnica Di Pittura Dei Tessuti" title="Batik, Tecnica Di Pittura Dei Tessuti" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I&nbsp;<strong>sarong di Batik</strong>&nbsp;sono sottoposti di solito a&nbsp;<strong>due bagni nella cera e nel colorante</strong>&nbsp;e si possono produrre parecchi colori con sovraposizioni di tinte.<br>Per i disegni pi&ugrave; complicati ci vogliono pi&ugrave; tempo e maggior perizia ed il prezzo di una pezza di batik dipende non dalla bellezza del disegno quanto dal numero di bagni di cera e di colorante che sono stati necessari per produrla.<br>Il continuo aumento della richiesta ha incrementato la&nbsp;<strong>fabbricazione meccanizzata del Batik</strong>. I disegni sono ancora eseguiti col<strong>&nbsp;tjanting</strong>&nbsp;e con il<strong>&nbsp;tjap</strong>, ma la<strong>&nbsp;tintura, il lavaggio, l'essicamento</strong>&nbsp;sono resi pi&ugrave; rapidi da machinari e i&nbsp;<strong>coloranti rimpiazzati da prodoti chimici che assicurano colori indellebili.</strong><br><strong>In questi ultimi anni la tecnica ha subito un'ulteriore evoluzione: molti</strong>&nbsp;<strong>artisti dell'Asia</strong>&nbsp;<strong>hanno fatto del Batik un mezzo di espressione e le loro opere sono ricercate da appassionati collezionisti di tutto il mondo.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Dina Moscato &egrave; una delle pi&ugrave; alte espressioni di batik italiano, questo &egrave; il suo sito</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><a rel="nofollow" href="https://www.dinamoscato.com/MENU/menu.htm" target="_blank">https://www.dinamoscato.com/MENU/menu.htm</a></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/22226/perch-solo-gli-italiani-accompagnano-i-bambini-a-scuola</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 13:16:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/22226/perch-solo-gli-italiani-accompagnano-i-bambini-a-scuola</link>
	<title><![CDATA[Perchè solo gli italiani accompagnano i bambini a scuola]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Solamente i genitori italiani <span style="text-decoration: underline;">accompagnano i propri figli a scuola</span>. Sono in &nbsp;in tanti, una moltitudine, rispetto agli altri Paesi. Lo conferma anche lo studio dell&rsquo;Istc-Cnr promosso dal Policy Studies Institute di Londra &mdash; un&rsquo;indagine che riguarda 15 Paesi del mondo, tra cui Italia e Germania. Ebbene,&nbsp;<strong>l&rsquo;autonomia di spostamento dei bambini italiani nell&rsquo;andare a scuola &egrave; passata dall&rsquo;11% nel 2002 al 7% nel 2010.</strong>&nbsp;Per fornire un metro di paragone l&rsquo;autonomia dei bimbi inglesi &egrave; al 41% e quella dei tedeschi al 40%.</p>
<p><img src="https://www.okmugello.it/wp-content/uploads/2010/12/scuolabus-vaglia.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&Egrave; uno dei pochi casi di studi superflui. Basta osservare le dinamiche del <span style="text-decoration: underline;">traffico in orario scolastico</span>. Noi italiani causiamo ingorghi a croce uncinata e spesso posteggiamo le macchine in doppia fila perch&eacute; non ci basta avvicinare i ragazzi alla scuola, no,&nbsp;<strong>desideriamo portarli per mano fino in classe</strong>. E non finisce qui.</p>
<p><span></span><strong>Noi genitori italiani ci azzuffiamo</strong>&nbsp;nei consigli di classe con i professori se lo zaino dei nostri figli supera un certo peso. Non siamo rubricati tra i lettori forti di studi medici e scientifici ma siamo pronti a citare i risultati degli ultimi report che spiegano perch&eacute; uno zaino troppo pesante potrebbe causare irreversibili danni psicofisici ai nostri figli.</p>
<p><strong>Noi genitori italiani parcheggiamo</strong>&nbsp;in doppia fila, causiamo ingorghi &mdash; <em>oltre a produrre smadonnamenti e urla di disperazione degli altri cittadini</em> &mdash; e in questo bailamme, noi, con calma zen aspettiamo che escono da scuola i nostri pargoli e ci accolliamo il loro zaino, cos&igrave; che possano fare i cento metri che separano scuola da casa liberi da pesi ingombranti. <br>Noi genitori italiani parliamo continuamente di cibo e vogliamo che i nostri figli assaggino solo quello sano, genuino e biologico, sempre a chilometro zero, per&ograve; come ci piace cucinare per loro porzioni abbondanti, come se il cibo &laquo;<em>sano</em>&raquo; non contenesse calorie, e come poco ci piace, invece, costringerli a muoversi a piedi: no, poveri figli, piove, nevica, c&rsquo;&egrave; l&rsquo;uragano, copriamoli bene e accompagniamoli, in macchina che tra l&rsquo;altro lo zaino &egrave; pesante.</p>
<p><strong>Noi genitori italiani</strong>, naturalmente riconosciamo che s&igrave;, accompagnare i figli &egrave; motivo di stress per noi e per il traffico italiano, per&ograve; riuniti in&nbsp;<strong>conciliaboli nei bar</strong>&nbsp;(<em>macchina in doppia fila</em>) dopo aver accompagnato i figli a scuola, discutiamo e stabiliamo che purtroppo, vista e considerata la situazione odierna, non c&rsquo;&egrave; rimedio: i nostri figli a scuola a piedi no, proprio no. Ma naturalmente siamo lirici: ah, ai nostri tempi, allora s&igrave; che la citt&agrave; era sicura e si poteva andare a piedi, non come oggi.</p>
<p><strong>Noi genitori eravamo forti e tosti</strong>, giocavamo nella terra, facevamo a botte (ancora oggi facciamo a gara: chi ha pi&ugrave; punti per ferite da sassaiole), sfidavamo maniaci e altri loschi figuri e purtroppo, ora, i nostri figli tutto questo non possono farlo: la citt&agrave; &egrave; cos&igrave; trafficata si pu&ograve; finire sotto una macchina (<em>vero, visto tutti i genitori che accompagnano i figli a scuola</em>), dovunque zingari, strane figure, e lestofanti vari. Niente, ci tocca proteggerli, chiuderli in macchina. Purtroppo.</p>
<p>Poi a qualcuno di noi genitori a volte capita di finire in Germania, in Inghilterra, in Francia e di notare lunghe file di bambini e ragazzi che vanno a scuola, da soli, fin da piccoli, a piedi. Che sorpresa. Forse, pensiamo, in quelle citt&agrave; civili non esistono criminali per le strade e tutto &egrave; pi&ugrave; ordinato e civile. Poi ci rendiamo conto che l&igrave;, s&igrave;, &egrave; tutto pi&ugrave; civile, perch&eacute; nei consigli di classe invece di pesare con bilance al quarzo lo zaino dei figli, si lotta anche e soprattutto per avere pi&ugrave; bus in alcune fasce orarie, per ottenere percorsi protetti per bambini, o ci si organizza per il trasporto con mezzi comuni.</p>
<p>Anni fa, quando nacque mio figlio e spingevo di notte la culla per farlo addormentare, mi capit&ograve; di vedere in tv un&rsquo;intervista a Colin Ward. Gli chiedevano del pensiero utopistico, se esisteva o non esisteva. Lui rispose s&igrave;, esiste, ma si occupa di tre cose, le citt&agrave;, come le costruiamo e per chi le costruiamo, i bambini e le automobili (<em>come fare a prenderle il meno possibile</em>). L&rsquo;utopia dunque si sposava con buone pratiche quotidiane, e quest&rsquo;ultime, purtroppo, dipendono da noi e non da generici altri: tocca muoverci, quindi.</p>
<p><strong>A piedi, si intende.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/6682/come-riconoscere-un-ictus-cerebrale</guid>
	<pubDate>Sun, 06 Sep 2015 04:13:22 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/6682/come-riconoscere-un-ictus-cerebrale</link>
	<title><![CDATA[Come riconoscere un ictus cerebrale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 10pt;">Durante una grigliata Federica cade.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Qualcuno vuole chiamare l'ambulanza ma Federica rialzandosi dice di essere</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">inciampata con le scarpe nuove.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Siccome era pallida e tremante la aiutammo a rialzarsi.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Federica trascorse il resto della serata serena ed in allegria.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Il marito di Federica mi telefon&ograve; la sera stessa dicendomi che aveva sua moglie in ospedale.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Verso le 23.00 mi richiama e mi dice che <strong>Federica &egrave; deceduta</strong>.</span><span style="font-size: 10pt;"></span></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><img src="https://images.movieplayer.it/images/2003/02/15/leticia-roman-ina-una-scena-di-la-ragazza-che-sapeva-troppo-4571.jpg" alt="ictus svenimento" width="375" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt;">Federica ha avuto un <strong>ictus cerebrale</strong> durante la grigliata.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Se gli amici avessero saputo <span style="text-decoration: underline;"> riconoscere </span>i segni di un ictus, Federica sarebbe ancora viva.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 10pt;">La maggior parte delle persone non muoiono immediatamente.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><strong><span style="font-size: 10pt;">Basta 1 minuto per leggere il seguito</span></strong><span style="font-size: 10pt;">:</span><span style="font-size: 10pt;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt;">Un neurologo sostiene che se si riesce ad intervenire entro tre ore</span><span style="font-size: 10pt;"> </span><span style="font-size: 10pt;">dall'attacco si pu&ograve; facilmente porvi rimedio.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Il trucco &egrave; riconoscere per tempo l'ictus!!!</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Riuscire a diagnosticarlo e portare il paziente entro tre ore in terapia.</span><span style="font-size: 10pt;"><br></span><span style="font-size: 10pt;">Cosa che non &egrave; facile.</span><span style="font-size: 10pt;"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://www.psicozoo.it/wp-content/uploads/2010/08/ictus.jpg" alt="riconoscere un ictus cerebrale" width="434" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><span style="font-size: 10pt;"><br><br></span><strong><span style="font-size: 10pt;">Nei prossimi 4 punti vi &egrave; il segreto per riconoscere se qualcuno ha avuto un'ictus</span></strong><span style="font-size: 10pt;"> <strong>cerebrale:</strong></span><span style="font-size: 10pt;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt;">* Chiedete alla persona di <span style="text-decoration: underline;"> sorridere </span>(non ce la far&agrave;);</span><span style="font-size: 10pt;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt;">* Chiedete alla persona di <span style="text-decoration: underline;"> pronunciare una frase completa</span> (esempio: oggi &egrave; una bella giornata) e non ce la far&agrave;;</span><span style="font-size: 12pt;"></span></p>
<p style="margin-bottom: 12pt;"><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;">* Chiedete alla persona di <span style="text-decoration: underline;">alzare le braccia</span> (<em>non ce la far&agrave; o ci riuscir&agrave; solo parzialmente</em>);</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;">* Chiedete alla persona di <span style="text-decoration: underline;">mostrarvi la lingua</span> (<em>se la lingua &egrave; gonfia o la</em></span><em><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br></span></em><span style="font-size: 10pt; color: black;"><em>muove solo lateralmente &egrave; un segno di allarme</em>).</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;">Nel caso si verifichino uno o pi&ugrave; dei sovra citati punti chiamate immediatamente il pronto soccorso.</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><strong>Descrivete i sintomi della persona al telefono</strong>.</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;">Un medico sostiene che se mandate questa &egrave;- mail &nbsp;ad almeno 10 persone, si</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"> </span><span style="font-size: 10pt; color: black;">pu&ograve; essere certi che avremmo <strong>salvato la vita </strong>di Federica, ed eventualmente </span><span style="font-size: 10pt; color: black;">anche la nostra.</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;">Quotidianamente mandiamo tanta spazzatura in giro per il web, stavolta si tratta di una <strong>causa giusta</strong>, usiamo i</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"> </span><span style="font-size: 10pt; color: black;">collegamenti &nbsp;per essere d'aiuto a noi ed agli altri.</span><span style="font-size: 10pt; color: black;"><br><br></span><span style="font-size: 10pt; color: black;">se ti piace, linka e <a href="https://connectu.it/blog/view/6682/come-riconoscere-un-ictus-cerebrale" title="come riconoscere un ictus cerebrale">condividi questo articolo</a>:</span><br><br></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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