<?xml version='1.0'?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" >
<channel>
	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/all?offset=870</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/34330/google-pu-modificare-i-risultati-di-ricerca-a-proprio-piacimento</guid>
	<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 21:17:15 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/34330/google-pu-modificare-i-risultati-di-ricerca-a-proprio-piacimento</link>
	<title><![CDATA[Google può modificare i risultati di ricerca a proprio piacimento]]></title>
	<description><![CDATA[<p>In una sentenza della corte del Tribunale di S. Francisco, viene deciso che Google ha il diritto di modificare i risultati di ricerca a proprio piacimento, a favore o a svantaggio di questo o quel sito, o gruppo editoriale.</p>
<p>Il fatto nasce da alcune penalizzazioni avviate da Big G nei confronti di portali Europei e a favore di siti Americani, che risultano simili nel posizionamento, a parit&agrave; di keywords.</p>
<p><img src="https://mitchfournier.com/wp-content/uploads/2011/07/google-frown1.jpg" alt="penalizzazione google" width="294" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Questo nuovo genere di posizionamento nei motori di ricerca, che in realt&agrave; viene applicato gi&agrave; dal 2007, &egrave; risultato inviso ad un sito, tale: CoastNews, che si &egrave; trovato penalizzato senza ragione da qualche impiegato di Google.</p>
<p>Il sito, appellandosi al primo emendamento della costituzione americana,&nbsp; &egrave; ricorso niente meno che alla <strong>suprema corte</strong> degli Stati Uniti, in quanto il loro sito risultava al primo posto negli altri motori di ricerca quali Bing e Yahoo, ma non su Google.</p>
<p>CoastNews &egrave; andata ben oltre: Ha ritenuto che nel posizionamento agli ultimi posti delle ricerche ci fosse&nbsp; l'intenzione di Google di eliminare la CoastNews quale potenziale concorrente.</p>
<p>Google ha reagito al volo con una mozione deniminata come "anti-SLAPP", ovvero una strategia legale adottata di norma per contestare rapidamente cause che cercano di soffocare la libert&agrave; di parola. Il giudice ha accolto il ricorso stabilendo che le richieste di CoastNews contro Google sono correlate a &lt;<em>un' attivit&agrave; costituzionalmente protetta</em>&gt;.</p>
<p>La decisione far&agrave; discutere in quanto lo stesso principio, non fu applicato a Baidu, alcuni anni fa, accusato di censurare a prioprio piacimento i contenuti sconvenienti di alcuni siti, in pratica <strong>due metri e due misure</strong>.</p>
<p>E mentre Big G si aggrappa al diritto di "<em>libert&agrave; di parola</em>", alcune aziende sono totalmente sparite dal panorama web grazie o per causa di questi giochini di qualche oscuro Fantozziano impiegato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Ora se il vostro sito viene <strong>penalizzato</strong> senza logica - sapete il perch&egrave;.</h2>
]]></description>
	<dc:creator>lilian</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40101/la-terra-in-pericolo-in-arrivo-asteroidi-il-22-e-28-settembre</guid>
	<pubDate>Mon, 21 Sep 2015 11:32:58 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40101/la-terra-in-pericolo-in-arrivo-asteroidi-il-22-e-28-settembre</link>
	<title><![CDATA[La Terra in pericolo: in arrivo asteroidi il 22 e 28 settembre]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>"<em>La Terra potrebbe essere spazzata via da un meteorite&nbsp;</em></span><em>tra meno di una settimana</em><span>". <br>Questa &egrave; la tesi choc provienente da un gruppo di scienziati al cui comando vi &egrave; &nbsp;il professor <strong>Robert Walsh</strong>, Executive Director della ricerca alla University of Central Lancashire, nel Regno Unito.&nbsp;</span><br><br><span>Come riporta il&nbsp;</span><a rel="nofollow" href="https://www.mirror.co.uk/news/uk-news/expert-says-meteor-could-wipe-6447901"><span style="text-decoration: underline;">Mirror</span></a><span>, lo studioso sostiene che ci potrebbe essere un&nbsp;</span><span>pericolo imminente</span><span>&nbsp;per tutto il nostro pianeta e dunque per le la continuazione della specie umana.</span></p>
<p><span><img src="https://www.globusmagazine.it/_/wp-content/uploads/2014/08/Pericolo-asteroide-2012-DA14-e-fine-del-mondo-.jpg" alt="pericolo asteroide" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p><span><span>La ricerca non fissa una data precisa per la presunta apocalisse, che per&ograve;, a detta dei ricercatori potrebbe avvenire</span><span>&nbsp;tra il<strong> 22 e il 28 settembre prossimi</strong></span><span>. In quei giorni la Terra infatti potrebbe essere soggetta a una pioggia di meteoriti, terremoti e tnunami.</span><br><br><span>Secondo il professor Walsh il pericolo sarebbe reale, dal momento che nel corso dei millenni il nostro pianeta sarebbe stato colpito pi&ugrave; volte da</span><span>meteoriti giganti</span><span>. Come quello che avrebbe causato l'estinzione dei dinosauri.</span><br><br><span>Non &egrave; tutto. Il docente inglese fa riferimento all'asteroide che cadde</span><span>&nbsp;in Siberia nel 2013</span><span>, dando vita a uno spettacolo senza precedenti.</span><br><br><span>Malgrado cio' la&nbsp;</span><span>Nasa</span><span>&nbsp;non &egrave; affatto d'accordo con la teoria del professor Walsh. Anzi. <br>Smentiscono categoricamente le previsioni apocalittiche, affermando che se nelle vicinanze ci fosse davvero un asteroide talmente grande da distruggere la Terra, gli strumenti in possesso dell'agenzia spaziale Americana lo avrebbero gi&agrave; rilevato. <br>A loro dire, pericolo scampato. </span></span></p>
<p><span><span>Staremo a vedere</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/35221/google-paga-adblock-per-non-farsi-bloccare</guid>
	<pubDate>Sun, 20 Sep 2015 12:19:25 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/35221/google-paga-adblock-per-non-farsi-bloccare</link>
	<title><![CDATA[Google paga AdBlock per non farsi bloccare]]></title>
	<description><![CDATA[<h2>Gli affari nascosti tra chi crea il software che ferma l&rsquo;advertising ed i colossi del Web. Online regna la perplessit&agrave; chi &egrave; il cattivo: le societ&agrave; che pagano o chi ha venduto l'immunita pubblicitaria.</h2>
<p>Alcuni giganti del web, da Microsoft a Google passando per Amazon, pagano la societ&agrave; tedesca Eyeo per il &laquo;privilegio&raquo;, di bypassare, coi loro annunci pubblicitari, i filtri di Adblock Plus, un software che molti utenti installano sui loro browser proprio per sfuggire al bombardamento dell&rsquo;advertising online. <br> La notizia, pubblicata dal <span style="font-style: italic;">Financial Times</span>, ha provocato reazioni che vanno dall&rsquo;indignato allo stupito. Nel silenzio di tutti i principali interlocutori, si pu&ograve; essere tentati di ricorrere ad espressioni forti tipo pagamenti sottobanco. Qualcuno vorrebbe parlare addirittura di &laquo;mazzette&raquo;, ma in realt&agrave; quelle che stiamo cominciando a intravvedere nel gran polverone di dati e messaggi scambianti in rete sono transazioni che, se venissero confermate, non dovrebbero avere nulla di illecito. Il filtro &egrave; uno strumento messo a disposizione di alcuni utenti: chi lo utilizza se lo prende con tutte le correzioni dei suoi meccanismi interni decisi da chi l&rsquo;ha sviluppato.</p>
<p><img src="https://www.mobilegeeks.com/wp-content/uploads/2015/02/adblock_plus_large_verge_medium_landscape.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<h5>Le molte facce del capitalismo digitale</h5>
<p>La notizia, se vogliamo, non &egrave; nemmeno nuova: nel maggio del 2013 Microsoft ammise i pagamenti e allora il sito tedesco &laquo;Horizont&raquo; scrisse, non smentito, che Google e altri pagavano per eludere i &laquo;buttafuori&raquo; di Adblock. E allora perch&eacute; lo scalpore di oggi con siti tecnologici come Gizmodo che parlano di &laquo;tecniche di stile mafioso&raquo;? Perch&eacute;, nonostante tutte le disillusioni di questi anni, sotto sotto continuiamo a credere che gli operatori del web siano imprenditori che magari non sono i &laquo;missionari del bene&raquo; dello slogan originario dei fondatori di Google (&laquo;don&rsquo;t be evil&raquo;), ma hanno comunque un&rsquo;etica degli affari che, tra economia della condivisione e servizi offerti gratuitamente agli utenti, &egrave; ben superiore a quella dei vecchi &laquo;padroni del vapore&raquo;. Entro certi limiti la cosa &egrave; forse anche vera, ma basta grattare poco oltre la superficie per scoprire che il capitalismo digitale offre mille opportunit&agrave; di guadagno &laquo;border line&raquo; tanto agli squali della rete quanto ai geni della Silicon Valley con la faccia da filantropi. E, cosa forse ancora peggiore, la complessit&agrave; di queste tecnologie unita alla segretezza delle transazioni tra aziende private che non hanno alcun obbligo di comunicare i loro affari, rendono impossibile comprendere fino in fondo quello che sta realmente accadendo in un ecosistema della comunicazione nel quale, pure, siamo tutti immersi. <br><br></p>
<h5>Le eccezioni di AdBlock</h5>
<p>Cos&igrave;, non &egrave; nemmeno chiaro chi sia il &laquo;cattivo&raquo; di questa storia di esattori che comprano e vendono pezzi della nostra attenzione: le onnipotenti multinazionali di Internet che pagano (sottobanco?) per continuare a sommergerci di pubblicit&agrave;? O la societ&agrave; che ha creato il software di protezione, salvo poi vendere esenzioni un tanto al chilo? Certo, nessuno &egrave; obbligato a usare il filtro di Adblock che, pure, ha 300 milioni di utenti. Chi lo considera disonesto o inaffidabile pu&ograve; rivolgersi ad altri o rinunciare a filtrare gli annunci. La societ&agrave; tedesca sostiene di aver creato gi&agrave; da anni (forse fin dal 2011) una &laquo;Acceptable Ads whitelist&raquo;, ossia un elenco di piccole societ&agrave; e siti che, producendo un volume di pubblicit&agrave; molto limitato e poco invadente, non vengono assoggettati alla mannaia del filtro. Per queste societ&agrave; l&rsquo;esenzione &egrave; gratuita, mentre i grandi operatori del web pagano per ottenere il &laquo;salvacondotto&raquo;, nessuno sa quanto. In discussione, tra l&rsquo;altro, non &egrave; solo la liceit&agrave; e la trasparenza di queste esenzioni, ma il meccanismo stesso del filtro. Da anni in rete si discute del fatto che per Internet, alimentato fin dalle origini dal lavoro volontario degli utenti ma anche dalla pubblicit&agrave; generata dal web, strumenti come Adblock finiscono per operare come dei &laquo;killer&raquo; della libert&agrave; di navigazione. E in Germania ci sono gi&agrave; editori che, sentendosi danneggiati dai filtri in questione, hanno trascinando Eyeo in tribunale chiedendole i danni: l&rsquo;hanno fatto la rete televisiva RTL e ProSieben-Sat.1 mentre anche alcuni editori francesi starebbero considerando mosse analoghe. Troppo spesso gli enti di regolamentazione, soprattutto in Europa, hanno operato come freni all&rsquo;innovazione e alla creativit&agrave; degli imprenditori. Ma quella di costruire caselli sulle autostrade digitali e far pagare pedaggi &laquo;selettivi&raquo; &egrave; una pratica che di innovativo ha ben poco.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.corriere.it" title="fonte">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10048/il-successo-prima-dei-quarant-anni</guid>
	<pubDate>Wed, 16 Sep 2015 08:36:09 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10048/il-successo-prima-dei-quarant-anni</link>
	<title><![CDATA[Il Successo Prima Dei Quarant' Anni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">E' molto diffusa l'idea che, dopo i quarant'anni, il lavoro diventi pi&ugrave; difficile.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Certe cose sono davvero pi&ugrave; difficili, come alzarsi dal letto al mattino senza doloretti qu&agrave; e l&agrave;. Invero in moltissime aziende, il lavoro, dopo i quarant'anni, pu&ograve; anche diventare molto pi&ugrave; facile.</p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://1.bp.blogspot.com/_Wn-PAy4jTs0/TME0KtijDqI/AAAAAAAAANw/gI2-VkgTZpk/S330/12.jpeg" alt="image" width="275" height="183" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Pu&ograve; darsi che le responsabilit&agrave; siano maggiori, ma dopo i quarant'anni &egrave; normale che tu sia apprezzato per la tua esperienza, il tuo know-how ed il tuo buonsenso pi&ugrave; che per la capacit&agrave; di lavorare 18 ore al giorno. In realt&agrave;, quasi tutti i<strong> benefici del successo</strong>&nbsp;tendono ad accumularsi dopo i quarant'anni, se hai fatto le cose giuste prima di quel compleanno.</p>
<hr>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><br>Quali sono le cose giuste?</p>
<p><strong>1) Impadronisciti del tuo lavoro.</strong><br>Impara tutto quel che devi sapere sulla tua professione prima dei quarant'anni. Il mestiere si impara all'et&agrave; giusta e da allora si continua ad acquisire esperienza.<br>Lavorare fino a tarda ora va bene a vent'anni, forse anche a trenta, ma nessuno dovrebbe perdere il sonno per imparare qualcosa di nuovo a quarant'anni ed oltre.</p>
<p><strong>2) Acquista il tuo stile personale.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Prima dei quarant'anni, impara a capire quali sono le cose che pi&ugrave; ti si adattano, per l'abbigliamento in generale e per quei piccoli tocchi che ti distinguono. Si possono tentare esperimenti quando si &egrave; sulla ventina e sulla trentina. prima di varcare i quaranta, per&ograve;, bisogna aver trovato il proprio stile. Nessuno appare meno sicuro di s&egrave; di un uomo o di una donna che cercano di darsi un aspetto diverso a met&agrave; carriera.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>3) Se possibile, metti ordine nella tua vita sentimentale.</strong><br>Quando si sale verso i gradini pi&ugrave;&nbsp;<strong>alti della carriera</strong>, aiuta molto avere una vita sentimentale felice e non trovarsi impantanati in crisi emotive. E' gi&agrave; difficile farsi strada senza aggiungere problemi personali che fiaccano l'energia e distraggono l'attenzione. Inoltre, l'infelicit&agrave; &egrave; come una malattia: a poco a poco toglie l'interesse per tutto il resto. Naturalmente, non tutte le difficolt&agrave; si possono evitare e quando s'incontrano bisogna saperle superare; ma chi &egrave; riuscito a mettere ordine nella propria vita prima dei quarant'anni, &egrave; meglio preparato al successo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>4) Impara a conoscere i tuoi punti deboli.</strong><br>Riconosci le cose che non sai fare bene, che non sopporti, che non hai voglia di fare. Se le cifre non ti piacciono, ed invece ti procura soddisfazione il lavoro creativo, non continuare ad occuparti per forza di cifre perch&egrave; sei ben pagato o perch&egrave; gli altri si aspettano che tu lo faccia. Metiti a fare il&nbsp;<strong>lavoro che ti piace</strong>&nbsp;prima di arrivare ai quarant'anni, se non vuoi avere uno o due decenni d'infelicit&agrave; dopo la quarantina rischiando di annullare le tue possibilit&agrave; di successo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.biblio.liuc.it/pubdoc/img/rebora9.jpg" alt="troppo vecchi a 40 anni per lavorare" width="380" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>5) Impara a conoscere i tuoi punti di forza.</strong><br>Devi anche decidere cos'&egrave; che sai fare bene e capire quali sono le cose che ti piace fare e che fai meglio di chiunque altro. Non cercare di vedere tutti i punti di un problema, perch&egrave; ti fa apparire indeciso. Qualunque sia il tuo ruolo, sapere chi sei e che cosa sai fare &egrave; importantissimo per&nbsp;<strong>avere successo.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>6) Comincia a mettere a parte un p&ograve; di soldi per poter dire - me ne vado-</strong>.<br>Metti da parte il primo milione di euro che guadagnerai, ti servir&agrave; per poter dire- me ne vado-. Un milione di euro &egrave; una fortuna, ma l'idea &egrave; giusta. Nulla &egrave; pi&ugrave; deprimente, di sapere che non puoi permetterti il lusso di&nbsp;<strong>piantare l'impiego</strong>&nbsp;o di correre il rischio di&nbsp;<strong>cambiare mestiere</strong>. Metti da parte quanto ti serve come salvagente. Forse non l'userai mai, ma ci si trova a volte in situazioni nelle quali si pu&ograve; solo dire - me ne vado-, o ti morderai le mani se non sarai in condizioni di dirlo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>7) Creati un giro di amicizie.</strong><br>Se a quarant'anni non ti sei fatto un giro di&nbsp;<strong>amicizie&nbsp;</strong>o per lo meno di persone che contano su di te ed alle quali puoi rivolgerti, sei nei guai. Queste persone possono essere colleghi ai quali fai qualche piacere, dai sostegno morale, presti orecchio quando ti raccontano i loro problemi... e che fanno lo stesso con te. Una rete di&nbsp;<strong>amicizie</strong>&nbsp;non &egrave; una cosa che si possa tessere da un giorno all'altro: bisogna coltivarla per anni ed anni. In affari come in politca, hai bisogno di molte persone, disseminate nei posti giusti, sulle quali puoi contare, perch&egrave; loro possono contare su di te.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>8) Impara a delegare.</strong><br>Molte persone non lo fanno: non ne sono capaci. Sono perci&ograve; condannate a rimanere in posizione di subordine. Saper delegare &egrave; met&agrave; del successo. Quando arrivi a quarant'anni, devi essere un esperto in quest'arte; ci&ograve; significa saper scegliere bene le persone e fidarsene.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>9) Impara a tenere la bocca chiusa.</strong><br>Chiacchiere incaute hanno rovinato pi&ugrave; carriere di quanto abbia fatto ogni altra cosa. Impara a tacere ed avere l'aria di saperla lunga, e la gente ti creder&agrave; molto pi&ugrave; informato di quanto tu non sia. Non spettegolare e non parlare di tuoi progetti. La fama di saper mantenere i segreti ti dar&agrave; pi&ugrave; vantaggi della facile popolarit&agrave; che puoi acquistare andando in giro a far&nbsp;<strong>pettegolezzi</strong>. Pi&ugrave; avanzi nella carriera pi&ugrave; questo &egrave; vero. Nelle alte sfere il&nbsp;<strong>silenzio &egrave; d'oro.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>10) Sii leale.</strong><br>Se non ti sei fatto una&nbsp;<strong>reputazione di lealt&agrave;</strong>&nbsp;prima dei quarant'anni, questo diffetto ti assiller&agrave; per il resto dlla carriera. Raggiungi il vertice non pugnalando gli altri alle spalle , ma facendoti una&nbsp;<strong>fama di lealt&agrave;</strong>. Prima dei quarant'anni &egrave; premio a se stessa; dopo i quarant'anni &egrave; un capitale che d&agrave; buoni frutti.</p>
<hr>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Non perdere mai il senso dell'<strong>umorismo</strong>.&nbsp;<br>Su questa terra niente &egrave; eterno, nemmeno il&nbsp;<strong>successo</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<a href="https://connectu.it/groups/info/14468/cerco-lavoro" title="cerco lavoro">Gruppo cerco lavoro</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10027/le-crisi-nel-mondo</guid>
	<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 15:35:28 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10027/le-crisi-nel-mondo</link>
	<title><![CDATA[Le Crisi Nel Mondo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Le crisi non sono una novit&agrave; per la societ&agrave; umana. In effetti l'umanit&agrave; non &egrave; mai stata esente da crisi per lunghi periodi di tempo. La storia mostra che prima o poi l'uomo &egrave; sempre riuscito a superare le crisi dei suoi tempi.</span></p>
<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"><img src="https://www.frontpagemag.com/sites/default/files/uploads/2012/12/will-work-for-food.jpg" alt="work for food" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Sembra che tutte le crisi dei tempi moderni siano state risolte in tempo utile per impedire una inversione della marcia trionfante del progresso.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Vi sono ampie ragioni per credere che i problemi del nostro tempo non si risolveranno secondo il corso abituale degli eventi. In primo luogo le numerose crisi del presente si manifestano simultaneamente, con una interrelazione reciproca che le collega strettamente l'una all'altra. Non ci &egrave; concesso di far fronte a una crisi per volta.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Tuttavia il fattore pi&ugrave; importante che distingue l'attuale serie di crisi da quelle del passato &egrave; il carattere delle loro cause: in passato le crisi pi&ugrave; gravi avevano origini negative; erano causate dalle cattive intenzioni di governanti o governi aggressivi, o da calamit&agrave; naturali: epidemie, inondazioni, terremoti e cosi via.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Molte crisi attuali hanno origini positive: conseguenza di azioni stimolate dalle migliori intenzioni dell'uomo. L'intenzione di ridurre la fatica umana, sfruttando fonti energetiche in natura, ha portato all'attuale crisi energetica e del lavoro. I grandi progetti di costruzione, come gli edifici, le strade, le dighe ed i canali, le attivit&agrave; agricole e forestali, l'allevamento degli animali, l'estrazione mineraria e tutta l'ingegneria industriale ( in altre parole l'imposizione dei disegni dell'uomo sull'ambiente naturale per il suo stesso bene ), hanno portato alla crisi dell'ambiente.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://georgiaconservative.net/wp-content/uploads/2012/10/WorldCrisis1.jpg" alt="crisi mondiale" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si consideri per esempio il nostro atteggiamento verso le risorse naturali. Ci eravamo fidati di una presunta ineusaribilit&agrave; delle risorse naturali: energia, alimenti, materie prime, ed altro ancora. Oggi stiamo scoprendo che queste risorse indispensabili non sono affatto disponibili indefinitivamente.Questa incertezza f&agrave; s&igrave; che non si possa neppure essere sicuri che il progresso continuer&agrave; ininterrotto. Considerando poi la complessit&agrave; dei sistemi che governano il corso della societ&agrave; umana, si vede come ogni interruzione del progresso apporti conseguenze serie e addiuittura disastrose.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In special modo un governo che non prende inizizative e temporeggia su fatti inutili &egrave; ancora pi&ugrave; dannoso che la crisi stessa. Se il cittadino si sente protetto ed accudito, la crisi passa in secondo ordine, e l'operosit&agrave; ha il sopravvento. Quando il governo temporeggia, vuoi perch&egrave; non ha potere decisionale, vuoi perch&egrave; non ha nessun interesse nel superamento della crisi, provoca nel citttadino un'apatia che fa solo incrementare la crisi stessa.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Quando l'uomo impone alla natura i propri disegni, interferisce col processo della selzione naturale. Le conseguenze di tali interventi sono imprvedibili: perseguendo vantaggi a breve termine, l'uomo sta introduccendo nell'ecosistema un gran numero di prodotti chimici, non sufficientemente sperimentati, che possono avere conseguenze biologiche gravi ed a vasto raggio. Ne possono risentire innumerevoli organismi viventi, compreso l'uomo stesso.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In realt&agrave; le crisi moderne sono opera dell'uomo e differiscono da molte crisi del passato per il fatto che &egrave; possibile intervenirvi. Le scelte sono complesse, ma esistono. Nel passato l'uomo non aveva altra scelta che lasciare che le epidemie ed i governi facessero il loro corso. Ancora oggi, nonostante tutto il progresso attuato, non siamo capaci di sfiduciare un governo che non ottempra ai suoi doveri con onest&agrave;. Se vogliamo intervenire in modo efficace nella nostra crisi, dobbiamo comprendere l'origine e la natura, i nessi e le interazioni.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">A questo punto sembra che l'unica causa comune a tutte le crisi attuali sia la moneta ed il capitale e le dure leggi capitalistiche di cui si fa scudo per progredire e crescere. Si dice che la moneta &egrave; stata una delle pi&ugrave; grandi invenzioni dell'uomo, oggi alla luce dei fatti si pu&ograve; anche asserire che la moneta ed il capitale sono la causa di tutti i mali e le carenze del mondo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il mondo ha un cancro e questo cancro &egrave; l'uomo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10008/qualche-ipotesi-sul-nuovo-mondo-che-abbiamo-dietro-l-angolo-</guid>
	<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 15:29:45 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10008/qualche-ipotesi-sul-nuovo-mondo-che-abbiamo-dietro-l-angolo-</link>
	<title><![CDATA[Qualche Ipotesi Sul Nuovo Mondo ( Che Abbiamo Dietro L' Angolo )]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-align: justify; font-size: 12.8000001907349px;">Genericamente si riteneva che la crisi era il risultato di un eccesso di produzione non controbilanciato dalla vendita.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I lavoratori, i cui salari non rappresentano che una parte del valore da loro stessi prodotto, non possono acquistare la produzione addizionale: l'operaio ha la capacit&agrave; fisica di consumare, ma non ne ha i mezzi.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://pbs.twimg.com/profile_images/3709479226/4539be9080b4116de801476ef6e8d211_400x400.jpeg" alt="basta Renzi" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Quindi si crea un sottoconsumo operaio. Questa tenderebbe a migliorare se il salario tendesse ad aumentare durante l'espansione della produzione. Cosa che non avviene, caso mai l'aumento di produzione porta insito un aumento dell'inflazione e quindi un diminuito potere di acquisto da parte dell'operaio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">D'altra parte, al contrario, gli imprenditori capitalisti, disponendo di redditi non hanno la capacit&agrave; fisica di consumare ( <em>sottoconsumo del capitalista</em> ). Risparmiano una parte del sovrapi&ugrave; che prelevano, e specialmente evadendo fiscalmente ( <em>fondi neri all'estero</em> ), non permettono che si chiuda il ciclo ( <em>Banca D'Italia - Stato - Bot</em> ), e si crea debito pubblico che si accumula anno dopo anno.<br>In altre parole, il potere di consumare non cresce necessariamente con il potere di produrre.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ci&ograve; deriva dal modo di ripartizione del reddito tra le classi sociali, che tende al sottoconsumo, mentre la produzione cresce sotto la spinta degli investimenti.<br>La macchina statale, specialmente se &egrave; molto complessa, crea altro debito pubblico, non esistendo rapporto tra le spese statali e la produzione industriale. E' implicito che lo Stato deve semplificare l'iter per la creazione di imprese produttive e commerciali per fare in modo che il PIL superi di gran lunga le spese statali. In molti paesi lo stato concede alle nuove imprese costituite di non pagare tasse per tre anni o pi&ugrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.zerosettenews.it/wp-content/uploads/2013/07/banca-%C3%A8-usura1-e1341273949419.jpg" alt="basta banche" width="500" style="border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questo eviterebbe allo Stato di creare debito pubblico. Conclusione il sistema fiscale italiano &egrave; sull'ordine del 50% dei profitti, questo significa che lo Stato potrebbe pagare il debito pubblico che crea nell'anno nei due anni successivi, Mentre invece per la complessit&agrave; leggislativa e statale non fa altro che accumulare debito pubblico che non potr&agrave; mai ripagare. A peggiorare questa situazione contribuiscono la corruzione statale che ha assunto dimensioni allarmanti, superiamo la corruzione dei paesi terzomondisti, il che &egrave; tutto dire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Per Marx la crisi &egrave; resa possibile dal fatto che un'economia capitalistica &egrave; un economia di scambio generalizzato nella quale produzione e consumo sono diventate due operazioni separate.<br>I beni non vengono prodotti in vista del consumo da parte dei produttori, ma per essere venduti, il che fa intervenire la moneta. Inoltre la produzione per la vendita deve effettuarsi con un profitto sufficiente e ad un ritmo abbastanza rapido perch&egrave; il capitale investito si trovi valorizzato.</p>
<hr>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Questo &egrave;, per Marx, l'effetto di una contradizione nel sistema economico tra il carattere sociale della produzione ed il carattere privato della propriet&agrave; dei mezzi di produzione e delle decisioni economiche. Resta quindi da considerare che proprio per il fatto che la produzione, non rivestendo carattere sociale, &egrave; fatta esclusivamente per considerazioni economiche, cio&egrave; la moneta. Questo provoca l'apparizione delle crisi con una certa regolarit&agrave;, non esistendo coordinamento a priori delle decisioni di investire su di un mercato che non perdona gli errori di previsione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Sembrerebbe che la causa di tutto &egrave; la moneta che inderogabilmente produce scompensi, ma forse &egrave; meglio aggiungere alla moneta anche l'ingordigia dell'uomo che attribuisce alla moneta le leggi inderogabili del capitalismo.<br>Quindi, se il capitale &egrave; la causa di queste crisi, come potrebbe essere il mondo senza l'esistenza della moneta?</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/19069/la-marijuana-cura-il-cancro</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 23:21:35 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/19069/la-marijuana-cura-il-cancro</link>
	<title><![CDATA[La Marijuana cura il cancro]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La notizia &egrave; apparsa su Yahoo News qualche tempo fa.</p>
<p><img src="https://www.livescience.com/images/i/000/065/293/iFF/marijuana-leaf-joint-140423.jpg?1398322273" alt="Marijuana curativa" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>&lsquo;Con nuovi studi a confermarne l&rsquo;efficacia, aumenta tra i ricercatori la convinzione che il cannabidiolo (<em>Cbd</em>) presente nella maijuana rallenta la crescita delle cellule tumorali e inibisce la formazione di cellule che nutrono i tumori, contribuendo cos&igrave; a combattere il cancro e le metastasi. Come riporta il&nbsp;<strong>Newsweek</strong>, gi&agrave; nel 2007 uno studio del <strong>California Pacific Medical Center</strong> mostrava come il cannabidiolo uccida le cellule tumorali nei pazienti con cancro al seno, distruggendo i tumori maligni e &ldquo;<em>spegnendo</em>&rdquo; il gene <span style="text-decoration: underline;"><strong>ID-1</strong></span>, una proteina che gioca un ruolo chiave nel diffondere il male alle altre cellule.</p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il&nbsp;<strong>cannabidiolo</strong>&nbsp;ferma il male come la <strong>chemioterapia</strong> ma, a differenza di quest&rsquo;ultima, che <span style="text-decoration: underline;">uccide ogni genere di cellula</span> che incontra e devasta il corpo e lo spirito dei malati,<em> riesce a bloccare solo &ldquo;quella&rdquo; particolare cellula maligna&rsquo;</em>. (<em>Yahoo</em>)</p>
<p><img src="https://www.cannabisterapeutica.info/wp-content/uploads/2015/03/cannabis-terapeutica.jpg" alt="cannabis curativa" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p>Curiosit&agrave;:<br> nel <strong>2005</strong> l&rsquo;istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.repubblica.it/2005/h/sezioni/cronaca/cocainapo/cocainapo/cocainapo.html" target="_blank">ha analizzato l&rsquo;acqua del Po</a>, rilevando che il fiume porta con s&eacute; ogni giorno in media l&rsquo;equivalente di quattro chili di cocaina. Quindi due sono le cose: o siamo gi&agrave; tutti drogati, oppure&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://2.bp.blogspot.com/_B9QElFHZ6bI/TI-CtnHGbmI/AAAAAAAAAPc/LaoT_oaYoLc/s1600/lapo_elkann.jpg" target="_blank">Lapo</a>&nbsp;deve aver fatto parecchia pip&igrave;.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/18807/bevete-coca-cola-e-vi-vien-da-ridere-vero</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 23:15:18 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/18807/bevete-coca-cola-e-vi-vien-da-ridere-vero</link>
	<title><![CDATA[BEVETE COCA COLA e VI VIEN DA RIDERE, VERO?]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">Il motivo &egrave; che... vi sballa! <br>Hanno tolto la cocaina dalla bevanda quasi un secolo fa, e los sapete perch&eacute;? <br>Era ridondante.</span></p>
<hr>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">Nei primi 10 Minuti:</strong></p>
<p>10 cucchiaini di zucchero colpiscono il tuo organismo (<em>100% della razione giornaliera raccomandata</em>). La reazione immediata a questa dolcezza cos&igrave; eccessiva sarebbe il vomito ma ci&ograve; &egrave; impedito dal fatto che l'acido fosforico diminuisce il sapore permettendoti di mantenere la bibita nello stomaco</p>
<p><img src="https://bargiomba.altervista.org/wp-content/uploads/2011/08/Coca-Cola.jpg" alt="" width="420" height="226" style="border: 0px; border: 0px;"><br><strong>20 Minuti:</strong><br>La tua glicemia schizza in alto causando un massiccio rilascio di insulina. Il tuo fegato risponde trasformando tutto lo zucchero che pu&ograve; "catturare" in glicogeno (zuccheri di riserva per il corpo) e grasso.</p>
<hr>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">40 minuti:</strong></p>
<p>la caffeina &egrave; stata assorbita completamente. Le pupille si dilatano, la pressione del sangue aumenta e come risposta il tuo fegato rilascia altro zucchero nel sistema circolatorio. I recettori cerebrali dell'adenosina si bloccano per prevenire la sonnolenza.</p>
<p><strong>45 Minuti:</strong><br>Il corpo aumenta la produzione di dopamina stimolando il centro del piacere del cervello. E' lo stesso meccanismo di azione della cocaina.</p>
<p><strong>60 Minuti:</strong><br>L'acido fosforico lega il calcio, il magnesio e lo zinco nell'intestino, causando un ulteriore spinta al metabolismo. Inoltre le alte dosi di zucchero e la dolcezza artificiale aumentano l'escrezione urinaria di calcio.</p>
<p><strong>60 Minuti:</strong><br>Le propriet&agrave; diuretiche della caffeina entrano in gioco. E' ora assicurato che con le urine verranno eliminati il calcio, il magnesio e lo zinco che erano in realt&agrave; destinati alle ossa, oltre al sodio, a vari elettroliti e all'acqua.</p>
<p><strong>60 Minuti:</strong><br>Dopo l'eccitazione iniziale si avr&agrave; un crollo della glicemia. Potresti diventare irritabile e/o apatico. Avrai anche eliminato con le urine tutta l'acqua presente nella bibita, ma non prima di averla infusa con preziosi nutrienti che il tuo corpo avrebbe potuto usare per scopi fondamentali: idratare i tessuti, rafforzare le ossa e i denti.Tutto questo sar&agrave; seguito nelle prossime ore da un crollo della caffeina. Ma....fatti un altra Coca-Cola, ti far&agrave; sentire meglio.</p>
<p><img src="https://www.ilfattaccio.org/wp-content/uploads/2012/06/1107726724.jpg" alt="image" width="400" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><br>Nota:<em> il nemico non &egrave; la Coca-Cola bens&igrave; la combinazione di dosi eccessive di zucchero unite alla caffeina e all'acido fosforico. Questa combinazione la si pu&ograve; trovare nella maggior parte delle bibite gassate.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/8645/elemento-chimico-donna</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 22:58:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/8645/elemento-chimico-donna</link>
	<title><![CDATA[Elemento chimico donna]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px;">Elemento: <strong>Donna</strong><br></span><span style="font-size: 12.8px;">Simbolo: <strong>Do</strong><br></span><span style="font-size: 12.8px;">Peso Atomico: Accettato come <strong>60</strong>, ma pu&ograve; variare da 50 a 90<br><span>Scopritore:&nbsp;</span><strong>Adamo</strong>&nbsp;<br><span>Distribuzione: Si trova in grandi quantit&agrave; in tutte le <strong>aree urbane</strong>, con concentrazioni leggermente inferiori in aree suburbane e rurali. Soggetta a fluttuazioni stagionali.</span>&nbsp;</span></p>
<hr>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="https://1.bp.blogspot.com/_JwKXJ6WnNKg/S84-41vJv4I/AAAAAAAAFuk/zol5douJvWQ/s320/mulher+irritada.jpg" alt="elemento chimico DONNA" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Propriet&agrave; Fisiche:</strong><br>1) Superficie solitamente coperta con una pellicola colorata.<br>2) Entra in ebollizione per niente e si ghiaccia senza una ragione.<br>3) Si scioglie se trattata adeguatamente.<br>4) Amara se usata in modo scorretto. Pu&ograve; provocare mal di testa.<br>5) Si ritrova in vari stati che vanno da metallo vergine a minerale comune.<br>6) Si piega facilmente se la pressione viene applicata nei punti giusti.</p>
<p><strong>Propriet&agrave; Chimiche:</strong><br>1) Ha grossa affinit&agrave; per l'Oro, l'Argento, il Platino e molte delle pietre preziose.<br>2) Assorbe grandi quantit&agrave; di sostanze costose.<br>3) Pu&ograve; esplodere spontaneamente se piantata in asso.<br>4) Insolubile nei liquidi, ma manifesta una attivit&agrave; maggiore se saturata in alcool al punto giusto.<br>5) Respinge i materiali poco costosi. &egrave; neutra al senso comune.<br>6) Il pi&ugrave; potente agente riducente per il denaro conosciuto all'uomo.</p>
<hr>
<p><strong>Usi:</strong><br>1) Altamente ornamentale, particolarmente in automobili sportive.<br>2) Pu&ograve; aumentare notevolmente i livelli di rilassamento.<br>3) Pu&ograve; riscaldare ed essere di conforto in certe circostanze.<br>4) Pu&ograve; raffreddare le cose quando l'atmosfera &egrave; troppo calda.</p>
<p><strong>Esperimenti:</strong><br>Gli esemplari puri sono di colore roseo allo stato naturale, diventano di colore verde se collocate accanto ad un esemplare migliore.</p>
<hr>
<p><strong>Attenzione:</strong><br>1) Altamente pericolosa tranne che in mani esperte. Usare estrema cura nel maneggiarla.<br>2) E' illegale possederne pi&ugrave; di una, tranne che nei Paesi Arabi e nello Utah.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40026/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-girandola-di-date</guid>
	<pubDate>Fri, 11 Sep 2015 07:06:35 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40026/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-girandola-di-date</link>
	<title><![CDATA[Nuova rateazione delle cartelle Equitalia: girandola di date]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il decreto legislativo sulla riforma della riscossione prevede numerose novit&agrave; riguardanti la rateazione delle cartelle Equitalia. In alcuni casi la disciplina si applica anche retroattivamente, ma l&rsquo;entrata in vigore delle nuove regole &egrave; complessa ed impone l&rsquo;effettuazione di alcune distinzioni. La data di entrata in vigore della nuova disciplina non &egrave; ancora conosciuta, in quanto il decreto &egrave; in attesa dei pareri delle Commissioni parlamentari per poi essere approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Decorreranno poi ulteriori quindici giorni di vacatio legis e cos&igrave; seguir&agrave; la definitiva entrata in vigore. Tale data rappresenta lo spartiacque per individuare le rateazioni gi&agrave; concesse e quelle nuove al fine di applicare la regola della decadenza dopo otto rate insolute o dopo cinque rate insolute. La stessa data assumer&agrave; rilievo per verificare le decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti con la possibilit&agrave; di essere riammessi al piano di rateazione.</span></p>
<p><span><img src="https://pinkroma.it/wp-content/uploads/2013/12/breve-vademecum-su-come-funziona-la-rateizzazione-Equitalia1.jpg" alt="equitalia reteizzazione" width="386" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<div>Nel decreto legislativo sulla riforma della riscossione, approvato dal Consiglio dei Ministri venerd&igrave; scorso, sono previste numerose novit&agrave; riguardanti la&nbsp;<strong>rateazione delle cartelle Equitalia</strong>.</div>
<div>In primis, la&nbsp;<strong>decadenza dalla rateazione</strong>&nbsp;si verifica qualora il numero delle rate non pagate, anche non consecutive, &egrave; pari a cinque.</div>
<div>In precedenza (in verit&agrave; la norma &egrave; ancora oggi in vigore), la decadenza era collegata al mancato pagamento di otto rate.</div>
<div>In secondo luogo il decreto delegato ha previsto a regime la possibilit&agrave; di essere&nbsp;<strong>ammesso nuovamente alla rateazione</strong>&nbsp;qualora il contribuente sia decaduto.</div>
<div>In tale ipotesi &egrave; necessario pagare preventivamente (entro la data di presentazione dell&rsquo;istanza) tutte le rate scadute ed insolute.</div>
<div>Successivamente il debito residuo potr&agrave; essere nuovamente oggetto di rateazione per un numero di rate mensili non superiore a quelle non ancora scadute alla medesima data.</div>
<div>L&rsquo;<strong>entrata in vigore</strong>&nbsp;&egrave; disciplinata dal successivo art. 15 del Decreto legislativo.</div>
<div>In particolare, si prevede che le disposizioni di cui all&rsquo;art. 19, commi 1, 1 &ndash; quater e 3 del D.P.R. n. 602/1973, come modificate &ldquo;si applicano alle dilazioni concesse a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto &hellip;&rdquo; .</div>
<div>Conseguentemente, al fine di verificare se il contribuente sia o meno decaduto dal piano di rateazione concesso &egrave; necessario&nbsp;<strong>verificare preventivamente la data di concessione della rateazione</strong>.</div>
<div><strong>Ad esempio</strong>&nbsp;se la rateazione &egrave; stata concessa il 7 settembre 2015, la nuova disciplina non &egrave; ancora applicabile (le nuove regole non sono ancora in vigore) e il mancato pagamento, ad esempio di sette rate, non determina la decadenza dal beneficio.</div>
<div>Ci&ograve; anche laddove il debito insoluto dovesse perdurare allorquando il Decreto legislativo sar&agrave; pubblicato nella Gazzetta Ufficiale.</div>
<div>In pratica questo piano di rateazione sar&agrave; comunque soggetto, anche in futuro alle precedenti regole in tema di decadenza.</div>
<div>Viceversa, qualora la rateazione dovesse essere concessa dopo l&rsquo;&nbsp;<strong>approvazione definitiva del Decreto legislativo</strong>in rassegna (trascorso il periodo di vacatio legis), si applicher&agrave; la nuova regola delle cinque rate insolute. In questo caso tale circostanza dar&agrave; luogo alla decadenza dal beneficio.</div>
<div>Il medesimo articolo 15 prevede, sempre con&nbsp;<strong>disciplina transitoria</strong>, la possibilit&agrave; di essere riammessi alla rateazione anche per i&nbsp;<strong>piani di rateazione gi&agrave; concessi</strong>&nbsp;alla data di entrata in vigore delle novit&agrave;.</div>
<div>La previsione era necessaria in quanto, in mancanza di una disposizione espressa, applicando la vecchia normativa il contribuente, una volta decaduto, non avrebbe avuto la possibilit&agrave; di essere nuovamente ammesso alla rateazione.</div>
<div>Tuttavia, tale possibilit&agrave; &egrave; subordinata ai contribuenti che sono decaduti dai piani di rateazione&nbsp;<strong>entro i 24 mesi precedenti</strong>&nbsp;alla data di entrata in vigore della nuova disciplina.</div>
<div>Se, ad esempio, il contribuente &egrave; decaduto una volta decorsi pi&ugrave; di due anni dall&rsquo;entrata in vigore del Decreto legislativo in corso di approvazione non potr&agrave; pi&ugrave; essere ammesso al beneficio della rateazione.</div>
<div>La data di entrata in vigore della nuova disciplina non &egrave; ancora conosciuta in quanto il decreto &egrave;&nbsp;<strong>in attesa dei pareri delle Commissioni parlamentari</strong>&nbsp;per poi essere approvato dal Governo e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale.</div>
<div>Da tale momento decorreranno ulteriori quindici giorni di vacatio legis e cos&igrave; seguir&agrave; la definitiva entrata in vigore.</div>
<div>Tale data rappresenta lo spartiacque per individuare le rateazioni gi&agrave; concesse e quelle nuove al fine di applicare la regola della decadenza dopo otto rate insolute o dopo cinque rate insolute.</div>
<div>La stessa data assumer&agrave; rilievo, come ricordato, per verificare le decadenze intervenute nei 24 mesi precedenti con la possibilit&agrave; di essere riammessi al piano di rateazione.</div>
<div>In questo caso, per&ograve;, la regola della decadenza subisce ancora un&rsquo;eccezione.</div>
<div>In pratica se il&nbsp;<strong>contribuente &egrave; decaduto nei due anni precedenti</strong>&nbsp;rispetto alla data di entrata in vigore delle novit&agrave;, pu&ograve; essere&nbsp;<strong>nuovamente ammesso al beneficio</strong>, ma il&nbsp;<strong>mancato pagamento</strong>&nbsp;anche di sole due rate (non consecutive) dar&agrave; luogo ancora una volta alla&nbsp;<strong>decadenza</strong>.</div>
<div>In tale ipotesi il legislatore ha previsto la decadenza dopo il pagamento di sole due rate (anzich&eacute; cinque) in quanto la riammissione al beneficio &egrave; stata resa possibile nonostante si trattasse di un &ldquo;vecchio&rdquo; piano, cio&egrave; nonostante la dilazione sia stata concessa prima dell&rsquo;entrata in vigore delle ultime novit&agrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a rel="nofollow" href="https://www.ipsoa.it/documents/fisco/riscossione/quotidiano/2015/09/10/nuova-rateazione-delle-cartelle-equitalia-uno-slalom-di-date" target="_blank" title="fonte">Fonte</a></div>
<p><span><br></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>

</channel>
</rss>