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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
	<link>https://msni.it/blog/all?offset=810</link>
	<description><![CDATA[]]></description>
	
	<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/36027/pizza-con-pancetta-e-stracchino</guid>
	<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 08:28:20 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/36027/pizza-con-pancetta-e-stracchino</link>
	<title><![CDATA[Pizza con pancetta e stracchino]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Come preparare la pizza Pancetta e Stracchino</p>
<p><strong style="font-size: 12.8px;">Ingredienti:</strong></p>
<ul>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; base (impasto) per pizza&nbsp;</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 120 g di stracchino</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 100 g di pancetta arrotolata a fette sottili</li>
<li>&nbsp;&nbsp;&nbsp; 1 filo di olio extravergine di oliva</li>
</ul>
<div style="text-align: center;">
<p><img src="https://www.identitagolose.it/public/images/extra/bosco_pizza.jpg" alt="pizza pancetta" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
</div>
<p><br><strong>Procedimento:</strong><br><br>Per preparare la pizza con pancetta e stracchino, iniziate preparando la pasta per la pizza (<a href="https://connectu.it/videos/play/group:16768/36026/pizza-napoletana-fatta-in-casa-impasto-base">la ricetta &egrave; qui</a>) e facendola lievitare il tempo indicato nella ricetta. Ungete leggermente la teglia in modo da stendere l&rsquo;impasto pi&ugrave; facilmente. Usando le mani e mai il mattarello stendete la pasta della pizza su tutta la superficie, usando la punta delle dita; ungete la superficie con un filo di olio.<br><br><br>Cuocete la base della pizza nel forno gi&agrave; caldo a 200&deg; -&nbsp;220&deg; per una ventina di minuti (dipende dal vostro forno), finch&eacute; i bordi non iniziano a dorarsi. Estraetela quindi dal forno e distribuitevi sopra lo stracchino a tocchetti. Copritelo con le fettine di pancetta arrotolata, sovrapponendole leggermente. Rimettete la pizza nel forno e lasciatela cuocere finch&eacute; lo stracchino non si sar&agrave; squagliato e la pancetta non apparir&agrave; leggermente dorata. Estraete la pizza dal forno e lasciatela riposare 5 minuti.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10073/le-famiglie-dei-bovini</guid>
	<pubDate>Sun, 25 Oct 2015 07:29:40 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10073/le-famiglie-dei-bovini</link>
	<title><![CDATA[Le famiglie dei Bovini]]></title>
	<description><![CDATA[<p>La<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;famiglia dei bovini</strong>&nbsp;&egrave; vasta ed antica: di origine incerta, la si ritrova in tutti i continenti attraverso animali che, ciascuno per il suo, hanno fatto storia e leggende delle loro terre. Il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">toro</strong>, la&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">vacca</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bufalo</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bisonte</strong>, il&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">bue muschiato</strong>, lo&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">yak</strong>, l'<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">uro</strong>, lo&nbsp;<strong style="color: #646464; font-size: 12px;">zeb&ugrave;</strong>: nomi e miti, legati sempre e comunque a popoli gloriosi.</p>
<p>Al mondo attualmente esistono un miliardo e duecentomila&nbsp;<strong>bovini</strong>, 8 per kilometro quadrato, concentrati prima di tutto in USA ed in URSS, poi in Asia, quindi l'Europa con in testa la Francia e poi l'Italia.</p>
<p><img src="https://wallpaperart.altervista.org/Immagini/mucche_pascolo_1024x768.jpg" alt="tipi di mucche" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Ci sono i&nbsp;<strong>bovini da carne</strong>, quelli da&nbsp;<strong>latte</strong>, mentre quelli da lavoro con l'avvento della meccanizzazione agricola sono spariti.<br>Escludendo il&nbsp;<strong>toro</strong>, ed il<strong>&nbsp;bue</strong>, restano la&nbsp;<strong>vacca</strong>, il&nbsp;<strong>vitello</strong>, il&nbsp;<strong>vitellone</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>bovino adulto</strong>.</p>
<p>La&nbsp;<strong>vacca</strong>&nbsp;viene avviata al macello solo al termine della sua carriera economica, cio&egrave; quando non produce pi&ugrave; latte o vitelli ( 6/8 anni ), ovvero in et&agrave; piuttosto matura, il&nbsp;<strong>vitello</strong>&nbsp;ed il&nbsp;<strong>vitellone</strong>&nbsp;vengono mattati in et&agrave; pi&ugrave; giovane, rispettivamente a 120 giorni dalla nascita oppure tra i 12 o 18 mesi.</p>
<p>Il vero martire del mattatoio &egrave; il&nbsp;<strong>vitello</strong>, che a causa di una pessima informazione alimentare diffusasi negli ultimi decenni in Italia, viene macellato quando non ha raggiunto una vera maturit&agrave; n&egrave; di conformazione n&egrave; economica.<br>Sotto il profilo nutritivo il&nbsp;<strong>vitello&nbsp;</strong>contiene pi&ugrave; acqua delle altre&nbsp;<strong>carni bovine</strong>&nbsp;( 77% circa ) e meno proteine di quanto potrebbe ( 20% circa ). Pi&ugrave; giusta la composizione del&nbsp;<strong>vitellone</strong>, che &egrave; pi&ugrave; saporito e presenta un maggior contenuto di proteine e la cui carne, non a caso, &egrave; la pi&ugrave; diffusa in Italia.</p>
<p>A questo punto non basta parlare dei protagonisti; &egrave; necessario passare alle loro parti, come vengono giustamente chiamate, dal momento che la carcassa dell'animale viene prima tagliata in due per il senso della lunghezza e quindi divisa , per ciascuna met&agrave;, a sua volta in due: il quarto anteriore e quello posteriore.<br>Fra l'anteriore ed il posteriore non c'&egrave; sostanzialmente diversit&agrave; in fatto di componenti alimentari: anzi, da una recente inchiesta , la scelta della&nbsp;<strong>fettina</strong>, il tipico prodotto del&nbsp;<strong>quarto posteriore</strong>, deriverebbe esclusivamente dalla facilit&agrave; e dalla<strong> rapidit&agrave; di cottura</strong>.</p>
<p><img src="https://image.freepik.com/foto-gratuito/toro-e-mucca_2649755.jpg" alt="tipi di mucche" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Risultato che a causa della maggior richiesta, il prezzo della&nbsp;<strong>fettina</strong>&nbsp;tende ingiustamente a salire ben oltre il suo reale valore economico.<br>Questo atteggiamento del consumatore italiano solo in parte si spiega con la fretta, componente sempre pi&ugrave; familiare della nostra vita quotidiana.. Se &egrave; vero, infatti, che la&nbsp;<strong>fettina</strong>&nbsp;cuoce in pochi minuti, &egrave; altrettanto vero che si tratta di minuti tutti di attenzione e di cura. In quel tempo &egrave; necessario assistere la cottura per evitare che la carne si bruci, per salarla in modo opportuno, per rivoltarla continuamente in maniera che la cottura risulti omogenea.<br>Ora se il tempo di preparazione di un&nbsp;<strong>bollito</strong>&nbsp;&egrave; certamente superiore, &egrave; anche vero che, una volta avviata la cottura, alla massaia non resta altro che attendere un certo tempo, magari aiutata dal campanello di un timer, per poter godere di un gusto certamente superiore. Questo tempo di cottura pu&ograve; essere dedicato ad altre facende....<br>Questo vale sia per il consumo complessivo, sia per la ostinazione nel dare la preferenza ai pi&ugrave; costosi tagli provenienti dai&nbsp;<strong>quarti posteriori</strong>.</p>
<p>Ad incrementare questo fenomeno concorre anche la convinzione che la carne dei&nbsp;<strong>quarti anteriori bovini</strong>, commercializzata come tagli per&nbsp;<strong>brodo</strong>, per&nbsp;<strong>arrosto</strong>, per&nbsp;<strong>bollito&nbsp;</strong>ecc., sia di valore inferiore o dia comunque un prodotto finale impoverito come qualit&agrave; nutritive.&nbsp;<br>La carne proveniente dai quarti anteriori bovini ha proprio le stesse propriet&agrave; nutrizionali.<br>L'<strong>arrosto</strong>, il&nbsp;<strong>bollito</strong>, lo&nbsp;<strong>spezzatino&nbsp;</strong>ecc., vantano lo stesso valore nutritivo della tanto ambita&nbsp;<strong>fettina</strong>, dato che i metodi di cottura adottati permettono una ottima conservazione delle sostanze nutrienti all'interno del prodotto<br>Escludere la carne dalla dieta pu&ograve; far correre rischi di carenza per alcune importanti sostanze nutritive, quali certe proteine, il ferro, alcune vitamine del gruppo B, ecc.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/11254/i-puffi-sono-comunisti-</guid>
	<pubDate>Fri, 23 Oct 2015 17:58:11 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/11254/i-puffi-sono-comunisti-</link>
	<title><![CDATA[I puffi sono comunisti ??]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>I puffi sono comunisti</strong>.?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In effetti, fermandosi un attimo a pensare, non si pu&ograve; negare che il numero di analogie tra la societ&agrave; dei puffi e il sistema comunista sia <strong>impressionante</strong>.</p>
<p><img src="https://www.silviadue.net/vari/marx.jpg" alt="puffi comunisti" style="border: 0; border: 0px;"></p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>I puffi sono <strong>tutti uguali</strong>. Tutti hanno gli stessi lineamenti, vestono allo stesso modo (<em>calzoncini e cappello bianchi, quasi una tuta da operaio</em>) vivono in abitazioni identiche (<em>le case-fungo</em>) possiedono le stesse cose e hanno praticamente gli stessi bisogni e le stesse necessit&agrave;.</li>
<li>Ciascun puffo si distingue dagli altri solo per il ruolo produttivo a ciascuno di loro assegnato, rigorosamente preceduto dal suffisso &ldquo;<strong>puffo</strong>&ldquo;, una sorta di parafrasi del &ldquo;<em>compagno</em>&rdquo; di stampo sovietico: Come tra i membri del partito comunista, anche i puffi tra loro si chiamano compagni!!</li>
<li>Tutti vivono all&rsquo;interno di un villaggio che &egrave; anche sede delle loro attivit&agrave; lavorative (una sorta di <em>kolchoz</em>), diretto dall&rsquo;onnipresente e onniscente <strong>Grande Puffo,</strong> che ha la <strong>barba lunga</strong> ed &egrave; <strong>vestito di rosso</strong>; infallibile, &egrave; sempre alla testa di ogni iniziativa decide delle politiche produttive di tutti i puffi.<br><img src="https://stliq.com/c/ls/3/3b/14724683_puffi-ma-alla-fine-sono-fascisti-comunisti-0.jpg" alt="puffi sovietici" style="border: 0; border: 0px;"><br><br>&nbsp;</li>
<li>Il villaggio-kolchoz soviet-puffoso segue, economicamente parlando, i principi del <em>socialismo reale</em>; Il raccolto di pufbacche che sfama i puffi, indipendentemente dalla diseguaglianza dell&rsquo;apporto di ogni singolo puffo, viene suddiviso in parti eguali. Non esistono attivit&agrave; produttive esterne al villaggio.</li>
<li><strong>Puffo Brontolone</strong> incarna la figura del dissidente. Opponendosi al volere del <strong>supremo soviet puffo</strong> mette nei guai l&rsquo;intero villaggio, e per questo viene scansato e deriso da tutti.</li>
<li><strong>Gargamella</strong>, il morboso vecchio vestito di nero nemico di ogni puffo, &egrave; la raffigurazione del <strong>capitalismo</strong>; veste una tonaca nera tutta toppe, e possiede oltre a tratti <strong>fortemente semitici</strong> (<em>si noti il naso</em>) la proverbiale preconcetta sete di denaro di ogni ebreo. Il suo obbiettivo &egrave; infatti quello di tramutare i puffi in <strong>oro</strong>.<br>&nbsp;<img src="https://1.bp.blogspot.com/_P60AAXmkTTw/R4iiZnqE40I/AAAAAAAAAJg/TpMkYx-OFsU/s320/puffi.gif" alt="gargamella ebreo" style="border: 0; border: 0px;"></li>
</ul>
<p><span style="font-size: 12.8px;">Riassumendo: Il </span><strong style="font-size: 12.8px;">Grande Puffo Stalin</strong><span style="font-size: 12.8px;">, padre della patria puffa, guida con pugno d&rsquo;acciaio i suoi puffi lavoratori incurante dell&rsquo;indisponente </span><strong style="font-size: 12.8px;">Puffo &ldquo;Lev Trotsky&rdquo; Brontolone</strong><span style="font-size: 12.8px;">, meditando il </span><strong style="font-size: 12.8px;">pogrom</strong><span style="font-size: 12.8px;"> nei confronti di gargamella; </span></p>
<p><span style="font-size: 12.8px;">E cos&igrave; a </span><strong style="font-size: 12.8px;">Puffograd</strong><span style="font-size: 12.8px;"> la vita scorre felice tra le simpatiche adunate di piazza e i discorsi del grande padre; Il tutto condito dalla prosperit&agrave; di un sistema che rigetta la propriet&agrave; privata, sia riguardo alle pufbacche che alle grazie dell&rsquo;</span><strong style="font-size: 12.8px;">unica donna del villaggio</strong><span style="font-size: 12.8px;"> (</span><em style="font-size: 12.8px;">unica almeno fisiologicamente: c&rsquo;&egrave; un puffo <strong>diverso</strong>, vanitoso, che la aiuterebbe ad espletare l&rsquo;alto compito molto volentieri</em><span style="font-size: 12.8px;">).</span></p>
<p>Dopo tutto questo, siamo ancora sicuri che i comunisti <strong>siano tutti ROSSI </strong>? (<em>e non blu ?</em>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/9867/le-fasi-del-sonno-le-posizioni-del-dormire</guid>
	<pubDate>Thu, 22 Oct 2015 16:22:50 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/9867/le-fasi-del-sonno-le-posizioni-del-dormire</link>
	<title><![CDATA[Le fasi del Sonno | Le Posizioni del dormire]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il sonno si compone di una serie di quattro o cinque cicli, caratterizzati ognuno da una fase di sonno profondo ( stadio non REM ) seguita da una fase di sonno pi&ugrave; leggero ( stadio REM); quest'ultima &egrave; caratterizzata dall'attivit&agrave; onirica, cio&egrave; dalla presenza dei sogni.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Durante il sonno il cervello modifica il suo stato bioelettrico, come dimostrato dal succedersi di onde diverse nel tracciato elettroencefalografico.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Passa dalle onde BETA, tipiche dello stato vigile ( quando &egrave; sveglio ed occupato da problemi ) alle onde ALFA caratterizzato da una condizione di rilassamento. Dalle onde THETA, tipiche dello stato di dormiveglia, ed infine alle DELTA che sono le onde del sonno profondo.Anche se il sonno nel suo insieme pu&ograve; apparire come un unico ininterrotto periodo di stasi, in realt&agrave; esso &egrave; costituito da un' alternanza regolare di cilcli. Quattro o cinque cicli, che si succedono regolarmente, uno dopo l'altro durante l'intero periodo dell'addormentamento.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Le prime quattro fasi di ogni ciclo costituiscono il sonno sincronizzato non REM, l'ultima fase costituisce il cosidetto sonno paradosso o sonno REM.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://i0.wp.com/quelchenonsapevi.it/wp-content/uploads/2015/03/dormire-poco.jpg" alt="dormire a pancia in su" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Fase 1:</strong> &egrave; lo stadio del sonno leggerissimo; dura cinque minutie segna il passagio dalla veglia al sonno: il soggetto &egrave; ancora presente, ma si va progressivamente distaccando dall'ambiente che lo circonda; le onde cerebrali rallentano.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Fase 2:</strong> &egrave; lo stadio del sonno leggero e dura circa 20 minuti; il soggetto percepisce gli stimoli esterni solo se arrivano con una certa intensit&agrave; alla coscienza, ma non ne riconosce facilmente l'origine ed il carattere.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Fase 3:</strong> &egrave; lo stadio del sonno profondo e dura circa 10 minuti.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Fase 4:</strong> &egrave; lo stadio del sonno profondissimo; dura circa quaranta minuti ed &egrave; caratterizzato dalla comparsa delle onde delta lente ed ampie. Il soggetto &egrave; come isolato dal mondo: i muscoli appaiono rilassati e le funzioni vitali (pressione arteriosa, pulsazioni cardiache, respirazione ) risultano rallentate.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Fase5:</strong> &egrave; lo stadio REM del sonno, anche detto sonno paradosso perch&egrave; caratterizzato dall'anomalia di un corpo profondamente immerso nel sonno e di un cervello che recupera, con le onde alfa della veglia una sua intensa attivit&agrave;. In questo stadio, che dura circa quindici minuti, compaiono movimenti occulari involontari ed attivit&agrave; regolate dal sistema neurovegetativo: respiro e battiti del cuore accelerano irregolarmente, e la pressione arteriosa presenta degli sbalzi. E' durante questa fase che si parla e si digrignano i denti, mentre compare l'attivit&agrave; onirica. Che il sonno sia indispensabile al benessere, alla salute, alla stessa vita dell'organismo &egrave; ampiamente dimostrato, quanto ne occore come dose ottimale &egrave; tuttora soggeto di discussione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il neonato ha bisogno di almeno diciotto ore di sonno, ma gi&agrave; verso i tre anni gliene bastano solo dodici. Fino ai dodici anni si dorme mediamente dieci ore, mentre dai dodici ai ventio il tempo medio dedicato al sonno si stabilizza sulle otto ore.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Negli anziani il bisogno di sonno diminuisce</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">E' assodato che, indipendentemente dalle ore trascorse a letto, ci&ograve; che conta &egrave; un risveglio pieno di energia e caratterizzato da un diffuso senso di benessere; si catalogano infatti fra gli insonni coloro che, anche dopo una lunga notte di sonno, si ritrovano al mattino stanchi, indolenziti, bisognosi magari del solito caff&egrave; per carburare.<br>Durata e profondit&agrave; del sonno sono anche alquanto diverse nei due sessi. Soffrono pi&ugrave; di insonia le donne, sopratutto in certi periodi della vita: sotto l'influenza del ciclo ormonale, in corrispondenza dell'ovulazione della mestruazione, in gravidanza ed in menopausa.<br>Durante la maternit&agrave; sono frequenti i disturbi del sonno, legati in parte all'ansia ed alla paura di non avvertire eventuali richiami del neonato; il cervello &egrave; in una condizione di continuo allarme, con la conseguenza di un sonno leggero e poco riposante.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://i.huffpost.com/gen/1899949/images/o-DORMIRE-facebook.jpg" alt="dormire posizioni" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Ogni persona assume una sua particolare posizione per dormire che, se apparentemente poco adatta dal punto di vista fisiologico, &egrave; invece considerata a livello individuale la pi&ugrave; consona a conciliare il sonno.<br>Ognuna delle posizioni pi&ugrave; comunemente assunte ha un preciso significato ed esprime alcuni aspetti del carattere e della personalit&agrave; dell'individuo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Posizione fetale:</strong> &egrave; la posizione assunta dal feto nel grembo materno, con il corpo raccolto su se stesso fino a coprire gran parte del viso e del ventre. Indica una persona sulla difensiva con un forte bisogno di protezione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Posizione semifetale:</strong> &egrave; la posizione distesa su di un fianco con le ginocchia parzialmente flesse e le braccia distese davanti al volto: rappresenta una persona non troppo sicura di s&egrave; ma equilibrata e poco vulnerabile.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Posizione supina:</strong> &egrave; l'abitudine di coricarsi sul dorso con gli arti distesi ed abbandonati. Segnala una certa sicurezza di s&egrave; e la teendenza ad essere al centro dell'attenzione. La maggior apertura delle gambe e delle braccia indica espansione ed apertura verso il prossimo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Posizione prona:</strong> il fatto di coricarsi sul ventre con almeno una delle braccia allargate ( l'altra piegata sotto il torace o la testa ) indica il bisogno di possesso e di controllo della realt&agrave; ed il timore di sentirsi dominato dagli altri.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Posizione dello struzzo:</strong> la posizione prona con le ginocchia semipiegate e le mani sul cuscino posto a copertura della testa rivela il timore della realt&agrave; quotidiana ed il desiderio di dimenticare i problemi dell'esistenza ; &egrave; chiamata la "posizione di Atlante" da chi la ritiene tipica di persone che avvertono tutto il peso delle loro responsabilit&agrave; familiari e sociali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><strong>Dormire bene</strong> &egrave; la base principale della <strong>bellezza del corpo e della mente</strong>. Se non volete ricorrere ai farmaci, imparate a combattere in modo naturale l'insonnia e tutti i disturbi del sonno con:</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">- alimentazione corretta<br>- posizione ed ambiente idonei<br>- rimedi vegetali ed omeopatici, oli essenziali<br>- metodi di rilassamento<br>- medicina cinese<br>-tecniche antinsonia innovative.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40683/addio-al-contrassegno-assicurativo</guid>
	<pubDate>Wed, 21 Oct 2015 16:46:12 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40683/addio-al-contrassegno-assicurativo</link>
	<title><![CDATA[Addio al contrassegno assicurativo]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nella giornata di ieri mi giunge una mail dalla mia compagnia assicurativa con pi&ugrave; o meno questa dicitura:</p>
<p><span style="font-size: 16px; color: #e32213;">A partire dal&nbsp;<strong>18 ottobre 2015</strong> il contrassegno assicurativo che hai sempre esposto sul parabrezza del tuo veicolo non ti verr&agrave; pi&ugrave; inviato. </span></p>
<p>Non senza stupore vado a googlare e scopro che &egrave; proprio cos&igrave;, il contrassegno assicurativo non va pi&ugrave; esposto.</p>
<p><img src="https://cdn-2.pianetamotori.it/o/j/come-esporre-il-tagliando-di-assicurazione_529333ecd43748b5f4e1c2b91700eeef.jpg" alt="bollo assicurazione" width="450" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Cito: &lt;&lt; <strong>Il controllo della copertura assicurativa viene effettuato dalle Forze dell'Ordine, tramite l'utilizzo di dispositivi elettronici come l'Autovelox, il Tutor, il Telepass e le telecamere ZTL, attraverso la verifica della targa </strong>&gt;&gt;</p>
<p>Ora vien da chiedersi, come tale controllo possa venir effettuato in quanto non esiste, ad oggi,&nbsp; una piattaforma comune che interconnetta: Autostrade, Polizia, Carabinieri, ed il resto delle forze dell'ordine.</p>
<p>Gi&agrave; vedo situazioni in cui ,&nbsp; alla Polizia, un veicolo, risulter&agrave; coperto, mentre alla Guardia di Finanza magari no.</p>
<p>Al solito il tutto &egrave; stato fatto in fretta e furia alla <strong>ITALICA maniera</strong>, senza alcuna coordinazione tra assicurazioni, stato, PRA, forze dell'ordine e forse anche Mac Donalds.</p>
<p>Metto le mani avanti e faccio una previsione a medio termine</p>
<p><strong>Tonnellate di ricorsi</strong> per errori nel controllo delle Targhe e della relativa assicurazione <strong>intaseranno l'Agenzia delle Entrate</strong> e faranno la gioia di <strong>Equitalia</strong> !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>staremo a vedere</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 19:49:39 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10071/il-coniglio-tanti-meriti-poche-controindicazioni</link>
	<title><![CDATA[Il Coniglio tanti meriti, poche controindicazioni]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;">Il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio&nbsp;</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&egrave; facile da allevare, si riproduce in fretta e fornisce una carne gustosa e ricca di&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">sostanze nutritive</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Ecco perch&egrave; il&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">, secondo uno dei pi&ugrave; recenti rapporti FAO, nel 2020 servir&agrave; un terzo delle necessit&agrave; dell'uomo per quanto riguarda le proteine animali. L'</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">allevamento del coniglio</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">&nbsp;e l'uso della sua carne a scopi alimentari sono antichissimi. Furono i Fenici i primi&nbsp;</span><strong style="color: #646464; font-size: 12px;">mangiatori di conigli</strong><span style="color: #646464; font-size: 12px;">. Vennero poi i romani che dettero vita ad allevamenti su larga scala e misero in piedi una vera e propria politica di esportzione.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La proverbiale capacit&agrave; riproduttiva del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;si esplica anche pi&ugrave; volte nel corso dell'anno; ad ogni parto una&nbsp;<strong>coniglia&nbsp;</strong>pu&ograve; dare alla luce fino a 8 piccoli. Nel giro di un paio d'anni un allevatore partendo da un unica coppia, potrebbe in teoria trovarsi a disporre di alcune centinaia di animali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">&nbsp;<img src="https://kr.dalianworld.com/eWebEditor/UploadFile/2009118185335136.jpg" alt="coniglio da allevamento" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si tratta di animali che rendono molto e costano poco. Rendono molto in fatto di rapidit&agrave; di accrescimento e chiedono poco visto che, contrariamente a quasi tutti gli animali da allevamento, non esigono esclusivamente mangimi speciali.<br>Qualora si tenga conto che la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;costa meno delle altri&nbsp;<strong>carni da macello</strong>&nbsp;e considerando quanto appena detto sulla facilit&agrave; di allevamento, la previsione della FAO non suona cos&igrave; esagerata come potrebbe apparire.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Gia in Italia il consumo della&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;e pi&ugrave; che triplicato negli ultimi vent'anni e continua a crescere pur in presenza di un rallentamento del tasso di incremento del consumo complessivo di carne nel paese.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.lericettedellatradizione.net/wp-content/uploads/2014/12/ca1.jpg" alt="coniglio arrosto" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">I&nbsp;<strong>conigli</strong>&nbsp;si dividono in tre categorie: da carne, da pelo e da pelliccia. Il numero degli<strong>&nbsp;allevatori di conigli&nbsp;</strong>&egrave; aumentato molto in Italia riducendo la voce di passivo della bilancia commerciale del nostro paese.<br>Non solo dalla facilit&agrave; dell'allevamento o dal prezzo contenuto discende la riscoperta del&nbsp;<strong>coniglio</strong>&nbsp;nelle abitudini alimentari degli italiani. Recenti studi hani dimostrato come la&nbsp;<strong>carne di coniglio</strong>&nbsp;si faccia preferire, rispetto a quasi tutte le altre, per alcune&nbsp;<strong>caratteristiche nutrizionali</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Pochi grassi, molte proteine di elevato valore biologico. Questa &egrave; la formula che il coniglio proppone alla nostra tavola ed alla nostra dieta. La presunta povert&agrave; di questa carne &egrave; solo povert&agrave; di grassi e pertanto di colesterolo. Inoltre, nei tessuti di questi animali, si possono trovare buone quantit&agrave; di&nbsp;<strong>minerali utili per l'alimentazione umana</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si parla di <span style="text-decoration: underline;">ferro, fosforo e magnesio</span>, ma soprattutto di calcio e di potassio presenti in dosi interessanti rispetto alle altre carni da tavola.<br>Siamo quindi in presenza di una carne magra, con ottimo valore nutritivo, del tutto priva di controindicazioni ed anzi particolarmente indicata per i&nbsp;<strong>giovani</strong>, gli<strong>&nbsp;anziani</strong>&nbsp;ed i&nbsp;<strong>convalescenti</strong>. Il&nbsp;<strong>coniglio&nbsp;</strong>per sua natura e conformazione non pu&ograve; essere cucinato a fette in pochi minuti, ma necessita di una abbastanza lunga cucina.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il&nbsp;<strong>coniglio</strong>, come detto, va<strong>&nbsp;cucinato a pezzi&nbsp;</strong>ed unito a vari vegetali per conferirgli un gusto incomparabile che lascia il segno in tutti i commensali.<br>Il&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; grasso</strong>, presenta una percentuale di proteine in genere minore rispetto al&nbsp;<strong>coniglio pi&ugrave; giovane</strong>&nbsp;e pi&ugrave; piccolo; cos&igrave; come l'animale non ingrassato risulta pi&ugrave; ricco di sali minerali, praticamente doppia rispetto al&nbsp;<strong>coniglio grasso.&nbsp;</strong><br>E' usanza comune dare del coniglio, ma alla luce di quanto sopra forse &egrave; meglio cucinarselo invece di darlo.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10050/leucaena-leucocephala-lalbero-che-da-un-futuro-alla-terra</guid>
	<pubDate>Tue, 20 Oct 2015 19:45:36 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10050/leucaena-leucocephala-lalbero-che-da-un-futuro-alla-terra</link>
	<title><![CDATA[Leucaena Leucocephala - l'Albero che da' un Futuro alla Terra]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> Il mondo ha sempre meno&nbsp;<strong>alberi</strong>&nbsp;e le conseguenze sono disastrose. Un terzo della superfice terrestre &egrave; arido ed ogni ora spariscono 1200 ettari di&nbsp;<strong>foresta tropicale</strong>.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Haiti sprofonda nel mare per l'erosione del suolo, mentre lo strato coltivabile del Nepal frana dai pendii delle montagne, provocando innondazioni che distruggono i raccolti della vicina India. Il 90% della popolazione del terzo mondo usa la legna per cucinare e riscaldarsi.&nbsp;<strong>Le donne del terzo mondo</strong>, non troveranno pi&ugrave; legna da ardere perch&egrave; la consumeranno pi&ugrave; velocemente di quanto le piante crescano.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il mondo civile sta al balcone impassibile di questa situazione, senza rendersi conto minimamente che questo fatto coinvolger&agrave; la&nbsp;<strong>razza umana</strong>. Che cosa si pu&ograve; fare per evitare una simile&nbsp;<strong>catastrofe</strong>? Certamente non stare al balcone, ma intervenire in maniera massiccia e ripopolare le foreste pluviali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.fao.org/ag/agp/agpc/doc/gallery/pictures/leuleu0.jpg" alt="Leucaena Leucocephala" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Esiste una pianta che si chiama&nbsp;<strong>Leucocaena Leucocephala&nbsp;</strong>che cresce pi&ugrave; di 18 metri in cinque anni, e ricomincia a crescere non appena viene tagliata per essere utilizzata come legna da ardere. Il bestiame ama pascersi delle sue foglie nutrienti, dei bacelli, dei fiori e perfino dei rami pi&ugrave; teneri. Le foglie, inoltre, possono essere utilizzate come insalata, per fare salse e minestre, mentre i semi, tostati e macinati, diventano un ottimo surrogato del caff&egrave;. La&nbsp;<strong>leucaena</strong>&nbsp;fa ringiovanire la terra, incoraggiando la crescita di ogni sorta di vegetali, essendo anche un ottimo&nbsp;<strong>fertilizzante</strong>.<br>Il suo legno ha anche molte utilizzazioni nell'industria del mobile, della carta, altri materiali tipo rayon e cellofan e delle costruzioni.<br>Coltivazioni su vasta scala sono stati varati in Indonesia, Sri Lanka, Thailandia, Kenya, Malawi, Haiti, Repubblica Dominicana e Messico.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La&nbsp;<strong>Leucaena</strong>&nbsp;st&agrave; occupando il posto che merita grazie all'opera di tre uomini: L'australiano&nbsp;<strong>Mark Hutton</strong>, specialista in foraggi,&nbsp;<strong>Michel Benge</strong>, esperto di agricoltura e foreste,&nbsp;<strong>James Brewbaker</strong>, un agronomo americano. Questi tre agronomi notarono le caratteristiche salienti di questa pianta ed incomminciarono a sviluppare progetti di ripopolamento dovunque fosse possibile. Questa mimosacea era nota anche ai tempi degli indios maya che vivevano nel Messico centrale;<strong>Oaxaca</strong>, il nome dello stato meridionale di questo paese significa in lingua zapoteca - luogo dove cresce la&nbsp;<strong>Leucaena Leucocephala</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Si scopr&igrave; che le radici della pianta scendevano a grande profondit&agrave;, e reagendo con i batteri, come molti legumi, formavano sulla superfice noduli nei quali si raccoglieva l'<strong>azoto-</strong>&nbsp;elemento base dei fertilizzanti - che inviavano poi alle foglie. Mescolate alla terra, queste foglie ricche di sostanze nutritive ne migliorano la qualit&agrave;, e rappresentano una fonte inesauribile di&nbsp;<strong>fertilizzante</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Delle foglie di Leucacaena il bestiame va ghiotto. Si scopr&igrave; che quando gli animali mangiano le foglie prima che i rami diventino legnosi, la pianta riproduce repentinamente una massa di nuovo fogliame molto nutriente, ricco di proteine e facilmente digeribile. Nel giro di due settimane il terreno spoglio &egrave; di nuovo pronto per il pascolo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La leucaena &egrave; anche una<strong>&nbsp;fonte naturale di energia</strong>. Il suo legno brucia a lungo e possiede alto&nbsp;<strong>potere calorifico</strong>. Nelle Filippine stanno alimentando centrali elettriche con il legno di questa pianta. Quando la pianta viene tagliata, il tronco ricomincia immediatamente a crescrere. Esiste una variet&agrave; di questa pianta che raggiunge i nove metri di altezza in due anni.<br>Il tronco, dopo quattro anni, raggiunge la circonferenza di quasi un metro.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Decine di paesi del Terzo Mondo hanno iniziato la coltura della pianta ed in molte nazioni sono iniziati programmi di rimboschimento basati sulla&nbsp;<strong>Leucaena</strong>.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La casa Reale di Svezia ha insignito questi tre ricercatori del "<em>International Investor Award</em>" per le scienze forestali.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.tropicalforages.info/key/Forages/Media/Html/images/Leucaena_leucocephala/Leucaena_leucocephala_01.jpg" alt="mimosa bianca" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">La&nbsp;<strong>salvezza di gran parte della terre emerse</strong>, del bestiame e dei popoli pu&ograve; dipendere da questa. Tutto il mondo sta usufruendo dei vantaggi che da questa pianta, tranne che in Italia, il Ministero dell'Agricoltura forse non ritiene opportuno utilizzarla. Pure la Protezione Civile, nonostante gli smottamenti che si sono verificati ultimamente in tutto il territorio italiano, non prevede minimamente di utilizzare questo bene della natura a protezione del suolo e dei cittadini italiani.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 19:24:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/19520/bucatini-al-sugo-di-polpo</link>
	<title><![CDATA[Bucatini al sugo di polpo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Ingredienti per 4 persone:</strong><br> 350 gr. di bucatini<br> 400 gr. di polpo<br> 500 gr. di polpa di pomodori<br> 100 gr. di olive nere<br> 2 spicchi di aglio<br> olio extra vergine di oliva<br> sale</p>
<p><img src="https://blog.giallozafferano.it/avvaifornelli/wp-content/uploads/2014/04/foto-1-24.jpg" alt="bucatini con polpo" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p><strong>Preparazione:</strong><br> Cuocere il polpo in acqua per circa 30 minuti , (ma dipende dal polpo)<br> tagliarlo a pezzetti e togliere eventuali pezzetti neri o filamentosi.<br> In una padella, soffriggere l'olio con l'aglio aggiungere il polpo lessato, far insaporire aggiungere i pomodori le olive <br> aggiustare di sale e cuocere per circa 20 - 25 minuti.</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8248.jpg" alt="bucatini con la seppia" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"> <img src="https://www.ricettegustose.it/Primi_sughi_di_pesce/Bucatini_al_sugo_di_polpo/DSCN8249.jpg" alt="bucatini al polpo" width="250" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Cuocere i bucatini in abbondante acqua salata, scolarli e farli mantecare in padella con il condimento.&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10036/il-tetto-e-i-conflitti-condominiali</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 19:17:39 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10036/il-tetto-e-i-conflitti-condominiali</link>
	<title><![CDATA[Il tetto e i conflitti condominiali]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px;"> I tetti sono la maggior causa di conflitti fra proprietari di condomini, questo perch&egrave; le spese sono spesso alte considerando il noleggio delle impalcature, la tassa di occupazione del suolo pubblico ed il ripristino della copertura stessa.</span></p>
<p><img src="https://www.terisenergia.it/wp-content/uploads/2012/05/05022011029.jpg" alt="tetti condominiali quanti problemi" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il tetto pu&ograve; costituire la semplice copertura dell'edificio, oppure fungere da lastrico solare per gli inquilini dell'ultimo piano.<br>Nel primo caso, cio&egrave; copertura dell'edificio, le spese di manutenzionesono a carico di tutti i condomini in proporzione dei millesimi di propriet&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Nel secondo caso i costi delle operazioni di manutenzione ordinaria e straordinaria sono a carico del condominio per i 2/3 ed 1/3 a carico del o dei proprietari dell'ultimo piano.&nbsp;<br>Il od i proprietari dell'ultimo piano partecipanno ai costi per entrambe le quote.<br>Interventi sui tetti sono pi&ugrave; frequenti di quanto si possa immaginare.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Il condomino che voglia installare un boiler con pannello solare sul tetto, dopo aver controllato che non vi siano divieti nel regolamento condomininale o nei regolamento comunale, deve assicurarsi che il sistema sia facilmente rimovibile dal tetto e non causi costi maggiori per gli altri condomini.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;"><img src="https://www.casa24.ilsole24ore.com/_Immagini/condominio/2012/08/attico-Fotogramma_488.jpg" alt="tetti usati come attico" width="488" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">Un condomino dell'ultimo piano pu&ograve; lamentare infiltrazioni d'acqua dal tetto, oppure una incapacit&agrave; a riparare l'abitazione dal caldo e dal freddo.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">In questo caso le spese di manutenzione devono essere deliberate dall'assemblea del condominio ed approvate con la maggioranza dei millesimi e dei partecipanti alla riunione.<br>Ulteriori conflitti sono i costi di manutenzione delle coperture, dovuti agli elevati standard di sicurezza richiesti dalla normativa in materia di lavoro.<br>Molto spesso tutte queste considerazioni portano a scegliere la quotazione pi&ugrave; economica creando insoddisfazione nei condomini dell'ultimo piano. In questo caso &egrave; meglio ricorrere ad un accertamento tecnico preventivo con il parere di un giudice e nominare un tecnico responsabile di valutare l'intervento pi&ugrave; idoneo per risolvere il problema dell'edificio in questione.<br>I condomini in minoranza possono impugnare la perizia ed attuare l'intervento a proprie spese. Solo a posteriori possono richiedere a tutti gli altri condomini la propria quota di spese secondo i millesimi.<br>Altro esempio molto diffuso &egrave; quello del condomino dell'ultimo piano che vuole realizzare una finestra velux od addirittura una terrazza sul tetto anche se poi risulta ad uso dell'intero condominio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px;">L'art 1102 del Codice Civile stabilisce che queste modificazioni di parti comuni possono essere effettuati da qualsiasi condomino, purch&egrave; non alteri la funzione di copertura dello stabile. Se per&ograve;, a seguito dell'intervento, si verificano problemi di funzionalit&agrave; dell'edificio, i condomini hanno diritto ad intervenire in giudizio richiedendo anche il parere di un tecnico nominato dal tribunale.<br>L'uso del lastrico come terrazzo pu&ograve; compromettere la funzione di copertura dello stabile, causando, per esempio, infiltrazioni d'acqua.&nbsp;<br>Dimostrando che a causa dell'uso che ne fa il condomino dell'ultimo piano, il lastrico ha perso le sue funzioni di copertura, le spese di manutenzione saranno a carico esclusivo dello stesso che ha commisionato i lavori.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/40630/perde-il-portafoglio-mentre-era-a-sciare-lo-ritrova-dopo-55-anni</guid>
	<pubDate>Mon, 19 Oct 2015 08:05:59 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/40630/perde-il-portafoglio-mentre-era-a-sciare-lo-ritrova-dopo-55-anni</link>
	<title><![CDATA[Perde il portafoglio mentre era a sciare - lo ritrova dopo 55 anni]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Si chiama <strong>Bill Leech</strong>, e cinquantacinque anni fa, quando aveva solo 18 anni ed era studente a <strong>Grenoble</strong>, in Francia. Essendo amante dello sci, si era concesso una vacanza a Chamrousse, ma durante il soggiorno sulla neve aveva smarrito il suo portafogli marrone.</p>
<p><img src="https://i.telegraph.co.uk/multimedia/archive/03475/Bill-Leech-m_3475177f.jpg" alt="portafoglio ritrovato dopo 55 anni" width="300" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Il portafoglio &egrave; rispuntato fuori guardacaso, dopo 55 anni: era finito in una fessura del bancone dello chalet, dove gli era scivolato, senza che nessuno se ne accorgesse.</p>
<p>Ora, a 73 anni, ne &egrave; tornato in possesso.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.adnkronos.com/">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>

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