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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31927/vince-in-tv-ma-lo-stato-prima-dimezza-il-premio-poi-scatta-equitalia</guid>
	<pubDate>Tue, 05 Aug 2014 10:22:03 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31927/vince-in-tv-ma-lo-stato-prima-dimezza-il-premio-poi-scatta-equitalia</link>
	<title><![CDATA[Vince in TV ma lo stato prima dimezza il premio poi scatta Equitalia]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Ha vinto <strong>40mila euro</strong> alla trasmissione di Raiuno &ldquo;<strong>L&rsquo;eredit&agrave;</strong>&rdquo;, condotta da Carlo Conti. Ma dopo pi&ugrave; di un anno, non solo la cifra si &egrave; quasi dimezzata, il &ldquo;fortunato&rdquo; concorrente non ha visto <strong>neanche un euro</strong>. </span></p>
<p><span>Protagonista di questa vicenda &egrave; Luciano Silvestri, napoletano 60enne, da qualche anno residente in provincia di Udine. Luciano partecipa alla puntata del 21 novembre del 2012, risponde bene al quiz e si aggiudica il montepremi. Contento della vincita, organizza anche un viaggio in Australia per andare a trovare il fratello dopo tanti anni.</span></p>
<p><img src="https://cdn.cinetivu.com/wp-content/uploads/2010/09/Carlo-Conti-Leredit%C3%A0.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p><span>Ma i problemi cominciano subito. Con una prima email la Zecca dello Stato gli comunica che la vincita ammonta, in realt&agrave;, a 32mila euro, perch&eacute; al montepremi bisogna togliere i soldi delle tasse. Poco male, &laquo;<em>&egrave; bello pagare le tasse</em>&raquo; diceva il compianto economista e ministro Tommaso Padoa Schioppa.</span></p>
<p><span></span><span>Poi arriva un&rsquo;altra comunicazione: il premio in gettoni corrisponde a 801 grammi, che rivenduti privatamente ad un buon prezzo avrebbero fruttato <strong>18-19mila euro</strong> (<em>meno della met&agrave; della vincita dichiarata in tv)</em>. Ma ecco che arriva un&rsquo;altra proposta che suona pi&ugrave; o meno cos&igrave;: &ldquo;Lei d&agrave; a noi mandato per rivendere l&rsquo;oro e noi le diamo la cifra corrispondente in contanti&rdquo;. Quella cifra corrispondeva a circa <strong>23mila euro</strong>, certamente meglio dei <strong>18mila</strong> che sarebbero stati ricavati da un &ldquo;compro oro&rdquo;. Luciano accetta. Bisogna premettere che, virtualmente, con tanto di bolla d&rsquo;accompagnamento, l&rsquo;oro &egrave; stato consegnato al concorrente, anche se fisicamente non &egrave; mai uscito dalla Zecca. Arriva, quindi, l&rsquo;annuncio tanto atteso: il 23 dicembre 2013 arriver&agrave; il bonifico.</span></p>
<p><span></span><span>Ma poche ore prima del pagamento arriva un&rsquo;altra comunicazione, un&rsquo;altra beffa: la cifra non pu&ograve; essere corrisposta perch&eacute; prima bisogna verificare se ci sono pendenze con <strong>Equitalia</strong>. Risultato? <br>Ad oggi quei soldi non sono arrivati e n&eacute; si sa se Luciano li ricever&agrave; mai.</span></p>
<p><span></span><br><span>&laquo;<em>&Egrave; tutto assurdo in questa vicenda. Dal fatto che la cifra dichiarata &egrave; diversa da quella che viene pagata, al fatto che il valore dei gettoni &egrave; ingiustificatamente pi&ugrave; basso anche della somma al netto delle tasse</em> - afferma il concorrente napoletano - <em>Ancora pi&ugrave; assurda &egrave; la questione di Equitalia. Avrei capito, se le verifiche fossero state fatte all&rsquo;origine. Ma in questa fase io risulto essere un cittadino che vende il suo oro alla Zecca e per questo deve essere pagato. &Egrave; come se lo Stato non pagasse i suoi fornitori perch&eacute; non hanno versato i soldi delle cartelle di Equitalia</em>. Ancora una volta i cittadini&nbsp;<span>&nbsp;vengono presi in giro. Ma se questa storia andr&agrave; avanti, sono pronto a denunciare&raquo;.</span></span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31918/ragazza-disperata-scrive-allebetino-la-vera-italia-com-</guid>
	<pubDate>Mon, 04 Aug 2014 08:47:46 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31918/ragazza-disperata-scrive-allebetino-la-vera-italia-com-</link>
	<title><![CDATA[Ragazza disperata scrive all'EBETINO: La VERA Italia com'è !]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Dal Blog di Beppe Grillo:</p>
<p>&ldquo;Lettera aperta a Matteo Renzi. Sono una ragazza di 26 anni. Questa mattina mi sono svegliata, mi sono seduta a tavola e c&rsquo;era mia madre con lo sguardo perso nel vuoto.</p>
<p><img src="https://images.style.it/Storage/Assets/Crops/51169/112/58263/posta-del-cuore-donna-crisi-disperata_650x447.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></p>
<p>Le ho chiesto cosa avesse. Mi ha risposto chiedendomi se io sapessi se fosse possibile vendere un rene. Prima mi sono molto arrabbiata, spiegandole che non &egrave; possibile, che &egrave; reato. Lei ha compreso, ed ha abbassato la testa con gli occhi lucidi. Poi ho respirato e ho provato dentro di me una forte rabbia mista a tristezza. Avrei voluto risponderle: &ldquo;Tranquilla, ci penso io a te&rdquo;.</p>
<p>Ma poi mi sono ricordata che nonostante due lauree, nonostante aver girato tutta l&rsquo;Italia in cerca di un lavoro, nonostante io abbia mandato migliaia di curriculum,io un lavoro non ce l&rsquo;ho.</p>
<p>Noto con profondo dolore che i dati inerenti i 10 milioni di italiani in povert&agrave; e oltre il 40% di disoccupazione giovanile &egrave; secondario alle vostre riforme costituzionali, alle vostre ghigliottine, al vostro senato di nominati.Stiamo morendo. Non abbiamo pi&ugrave; sogni, speranze. Ci &egrave; stato tolto tutto. Allora ho una domanda da farle: se lei avesse una madre di 65 anni che arrivasse a pensare di <strong>vendere un rene</strong> per mantenere la propria famiglia, lei da figlio come si sentirebbe?&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31917/miliardi-sprecati-dalla-commisione-europea-nessuno-indaga</guid>
	<pubDate>Mon, 04 Aug 2014 08:43:08 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31917/miliardi-sprecati-dalla-commisione-europea-nessuno-indaga</link>
	<title><![CDATA[Miliardi sprecati dalla commisione europea, nessuno indaga]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Tutti gli italiani che si sono ridotti in miseria grazie alle politiche di austerita' imposte dalla UE esploderebbero di rabbia se sapessero che nel 2012 e nel 2013 i commissari europei hanno speso in viaggi di lavoro, si fa per dire, lavoro, qualcosa come 6,7 milioni di euro che corrispondono all'incirca a 13 miliardi e 400 milioni delle vecchie lire.</p>
<p><img src="https://www.ilnord.it/imgbank/05/C/2/ar_image_3372_l.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Nel 2012 il commissario europeo che ha speso di piu' e' stato il presidente della commissione europea Manuel Barroso che ha speso per i suoi viaggi 649.336 euro seguito dal commissario europeo agli affari esteri Catherine Ashton la quale ha speso 280.962 euro, senza per altro concludere alcunch&egrave; nelle molteplici crisi della UE. &nbsp;Nel 2013 pero' la signora Ashton e' stata il commissario europeo che ha speso di piu' in viaggi costando ai contribuenti europei 468.728 euro, seguita da Manuel Barroso con 262.058.</p>
<p>Il commissario agli affari economici Olli Rehn, Antonio Tajani e i commissari per l'energia, il commercio, aiuti umanitari, allargamento, politiche regionali e cambiamento climatico hanno speso per viaggi circa centomila euro cadauno.</p>
<p>I commissari europei piu' frugali sono stati il commissario ai trasporti Siim Kallas e il commissario Neven Mimica i quali hanno speso in viaggi rispettivamente 40.364 euro e 27.695 euro.</p>
<p>I commissari europei hanno giustificato queste spese col fatto che i loro incarichi li hanno portati spesso a viaggiare a diversi incontri quali il G8 e i vari summit della NATO anche se dai dati rilasciati risulta che Barroso ha anche viaggiato per motivi personali e tra questi si possono annoverare un viaggio fatto per fare un discorso all'universita' cattolica di Lisbona e un'altro per lanciare il premio Diogo Vasconcelos per l'innovazione sociale.</p>
<p>Ai soldi spesi per i viaggi dei commissari europei pero' bisogna aggiungere i costi relativi ai viaggi delle persone ospiti degli stessi commissari, costi che ammontano a 139.790 euro per il 2012 e 98.837 euro per il 2013 e anche in questo caso chi ha speso di piu' in viaggi e' stato Manuel Barroso il quale per i suoi ospiti ha fatto spendere ai contribuenti 70.647 euro nel 2012 e 140.000 euro nel 2013. Chi siano gli "ospiti" di questi oligarchi pagati per&ograve; con le tasse dei cittadini europei &egrave; presto detto: amichette, fidanzate, "amici" d'ogni ordine e orientamento, insomma l'allegro e festante circo che in Italia viene chiamato "casta".&nbsp;</p>
<p>Naturalmente non c'&egrave; un solo solerte magistrato italiano - che potrebbe perfino usare il mandato d'arresto europeo - che voglia indagare su queste porcherie, sprechi e ruberie "europee" di denaro pubblico per somme monumentali, mentre le medesime procure italiane straboccano di magistarti inflessibili pronti a sanzionare e perseguire fino allo spreco per l'acquisto di un paio di mutande, se si tratta di un politico italiano.</p>
<p>Ad ogni modo, questi sprechi sono uno dei motivi per cui i partiti euroscettici stanno crescendo in tutta Europa e non e' un caso che i giornali di regime abbiano censurato questa storia perche' i vari Renzi, Monti e Napolitano hann avuto e hanno tutto l'interesse a tenere il popolo all'oscuro al fine di poter giustificare le politiche di rigore imposte dai parassiti di Bruxelles.</p>
<p>E' ora di dire basta e di uscire dalla UE al piu' presto possibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilnord.it/c-3372_I_COMMISSARI_EUROPEI_HANNO_SPRECATO_E_MANGIATO_SOMME_MONUMENTALI_MA_NESSUNO_INDAGA_SU_QUESTE_PORCATE_DI_BRUXELLES">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31851/equitalia-in-stand-by-per-le-ferie</guid>
	<pubDate>Fri, 01 Aug 2014 12:32:10 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31851/equitalia-in-stand-by-per-le-ferie</link>
	<title><![CDATA[Equitalia in stand by per le ferie]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Anche nella meteorologicamente &ldquo;corta&rdquo; estate di quest&rsquo;anno, i tribunali chiudono i battenti. Per i termini processuali, infatti, scatta il consueto stop di met&agrave; estate, previsto dall&rsquo;articolo 1 della legge 742/1969: il conteggio dei giorni &ndash; per depositare atti e documenti &ndash; si interrompe alla fine di luglio, per ricominciare dal 16 settembre.</span></p>
<p><span><img src="https://image.webmasterpoint.org/news/original/proroga-sanatoria-equitalia.jpg" width="440" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span></span><span>La sosta estiva vale anche per i tempi delle liti fiscali. Stessa sospensione dei termini (dall&rsquo;1 agosto al 15 settembre), quindi, anche per il <strong>contenzioso tributario</strong>.</span><br><span>Ferma restando, in ogni caso, la possibilit&agrave; per l&rsquo;Agenzia delle Entrate e per Equitalia di notificare avvisi di accertamento e cartelle di pagamento.</span><br><br><strong>Articolo 1, legge 742/1969</strong><br><span>&ldquo;</span><em>Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie e a quelle amministrative &egrave; sospeso di diritto dal 1&deg; agosto al 15 settembre di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l&rsquo;inizio stesso &egrave; differito alla fine di detto periodo. La stessa disposizione si applica per il termine stabilito dall&rsquo;articolo 201 del codice di procedura penale.</em><span>&rdquo;</span><br><span>Per&ograve;, bisogna ricordare che per alcune materie, indicate dall&rsquo;</span><a rel="nofollow" href="https://www.fiscooggi.it/files/u24/articoli/art_92.pdf" target="_blank">articolo 92</a><span>&nbsp;della legge sull&rsquo;ordinamento giudiziario (regio decreto n. 12/1941), la sospensione feriale dei termini processuali &egrave; espressamente esclusa.</span><br><br><strong>Processo tributario</strong><br><span>Sono sospesi tutti i termini entro i quali le parti possono procedere al deposito degli atti previsti nel contenzioso tributario in ogni grado di giudizio, a partire dalla Commissione tributaria provinciale fino alla Cassazione.</span><br><span>Anche per il deposito di documentazione o memorie illustrative, la tempistica rimane &ldquo;sospesa&rdquo; durante il periodo estivo, mentre nel caso di accertamento con adesione, ai 90 giorni di &ldquo;blocco&rdquo; previsti dal momento della presentazione dell&rsquo;istanza di impugnazione dell&rsquo;atto, si sommano quelli rientranti nel periodo di pausa estiva.</span><br><br><strong>Adempimenti fiscali</strong><br><span>Pi&ugrave; brevi le ferie per i termini di versamento e di presentazione delle dichiarazioni o denunce fiscali: le scadenze che cadono nel periodo compreso fra l&rsquo;1 e il 20 agosto sono state stabilmente differite all&rsquo;ultimo giorno di questo intervallo di tempo, il 20 appunto, senza che sia dovuta alcuna maggiorazione (</span><a rel="nofollow" href="https://def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?id={F2540ECF-4609-442A-85F5-A47BD9D3E9CD}&amp;FROM_SEARCH=true&amp;codiceOrdinamento=200000300000400&amp;numeroArticolo=Articolo%203%20quater&amp;idAttoNormativo={865ACC0A-A332-48A0-9FA4-123D0A24FCF6}" target="_blank">articolo 3-<em>quater</em></a><span>, Dl 16/2012).</span><br><br><strong>Mediazione tributaria</strong><br><span>Da quest&rsquo;anno (pi&ugrave; precisamente, per gli atti notificati a decorrere dal 2 marzo 2014), per effetto delle modifiche normative apportate dalla Stabilit&agrave; 2014 (articolo 1, comma 611, legge 147/2013) alla mediazione tributaria (articolo 17-</span><em>bis</em><span>&nbsp;del Dlgs 546/1992), la sospensione feriale dei termini processuali dall&rsquo;1 agosto al 15 settembre, diversamente da quanto previsto dalla previgente disciplina, trova applicazione &ndash; bench&eacute; si tratti di una fase amministrativa e non processuale &ndash; anche in riferimento al termine di 90 giorni entro il quale deve concludersi il procedimento di mediazione, il Fisco cio&egrave; deve decidere se accogliere o meno la richiesta.</span><br><span>Per questo tipo di procedimento, restano ovviamente &ldquo;congelati&rdquo; i termini processuali, quali quelli relativi alla proposizione dell&rsquo;istanza o il deposito del ricorso in commissione.</span><br><br><strong>Come opera la sospensione</strong><br><span>Nel caso in cui il termine di impugnazione di un atto o di una sentenza (che, a pena di inammissibilit&agrave;, deve avvenire entro 60 giorni dalla notifica) sia antecedente all&rsquo;inizio del periodo feriale, o scada durante tale periodo, si conteggiano i giorni fino al 31 luglio, sospendendo poi il conteggio dal 1&deg; agosto fino al 15 settembre, e si continua il calcolo dal 16 settembre in poi.</span><br><span>Se il termine iniziale &egrave; compreso all&rsquo;interno del periodo feriale, si comincia a contare i giorni a partire dal 16 settembre.</span><br><br><strong><em>Esempio</em></strong><br><span>Il contribuente, che riceve la notifica di un avviso di accertamento il 5 agosto, deve iniziare il conteggio dei 60 giorni per l&rsquo;impugnazione dell&rsquo;atto a partire dal 16 settembre, con scadenza quindi al 14 novembre.</span><br><span>Se, invece, la notifica dell&rsquo;avviso fosse arrivata lo scorso 19 luglio, i prescritti 60 giorni andrebbero calcolati nel seguente modo:</span></p>
<ul>
<li>12 giorni, dal 20 al 31 luglio</li>
<li>sospensione feriale dall&rsquo;1 agosto al 15 settembre</li>
<li>48 giorni, dal 16 settembre al 2 novembre.</li>
</ul>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31814/prelievo-forzoso-a-chi-paga-in-ritardo</guid>
	<pubDate>Tue, 29 Jul 2014 15:14:38 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31814/prelievo-forzoso-a-chi-paga-in-ritardo</link>
	<title><![CDATA[Prelievo forzoso a chi paga in ritardo]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Il&nbsp;</span><strong>Fisco</strong><span>&nbsp;non &egrave; riconoscente. </span></p>
<p><span>Se paghi una sola rata con in ritardo di tre giorni, Equitalia mette le mani nel tuo conto corrente. </span></p>
<p><span>L'ente di riscossione crediti infatti ha <strong>inasprito ancora di pi&ugrave; la sua strategia</strong>. Maniere forti contro chi non salda il conto. E cos&igrave; per i ritardatari arriva il prelievo coatto sul conto corrente per chi paga con soli 3 giorni di ritardo. L'incredibile storia la racconta Il Giornale. Equitalia ha bussato alle porte di un ingegnere, Giuseppe Lucarini, titolare di uno studio di ingegneria civile ad Ancona. "<em>Nel 2010 ho avuto difficolt&agrave; a pagare 10.212,15 euro di Iva. Il piano di rientro prevedeva 20 versamenti trimestrali in cinque anni di 556,89 euro ciascuno. Gli interessi complessivi ammontavano a 925,76 euro</em>". Fin qui il conto. La prima rata scadeva il 19 ottobre 2012 un venerd&igrave;. Il pagamento &egrave; avvenuto a luned&igrave; 22. Sono E da qui scatta l'aggressione fiscale. Nonostante le successive sette rate siano state pagate perfettamente in regola, per Equitalia bastano i tre giorni di ritardo per mettere le mani nel conto corrente.&nbsp;</span></p>
<p><span></span><img src="https://1.bp.blogspot.com/-2va3NO_43BM/Ujr0XlT2jcI/AAAAAAAB8Cc/P9mhuLLFidY/s1600/QUESTA_RAPINA_EQUITALIA.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"><br><br><strong>Il prelievo -</strong><span>&nbsp;"Il 25 luglio senza preavviso mi sono accorto - racconta Lucarini - che Equitalia con un Rav aveva prelevato direttamente dal mio conto fiscale la somma di&nbsp;</span><strong>10.245,87</strong><span>&nbsp;euro a saldo". Nel 2000 Lucarini aveva comunicato all'erario i dati del suo conto corrente per ottenere i rimborsi. Equitalia ha comunque precisato che la delega bancaria comprendeva anche il pagamento delle somme iscritte a ruolo. Per cui allo scadere dei 60 giorni della cartella, la banca ha versato i soldi all'ente di riscossione. Uno strano giro di parole che non cambia la sostanza dei fatti: <strong>il fisco ora mette le mani direttamente sul conto corrente</strong>.&nbsp;</span></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31808/riaprite-i-campi-di-sterminio-subito-proposta-choc-di-un-ex-consigliere-rifondazione-comunista</guid>
	<pubDate>Mon, 28 Jul 2014 09:07:30 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31808/riaprite-i-campi-di-sterminio-subito-proposta-choc-di-un-ex-consigliere-rifondazione-comunista</link>
	<title><![CDATA[Riaprite i campi di sterminio subito - proposta choc di un Ex consigliere Rifondazione Comunista]]></title>
	<description><![CDATA[<p>&ldquo;Riaprire i campi&hellip;&hellip;..subito!&rdquo;.</p>
<p>&Egrave; il post pubblicato sulla pagina Facebook di un ex consigliere comunale di Rifondazione Comunista di Teramo, Lanfranco Lancione, accanto ad una foto dell&rsquo;ingresso di Auschwitz con la scritta &lsquo;Arbeit macht frei&rsquo;. &ldquo;&Egrave; una provocazione &ndash; precisa in un commento allo stesso post, pubblicato il 23 luglio, che ha scatenato subito numerose polemiche &ndash; ma per favore cominciamo a dire le cose come stanno! Gli ebrei con la storia dell&rsquo;antisemitismo hanno stufato&hellip;non si pu&ograve; dire ne fare nulla contro di loro, sono autorizzati a fare tutto, da 50 anni stanno massacrando un Popolo che ha come unica colpa quella di essere stato invaso e costretto ad abbandonare la propria terra&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Quello che fanno al Popolo Palestinese non pu&ograve; essere accettato da nessun uomo libero! &ndash; aggiunge &ndash; Chi fa finta di non vedere o prova a fare la differenza fra sionismo e semitismo &egrave; complice del massacro. Gli ebrei sono soltanto ebrei non ci sono ebrei buoni ed ebrei cattivi&hellip;sono ebrei e basta!&rdquo;.</p>
<p><img src="https://www.reblab.it/wp-content/uploads/2012/01/apicella30marzo09-300x232.jpg" width="300" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<p>Subito &egrave; arrivata la presa di distanza di Rifondazione Comunista in una nota firmata da Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Prc, Marco Fars, segretario regionale Prc, Marco Palermo, segretario provinciale Prc. &ldquo;Teniamo a precisare che l&rsquo;ex-consigliere comunale Lanfranco Lancione non &egrave; iscritto al nostro partito almeno dal 1998 &ndash; precisa in una nota la federazione provinciale di Teramo di Rifondazione Comunista &ndash; quando ader&igrave; alla scissione del Pdci di Cossutta e Diliberto&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Se fosse un iscritto a Rifondazione apriremmo immediatamente una procedura per l&rsquo;espulsione perch&eacute; posizioni di questo genere sono incompatibili con i nostri principi antifascisti e anti-razzisti e quindi con l&rsquo;appartenenza al nostro partito &ndash; prosegue la nota &ndash; Cretinate orrende come quelle scritte da Lancione sulla sua pagina fb non giovano certo alla causa del popolo palestinese e anzi gettano discredito sulle mobilitazioni in corso contro i bombardamenti israeliani e l&rsquo;assedio di Gaza&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;Ci stupiamo che chi milita da una vita a sinistra possa inneggiare e giustificare i campi di concentramento e lo sterminio nazista &ndash; prosegue la nota di Prc &ndash; L&rsquo;indignazione che suscita la politica criminale del governo israeliano e l&rsquo;oppressione del popolo palestinese non giustificano in alcun modo la riproposizione di ideologie razziste antisemite che, tra l&rsquo;altro, storicamente si sono sempre accompagnate all&rsquo;anticomunismo&rdquo;.</p>
<p>&ldquo;<em>Ricordiamo a Lancione &ndash; prosegue la nota &ndash; che le direttive hitleriane ai soldati tedeschi per la &lsquo;soluzione finale&rsquo; mettevano in diretta connessione, come tutta la propaganda nazista, ebraismo e comunismo: &lsquo;In quanto portatori del bolscevismo e guide spirituali dell&rsquo;idea comunista, gli ebrei sono il nostro nemico mortale. Bisogna annientarli&rsquo;. Ci stupisce che Lanfranco Lancione si esprima col linguaggio tipico dell&rsquo;estrema destra neofascista, ma d&rsquo;altronde Lenin definiva l&rsquo;antisemitismo come &lsquo;il socialismo degli imbecilli&rsquo; &ndash; conclude la nota &ndash; Restare umani, come ci invitava a fare Vittorio Arrigoni, significa anche non cedere all&rsquo;imbarbarimento della cultura e del linguaggio</em>&rdquo;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte Adkronos</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31794/non-pi-reato-penale-non-pagare-liva</guid>
	<pubDate>Fri, 25 Jul 2014 18:27:10 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31794/non-pi-reato-penale-non-pagare-liva</link>
	<title><![CDATA[Non è più reato penale, non pagare l'Iva]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>Nonostante molti contribuenti mettana dinnanzi ai giudici la propria impossibilit&agrave; a pagare, finiscono ugualmente strozzato da un&nbsp;</span><strong>processo</strong><span>&nbsp;a carattere penale.</span></p>
<p><span><img src="https://www.hcchotels.it/files/noticias/7_0_hcc_hotels_noticia_iva.jpg" alt="image" width="500" style="border: 0px; border: 0px;"></span></p>
<p>Questo perch&eacute; l'<strong>omesso pagamento</strong>&nbsp;dell'Iva sopra i 50mila euro fa inevitabilmente scattare un processo penale. Anche se l'imprenditore, messo in mutande dalla&nbsp;<strong>crisi economica</strong>, si guarda bene dallo scrivere falsit&agrave; nella dichiarazione dei redditi e ammette di essere sul lastrico. Per fortuna questa caccia alle streghe &egrave; destinata a finire. Come annuncia&nbsp;<em>LiberoMercato</em>, in autunno sar&agrave; in Gazzetta il decreto che depenalizza l'omesso versamento dell'<strong>Iva</strong>&nbsp;se inserito nella dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Quella che per molti imprenditori fiaccati dalla recessione &egrave; una vera e propria rivoluzione rientra nella riforma delle<strong>&nbsp;sanzioni tributarie</strong>&nbsp;e del principio di abuso di diritto. A conti fatti l'omesso pagamento dell'Iva viene messo allo stesso livello dell'omesso pagamento dell'Irpef che ad oggi viene sanzionato dall'Agenzia delle Entrate con una multa del 30%. La riforma avr&agrave; un'immediata ripercussione sui tribunali: da quando nel 2009 &egrave; stata abbassata la soglia da 103mila a 50mila euro sono stati avviati migliaia di procedimenti che si sono poi spesso risolti con decreti penali. Anche se, nella maggior parte dei casi, l'<strong>imprenditore</strong>&nbsp;si era visto costretto a non pagare l'Iva, magari per evitare che l'azienda o l'impresa andasse a gambe all'aria, magari per riuscire a saldare i conti coi fornitori, magari per staccare gli assegni degli stipendi dei dipendenti.</p>
<p>In questi anni di crisi nera ci sono stati anche giudici che hanno assolto quei contribuenti che non sono stati in grado di pagare l'Iva ma che la inserivano regolarmente nella&nbsp;<strong>dichiarazione dei reddit</strong>i.&nbsp;<cite>"Il fatto stesso di inserire l'omissione nel 730 - spiega Claudio Antonelli su LiberoMercato - faceva venir meno il dolo e dunque il reato in s&eacute;"</cite>. Ai primi di <strong>settembre</strong> il decreto per depenalizzare l'omesso pagamento dell'imposta sar&agrave;, dunque, votato in parlamento. I<strong>&nbsp;giudici</strong>, per&ograve;, dovranno tenerne conto da subito per i procedimenti in corso.</p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/economia/non-pagare-liva-non-pi-reato-1040699.html"><span>fonte</span></a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
</item>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31788/dipendenti-pubblici-in-rivolta-difendono-i-superstipendi</guid>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 12:29:08 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31788/dipendenti-pubblici-in-rivolta-difendono-i-superstipendi</link>
	<title><![CDATA[Dipendenti pubblici in rivolta difendono i superstipendi]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span>La battaglia finale (o semifinale) con i privilegi del personale di Camera e Senato &egrave; iniziata con un rinvio. Se ne discuter&agrave; gioved&igrave;, nell'Ufficio di presidenza di Montecitorio, cui adesso spetta il compito pi&ugrave; arduo: vedersela con le 25 sigle sindacali dei dipendenti del Parlamento, pi&ugrave; numerose che alla Fiat.</span></p>
<p><span><img src="https://www.corriereadriatico.it/MsgrNews/MED/20140130_c7_laura-boldrini-fotomontaggio-sfotte.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></span></p>
<p><span><span>L'obiettivo &egrave; portare a casa un taglio netto degli stipendi del personale, dai famosi barbieri fino ai due segretari generali (480mila euro l'anno), fissando un tetto massimo di 240mila euro. Il limite imposto alla Pubblica amministrazione dalla riforma Renzi, valido persino in Rai, non si applica agli organi costituzionali come Camera e Senato (e Corte costituzionale, che poi ne valuta la legittimit&agrave;...), che si regolano da s&eacute; - si chiama &laquo;autodich&igrave;a&raquo; - e dunque vanno riformati a parte. Ma gi&agrave; si intravede un vietnam di eccezioni, aggiustamenti, zone franche escluse dai tagli. E peggio ancora, ricorsi. Ne accenna il deputato questore Stefano Dambruoso, nel suo intervento in Aula sull'approvazione del bilancio della Camera: &laquo;Si pone il problema di affrontare procedimenti contenziosi&raquo;. Lo conferma sotto anonimato anche un altro deputato membro del Comitato per gli affari del personale, uno di quelli che tratter&agrave; con i sindacati parlamentari, uno che per&ograve; vede abbastanza nero sulla trattativa: &laquo;Si difendono tra di loro i mandarini pubblici... Per cui se fanno ricorso, dicendo che si va a ledere un diritto acquisito, rischiano di vincerlo, con la Corte costituzionale che d&agrave; loro ragione. Imporre il tetto a 240mila euro a 140 dipendenti circa che ne guadagnano di pi&ugrave; sar&agrave; veramente difficile. Credo che si arriver&agrave; ad una soluzione diversa, un contributo di solidariet&agrave;, un ridimensionamento degli stipendi massimi, da spalmare da qui al 2018&raquo;. Ed &egrave; tutto da vedere l'importo di questo contributo. Cosa ben diversa, dunque, da un tetto invalicabile, che per alcune figure di vertice significherebbe lasciare sul piatto decine e decine o centinaia di migliaia di euro.</span><br><span>Il rischio ricorso c'&egrave;, e c'&egrave; anche il precedente. Quando nel 2013 la Corte costituzionale ha bocciato il taglio del 5% sugli stipendi pubblici oltre i 90mila euro i dipendenti del Senato hanno subito fatto ricorso in massa. E Palazzo Madama ha dovuto sborsare 2,2 milioni per risarcirli. I tagli e i blocchi dell'adeguamento delle retribuzioni finora non hanno inciso pi&ugrave; di tanto sul costo dei dipendenti, se nel Progetto di Bilancio 2014 della Camera tra stipendi e pensioni (dirette e di reversibilit&agrave;) del personale si arriva alla cifra mostruosa di 500 milioni di euro: met&agrave; del bilancio della Camera dei deputati serve a pagare i dipendenti (o ex) della Camera.</span><br><span>Deputati e senatori dei due uffici rispettivi di presidenza ci stanno provando, e hanno persino scritto un documento congiunto sugli &laquo;Indirizzi per la contrattazione&raquo;. In quei nove fogli si legge che &laquo;l'esigenza di salvaguardare i rapporti retributivi attualmente esistenti fra le diverse categorie professionali (del Parlamento, ndr), rendono necessaria la fissazione di un tetto alle retribuzioni non solo per i Consiglieri parlamentari ma anche per le rimanenti categorie professionali, individuato proporzionalmente, in modo da mantenere inalterati i rapporti retributivi oggi esistenti&raquo;. L'intento, cio&egrave;, &egrave; di mettere un tetto agli stipendi del grado pi&ugrave; alto, ma di modulare verso il basso anche gli altri (commessi, personale tecnico, segretari etc), per evitare che un barbiere a fine carriera prenda come un consigliere. Queste le intenzioni, tutte da verificare con le 25 sigle sindacali. Nel documento si lasciano aperti spazi di trattativa. Ad esempio si capisce che gli oneri previdenziali saranno esclusi dal taglio, e anche le varie &laquo;indennit&agrave; di funzione&raquo; che compongono il lordo di un dipendente della Camera. Poi i dipendenti chiederanno l'introduzione degli straordinari, ad oggi inclusi in uno stipendio complessivo da far invidia. Altrimenti c'&egrave; un'altra soluzione: <strong>farsi pensionare prima</strong>. Le pensioni non possono essere tagliate, e potendo contare su un vitalizio pari all'ultimo stipendio, mollare diventa un affare. </span></span></p>
<p><span><span>E infatti &egrave; partita la corsa dei dipendenti pi&ugrave; anziani all'Ufficio del personale per informarsi sulla pratica. Privilegiati anche da ex.</span></span></p>
<p><a rel="nofollow" href="https://www.ilgiornale.it/news/politica/camere-dipendenti-rivolta-salvare-i-superstipendi-1039751.html"><span><span>fonte</span></span></a></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31787/da-oggi-una-dieta-adeguata-per-gli-immigrati-non-digeriscono-la-pasta</guid>
	<pubDate>Thu, 24 Jul 2014 12:23:49 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31787/da-oggi-una-dieta-adeguata-per-gli-immigrati-non-digeriscono-la-pasta</link>
	<title><![CDATA[Da oggi una dieta adeguata per gli immigrati: “non digeriscono la pasta”,]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A Pozzallo il cibo per gli immigrati viene buttato via. Per la&nbsp;<strong>grillina Lorefice</strong>&nbsp;il problema &egrave; la pasta:&nbsp;<strong>&ldquo;Non la digeriscono&rdquo;</strong>. E suggerisce:&nbsp;<strong>&ldquo;Cambiare gli orari dei pasti in conformit&agrave; con il ramadan&rdquo;</strong></p>
<p><strong><img src="https://www.direttanews.it/wp-content/uploads/immigrati_bari.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></strong></p>
<p>In Italia dilagano disoccupazione e povert&agrave;, il fallimento dell&rsquo;operazione &ldquo;Mare nostrum&rdquo; si trasforma in un costo abnorme per le casse pubbliche.&nbsp;Le forze della Marina Militare sono impegnate giorno e notte per salvare i barconi in difficolt&agrave;, i centri di prima accoglienza sono al collasso e gli enti locali sono obbligati a ospitare migliaia di immigrati che non sanno nemmeno dove mettere. Eppure per la grillina&nbsp;<strong>Marialucia Lorefice</strong>&nbsp;la vera emergenza &egrave; il tipo di cibo fornito agli stranieri appena sbarcati.&nbsp;<span><strong>Pasta e carne non vanno bene: hanno abitudini alimentari e culturali diverse e, a suo dire, lo Stato italiano &egrave; chiamato ad adeguarsi alle loro esigenze.</strong></span></p>
<p>La scorsa settimana la Lorefice ha depositato un&rsquo;interrogazione sul problema della gestione dei pasti nei centri di prima accoglienza. Lo spunto sono state le fotografie scattate al Centro di primo soccorso e accoglienza di Pozzallo: cassonetti della spazzatura stracolmi di decine e decine di portate di cibo ancora avvolte nel cellophan. Qualcuno dentro la struttura ha fotografato lo spreco e le&nbsp;<strong>immagini rimbalzate</strong>&nbsp;sul sito locale&nbsp;<strong>Ragusanews</strong>&nbsp;e riportate dal&nbsp;<strong>Giornale</strong>&nbsp;hanno creato un vespaio senza precedenti.&nbsp;<strong>Pasta, carne e frutta: tutto pagato dai contribuenti, tutto finito tra i rifiuti. Uno spreco su cui &egrave; gi&agrave; stata aperta un&rsquo;inchiesta amministrativa interna alla struttura. E qui &egrave; scesa in campo la Lorefice. Non perch&eacute; sanamente imbarazzata dallo spreco, bens&igrave; sulla dieta a cui sarebbero &ldquo;obbligati&rdquo; gli stranieri.</strong></p>
<p><strong><img src="https://www.ilradar.com/wp-content/uploads/2013/10/cibo.png" width="338" alt="image" style="border: 0px;"></strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
<p><strong>Dalla pagina del M5S - di Grillo</strong></p>
<p><em><strong>&ldquo;Sebbene quelli offerti rispondono alle caratteristiche dieta mediterranea, la migliore, i migranti provengo da zone in cui sono abituati a nutrirsi di cose ben diverse, questo significa che anche la semplice pasta diventa per loro un problema. Non riescono a digerirla&rdquo; &nbsp;&nbsp;</strong></em>Non solo. A suo dire il problema si porrebbe anche per la carne che i musulmani non possono mangiare per tutelare&nbsp;&ldquo;le tradizioni religiose&rdquo; &nbsp;degli islamici, la grillina ha addirittura mobilitato la prefettura di Ragusa e il Viminale. Al ministro dell&rsquo;Interno Angelino Alfano &egrave; stato chiesto di estendere le linee di indirizzo nazionale per la ristorazione scolastica e di:</p>
<p><em><strong>&ldquo;modificare gli orari di distribuzione dei pasti, conseguentemente a particolari periodi di preghiera come quello attuale del ramadan&ldquo;</strong></em></p>
<p>. Una richiesta che ha destato non poche polemiche. Il leghista Davide Boni, per esempio, twitta stupito il contenuto dell&rsquo;interrogazione. Non &egrave; l&rsquo;unico. In uno stato di emergenza come questo, preoccuparsi della dieta degli stranieri ha scatenato un feroce dibattito sulla rete. Tanto che la Lorefice si &egrave; vista costretta a fare un secondo post su Facebook per spiegare le proprie intenzioni:</p>
<p><strong>&ldquo;L&rsquo;Italia non &egrave; un Paese razzista, siamo stati e siamo popolo di emigranti anche noi. Chi si spaventa dello straniero, di un pasto dato nel rispetto di una religione diversa &egrave; un debole&rdquo;</strong></p>
<p><strong><br></strong></p>
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	<dc:creator>Gustavo</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/31674/rapita-dagli-zingari-da-bambina-diventa-miss-moldavia</guid>
	<pubDate>Tue, 22 Jul 2014 08:45:17 +0200</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/31674/rapita-dagli-zingari-da-bambina-diventa-miss-moldavia</link>
	<title><![CDATA[Rapita dagli Zingari da bambina, diventa Miss Moldavia]]></title>
	<description><![CDATA[<div>
<p>All&rsquo;et&agrave; di 4 anni fu presa dagli zingari e venduta in cambio di un paio d&rsquo;orecchini d&rsquo;oro. Ma grazie alla sua tenacia e alla voglia di ritrovare il suo passato, la ventenne bielorussa <strong>Olga Romanovich</strong>, vincitrice di un concorso di bellezza in Moldavia, &egrave; riuscita sedici anni dopo il sequestro a ricongiungersi con la sua famiglia d&rsquo;origine e soprattutto a riabbraccia sua mamma Tamara, dalla quale fu portata via con l&rsquo;inganno.</p>
<p><img src="https://s.acunn.com/upload/galeri/01_88803602153c4d0a43d9f4.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
</div>
<div>
<h5><strong>IL RAPIMENTO</strong></h5>
<p>La storia a lieto fine della miss &egrave; stata&nbsp;<a rel="nofollow" href="https://www.kp.ru/daily/26254/3134252/" target="_blank">raccontata dal quotidiano russo Komsomolskaya Pravda&nbsp;</a>e ripresa da diversi siti internazionali. La ragazza ha raccontato tutte le peripezie che ha dovuto affrontare sin da piccola e il momento in cui un gruppo di zingari, con un abile stratagemma, riusc&igrave; a portarla via dalle braccia di sua madre che, dopo la rottura con suo marito, si era trasferita dalla Bielorussia in Moldavia. Poco tempo dopo il rapimento la bambina fu venduta a Igor Preyda, uno zingaro che viveva nella citt&agrave; di Soroca, al confine con l&rsquo;Ucraina, in cambio di un paio d&rsquo;orecchini d&rsquo;oro. L&rsquo;uomo la adott&ograve; e presto la bambina si adatt&ograve; alla vita nella comunit&agrave; rom e ebbe un nuovo nome, Maria Preyda. A renderle meno gravosa la separazione dalla mamma fu l&rsquo;affetto della <strong>nonna</strong> adottiva, descritta da Olga come una seconda mamma: &laquo;<em>Grazie a lei, sono cresciuta come una bambina normale. Con il passare del tempo imparai la lingua tzigana e gradualmente anche il moldavo. Ho studiato in una scuola russa, ho fatto il college e ho lavorato come cuoca e parrucchiera&raquo;</em>.</p>
<p><img src="https://static.ziarelive.ro/images/stories/poveste-uluitoare-regina-frumusetii-din-republica-moldova-rapita-la-4-ani-si-vanduta-pe-o-pereche-de-cercei-unor-romi-si-a-regasit-familia.jpg" width="500" alt="image" style="border: 0px;"></p>
<h5><strong>IL RITORNO A CASA</strong></h5>
<p>Olga non ha mai dimenticato le sue origini ed &egrave; stata proprio la nonna adottiva, a marzo sul letto di morte, a spingerla a ritrovare la sua famiglia: &laquo;Trova i tuoi parenti &ndash; mi disse &ndash; Se avessi saputo qualcosa di tua madre, te lo avrei detto&raquo;. Grazie all&rsquo;aiuto di uno psicologo Olga entra in contatto con il colonnello della polizia Valery Rogozhine e successivamente con l&rsquo;Interpol. Segue il test del Dna che dimostra chiaramente che Maria Preyda &egrave; in realt&agrave; Olga Romanovich. Oggi la ragazza che in passato ha partecipato a vari concorsi di bellezza, vive con una zia a Minsk ed &egrave; stata accolta con gioia dalla sua vecchia famiglia. Ha potuto riabbracciare la madre che, per&ograve;, &egrave; gravemente malata: &laquo;<em>Quando l&rsquo;ho rivista, ho pianto</em> &ndash; ha racconta la ventenne che adesso ha cominciato gli studi per diventare medico &ndash; <em>Sta male, non vive una vita normale, sopravvive. Non voglio ferirla. Non ce l&rsquo;ho con nessuno per quello che mi &egrave; successo. Mia madre non ha alcuna colpa del mio rapimento. E&rsquo; stato il destino</em>&raquo;.</p>
<p><strong>LA PROVA del TEST DEL DNA</strong><br><strong>Ritrova la famiglia la miss rapita e venduta per un paio di orecchini</strong><br><strong>Sedici anni dopo il sequestero Olga Romanovich, oggi ventenne, ha riabbracciato la madre, Tamara, in Moldavia. <br>Il suo nome &egrave; stato cambiato in Maria Preyda</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
]]></description>
	<dc:creator>Raul Bove</dc:creator>
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