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	<title><![CDATA[MSNI: Tutti i blog]]></title>
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	<description><![CDATA[]]></description>
	
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/16367/guadagnare-online-c-chi-ci-crede-ancora</guid>
	<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 12:20:49 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/16367/guadagnare-online-c-chi-ci-crede-ancora</link>
	<title><![CDATA[Guadagnare Online: c'è chi ci crede ancora]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Lapsus e sviste,&nbsp;</strong>svarioni fatali e imperdonabili disattenzioni. Certi giorni sembrano proprio partire col piede sbagliato, e tutti i tentativi di raddrizzare il tiro poi, spesso non sembrano proprio sortire risultato alcuno se non quello di peggiorare, se possibile, la situazione.</p>
<p style="text-align: center; "><img src="https://www.sicilianodentro.it/wp-content/uploads/2009/11/come-guadagnare-con-internet.jpg" alt="guadagnare con il web" width="450" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><strong>Una iattura?</strong></p>
<p><strong>Sar&agrave;&nbsp;</strong>per quel pizzico di fatalismo che portiamo scritto nel nostro dna, ma a noi italiani basta uno sguardo per intendersi e dirsi con un gesto un po&rsquo;levato in aria &ldquo;&hellip;Ha da passare la nottata&hellip;&rdquo;. E in tutte quelle vicende che ci si presentano costringendoci a volte, e nostro malgrado, ad una battuta imprevista di arresto, siamo subito pronti ad esorcizzare le avversit&agrave; con una folgorante battuta trinciamenagrami,&nbsp;<strong>e a rimetterci in gioco.</strong></p>
<p><strong>Insomma,</strong>&nbsp;quello che conta non &egrave; tanto far conto sulla &ldquo;fortuna&rdquo; che pu&ograve; essere, o meno, una potente alleata di tutte le attivit&agrave; commerciali, di quelle in rete come anche di quelle tradizionali, quanto essere pronti a saper&nbsp;<strong>&ldquo;vedere&rdquo;&nbsp;</strong>tutte<strong>&nbsp;</strong>quelle opportunit&agrave; che in un primo momento non erano state valutate a sufficienza, perch&eacute; giudicate poco profittevoli.</p>
<p>Infatti, sono proprio i periodi di &ldquo;riorganizzazione&rdquo; del proprio business, i pi&ugrave; proficui per sondare&nbsp;<strong>ulteriori possibilit&agrave; di guadagno,</strong>&nbsp;e mentre le affiliazioni e la vendita online di prodotti e servizi possono essere considerati un buon investimento commerciale, l&rsquo;idea di<strong>realizzare significativi</strong>&nbsp;<strong>guadagni con Adsense</strong>&nbsp;non gode certo della medesima popolarit&agrave;.</p>
<p><span></span>Pregiudizi dovuti alla mancanza di conoscenza, e di dati aggiornati sull&rsquo;argomento? Vediamo<strong>come stanno realmente le cose</strong>.</p>
<p><strong>Il pay per click</strong>&nbsp;di Google Adsense &egrave; un servizio di vendita di spazi pubblicitari, e una delle fonti di reddito pi&ugrave; diffuse tra i blogger delle rete. Anche se non genera molte entrate, l&rsquo;importo minimo pagato dagli inserzionisti &egrave; di circa 1 centesimo a click, in realt&agrave; il guadagno generato da questa attivit&agrave; &egrave;&nbsp;<strong>proporzionale al volume di traffico,</strong>&nbsp;quindi i siti altamente visitati sono quelli che possono vantare i maggiori introiti dalla pubblicit&agrave;.</p>
<p><strong>Ora</strong>, senza scomodare dei mostri sacri come&nbsp;<strong>Joel Coom</strong>, blogger americano divenuto miliardario in solo pochi anni, guadagna 1 milione di dollari al mese solo con Adsense e i suoi<strong>700 blog</strong>,&nbsp;<strong>uno per ogni nicchia economica,</strong>&nbsp;grazie anche alla vastit&agrave; del mercato americano, e guardando pi&ugrave; modestamente in casa nostra, sul ben pi&ugrave; limitato mercato italiano, non mancano esempi di blogger con introiti che raggiungono tranquillamente i&nbsp;<strong>20.000&euro; al mese.</strong></p>
<p><strong>Eccezioni?&nbsp;</strong>Casi fortuiti? Forse.</p>
<p><strong>Forse</strong>&nbsp;il loro livello di popolarit&agrave; non sar&agrave; cos&igrave; facilmente eguagliabile, se non con un impegno e una&nbsp;<strong>strategia commerciale mirata,&nbsp;</strong>e alla portata solo di competenze ben selezionate.</p>
<p><strong>Ma</strong>&nbsp;udite udite<strong>,&nbsp;</strong>guadagnare anche solo un buon stipendio mensile con adsense, fino a farlo diventare il proprio lavoro a tempo pieno, non solo<br><strong>&egrave; possibilissimo</strong>, ma &egrave; pi&ugrave; frequente di quanto si creda.</p>
<p>E in fondo, sapere che qualcuno guadagna queste cifre con adsense anche al di qua dell&rsquo;Oceano ci fa capire che&nbsp;<strong>in internet c&rsquo;&egrave; posto per tutti</strong>, e sottovalutarne le potenzialit&agrave; pu&ograve; purtroppo voler dire rischiare di&nbsp;<strong>limitare i propri guadagni</strong>&nbsp;per pura mancanza delle giuste informazioni!</p>
<p>Per questo, per chi vuole guadagnare con adsense &egrave; pi&ugrave; che mai importante una buona preparazione e una approfondita conoscenza delle&nbsp;<strong>nicchie in cui si opera,</strong>&nbsp;tanta costanza e una buona dose di impegno quotidiano con una particolare cura nella programmazione delle campagne&nbsp;<strong>pubblicitarie,</strong>&nbsp;sono il vero motore di ogni attivit&agrave; economica in genere, a maggior ragione per il business online.</p>
<p>In ogni caso per prima cosa bando alla&nbsp;<strong>fretta di voler vedere subito dei risultati.&nbsp;</strong>Quindi,<strong></strong>chi intende occuparsi di questo tipo di attivit&agrave; deve prepararsi a sviluppare un&nbsp;<strong>servizio rivolto ad un ampio bacino di utenza</strong>, ed essenziale cercare di creare pi&ugrave; siti possibili (7 o 8, ma anche fino ad una ventina o pi&ugrave;), puntando a posizionarsi progressivamente ma in modo costante, su un&nbsp;<strong>alto traffico mensile</strong>&nbsp;selezionato per nicchia specifica.</p>
<p><strong>Certo,</strong>&nbsp;questa non si presenta come una impresa facile, e una tenace predisposizione ad affrontare le sfide impossibili &egrave; l&rsquo;atteggiamento pi&ugrave; auspicabile e il pi&ugrave; &ldquo;resistente&rdquo; di fronte alle inevitabili difficolt&agrave;,&nbsp;<strong>non tutto potrebbe andare subito per il verso giusto.</strong></p>
<p>Ma in fin dei conti&hellip;&nbsp;<strong>tutto sta nell&rsquo;avere qualcosa da dire</strong>, saperlo comunicare efficacemente ed essere&nbsp;<strong>ben visibili nel web.</strong></p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/10023/conoscere-e-comprendere-davvero-i-conflitti</guid>
	<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 11:07:31 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/10023/conoscere-e-comprendere-davvero-i-conflitti</link>
	<title><![CDATA[Conoscere E Comprendere Davvero I Conflitti]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="color: #646464; font-size: 12px; "> Gli esquimesi non hanno un equivalente per la parola disputa.. Nel nostro paese disponiamo almeno di trenta sinonimi di conflitto, ma cosa si intende esattamente con questo termine?</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Il conflitto non &egrave; paragonabile alla rivalit&agrave; n&egrave; alla competizione. Queste possono degenerare in conflitto, ma solo a certe condizioni.<br>Due squadre di calcio gareggiano per vincere, ma non si combattono, a meno che uno dei giocatori non si scontri con un altro con l'intenzione di fargli male e la gara non finisca in una battaglia organizzata.<br>Due societ&agrave; commerciali sono concorrenti, ma non &egrave; obbligatorio che si scontrino.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">La dialettica &egrave; una forma intellettuale delle contradizioni. Una forma di pensiero che in teoria supera senza fatica ogni ostacolo. Ora in un conflitto, le contradizioni, lungi dall'essere risolte in una sintesi, creano e suscitano nuovi disaccordi e cos&igrave; all'infinito. Non c'&egrave; mai una conclusione. Il conflitto appartiene al vissuto. Coinvolge non solo l'intelligenza ma anche la volont&agrave;, i sentimenti, le passioni ed &egrave; questo che rende la sua soluzione cos&igrave; problematica.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Il conflitto si distingue dalla crisi. I due termini sono spesso confusi. Nonostante alcune crisi si evolvono in modo conflittuale, in generale la confusione, le incertezze, le esitazioni da esse suscitate impediscono di arrivare ad un vero e proprio conflitto.<br>Non si fa scattare un conflitto se non quando si crede di aver ragione, di essere nel giusto. Un gruppo, sia di due o di cento persone, quando attraversa un periodo critico non &egrave; per forza in uno stato di lotta, perch&egrave; un gruppo &egrave; un'entit&agrave; dinamica, viva, e cambia in continuazione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://rewriters.it/wp-content/uploads/2022/10/pexels-%D0%B0%D0%BB%D0%B5%D0%BA%D1%81%D0%B0%D0%BD%D0%B4%D1%80-%D0%B2%D0%B5%D0%BB%D0%B8%D0%B3%D1%83%D1%80%D0%B0-8932639-scaled.jpg" width="600" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Le contradizioni e la diversit&agrave; sono inerenti alla vita di ogni gruppo.<br>Ciascun sistema sociale comporta dei movimenti in tutti i sensi: integrazioni ed allontanamenti, progressionie regressioni, forze costruttive e forze distruttive, continuit&agrave; e discontinuit&agrave;, accordi e fratture, associazioni e dissociazioni, forze che si attraggono e forze che si respingono, azioni e reazioni, ecc..<br>La perturbazione provocata da una crisi pu&ograve; facilmente essere confusa con un conflitto; l'equilibrio esistente &egrave; rotto e questo equilibrio &egrave; vissuto sia come qualcosa di angosciante, demoralizzante, disorientante, minaccioso, sia come un segno di speranza, di vita nuova, una promessa di liberazione.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Breve o lunga, lenta o improvvisa, limitata o generalizzata, la crisi &egrave; un passaggio tra un vecchio stato di stabilit&agrave; relativa e la ricerca di un nuovo equilibrio.<br>Che cosa &egrave; allora il conflitto?</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><a href="https://www.formazionemarziale.wordpress.com/" target="_blank">https://www.formazionemarziale.wordpress.com/</a></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Conflitto deriva dal termine latino conflictus che significa " urto, shock ". Si pu&ograve; avere un urto tra due persone o due gruppi, od all'interno di una stessa persona.<br>Non &egrave; detto che questi schock siano necessariamente violenti. La vita di tutti i giorni provoca numerose scosse a cui ci adattiamo abbastanza bene. Esse possono diventare violente se si accumulano, se si ripetono senza essere accettate, gestite e regolate.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">E' allora che attriti e tensioni diventano veramente conflittuali.<br>Il conflitto &egrave; una forma di relazione sociale e motivi di conflitto sono esistiti in ogni tempo ed in ogni luogo.<br>Una vita senza conflitti non &egrave; n&egrave; possibile n&egrave; desiderabile. Il dificile &egrave; mantenere la conflittualit&agrave; in un piano di pacifismo morale, ma esso &egrave; naturale.<br>Thomas Hobbes, filosofo inglese, nel Leviathan dice che l'uomo vive in uno stato naturale caratterizzato da guerra permanente: ogni individuo, mosso dallo stesso istinto di restare in vita, tende ad impadronirsi di tutto ci&ograve; che pu&ograve; permettergli di sopravvivere.<br>Jean Jacques Rousseau, un secolo pi&ugrave; tardi, afferma che per l'uomo tutto il bene viene dalla natura, e tutto il male dalla societ&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Carlo Marx dice che in una condizione di prosperit&agrave; la fonte dei conflitti dovrebbe esaurirsi. Esso &egrave; dovuto ad una cattiva organizzazione della societ&agrave; e sparir&agrave; quando questa si sar&agrave; evoluta. E' il sogno dell'unanimit&agrave; nella comunit&agrave;.<br>Aristotele diceva che l'uomo, per essere pienamente uomo, ha per natura bisogno degli altri, non pu&ograve; bastare a se stesso, non fosse altro che per perpetuarsi. La felicit&agrave; umana non &egrave; solo una questione di una virt&ugrave; individuale, l'uomo &egrave; un animale politico comunitario e la citt&agrave; &egrave; un esigenza insita nella sua esistenza.<br>Il conflitto &egrave; anche un'imitazione scimiesca del comportamento del simile.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><a href="https://www.irislavoro.it/page/6/" target="_blank">https://www.irislavoro.it/page/6/</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/15857/primavera-e-tempo-di-disintossicare-lorganismo</guid>
	<pubDate>Sun, 08 Feb 2026 08:41:00 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/15857/primavera-e-tempo-di-disintossicare-lorganismo</link>
	<title><![CDATA[Primavera: e' tempo di disintossicare l'organismo]]></title>
	<description><![CDATA[<p style="text-align: justify; ">La primavera &egrave; la stagione pi&ugrave; adatta per dedicarsi ad un periodo di disintossicazione e depurazione dell'organismo, con particolare riferimento all'alimentazione e al benessere dell'apparato digerente. Riguardo i metodi esistono diverse scuole di pensiero, metodi e rimedi naturali adattabili a seconda delle proprie necessit&agrave; e basati prevalentemente sul consumo di pasti leggeri a base vegetale e di bevande dagli effetti benefici.<br> Vi presentiamo alcuni dei rimedi pi&ugrave; utilizzati e diffusi, che potrete approfondire con il vostro medico ed a seconda delle vostre necessit&agrave;.</p>
<p style="text-align: justify; "><img src="https://www.nuovatradizione.it/assets/Uploads/Frutta.jpg" alt="mangiare frutta in primavera" width="650" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="text-align: justify; "><br> <strong>1. Per il fegato</strong><br> Per favorire il funzionamento e la depurazione del fegato bisognerebbe arricchire la propria alimentazione con erbe amare e selvatiche come il tarassaco. Altri alimenti indicati sono carote, sedano, barbabietole e rosmarino. Tra le spezie si consigliano curcuma, cumino e curry. Per quanto riguarda le bevande, si sconsiglia l'assunzione di latte, caff&egrave; e bibite gassate, da sostituire con acqua naturale e succo di mela senza conservanti e zuccheri aggiunti.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 2. Per l'intestino</strong><br> Tra le sostanze considerate in grado di aiutare l'intestino nell'eliminazione di scorie ed eventuali batteri nocivi vi sono aceto di mele, succo d'aloe vera e fermenti probiotici. I chiodi di garofano ed alcune erbe medicinali come l'artemisia assenzio sono ritenute in grado di creare a livello intestinale un ambiente ostile nei confronti dei batteri nocivi. E' possibile inoltre rivolgersi a centri specializzati nella pulizia del colon tramite idro-terapia.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 3. Dieta semi-liquida</strong><br> Una dieta semi-liquida opportunamente eseguita con l'intento di purificare il proprio organismo sotto controllo medico potrebbe comprendere l'assunzione di succhi e centrifugati di frutta e verdura fresca, zuppe e passati di verdura, frullati, olio di semi di lino, semi di sesamo, semi di zucca e acqua naturale.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 4. Metalli pesanti</strong><br> Nel caso si abbia la necessit&agrave; di disintossicarsi da un eccessivo accumulo di metalli pesanti nell'organismo, tra cui alluminio, mercurio, cadmio e piombo, un importante aiuto potrebbe derivare da scelte alimentari basate sulla selezione di frutta, verdura e cereali di provenienza biologica e biodinamica, che non siano quindi stati trattati con pesticidi. Si consiglia solitamente di evitare il pi&ugrave; possibile alimenti di provenienza industriale, con particolare riferimento agli alimenti ed alle bevande confezionate in contenitori metallici.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 5. Solo crudo</strong><br> Tra i vari rimedi per la purificazione dell'organismo vi &egrave; quello di assumere esclusivamente alimenti vegetali crudi per un breve periodo, in modo da favorire l'attivit&agrave; dell'apparato digerente. Essi possono comprendere frutta e verdura fresca, germogli, frutta secca e semi oleaginosi.</p>
<p style="text-align: justify; "><img src="https://citynews-pisatoday.stgy.ovh/~media/horizontal-hi/50628413922070/dieta-3.jpg" width="600" alt="image" style="border: 0px; "></p>
<p style="text-align: justify; "><br> <strong>6. Digiuno breve</strong><br> Si tratta di un programma di digiuno basato sull'assunzione esclusiva di succhi e centrifugati di frutta o di verdura, la cui durata pu&ograve; variare da uno a tre giorni. E' possibile affrontare periodi di digiuno di durata maggiore, in base alle proprie necessit&agrave; e sempre sotto controllo specialistico. Tra gli alimenti consigliati per la preparazione delle bevande vi possono essere:mele, carote, spinaci, pere, cavoli, zenzero e verdure a foglia verde.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 7. Detox Ayurvedico</strong><br> La medicina tradizionale indiana, detta Ayurveda, suggerisce di seguire periodicamente una mono-dieta a base di kitchree, un piatto unico composto da fagioli mung, riso basmati, cipolle, aglio, zenzero e curcuma. Il kitchree &egrave; considerato una pietanza perfettamente equilibrata ed in grado di aiutare l'organismo nei propri processi depurativi.<br> <br> <strong>8. Candida</strong><br> In caso di candida si sconsiglia generalmente di seguire una dieta che escluda il pi&ugrave; possibile alimenti contenenti lievito ed altri cibi considerati in grado di favorirne la proliferazione come farine raffinate, zuccheri, succhi di frutta, alcolici, frutta secca, funghi, formaggi, yogurt, aceto e salsa di soia.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 9. Spezie</strong><br> Esistono alcune spezie ed erbe aromatiche ritenute in grado di favorire i processi di depurazione dell'organismo. Possono essere assunte quotidianamente in piccole quantit&agrave;, salvo particolari controindicazioni. Tra di esse troviamo: origano, cannella, cumino, zenzero, finocchio, pepe nero, prezzemolo, rosmarino e curcuma.</p>
<p style="text-align: justify; "><strong> 10. Master Cleanse</strong><br> Si tratta di un programma dettagliato di digiuno, diffuso prevalentemente negli Stati Uniti, basato sull'assunzione di succhi di frutta e di verdura, spremute di agrumi e limonate con aggiunta di sciroppo d'acero e pepe di cayenna. I giorni di digiuno sono variabili a seconda delle necessit&agrave;. All'inizio ed alla fine del programma si attuano solitamente delle fasi di transizione. Una volta concluso il digiuno, si reintegrano gli alimenti solidi tramite pasti leggeri. In questo caso si sconsiglia vivamente il fai-da-te.</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giulia Freddi</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/9954/i-segreti-dellarte-del-bonsai</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 15:57:43 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/9954/i-segreti-dellarte-del-bonsai</link>
	<title><![CDATA[I segreti dell'arte del Bonsai]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="text-align: justify; font-size: 12.8px; ">Un Bonsai, oggetto d'arte vivente, &egrave; una creazione artistica eseguita con senso estetico e destrezza, che cerca di tarre dalla bellezza naturale di una pianta tutto il suo fulgore.</span></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">L'artista creatore di Bonsai, pianta il suo soggetto in un piccolo contenitore e cerca di riprodurre i caratteri di un vecchio albero montano o la maestosit&agrave; di uno pi&ugrave; grande della pianura.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><img src="https://www.bonsaiempire.it/images/articles-blog/ficus-bonsai/ficus-bonsai-2.jpg" alt="curare un bonsai" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Cinque punti essenziali devono essere presi in considerazione per ottenere dal bonsai tutta la sua bellezza.<br>1. LO SVILUPPO DELLE RADICI<br>Le radici devono disporsi uniformemente in tutte le direzioni perch&egrave; facciano una forte presa col suolo.<br>2. IL TRONCO<br>I tronchi, che da una base solida, vanno assotigliandosi elegantemente, sono i pi&ugrave; apprezzati. Un Bonsai dall'apparenza piuttosto vecchia &egrave; preferibile a quello che l'abbia giovane.<br>Un particolare valore sono i tronchi la cui corteccia &egrave; leggermente logora e che, attraverso le screpolature, mette a nudo il legno sottostante, dando l'impressione che l'albero abbia sulle spalle qualche centinaio d'anni. Questi tipi vanno sotto il nome di saba-miki e shari-miki.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">3. I RAMI<br>Per la formazione della chioma la miglior disposizione da dare ai rami &egrave; quella in cui i pi&ugrave; grossi si espandono verso i lati ed i pi&ugrave; piccoli verso la parte frontale e posteriore. Perch&egrave; il lavoro riesca bene, &egrave; desiderabile poter disporre di rami grossi, sottili, lunghi e corti<br>4. LE FOGLIE<br>Le foglie devono essere piccole, folte e movimentate. L'Himesho o il yatsubusasho, che vuol dire bonsai dalle foglie piccole e folte, &egrave; di gran valore.<br>5. LA CIMA<br>La cima, cio&egrave; la porzione pi&ugrave; alta dell'albero, deve mostrare forte vitalit&agrave;, in quanto &egrave; considerata simbolo di vita. Quei Bonsai che presentano una cima spezzata od incidentalmente tagliata, non hanno pregio. Se per&ograve; ha assunto l'aspetto scheletrico a seguito di naturale avvizzimento, dopo una linga vita, la piantina &egrave; altamente apprezzata in quanto esso &egrave; ritenuto un triste tocco di naturale austerit&agrave;.<br>Questo tipo di cima va sotto il nome di jin o divinit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;<img src="https://www.ibonsai.it/wp-content/uploads/2016/01/bonsai-da-interno.jpg" alt="primavera come potare il bonsai" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><strong>CREARE UN BONSAI</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">E' veramente delizioso osservare ed apprezzare un Bonsai che ha raggiunto il suo aspetto definitivo; ritengo per&ograve; che il piacere maggiore si provi nel crearlo da se stessi. Allevare artisticamente le piante e plasmarle in alberi nani &egrave; fonte di grande soddisfazione. E' alla portata di tutti, serve solo qualche nozione dell'arte Bonsai.<br>Si dice che un principiante non potr&agrave; allevare un albero di qualit&agrave;, io credo che ci&ograve; che crei &egrave; il pi&ugrave; bello esistente. Il bello di quest'arte &egrave; amare la natura e sentirla presente.<br>Vi sono vari metodi per ottenere un Bonsai:<br>Si parte da una pianta presa da un ambiente naturale o yamadori, per&nbsp;<br>- margotta o toriki;<br>- separando le radici o kabuwake;<br>- per talea o sasiki;<br>- per innesto o tsugiki;<br>- usando il seme o misho;<br>- partendo da una pianta o da un albero allevato in vivaio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; "><strong>YAMADORI- Come allevare una pianta presa da un ambiente naturale.</strong></p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Molto spesso andando in montagna capita di incontrare un albero che vi colpisce subito per la sua forma, grandezza e qualit&agrave;. In genere gli alberi pi&ugrave; adattabili sono le conifere perch&egrave; pi&ugrave; semplici da curare e da formare in un vaso piccolo.<br>Le piante raccolte in natura sono dette araki, ed un ottimo araki deve avere determinate caratteristiche per conseguire buoni risultati.<br>La conformazioe dovrebbe essere tale da consentire un conveniente trapianto in vaso. Esso &egrave; un albero nano in vaso, appositamente educato a questo fine.<br>Bisogna raggiungere una forma piccola, ma compatta.<br>La pianta deve avere radici forti. L'albero deve possedere foglie piccole, folte e distribuite omogeneamente. La dislocazione dei rami deve essere movimentata onde la chioma assuma un aspetto imponente ed attraente. La pianta deve possedere suffucente vitalit&agrave; che assicuri una crescita normale e non dia preoccupazioni. Non deve elevarsi troppo in altezza; una statura naneggiante, ma piena di forza vitale, rappresenta l'ottimo.<br>La stagione miglore per scegliere l'araki &egrave; quello che precede il risveglio primaverile.<br>Le radici in quest'epoca, dopo la stasi invernale, trasportate in vaso, non subiscono danni, attecchiscono meglio e riprendono a vegetare con vigore. Il periodo pi&ugrave; adatto per il sistema yamadori cade fra gli ultimi di febbraio e la met&agrave; di marzo. Nelle alte e fredde montagne si sposta da aprile a maggio.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Dopo aver deciso la pianta da prelevare, si dovranno togliere le erbe che vi crescono intorno. Un attento esame dell'albero per deciderne la sua forma futura e quindi si taglieranni o si accorceranno i rami considerati inutili o troppo lunghi.<br>Per prelevarla dal terreno, se la pianta ha un tronco di 5-6 cm alla base, disegnate intorno alla pianta un cerchio del diametro di 10-15 cm. A questo punto fate un solco a forma di tazza ed alla fine otterrete il vostro Bonsai.<br>Ricordatevi di asportare tutto il pane di terra attorno alle radici, di avvolgerlo con muschio e portarlo delicatamente a casa.<br>Fate molta attenzione quando tagliate le radici, e specialmente il fittone. Queste devono essere tagliate obliquamente e decisamente con una forbice da potatura.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">E' molto importante avvolgere il pane di terra e muschio con un giornale per coprire le radici dall'esposizione alla luce, non pressare il pane di terra e mantenerlo umido.<br>Arrivato a casa ponete la pianta in un vaso o di legno, o di terracotta, mai di porcellana.<br>Per facilitare il drenaggio, partendo dal basso del vaso, il primo strato di terra nel vaso dovr&agrave; essere di terra drenante, per esemppio anche i granuli di laterlite. Il secondo da materiale terroso pulito di granulometria grossolana. Il terzo di materiale terroso pi&ugrave; fine. Il vaso deve avere un foro drenante alla base.<br>La terra non deve contenere eccessiva quantit&agrave; di fertilizzanti; deve per&ograve; risultare esente da insetti e da batteri nocivi.<br>Questo araki deve essere protetto dal sole, che pu&ograve; solo riscaldare il terreno. Deve essere inoltre protetto dal vento. Non dimenticarsi di innafiare la terra. E buona regola di usare come metro la fuoriuscita di acqua dal foro drenante. Questo per non lasciare mai le radici al secco. Seguendo queste prescrizioni nel giro di un mese si formeranno nuovi germogli, segno sicuro che l'albero ha attecchito. Anche le foglie, ogni tanto, devono essere spruzzate con acqua e questa operazione si chiama hamizu.<br>Fin tanto che la pianta non ha consolidati i suoi germogli, non bisogna usare fertilizzanti, dopo si pu&ograve; fertilizzare senza esagerazioni.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Un bonsai &egrave; una struttura artistica quindi ci sar&agrave; anche un senso dei rami. I rami che si sviluppano di lato sono rami che devono essere lunghi e folti di fogliame. Quelli di fronte e dietro invece devono essere corti. Quindi appena l'albero avr&agrave; attecchito bisogna pevedere cosa si vuole ottenere dai nuovi germogli. Se questi sono di fronte o dietro ed hanno eccessivo vigore si devono recidere alla base con le unghie. Due o tre settimane pi&ugrave; tardi nuovi germogli ( da 1 a 3 ) si origineranno vicino a quelli spuntati, ma non si allungheranno. Acceneranno invece a consolidarsi.<br>Da quanto si &egrave; detto risulta chiaro che, di solito, ci vogliono due o tre anni prima che la pianta, prelevata da un ambiete esterno, si trasformi in un Bonsai di apprezzabile qualit&agrave;.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">Un bonsai pu&ograve; facilmente morire per svariati motivi, ma essendo una creatura vostra diventer&agrave; sempre pi&ugrave; rigogliosa ed imponente a seconda dell'amore che gli date.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">AMARE UN BONSAI E' COME AMARE UN FIGLIO, E' PER SEMPRE.</p>
<p style="margin-top: 10px; margin-right: 0px; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; text-align: justify; padding: 0px; ">&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Informazione</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41392/i-giorni-della-merla-cosa-sono</guid>
	<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 15:54:34 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41392/i-giorni-della-merla-cosa-sono</link>
	<title><![CDATA[I giorni della MERLA, cosa sono?]]></title>
	<description><![CDATA[<p>A detta della tradizione i GIORNI della MERLA sono il 29, 30 e 31 gennaio, e vengono considerati i <strong>giorni pi&ugrave; freddi dell'anno,</strong>&nbsp;prendondo il nome <span>da un'antica leggenda .</span></p>
<p>Le previsioni meteorologiche di questa parte di gennaio sono in sintonia con le aspettatice: freddo, neve, gelo su tutta la penisola, che non sembrano smentire la leggenda che prevede che gli ultimi giorni di gennaio siano quelli pi&ugrave; freddi di tutto l'anno: ovvero i <strong>giorni della merla</strong></p>
<p><strong><img src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/e/e1/Merlo_bianco.jpg" alt="giorni della merla" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></strong></p>
<p>Ma perch&eacute; si chiamano cos&igrave;? Da dove deriva questo modo di dire?</p>
<p>La vera storia dei giorni della merla</p>
<hr>
<p>Un'antica leggenda racconta che, in un tempo lontano, una merla era perseguitata dal <strong>mese di gennaio</strong> che le faceva ogni tipo di dispetti e ogni volta lei fosse in procinto di uscire dalla sua tana per approvigionarsi di cibo, il <strong>mese Gennaio</strong> si divertivsse a soffiare <strong>vento gelido</strong> e a <strong>spruzzare neve</strong>, impedendo cos&igrave; all'uccellino, di fare provviste.</p>
<p>Un giorno, la merla, stufa di essere derisa, decise di fare provviste abbondanti nel mese di dicembre, cos&igrave; da poter affrontare il primo mese dell'anno in tutta sicurezza.<br><span style="font-size: 12.8px; ">All'epoca per&ograve;, <strong>gennaio durava 28 giorni</strong>, cos&igrave; trascorso questo periodo, credendo che il mese fosse terminato, usc&igrave; dal suo rifugio.</span></p>
<p>Ma gennaio, <strong>sentendosi preso in giro</strong> dalla merla, <strong>chiese sostegno a Febbraio</strong>, facendosi <strong>prestare tre giorni</strong> e cos&igrave;, quando l'uccellino &nbsp;usc&igrave; dalla tana, su di lei si abbatt&eacute; una bufera di neve e gelo, che costrinse la merla a rifugiarsi in un comignolo per tutto il mese di febbraio. <br>Terminato il freddo, l'animale pot&eacute; uscire, nel frattemo il suo piumaggio era diventato tutto nero a causa della fuliggine e da quel giorno in poi tutti i merli hanno il <strong>COLORE NERO</strong>, che tutti conosciamo.</p>
<p><img src="http://www.uccellidaproteggere.it/var/lipu/storage/images/le-specie/gli-uccelli-in-italia/le-specie-protette/merlo/merlo-1/92687-1-ita-IT/Merlo-1_scheda_specie_grande.jpg" alt="perch&egrave; del colore nero dei merli" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Per questo storiella popolare gli ultimi giorni di gennaio sono considerati <strong>i pi&ugrave; freddi dell'anno</strong> e prendono il nome di <strong>giorni della merla</strong>.</p>
<hr>
<p><strong>E questo gennaio 2017: la leggenda &egrave; confermata?</strong></p>
<p><strong>SITUAZIONE</strong> - Cambia ancora la situazione prevista per questi tre giorni, infatti venti di Libeccio porteranno piogge soltanto su alcune regioni tirreniche, e inizialmente le precipitazioni interesseranno anche il Sud.</p>
<p><strong>EVOLUZIONE</strong> - Dapprima un po' di instabilit&agrave; interesser&agrave; le due isole maggiori e le coste ioniche con piogge e locali temporali, poi venti di Libeccio porteranno pi&ugrave; nubi al Centro-Nord e con piogge soprattutto sulla Toscana e Liguria di Levante, altrove il tempo risulter&agrave; pi&ugrave; asciutto.</p>
<p><strong>NEVE</strong> - Dall'aggiornamento di oggi nessuna importante precipitazione nevosa, se non in Toscana, sopra i 1300 metri.</p>
<p><strong>TEMPERATURE</strong> - Nonostante questi giorni siano considerati come i pi&ugrave; freddi dell'anno, non sar&agrave; cos&igrave;. Infatti le temperature sono previste in aumento.</p>
<p><strong><br></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/2260/e-esistita-una-base-nazista-in-antartide--parte-1</guid>
	<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 15:16:50 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/2260/e-esistita-una-base-nazista-in-antartide--parte-1</link>
	<title><![CDATA[E' esistita una base nazista in antartide ?  - parte 1]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Nonostante la Seconda Guerra Mondiale sia <strong>finita da ottantant'anni</strong>, i discorsi sul Nazismo e su Hitler non hanno mai perso d'interesse nell'opinione pubblica.</p>
<p>Ancor oggi non esiste praticamente tv che non abbia nei suoi palinsesti documentari che trattano del tema della Seconda Guerra Mondiale e dei misteri ad essa connessi, dall'Olocausto alla salita al potere di Adolf Hitler nel 1933 e alla sua palese ossessione per l'esoterismo. E ancora i misteri della fine del regime nazista, dalle armi segrete che avrebbero potuto cambiare le sorti della guerra fino alla presunta morte dello stesso F&uuml;rher, sono alla base di congetture assai variegate, da quelle di tipo politico a quelle pi&ugrave; prettamente fantascientifiche.</p>
<p><img src="https://scienzamagia.eu/wp-content/uploads/2016/11/15027466_247546462327296_7955698802278604443_n.jpg" alt="nuova svevia" width="480" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Sono molti infatti gli ufologi che parlano apertamente dei <strong>dischi volanti nazisti</strong>: velivoli a <strong>propulsione magnetica</strong> denominati <strong>Haunebu</strong>, o anche chiamati Vril o V-7, in grado di volare a migliaia di km orari e capaci perfino di volo spaziale. Ma sebbene affascinanti, purtroppo gli Haunebu non possono sostenere le prove storiche che gli ufologi, ignoranti di aviazione, dimenticano di addurre. La realt&agrave; cruda &egrave; che Hitler e i suoi seguaci, per quanto geniali nell'arte ingegneristica, non ebbero mai le capacit&agrave; tecnologiche di costruire oggetti discoidali simili agli Ufo odierni.</p>
<p>Gli studi scientifici invece puntavano su invenzioni attuali come il motore a reazione, i missili e l'ala a freccia, altro che dischi volanti! E a queste scoperte i nazisti diedero la massima importanza, come testimoniano i progetti reali scoperti dagli Alleati a guerra finita, nel 1945. Anzi, fu proprio il saccheggio di aerei, sommergibili, missili e relativi scienziati progettatori da parte di Stati Uniti e Unione Sovietica (<em>con i nomi in codice di Operazione Paperclip per gli americani e Ovaskim per i russi</em>) a porre le basi tanto per il Programma Spaziale tanto per la Guerra Fredda e le invenzioni ad essa connesse, prima fra tutte Internet.<br>Quindi, l'ipotesi che i Nazisti avessero avuto contatti con gli abitanti della <strong>Terra Cava</strong> oppure con <strong>extraterrestri</strong>, i mitici <strong>Foo-Fighters</strong>, &egrave; assolutamente inattendibile: nessun disco volante, nessun prototipo segreto di tecnologia aliena, nessun Ufo con le svastiche&hellip; Ma altri temi legati alle realizzazioni segrete naziste potrebbero essere veritieri. E' il caso della <strong>Bomba Atomica tedesca</strong>, che secondo alcuni testimoni sarebbe stata sperimentata in due occasioni, ma senza giungere allo stadio operativo; oppure, &egrave; il caso della <strong>Base Antartica 211</strong>, chiamata a volte <strong>Neuschwabenland</strong>, a volte <strong>Neuberlin</strong>. Perch&eacute;, a nostro parere, tali scoperte possono essere verosimili? Sulla Bomba A tedesca si discute ancora; mentre per la base antartica, forse oggi disponiamo di sufficienti prove per capire quanto di vero ci pu&ograve; essere in questa teoria. Una teoria plausibile, per le prove che porteremo a sostegno.</p>
<p>Ma innanzitutto, facciamo un salto nel 1938 quando, in un clima di tensione generalizzata per l'annessione tedesca della regione dei Sudeti, il governo nazista organizz&ograve; una spedizione scientifica in Antartide. La zona prescelta, per scopi geografici ma prima ancora militari, fu la <strong>Terra della Regina Maud,</strong> un'area scoperta nel 1931 dai norvegesi ma mai occupata o studiata a fondo. Una buona occasione per rivendicare politicamente quel territorio e, a nostro parere utilizzarlo per scopi militari. Comunque sia, per non acuire le tensioni internazionali i tedeschi prepararono una spedizione civile: a bordo del mercantile modificato Schwabenland, comandato dal capitano Alfred Ritscher e con la collaborazione della compagnia di bandiera Lufthansa, centinaia di uomini tra biologi, cartografi, geologi, ingegneri e idrologi della Societ&agrave; Tedesca per la Ricerca Polare, con l'ausilio di due idrovolanti, partirono alla volta del continente antartico. In teoria a bordo avrebbe dovuto esserci anche l'esploratore e conquistatore del Polo Sud Richard Byrd, ma poco prima della partenza l'americano aveva declinato l'offerta. Il via si ebbe il <strong>17 dicembre 1938: i tedeschi toccarono la banchisa polare il 20 gennaio 1939</strong>. I due idrovolanti della missione effettuarono missioni di esplorazione, coprendo tra i 300mila e i 600mila kmq, scattando 11mila fotografie; ci fu un generale beneficio, in quanto la missione consent&igrave; un notevole salto di qualit&agrave; nella precisione delle mappe geografiche e delle misurazioni magnetiche del polo sud. I tedeschi effettuarono poi scoperte sorprendenti: aree libere dai ghiacci per la presenza di sorgenti calde e attivit&agrave; idrogeologica, scoperta dei venti antartici ad alta quota, analisi degli uccelli marini che si spingevano, inspiegabilmente, per oltre cento km all'interno del continente per nidificare. Il tutto in una regione che, come abbiamo visto qui, viene considerata dagli antichi la vera sede della mitica Atlantide&hellip; insomma, c'era di che stupirsi dalle scoperte tedesche, quasi che il Polo Sud non fosse stato quell'inferno di freddo e di ghiaccio che tutti si aspettavano. <br><br><br>La missione della <strong>Schwabenland</strong> termin&ograve; a met&agrave; febbraio '39, quando l'estate antartica stava finendo. Ma l'interesse nazista verso quel territorio che in onore della nave venne ribattezzato Neuschwabenland non cess&ograve;, anzi crebbe a dismisura. Hitler ordin&ograve; nel 1940 la costruzione di installazioni di appoggio per le operazioni dei sottomarini da guerra U-Boot nella regione delle Montagne di Muhlig-Hoffman, sempre nella Neuschwabenland. Queste installazioni di supporto forse erano dei semplici bacini di rifornimento di carburante e siluri: comunque sia, denota una crescente colonizzazione nazista dell'area. <br><br>Voci sostengono che i tedeschi scoprirono sotto i ghiacci un canale sottomarino, una vera spaccatura che tagliava in due il continente antartico consentendo ai sommergibili di utilizzare rotte alternative in grado di collegare il Sudamerica alla Nuova Zelanda e quindi di raggiungere il Giappone senza incappare nelle cacciatorpediniere alleate. Il fatto potrebbe essere plausibile, perch&eacute; per tutta la guerra vi fu un collegamento stabile via sottomarini tra la Germania e il Giappone, mai interrotto nonostante gli sforzi di americani e inglesi. Sempre le voci ben informate, ma qua siamo nel campo delle ipotesi, sostengono che questo canale, che taglia in due il continente antartico, in pi&ugrave; punti emerge oltre a superficie del mare, costituendo in pratica un gigantesco sistema di grotte sotto la crosta ghiacciata. Qualcuno azzarda persino le dimensioni della pi&ugrave; grande, che si estenderebbe per 50 km al di sotto della calotta polare e che al suo interno custodirebbe un lago di acqua allo stato liquido. Qui i nazisti avrebero costruito la pi&ugrave; impenetrabile base in loro possesso, la straordinaria <strong>Base 211</strong> o "<strong>Nuova Berlino</strong>". Una vera citt&agrave; sotto il ghiaccio, alimentata in parte con l'energia geotermica, avrebbe costituito l'ultimo, estremo baluardo nazista contro l'invasione alleata&hellip; Le testimonianze indicano che la Base 211 sarebbe stata iniziata nel 1942 mediante il trasporto di viveri e materiali ad opera di speciali U-Boot capitanati da ufficiali avvezzi alla navigazione polare, come quelli che prestarono servizio al largo della Norvegia.</p>
<p><img src="https://www.sheepletv.com/wp-content/uploads/2015/03/antarctic5.gif" alt="Foto di navi tedesche dirette verso l'antartide" width="434" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Questi uomini, utilizzando come punto di appoggio l'Argentina, avrebbero costruito la base in due anni, al punto che nel 1944 era in atto un graduale invio di materiale riservato tramite finanziamenti (<em>effettivamente stanziati</em>) da parte delle potenti SS. Perch&eacute; Himmler e i suoi scagnozzi avrebbero sprecato tanto denaro per inviare materiale nel nulla antartico? Evidentemente, qualcosa ci doveva essere&hellip; Secondo alcuni studiosi di misteri, tra gli oggetti che Himmler fece trasportare a Neuberlin ci fu l'originale della Heilige Lance, la Lancia di Longino. E tra gli oggetti che dovrebbero essere ancora presenti, vi sono i tanti tesori d'arte trafugati dai soldati tedeschi durante l'invasione di mezza Europa, tra cui la celebre Sala d'Ambra di San Pietroburgo, mai ritrovata. Ma perch&eacute; darsi tanta pena per questo trasferimento? Cosa nasconde in realt&agrave; il ghiaccio antartico? In teoria, <strong>Nuova Berlino</strong> rappresenterebbe il senso di quel Reich millenario teorizzato da Hitler e mai realizzato. <strong>Un regno tra fuoco e ghiaccio, molto wagneriano e valchiriesco,</strong> che avrebbe ospitato i veri rappresentanti della razza ariana, protetti dal mondo in attesa di riconquistarlo. Un'idea in linea con le folli teorie hitleriane e perfettamente in linea con il nichilismo nazista, a met&agrave; tra il sadismo pi&ugrave; atroce e il masochismo pi&ugrave; deleterio.</p>
<p>La <strong>Base 211</strong> nella Neuschwabenland avrebbe potuto essere anche l'ultimo rifugio per tanti gerarchi nazisti sfuggiti alla cattura al termine della guerra e tra questi il loro capo, <span style="text-decoration: underline; ">Adolf Hitler</span>. Le teorie sulla sua morte sono almeno tre e nessuna di esse &egrave; convincente: la probabilit&agrave; che l'ideatore del nazismo (e di tanti suoi maestri occulti che non compaiono nei libri di storia) possa essere sopravvissuto all'assalto sovietico al suo bunker a Berlino sono molte, basti pensare quanti sono i gerarchi scappati in Argentina con in beneplacito degli Alleati. Ma il concetto di una base nazista che abbia ospitato un <span style="text-decoration: underline; ">Hitler redivivo</span> e che sia ancor oggi esistente in Antartide contrasta con l'idea che abbiamo oggi del mondo completamente esplorato: e se cos&igrave; non fosse, verrebbe da chiedersi perch&eacute; nessuno si sia preso la briga di stanare questi nazisti superstiti, ammesso che siano esistiti. Ma la realt&agrave; &egrave; che forse tale operazione sia avvenuta realmente sotto mentite spoglie&hellip;</p>
<p><a href="https://connectu.it/pg/blog/gpiccoli/read/2261/base-nazista-in-antartide--parte-2">Continua</a> ...</p>
]]></description>
	<dc:creator>Giovanni Piccoli</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/13667/gennaio-il-mese-in-cui-si-dicono-pi-bugie</guid>
	<pubDate>Mon, 05 Jan 2026 15:10:09 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/13667/gennaio-il-mese-in-cui-si-dicono-pi-bugie</link>
	<title><![CDATA[Gennaio è il mese in cui si dicono più bugie]]></title>
	<description><![CDATA[<p><span style="font-size: 12.8px; ">Altro che buoni propositi di inizio anno che dovrebbero spingere ad essere pi&ugrave; buoni ed onesti. <br>Gennaio &egrave; di norma il mese &nbsp;in cui si dicono pi&ugrave; bugie: &egrave; quanto emerge da un sondaggio commissionato in Gran Bretagna nientemeno che dalla <strong>Twentieth Century Fox</strong>, che &egrave; stato pubblicato nei contenuti speciali dei dvd della terza serie del telefilm &ldquo;Lie to me&rdquo;.</span></p>
<p style="text-align: center; "><img src="https://cdn.psychologytoday.com/sites/default/files/blogs/1023/2013/12/139997-140543.gif" alt="gennaio il mese delle bugie" width="550" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>A favorire le bugie sono spesse volte gli stessi buoni propositi, o meglio quelli preannunciati a famiglia ed amici che molto spesso, si sa, non saranno mantenuti: ad esempio l&rsquo;intenzione di mettersi a dieta &egrave; quasi sempre una delle pi&ugrave; frequenti.</p>
<p>Altre bugie del periodo riguardano le esagerazioni su &ldquo;<em>quanto ci si &egrave; divertiti</em>&rdquo; a <strong>Natale</strong> e <strong>Capodanno</strong>, per <strong>vantarsi</strong> con gli amici, raccontando spesso di party hollywoodiani mentre invece si era a casa a guardare la tv.</p>
<p>La bugia pi&ugrave; frequente riguarda per&ograve; i soldi, ed in particolare si tende a nascondere (<em>al partner ma non</em> solo) quanto si ha speso veramente nei saldi di inizio anno.</p>
<p>Le bugie per&ograve; <strong>hanno sempre le gambe corte</strong>: pi&ugrave; della met&agrave; di quelli che mentono ammettono di essere stati scoperti quasi immediatamente.</p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
</item>
<item>
	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41146/curiosita-sul-natale</guid>
	<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 08:13:56 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41146/curiosita-sul-natale</link>
	<title><![CDATA[Curiosita' sul Natale]]></title>
	<description><![CDATA[<p><strong>Quando &egrave; nato Babbo Natale?</strong><br>Sembra che Babbo Natale, inteso come quell&rsquo;anziano signore vestito di rosso con la barba bianca e la pancia, sia nato nel 1931, inventato dalla Coca Cola per reclamizzare la famosa bevanda. L&rsquo;inventore sarebbe quindi un pubblicitario di nome Sundbolm. Non a caso i colori del vestito classico di Babbo Natale sono gli stessi della <a href="https://connectu.it/groups/profile/304/coca-cola-fan" target="_blank" title="Fan Coca Cola Gruppo">Coca Cola</a>. Anche le renne sono una trovata pubblicitaria della Coca Cola, mentre l&rsquo;originale Santa Claus era raffigurato su un cavallo bianco.<br><br>In realt&agrave; l&rsquo;immagine di Babbo Natale in bianco e rosso esiste gi&agrave; dal 1863 , e riprendeva la leggenda di Santa Claus.</p>
<p>In breve, la Coca Cola ha ripreso quanto gi&agrave; era stato creato, ma ha amplificato e standardizzato l&rsquo;immagine classica di Babbo Natale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center; "><img src="https://cloud.rtl.it/RTLFM/News/Article/1920xH/il-natale-nel-mondo-tra-tradizione-e-innovazione-wide-dh284.jpg" alt="natale" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p><br><strong>Chi &egrave; Santa Claus?</strong><br>In realt&agrave; il Babbo Natale della Coca Cola che ha preso stabilmente posto nell&rsquo;immaginazione collettiva riprende la tradizione di Santa Claus (in italiano San Nicola), protettore dei bambini e degli studenti. Secondo la leggenda l&rsquo;uomo, di origine turca e proveniente da una famiglia nobile e ricca, aiuto&rsquo; un&rsquo;altra famiglia caduta in rovina, dove tre ragazze avrebbero dovuto cominciare a prostituirsi per sopravvivere alla povert&agrave;. Il turco Santa Claus dono&rsquo; dei sacchi di monete d&rsquo;oro alle ragazze per fornir loro una dote tale da essere prese in sposa, ma trovando la finestra delle loro camera chiusa lascio&rsquo; cadere i sacchi dal camino. Da qui la leggenda dell&rsquo;uomo buono che porta doni passando dal camino.<br><br><strong>Perch&egrave; il Natale viene festeggiato il 25 dicembre?</strong><br>In realt&agrave; la data &egrave; sbagliata. Per convenzione nell&rsquo;anno 337 dopo Cristo il Papa Giulio I scelse questa data perch&egrave; giorno della festivit&agrave; romana del compleanno del sole. Da questo giorno in avanti infatti, il sole cominciava a sconfiggere il buio e le giornate si allungavano. Questa la scelta della chiesa romana d&rsquo;occidente, mentre la Chiesa Romana d&rsquo;Oriente continuo&rsquo; a festeggiare la nativit&agrave; del Cristo il giorno dell&rsquo;Epifania (6 gennaio).<br><br><strong>Ges&ugrave; &egrave; nato nell&rsquo;anno zero?</strong><br>In realt&agrave; no, sarebbe nato tra il 10 e il 4 avanti Cristo. L&rsquo;errore deriverebbe dagli errati calcoli del monaco Dionigi il piccolo che, nel tentativo di correggere il calendario pasquale, utilizzo per convenzione come data di nascita di Cristo il 25 dicembre 753 dopo la fondazione di Roma. Ma in realt&agrave; Cristo sarebbe nato sotto il regno di Erode, che mor&igrave; tre anni prima della fondazione di Roma, il monaco avrebbe dovuto utilizzare al massimo l&rsquo;anno 750 dopo la fondazione di Roma. Di qui l&rsquo;errore storico e il paradosso: Cristo sarebbe nato almeno 3 anni prima della nascita di Cristo.<br><br><strong>Perch&egrave; si addobba l&rsquo;albero di Natale?</strong><br>Nell&rsquo;antico Egitto, durante il culto del sole, si addobbava una piramide. Tradizione poi ripresa anche da altri popoli, tra i quali anche quelli del nord, che ovviamente sostituirono cio&rsquo; che non avevano con quanto disponibile: dalla piramide all&rsquo;abete. Le luci sull&rsquo;albero, come nel culto del sole, rappresentano la luce della vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><br><strong>Coincidenze con il culto del sole</strong><br>Nella seconda met&agrave; del mese di dicembre nell&rsquo;antica Roma vi erano i saturnali, ossia le feste in onore di Saturno, che celebravano la fine dei giorni piu&rsquo; bui in onore dell&rsquo;allungamento delle giornate. Tra le caratteristiche di queste feste: cessavano le attivit&agrave; pubbliche per qualche giorno (prime vacanze di Natale&hellip;) e abolizione -per qualche giorno- delle differenze sociali (a Natale siamo tutti pi&ugrave; buoni&hellip;)<br><br><strong>E lo scambio dei regali?</strong><br>Alla fine dei saturnali i cittadini si scambiavano miele, fichi e ramoscelli sacri, in onore di un&rsquo;antica tradizione portata avanti da Romolo, il fondatore di Roma. L&rsquo;usanza dello scambio dei regali &egrave; rimasta, rinforzata dal clima natalizio e dal marketing pubblicitario.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="https://www.magnaromagna.it">Fonte</a></p>
]]></description>
	<dc:creator>monica</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/44819/le-ricette-per-il-pranzo-di-santo-stefano</guid>
	<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 07:58:35 +0100</pubDate>
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	<title><![CDATA[Le ricette per il pranzo di Santo Stefano]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Per il men&ugrave; del <strong>26 dicembre</strong>, un buon brodo di carne in cui tuffare morbidi tortellini &egrave; quello che ci vuole! Le lasagne del men&ugrave; di Natale saranno ancora pi&ugrave; buone il giorno dopo, ma se avrete ancora voglia di cucinare, eccovi qualche ricetta carina!</p>
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<h3>Tortellini in Brodo di carne veloce, la ricetta come una volta</h3>
<p>Ingredienti</p>
<p>300 grammi farina<br>4 uova<br>100 grammi mortadella macinata due volte<br>100 grammi lonza di maiale<br>100 grammi prosciutto crudo macinato due volte<br>100 grammi parmigiano reggiano<br>20 grammi burro<br>q.b. noce moscata<br>q.b. brodo di carne<br>q.b. sale<br>q.b. pepe</p>
<p>&nbsp;<img src="https://www.lospicchiodaglio.it/img/ricette/tortellinibrodo.jpg" alt="tortellini in brodo" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<h3>Preparazione dei tortellini in brodo alla bolognese</h3>
<p>1) Cuoci per 3-4 minuti la lonza con il burro a fuoco vivo e salala. Passala 2 volte nel macina-carne e trasferiscila in una ciotola. Aggiungi la mortadella, il prosciutto, il parmigiano reggiano, 1 uovo, pepe e noce moscata. Amalgama bene.</p>
<p>2) Impasta la farina con le uova rimaste e sale, fai una palla, coprila con pellicola e lasciala riposare per 30 minuti. Stendila in sfoglie sottili e tagliala in quadrati di circa 3,5 cm di lato e distribuisci su ciascuno la punta di 1 cucchiaino di ripieno preparato.</p>
<p>3) Piega a triangolo ciascun quadrato e premi bene lungo i bordi. Tieni il triangolo tra 2 dita con il lato lungo verso di te e l'angolo opposto verso l'esterno. Fai combaciare i 2 angoli esterni, poi ruotali intorno al dito indice chiudendo ad anello.</p>
<p>4) Trasferisci man mano i tortellini in vassoi foderati con carta da forno. Portali a ebollizione con abbondante brodo di carne, tuffaci i tortellini, abbassa il fuoco e falli cuocere per 4-5 minuti. Spegni, lascia riposare i tortellini nel brodo per 2 minuti, versali nella zuppiera e servi in tavola.</p>
<hr>
<h2>&nbsp;Polpettone al forno con patate</h2>
<p>&nbsp;<img src="https://www.ricettedalmondo.it/images/foto-ricette/30402-polpettone-al-forno-con-patate.jpg" alt="polpettone al forno con patate" width="600" style="border: 0px; border: 0px; "></p>
<p>Ecco una buonissima ricetta del polpettone al forno con patate. Tutti gli ingredienti giusti e i consigli per preparare questo piatto in modo perfetto con ricetta molto facile in cui in meno di un&rsquo;ora riuscirete a preparare questo secondo piatto.</p>
<p>Ho preparato questo polpettone con le patate la settimana scorsa ed &egrave; venuto benissimo in quanto mi sono ricordato la regola base per preparare il polpettone al forno che &egrave; la proporzione della mollica di pane con la carne macinata.</p>
<p>Ma adesso vediamo nel dettaglio la ricetta di come preparare il polpettone al forno con patate con inoltre la spiegazione per preparare le patate a spicchi.<br>Ricetta polpettone al forno con patate</p>
<p><strong>Ingredienti per 6 persone</strong></p>
<p>Per il polpettone:</p>
<p>500 gr di macinato misto</p>
<p>250 gr di mollica di pane raffermo</p>
<p>100 ml di latte</p>
<p>1 ciuffetto di prezzemolo tritato</p>
<p>1 spicchio d&rsquo;aglio</p>
<p>1 uovo</p>
<p>2 cucchiai di formaggio grattugiato</p>
<p>2 cucchiai d&rsquo;olio d&rsquo;oliva</p>
<p>sale e pepe q.b.</p>
<p>Per le patate:</p>
<p>600 gr di patate</p>
<p>2 spicchi d&rsquo;aglio in camicia</p>
<p>1 rametto di rosmarino</p>
<p>3 cucchiai d&rsquo;olio d&rsquo;oliva</p>
<p>sale e pepe q.b.</p>
<p>Tempi di preparazione del polpettone al forno con patate</p>
<p>Tempo di preparazione: 15 min</p>
<p>Tempo di cottura: 45 min</p>
<p>Tempo totale: 60 min</p>
<p>&nbsp;</p>
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<h3>PREPARAZIONE del&nbsp;Polpettone al forno con patate</h3>
<p>Mettete la mollica di pane in una terrina e bagnatela con il latte. Schiacciate la mollica con le mani fino a farle assorbire tutto il liquido.</p>
<p>Tritate in modo molto sottile lo spicchio d&rsquo;aglio eliminando la parte interna di colore verde. Tritate anche il prezzemolo dopo averlo lavato ed asciugato per bene.</p>
<p>Ci sono alcune persone a cui non piace il sapore dell&rsquo;aglio, in questo caso potete anche evitare di metterlo, aggiungendo in alternativa un pizzico di noce moscata in polvere.</p>
<p>Prendete una ciotola e metteteci dentro il macinato di carne poi unite la mollica di pane strizzata, l&rsquo;uovo, il formaggio grattugiato, l&rsquo;aglio e il prezzemolo tritato. Aggiustate il tutto con un pochino di sale e pepe ed aggiungete anche due cucchiai d&rsquo;olio che servir&agrave; a favorire la cottura del polpettone al forno oltre a dargli un gradevole sapore.</p>
<p>Impastiamo il tutto con le mani fino a rendere l&rsquo;impasto del polpettone omogeneo.</p>
<p>Adesso bisogna dare la forma al polpettone, potete ungervi leggermente le mani con un filo d&rsquo;olio e modellate il polpettone dandogli la sua classica forma cilindrica.</p>
<p>Appoggiare il polpettone in una teglia foderata da carta forno.</p>
<p>passiamo alla preparazione delle patatate.</p>
<p>Lavare, sbucciare e tagliare a spicchi le patate. Per chi non conosce il modo per fare le patate a spicchi, basta dividerle a met&agrave; poi appoggiare la parte tagliata sul tagliere e dividerla pirma in due parti e poi dividere le parti tagliate in due met&agrave; uguali.</p>
<p>Di solito la parte del taglio dipende anche dalla grandezza delle patate ma una volta che le avete divise a met&agrave; potete decidere se ricavare pi&ugrave; o meno 4 spicchi per mezza patata.</p>
<p>In ogni modo, quando procedete alla preparazione delle patate mettetele man mano in una ciotola piena d&rsquo;acqua per non farle scurire. Alla fine scolatele e mettetele in una terrina e conditele con olio, sale e pepe. Dopo averle mescolate aggiungetele alla teglia del polpettone. In questo modo siamo sicuri che le nostre patate sia condite per bene.</p>
<p>A questo punto unite gli spicchi d&rsquo;aglio nella teglia e gli aghi del rametto di rosmarino.</p>
<p>Io consiglio sempre di unire l&rsquo;aglio in camicia in quanto rilascia il giusto aroma durante la cottura.</p>
<p>Accendete il forno ed impostate alla temperatura a 200&deg;C. Quando &egrave; giunto a temperatura, mettete il polpettone con le patate nella parte bassa del forno e lasciatelo cuocere per circa 45-50 minuti.</p>
<p>E&rsquo; consigliabile rigirare le patate almeno una volta durante la cottura. Ci sono alcune ricette in cui si aggiunge anche un mezzo bicchiere di vino nella teglia con il polpettone. Personalmente sconsiglio di aggiungerlo in quanto rende la parte di sotto, sia del polpettone che delle patate, troppo umida e alla fine non si ottiene una cottura uniforme sia del polpettone che delle patate.</p>
<p>Tornando alla ricette e in particolare al tempo di cottura del polpettone, vi coniglio di non superare mai i 50 minuti di cottura, perch&egrave; altrimenti il polpettone pu&ograve; diventare troppo asciutto all&rsquo;intenro mentre una cottura perfetta ci permette di cuocerlo in maniera giusta rendendolo ben cotto e succulento.</p>
<p>Quindi, quando il polpettone e le patate sono cotte togliete la teglia dal forno ed attendete almeno 5 minuti prima di tagliare il polpettone sia per facilitare il taglio che per far assestare la consistenza del polpettone.</p>
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<p>&nbsp;e <a href="https://www.connectu.it/discussion/view/44818" target="_blank" title="Pranzo di natale alternativo">ricordate il Men&ugrave; per un Pranzo di Natale alternativo</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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	<guid isPermaLink="true">https://msni.it/blog/view/41139/laltra-faccia-del-natale-stress-e-ansia</guid>
	<pubDate>Tue, 09 Dec 2025 07:55:15 +0100</pubDate>
	<link>https://msni.it/blog/view/41139/laltra-faccia-del-natale-stress-e-ansia</link>
	<title><![CDATA[L'altra faccia del Natale: Stress e Ansia]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Millle cose da fare, cene da preparare, figli da accontentare, mogli o <span>morose&nbsp;</span>insoddisfatte da rassicurare, regali da scegliere, parenti da incontrare.<br> Un italiano su due vorrebbe <strong>saltare il Natale</strong> senza mezzi termini, perch&eacute; non trae alcun giovamento da questa festivit&agrave;. Anzi, trova che questa festa gli metta ansia. <br>E' un dato che la dice lunga sulla festivit&agrave; pi&ugrave; lunga dell'anno e tratto dall&rsquo;ultimo sondaggio dell'Eurodap, l'Associazione Europea disturbi da Attacchi di Panico, che ha cercato di analizzare lo stato d&rsquo;animo degli italiani durante le festivit&agrave; natalizie ormai alle porte.</p>
<p><img src="https://cdn-prod.medicalnewstoday.com/content/images/articles/320/320453/woman-stressed-at-christmas.jpg" alt="stressa da natale" width="500" style="border: 0px; border: 0px; "><br><br>Al sondaggio hanno partecipato circa 1100 persone, uomini e donne, tra i 20 e i 60 anni. <br>Il 70% delle persone che hanno accettato il sondaggio afferma che questo sar&agrave; uno dei peggiori Natali tra quelli mai trascorsi. Per <strong>7 italiani su 10</strong> non c'&egrave; alcun entusiasmo rispetto alla festa di fine anno e il sentimento predominante per questo periodo, &egrave; l'ansia. Per <strong>8 persone su 10</strong> la paura del traffico e del caos prende il posto della gioia che di solito prevaleva in questo periodo. Il <strong>70%</strong> degli intervistati ha affermato che l'idea di partire in questo periodo &egrave; ritenuta rischiosa a causa del terrorismo galoppante. <br>Infine uno su due afferma che non si muover&ograve; da casa a causa di problemi economici e della paura degli attacchi terroristici.<br><br>"Il questionario ha messo in luce l'altissimo livello di stress in cui stiamo vivendo sia per la crisi economica, che fa sviluppare una grave incertezza per il futuro, sia per la minaccia terrorismo che non risparmia con la sua imprevedibilit&agrave; nessun tipo di meta. <br>Lo stress che stiamo accumulando &egrave; una grave minaccia per il nostro umore e per la nostra salute. Paralizzarci, restare bloccati, impauriti e minacciati &egrave; il comportamento peggiore e pi&ugrave; autodistruttivo che possiamo mettere in atto - avverte - Dobbiamo assolutamente reagire e riprenderci la nostra voglia di vivere. Anche i nostri figli hanno bisogno di un futuro meno allarmante; ma con i bambini non serve fingere perch&eacute; ascoltano, odorano il nostro stato d'animo al di l&agrave; delle parole".<br><br>Secondo Vinciguerra,&nbsp;psicoterapeuta e presidente Eurodap, "<em>ognuno all'interno delle sue possibilit&agrave; deve cercare di uscire dalla paralisi. Cominciamo subito ad organizzare incontri con amici e parenti , non parliamo di problemi ma di progetti, giochiamo ai classici giochi natalizi, ritroviamoci con le amiche per cucinare insieme e fare dolci, mentre i nostri figli respirano aria di leggerezza e affetto e non tristezza e preoccupazione. La cosa importante in questo momento - conclude - &egrave; scambiare, reagire, sperare, fare</em>".</p>
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	<dc:creator>lilian</dc:creator>
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